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Processo Bruno: ecco come Tomaso trascorre le sue giornate

India. Ancora non si hanno notizie sul resoconto dell’udienza che prevedeva la deposizione dei due testimoni chiave nella vicenda del processo Tomaso Bruno, accusato di aver ucciso insieme all’amica Elisabetta Boncompagni, il compagno di viaggio Francesco Montis. In programma per oggi la testimonianza del manager dell’hotel “Buddha” dove i tre giovani alloggiavano, il poliziotto che ha seguito l’indagine e il medico legale che ha eseguito l’autopsia sul corpo di Montis.

Il padre di Tomaso ai microfoni di IVG appare fiducioso e positivo e in attesa della mail con il resoconto dell’avvocato, attende con pazienza la prossima udienza fissata per martedì 21 settembre, che aggiungerà un nuovo tassello a questa complicata vicenda. Intanto al telefono il padre di Tomaso ci ha raccontato come il figlio trascorre le sue giornate rinchiuso nel carcere indiano da quasi sette mesi.

“I carceri in India sono molto diversi da quelli italiani. Non ci sono celle ma baracche. L’edificio in cui sono rinchiusi Tomaso ed Elisabetta conta quasi 2500 persone divisi tra uomini e donne. Tomaso vive in una baracca insieme a 140 detenuti. Ogni mattina escono, le guardie li contano e poi possono trascorrere il tempo a girare “liberi” in cortile. La maggior parte dei detenuti, alcuni dei quasi sono anche accusati di crimini gravi ed efferati, si trovano in attesa di giudizio e solo pochi di loro hanno ricevuto una condanna di pena. Mio figlio è un ragazzo molto rispettoso, si è ambientato anche se il limite più grande è naturalmente la lingua, pochissimi parlano l’inglese. Uno dei pochi con cui ha fatto amicizia è un esule tibetano che ha una discreta cultura e con cui Tomaso passa la maggior parte del tempo”.

“Ogni volta che andiamo a trovarlo gli portiamo libri e riviste perchè mio figlio cerca di tenersi aggiornato e di sapere quello che succede nel mondo. Naturalmente in carcere non hanno nessun computer dove poter consultare internet, ci sono solo due televisori che hanno solo due canali locali che trasmettono programmi in indi. Tutte le settimane Tomaso riesce a vedere Elisabetta per un’ora il sabato. Per lei è molto dura. Nell’edificio ci sono meno donne rispetto che uomini, nella sua baracca sono in 60 ma nessuna di loro parla inglese”.

“Per quanto la situazione che sta vivendo mio figlio sia drammatica, sta reagendo bene, con le guardie ha un ottimo rapporto, è rispettato e non crea mai problemi. Tempo fa c’è stata una festa religiosa a cui in India tengono molto. Lui si è adeguato alla situazione e all’ambiente senza fare storie. Tra le cose più negative i servizi igienici che si trovano in pessime condizioni essendo delle vere e proprie latrine all’aperto, la lentezza infinita con cui trascorrono le giornate e naturalmente la nostalgia dell’Italia. Il coprifuoco serale scatta intorno alle otto di sera, mio figlio poi si addormenta verso le dieci e mezza. Alla dieta vegetariana ormai si è abituato, quando andiamo a trovarlo possiamo portargli solo determinati cibi e di certo non la carne e il pesce che sono banditi per motivi religiosi” ha concluso il padre di Tomaso.

Per fortuna durante le udienze – si legge sulla pagina Facebook della mamma di Tomaso – Tomaso ed Eli possono mangiare sandwich con pollo e uova che il mitico Mr.Shankar gli  porta dall’Hotel”.

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