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Spaccio internazionale di cocaina, rito abbreviato per 4 persone: udienza rinviata foto

Savona. Questa mattina, davanti al gup Barbara Romano, sono comparsi i quattro protagonisti di una storia di traffico internazionale di stupefacenti. Si tratta di Davide Mannarà, 30 anni, imprenditore, Salvatore Nocerino, 53 anni, originario di Portici ma residente a Vairano Patenora, e di Francesco Caliendo e Luca Nastasi, entrambi ventisettenni (il primo originario di Cosenza, il secondo imprenditore trasferitosi da Gela a Savona).

I quattro erano stati arrestati nel giugno del 2009, al termine di una complessa indagine, dagli uomini della squadra mobile di Savona. Nell’operazione erano stati sequestrati oltre 5 chilogrammi di cocaina per un valore “commerciale” ben superiore al milione di euro. Secondo il quadro accusatorio, Nocerino, autista di un camion, trasportava le partite di “polvere bianca” dalla Spagna all’Italia su disposizione di Mannarà, che teneva i contatti iberici. Nell’abitazione di quest’ultimo, in via Mignone, gli investigatori avevano rinvenuto una pistola con la matricola abrasa (Beretta calibro 22), che era stata sequestrata.

All’epoca degli arresti erano finiti sotto sequestro anche 4 mila euro, il probabile compenso destinato a Nocerino per il servizio di trasporto. Il camionista era stato bloccato al casello di Varazze. Materiale di confezionamento delle dosi era stato trovato invece in un garage di proprietà di Nastasi. I quattro sono stati ammessi al rito abbreviato ma questa mattina non si è arrivati ancora alla conclusione del giudizio. Il gup ha infatti rinviato l’udienza al prossimo 19 novembre perché il legale di Mannarà, l’avvocato Carlo Biondi, ha presentato un eccezione di incompetenza territoriale che il giudice ha dovuto valutare. L’istanza è stata comunque rigettata e quindi il 19 si dovrebbe procedere regolarmente alla discussione.

Da questi arresti aveva poi anche preso le mosse l’operazione, condotta da Polizia di Stato e Guardia di Finanza, “Re Mida” che aveva permesso di smantellare un’organizzazione criminale di narcotrafficanti e aveva permesso di sequestrare beni per un valore di circa dieci milioni. Sotto sequestro erano finite società, capitali e aziende in Liguria e Roma. In particolare società che si occupavano di compravendita di oro usato pagando per contanti: “A peso d oro” e “Proposte d’oro”.

Commenti

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  1. mantide
    Scritto da mantide

    Non sono un addetto ai lavori ma, dopo più di un anno, parlare di rito abbreviato, posticipato anche a novembre mi fa un po’ ridere, ma poco è, non tanto.

  2. Giudice
    Scritto da Giudice

    Stiamo parlando di malavita di un certo spessore. Non di microcriminalità. Staremo a vedere l’esito del processo e la pena finale.
    A me vien già da ridere….