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Mercato del lavoro in provincia: “stagnazione nella crisi”

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Savona. Ancora stagnante la situazione del mercato del lavoro in provincia di Savona. Secondo quanto emerge dall’Osservatorio del Mercato del Lavoro i dati evidenziano una sostanziale stabilità nel numero degli iscritti in cerca di occupazione e in quelli iscritti nelle liste di mobilità ed in quelle dei diversamente abili.

Dopo la crescita delle richieste di professionalità da parte delle aziende
locali, avvenuta a giugno per l’avvio della stagionalità turistica, a luglio la domanda di lavoro si attesta su livelli più bassi anche se sempre positivi; infatti gli iscritti ai tre centri per l’impiego provinciali a fine luglio sono pari a 17.060 unità di cui 9962 donne. La crescita delle iscrizioni nel mese di luglio sono da imputare tradizionalmente al flusso degli insegnanti e del personale della scuola precario che termina il proprio contratto di lavoro alla fine di giugno.

Alla fine del mese risultavano iscritti alle liste di mobilità 1.403 soggetti , in lieve crescita rispetto a giugno di cui 35 sono quelli in deroga sulla base delle disposizioni connesse agli ammortizzatori sociali. Le iscrizioni alle categorie protette risultano di 71 unità. I flussi in ingresso sono stati nel mese pari a 18 unità.

Nel confronto con il mese precedente diminuisce la richiesta di lavoro
proveniente dall’alberghiero e dal commercio e dall’industria manifatturiera, mentre aumenta quella dell’agricoltura e rimane stabile quella delle costruzioni. Il livello dei contratti avviati e non cessati si attesta a 70.675 unità. Il dato che fa riferimento ai contratti attivati per tutti i soggetti domiciliati sul territorio provinciale coinvolge ben 69629 occupati. Mentre le cessazioni di rapporti di
lavoro sono state pari a 4.380 unità, stabili rispetto al mese di giugno (+0,57%).

In aumento le ore complessive concesse di cassa integrazione (+31,73%) rispetto al mese precedente quale bilanciamento fra quelle concesse ad operai (+21,82%) ed impiegati (+106,31%). In crescita anche le ore concesse in deroga (+56,1%) che si attestano a quota 70.957 unità.

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