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Presunti illeciti nello smaltimento dei rifiuti: assolto l’ad della Sv Port Service

Savona. Assolto perché il fatto non sussite. Si è chiuso nel migliore dei modi per Mariano Rosasco, amministratore delegato della Sv Port Service Srl, una società partecipata al 47% dall’Autorità Portuale, il processo che lo vedeva seduto sul banco degli imputati per presunti illeciti nello smaltimento di rifiuti pericolosi provenienti dalle navi che fanno scalo nel porto di Savona.

Il giudice, dopo aver ascoltato alcuni testimoni, non ha quindi ravvisato nessuna irregolarità nell’operato della società che gestisce la fornitura dei servizi generali, necessari al funzionamento del porto, tra cui acqua, energia elettrica e, appunto, il ritiro rifiuti. Proprio per le modalità con cui venivano smaltiti i rifiuti, Rosasco, che nel processo è stato assistito dagli avvocati Amedeo Caratti e Massimo Badella, in qualità di rappresentante della Sv Port Service, era finito nel mirino della Procura.

Secondo il quadro accusatorio la società avrebbe infatti raccolto e smaltito dei rifiuti pericolosi provenienti dalle navi senza però osservare le prescrizioni contenute nelle autorizzazioni per eseguire tali operazioni. Inoltre alla Sv Port Service veniva anche contestato di aver tenuto in deposito “materiale esplodente” (tra cui razzi di segnalazione e fumogeni) senza la necessaria licenza e le cautele prescritte.

Il processo aveva preso le mosse dal sequestro di un’isola ecologica nel porto di Savona, gestita appunto dalla “Sv Port Service”, effettuato dalla guardia di Finanza per presunte violazioni ambientali nei primi giorni del settembre 2007. L’area sequestrata, di circa 750 metri quadrati, serviva per depositare temporaneamente i rifiuti provenienti dalle attività portuali o scaricati dalle navi che ormeggiano nello scalo savonese (tra le quali anche quelle da crociera), in attesa di essere trasferiti nelle discariche autorizzate per essere quindi stoccati.

Secondo l’accusa ci sarebbero state irregolarità nel sistema adottato per la gestione di una parte dei rifiuti, quelli speciali, che non sarebbe stata conforme alle autorizzazioni rilasciate alla società dalla Provincia. Gli illeciti avrebbero riguardato il periodo precedente al sequestro dell’isola ecologica. La tesi difensiva, fin dal principio, ha cercato di dimostrare che la Sv Port Service ha sempre smaltito con le corrette modalità, secondo le autorizzazioni, i rifiuti provenienti dalle navi. Una tesi che evidentemente ha convinto anche il giudice Marco Canepa che, questa mattina, ha assolto l’imputato.

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