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Tirreno Power, Atzori (Uisv): “Non possiamo buttare via questo progetto”

Vado Ligure. “Ci vogliono garanzie ambientali e occupazionali, certo, ma si tratta di un investimento talmente importante – e “unico” a livello italiano – che non è possibile ignorarlo”. La pensa così il presidente dell’Unione Industriali di Savona Fabio Atzori a proposito del progetto di ampliamento della Tirreno Power. “Concordo con il direttore Gosio che senza il progetto di ampliamento questa centrale rischia di avere nel medio-lungo periodo un gap di competitività che sarà difficile colmare”.

“E’ evidente – dice Atzori – che non poter rilanciare il sito potrebbe portare alla chiusura dell’azienda a medio termine. Mi sento però ottimista. Credo che, di questi tempi, nessuno possa ignorare un investimento di questa portata in Italia. Oggi nel nostro Paese non ci sono progetti di queste dimensioni approvati e finanziati: dunque se ne deve parlare per forza, e in maniera seria, con un vero tavolo di confronto e analisi. Al momento, a livello nazionale, paghiamo l’incomprensibile crisi di governo e la mancanza di un referente al Ministero dello Sviluppo Ecomomico, ma non possiamo farci sfuggire queste occasioni. Ovvio che chiediamo garanzie occupazionali e ambientali, anche perchè questo progetto, grazie al suo indotto, avrà benefici per molte aziende del territorio”.

Quanto al rapporto con gli enti locali ed il territorio: “In primis è la Regione che deve convincersi di questo progetto e partire con un tavolo concreto che arrivi a definire se l’ampliamento si farà o meno. E’ venuto il momento di decidere, e in fretta…”.

Commenti

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  1. Scritto da Riccardo Ciccione

    In tempi passati e non molto l’esimio Sig.Atzori aveva dichiarato di aver preso in seria considerazione il problema dell’inquinamento inquanto padre di giovani figli e alla loro salute è strenuamente apprensivo percui, date le garanzie da Tirreno Power s’è tranquilizzato.
    Beato Lui !!! Il Sig.Atzori oltre che essere Presidente degli Industriali è principalmente amministratore unico delegato della Demont S.p.A. socetà specializzata e collaboratrice della Ansaldo di cui la TirrenoPower è il maggior cliente quindi a fronte di una prospettiva di investimento di oltre 800 Mln di € non si possono far sfuggire queste occasioni si può anche soprassedere ai problemi salutari ognuno di noi ha le proprie idee.

  2. Scritto da Resist

    Negli USA, molti Governatori – compresi quelli di California, Florida, Michigan, Washington, Wisconsin – fanno opposizione alla costruzione di nuove centrali a carbone…. Sono forse ciechi ambientalisti?
    I problemi sono molteplici: quelli della CO2, che provoca effetto serra, la quantità di ceneri che non si sa più dove mettere in sicurezza (130 milioni di ton. /anno), inquinamento di terra e di aria per mercurio, arsenico, piombo, ecc.
    Danimarca e Nuova Zelanda hanno vietato per legge nuove centrali a carbone.
    La stessa Cina sta rallentando sul carbone e presto supererà gli USA nella generazione dell’energia del vento.
    Possibile che non si riesca a ragionare seriamente su questo problema?
    Il futuro è delle fonti di energia alternative (incluso il risparmio energetico).
    Sviluppo e occupazione sono ormai in questa direzioen. E’ bene che se ne convincano industriali e sindacati.
    La popolazione non accetterà mai più di venire intossicata da impianti obsoleti che devono essere assolutamente chiusi.

  3. Scritto da Marrasso T.

    Perchè potrebbe essere un’opportunità unica per la provincia.
    Penso che facendo valutare da esperti il progetto si possa capire e decidere se questo è realizzabile o meno.
    Non conosco nessuna azienda che produce per hobby.
    Non si tratta di prendere o lasciare è un po’ più complessa la cosa, ovvero se si relizza il progetto si prospettano diverse cose come Impianti nuovi con abbattimento delle emissioni, occupazione e relativo rilancio economico della provincia.
    Se non si realizza non chiude mica domani. Investimenti ZERO per i prossimi 10 o 20 anni si produce con gruppi vetust,i si fanno solo profitti e quanto l’impianto non funziona più si butta e si chiude.
    A me invece mi viene spontanea n’altra domanda ma tutti sti ecologisti dove sono?
    Io vedo solo autovetture, moto, centri commerciali, fabbriche ecc.
    Le vedo solo io? Ho solo io un’auto? Ho solo io un televisore? Mah!
    Un PC di sicuro no non sono l’unico ad averlo!

  4. hi-tech
    Scritto da hi-tech

    Ecco i motivi per cui non è possibile affidare ad un lupo la custodia del gregge. La logica spietata aziendalistica non puo’ permettersi di considerare nessun altro aspetto che cosideri la sostenibilità ambientale. Questo accade in ogni dove e in ogni sistema. Per ciò è opportuno che gli organismi istituzionali facciano il loro lavoro e mettano “i paletti” dove occorre ponendo un freno alla spietata logica della produzione. I problemi sorgono quando chi è preposto a mettere i paletti e stà al governo, guarda caso, ha un leggero conflitto di interessi e i “paletti” li mette un po’ come vuole…
    Non aspettiamoci che la lobby degli industriali si preoccupi dei problemi ambientali. Questo non è ancora un paese così civilizzato! …Siamo ancora in una fase-coda del miglior socialismo craxiano… ove le richieste dei pochi, paradossalmente, invocando presunti e inesistenti interessi per la collettività, vengono troppo spesso assecondati a discapito del resto del popolo (tanti) immolando macroscopici diritti fondamentali sull’altare del profitto.
    Il futuro, speriamo, dovrà essere diverso.

  5. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    Leggendo il titolo mi viene spontanea una domanda…..
    .
    Perche?
    .
    Scrivere che si deve accettare perche’ e’ l’unico investimento importante ….. senza considerare la validita’ e’ un sistema poco corretto.
    .
    Se e’ bene si va’ avanti se e’ una cosa sbagliata no, di fronte ad un prendere o lasciare l’unica risposta corretta e’ lasciare.