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Scuola, l’assessore Sorgini: “280 precari, un taglio alla qualità”

Savona. Lunedì primo giorno di scuola in Liguria e provincia di Savona. Un inizio dell’anno scolastico pieno di interrogativi e che paga un gap di 280 precari sparsi sul territorio provinciale. “Più che una riforma è stato un taglio alla qualità della scuola – ha detto l’assessore comunale Isabella Sorgini -. Mi auguro che con il patto siglato dal Comune si possa affrontare con più serenità questo nuovo anno, anche se le incognite restano. L’orario corto crea un forte problema per le famiglie ed è necessario sviluppare percorsi formativi anche per le ore pomeridiane”.

Quanto al progetto varato dalla Regione Liguria sul reinserimento dei precari liguri, con 3 mln di euro messi a disposizione delle varie realtà provinciali: “Il Comune di Savona ha già dato mandato per sviluppare i progetti che dovranno concorrere per ottenere i finanziamenti regionali. Si è creata una rete territoriale sulla base delle esigenze dei singoli istituti, con la speranza che il personale rimasto fuori dalle graduatorie possa trovare occupazione e dare sostegno alla nostra scuola” ha concluso la Sorgini.

Commenti

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  1. sampei29
    Scritto da sampei29

    enrico fuoridalcoro
    complimenti per le tue idee, spero che non siano in tanti a pensarla come te!

    un’ultima cosa
    l’Italia è il paese con il più alto rapporto docenti allievi (uno ogni 12 contro l’1 ogni 10 di francia e germania)
    guarda che quello che hai scritto significa che negli altri paesi a parità di alunni il numero di insegnanti è più alto che in Italia
    forse un ripassino di matematica non guasterebbe, ovviamente con insegnante precario!

  2. Scritto da fabrizio2001

    altro che provocazione!!! Spero che la tua ultima frase valesse come “ironia”, secondo l’antico metodo socratico, perchè si tratta proprio di una autentica p****nata… mi auto-modero, che è meglio, va…
    Ben vengano gli scioperi nel comparto istruzione, che fino a prova contraria è l’UNICO settore lavorativo in cui esista un’autentica tutela sindacale verso lavoratori precari e a tempo determinato, nonchè una certa capacità di associazionismo…
    In qualunque altro settore lavorativo, dalla metallurgia al terziario, dai servizi ospedalieri alle pubbliche amministrazioni, i precari ci sono, ma non si vedono… un esercito di scheletri invisibili…
    E te lo dice uno che è precario da ormai 12 anni (e risulta “ai fini statistici” pienamente occupato, malgrado la media dica 7-8 mesi di contributi l’anno).. E che per tentare di uscire da questo circolo vizioso ha cambiato 4 diversi lavori, passando dalla pubblica amministrazione per 4 enti locali diversi, al privato per una grande compagnia italiana e una multinazionale…
    Tutte ti spremono come limoni, salvo sbatterti fuori al minimo accenno di reazione…
    La differenza è che almeno nel privato si riesce a fare carriera (apparente) e ad avere aumenti di stipendio (minimi) anche con contratti atipici…
    Nel pubblico te lo scordi… Oltre a doverti sobbarcare il lavoro di quella (per fortuna molto piccola) parte di “indeterminati” che non muovono un dito e aspettano che ci pensi tu…
    Tu dici che qualcuno prima o poi dovrà spiegarci che la pacchia è finita e i soldi non ci sono? Ma questo me lo devono dire i miei cari governanti, a parole chiare e comprensibili, poi vediamo la reazione….
    Si muovano a trovare una soluzione, perchè il popolino è rimbecillito, ma comincia ad avere fame…
    E quando ad avere fame sono tante persone, magari giovani e con nulla da perdere, purtroppo la storia insegna che scoppiano le rivoluzioni…

  3. Scritto da Riverbero

    Beh la soluzione non può essere certo avere delle classi da 30 alunni..

  4. enrico fuoridalcoro
    Scritto da enrico fuoridalcoro

    bel tema quello dei precari, purtroppo qualcuno prima o poi a questi poveri ragazzi dovrà spiegare che la ricreazione è finita, l’indebitamento pubblico non può essere spinto ad oltranza, che l’Italia è il paese con il più alto rapporto docenti allievi (uno ogni 12 contro l’1 ogni 10 di francia e germania). Dovrà spiegar loro inoltre che i privilegi dei professori di ruolo tra i quali: aspettative, congedi quadriennali per maternità (e il corpo docente è formato dall’80% di donne), assurdi part time a 8 ore, rendono ancora più difficile il loro inserimento. Il motto lavorare meno, lavorare tutti (anceh se capre e ignoranti basta che votassero bene) ha fatto si che le risorse della scuola finissero solo in stipendi ai professori e ad alimentare le clientele con buona pace della scuola di qualità! Altro che Gelmini che non avendo più risorse illumitate fa quello che può. La qualità della scuola deve passare attraverso la selezione degli insegnanti in base alle capacità non alla graduatoria, in base alla disponibilità di insegnare full time per esempio.Infine una provocazione, uno che fa il precario per 10 anni vuole dire che se lo può permettere altrimenti cercava un altro lavoro!