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Rissa al bar della stazione di Cengio, in 3 a giudizio: ascoltato testimone

Savona. Nel giugno del 2005 erano rimasti coinvolti in una maxi-rissa con quattro feriti, tra cui due carabinieri, al Bar Italia della stazione di Cengio ed erano finiti in manette. Questa mattina per tre dei protagonisti di quell’episodio si è celebrato il processo in Tribunale a Savona. Si tratta di L.T., di origine torinese ma residente a Cengio, di sua madre C.Z. e di M.P., sempre di Cengio.

Secondo il quadro accusatorio la rissa era stata scatenata da uno screzio per futili motivi tra L.T. e un ragazzo tunisino. Il piccolo diverbio, avvenuto al pomeriggio davanti al bar sembrava finito essersi risolto ma quella stessa sera, intorno alle 21,30, il torinese, armato di un coltello da cucina, e spalleggiato da M.P., era tornato nel locale dove l’immigrato stava giocando ai video-giochi, per definire una volta per tutte la questione rimasta in sospeso dal pomeriggio.

A quel punto, il tunisino sarebbe stato affrontato dai due rivali che nel frattempo erano stati raggiunti dalla madre e dalla sorella di L.T. fuori dal bar. Ne era scaturita una rissa violentissima che non si era placata nemmeno all’arrivo dei militari che erano anche stati presi a calci e pugni. Vista la situazione erano poi intervenute due pattuglie, oltre alle ambulanze della Croce Rossa di Cengio e all’automedica.

Finalmente, una volta sedata la rissa, i protagonisti, due dei quali, per aver riportato ferite lievi, erano stati prima medicati in ambulanza (i due militari aggrediti erano invece stati trasportati al Pronto soccorso dell’ospedale cairese con prognosi di 30 giorni), erano stati portati in caserma. I due cengesi, la donna e il tunisino erano stati arrestati e poi trasferiti in carcere, mentre la minorenne denunciata a piede libero era stata temporaneamente affidata a dei vicini di casa.

Questa mattina in aula è stata ascoltata la testimonianza del titolare del bar che ha ricordato i fatti di quel giorno. Il gestore del locale ha anche confermato, allarmato per quanto stava accadendo, di aver chiamato i carabinieri. Il giudice ha poi deciso di rinviare il processo per la discussione al 22 ottobre prossimo.

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