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Sanità, Uil: “Garanzie per il nuovo Santa Corona, potenziare Albenga”

Pietra L. “Sul nuovo progetto per l’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure aspettiamo di conoscere nel dettaglio l’operazione, i costi, come e con quali tempi verrà realizzato. Una cosa è certa: il nostro sindacato chiede il mantenimento di tutte le specialità presenti nel nosocomio pietrese, senza alcun depotenziamento dell’offerta sanitaria e ospedaliera”. Così il segretario provinciale della Uil Silvio Valdiserra, che ha parlato a tutto campo dei problemi della sanità nel ponente savonese.

“Per il nuovo Santa Corona è necessario verificare la compatibilità edilizia e territoriale del progetto, noi siamo aperti al confronto a patto che non ci siano colpi di mano a danno dei lavoratori e dell’utenza del comprensorio” ha aggiunto Valdiserra. Il segretario della Uil ha inoltre presentato un documento risalente al 2007 che già prevedeva la creazione di un unico padiglione interno riservato alle sale operatorie, con la richiesta dell’allora direttore del Santa Corona Flavio Neirotti di un finanziamento per l’operazione. Allora già nel 2007 c’era un progetto embrionale di creazione di monoblocco? Si chiede Valdiserra.

Quanto alle problematiche che hanno alimentato anche il dibattito politico sulla sanità Valdiserra ha affermato come il “Trauma Center non è stato altro che il riconoscimento ufficiale di quello che già di fatto esisteva…”. Preoccupazione è stata invece espressa per il possibile trasferimento della Pneumologia all’ospedale di Albenga con la perdita di quattro posti letto per malati acuti. “Ci hanno spiegato che per ristrutturare il padiglione “Elio” servono 1,5 mln di euro che oggi non ci sono, invece basterebbe trasferire il reparto al Padiglione 18 dell’ospedale pietrese, quindi crediamo che questo non sia altro che una delle compensazioni per Albenga dovute alla perdita di ostetricia”.

Proprio sul tanto discusso reparto nascite per il ponente Valdiserra ha ribadito che l’ostetricia e la ginecologia non possono che trovare collocazione in un DEA di II° livello, lasciando comunque aperta l’opzione di rendere operativa anche Albenga: “L’importante è dare risposte certe e creare un servizio che risponda a logiche sanitarie e scientifiche, anche sulla base delle risorse a disposizione. Comunque bisogna dare conto dei soldi investiti per un reparto non ancora attivo e che probabilmente non lo sarà mai”.

Sull’ospedale di Albenga il segretario provinciale Uil ha sottolineato l’urgenza nell’attivazione della rianimazione sette giorni su sette, oltre alla necessità di sviluppare un modello di assistenza organizzato e che possa contare anche su un interscambio organico di interventi da parte dei medici tra Pietra Ligure e Albenga.

Valdiserra è tornato anche sul servizio dell’automedica Sierra 4 per il bacino finalese: “E’ mesi che sentiamo che a breve sarà operativa tutto l’anno, ma da parte della Asl 2 non sono ancora rrivate certezze sui tempi effettivi di attivazione: questo territorio non può più aspettare”.

Infine il grido di allarme lanciato per il personale, con al centro la volontà di esternalizzare i servizi di RSA (come ad esempio ad Alassio e Varazze): “In questo modo, in relazione ai tagli imposti sulla sanità, la Asl 2 spera di recuperare dipendenti da dirottare negli ospedali, ma questo comporterà una carenza del servizio di assistenza”.

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