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Savona, accordo con la Banca d’Italia: 5 milioni e 400 mila euro al Comune

Savona. Presso la storica sede della Banca d’Italia, è stato firmato l’atto notarile tra Comune di Savona e Banca d’Italia che conferisce al Comune 5 milioni e 400 mila euro, frutto dell’intensa trattativa guidata dal Sindaco Federico Berruti, in merito all’accordo circa il riconoscimento dei crediti vantati dal Comune per la dismissione della sede della Banca d’Italia nel palazzo di Piazza Mameli, come da convenzione stipulata dai due enti nel 1870.

La firma sull’atto notarile è stata effettuata dalla Direttrice della Banca d’Italia di Genova, Letizia Radoni e, per conto del Comune di Savona, dal Vicesegretario Clara Oliveri, presenti il Sindaco di Savona Federico Berruti, il Direttore Generale Vincenzo Filippini, e Cristina Rossello che ha seguito insieme agli uffici comunali l’iter della pratica che ha portato ad un risultato importante, sulla scorta dell’antico documento siglato il 5 aprile 1870 dal sindaco dell’epoca Luigi Corsi con i vertici di Banca d’Italia, e che prevedeva, in caso di dismissione da parte della Banca d’Italia della propria sede nel palazzo di Piazza Mameli, un indennizzo al Comune di Savona a fronte della rinuncia da parte del Comune all’esercizio del diritto di riscatto previsto nell’originaria convenzione.

Subito dopo la firma, è stato consegnato ai rappresentanti del Comune di Savona l’intero ammontare della cifra suddiviso in 11 vaglia non trasferibili, 10 da 500.000 euro, e uno da 400.000 euro,  oggi già consegnati alla Tesoreria Comunale.

Il Sindaco di Savona Federico Berruti ha affermato “Sono molto soddisfatto per l’esito felice della trattativa e per il risultato concreto che oggi portiamo alla città di Savona. Intanto per i tempi: grazie a tutti coloro che hanno lavorato alla trattativa, e mi riferisco sia ai nostri uffici e ai nostri dirigenti che a Cristina Rossello che ha da subito seguito la pratica con grande impegno e passione per la propria città, è stato possibile portare a conclusione un iter complesso con un risultato molto concreto per le casse comunali.  Poi c’è la vicenda storica, importante, del sindaco Luigi Corsi che nel 1870 ha capito l’importanza della trattativa in favore del proprio territorio e della propria comunità, un vero e proprio esempio di marketing territoriale ante litteram.”.

“C’ è poi una ricaduta concreta che ci evita di aumentare le tasse comunali: è anche grazie a questa operazione che, differentemente da altre amministrazioni, abbiamo potuto finora mantenere i nostri servizi sociali ed evitare di aumentare il carico fiscale nei confronti dei cittadini, nonostante gli ampi tagli finanziari determinati dal governo centrale. Ora c’è l’aspetto dell’utilizzo futuro dell’immobile; in quest’ottica la Banca d’Italia ci ha assicurato, come è del resto nei vincoli del nostro accordo, che l’utilizzo di questo bene vincolato e dichiarato di interesse storico e artistico dal Ministero per i Beni Culturali sarà di prestigio ed adeguato alla sua storia e alla sua posizione di quinta naturale dietro il Monumento ai Caduti di Piazza Mameli. E’ stata una trattativa complessa e difficile ma che siamo riusciti a condurre in porto mettendoci impegno e fermezza nella difesa di un accordo stipulato oltre un secolo e mezzo addietro” ha concluso Berruti.

Afferma l’Avvocato Cristina Rossello “L’impegno e la credibilità delle posizioni del Comune, sostenute fin da subito con la Banca d’Italia, hanno trovato un pieno riconoscimento al punto che i massimi vertici hanno tutelato e garantito il rispetto di accordi ultrasecolari tra le istituzioni, reciprocamente”.

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