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Il criminologo Luca Steffenoni appoggia i “fedelissimi” di Don Luciano

Alassio. I “fedelissimi” di Don Luciano sembrano aver trovato un nuovo “alleato” nella loro battaglia per sostenere e dimostrare l’innocenza del parroco alassino accusato di violenza sessuale nei confronti di una sua piccola parrocchiana. Si tratta del criminologo milanese Luca Steffenoni autore del libro “Presunto Colpevole” nel quale affronta il delicato tema degli abusi sessuali sui minori. Nel volume si indaga a fondo questa realtà sommersa e vengono raccontati quei tanti casi di violenza “autentici”, o meglio in cui l’orrore è autentico, ma anche quelli in cui gli accusati vengono assolti in Tribunale e, dopo mesi di dolore, devono affrontare l’inferno più grande: il ritorno alla vita di tutti i giorni.

Gli stessi parrocchiani che hanno scritto e distribuito nelle chiese alassine il “libro-pubblicazione” dedicato a Don Luciano Massaferro lo hanno inviato al criminologo e autore di “Presunto Colpevole”. “Ho ricevuto con piacere il libro dedicato a Don Luciano – è la risposta di Steffenoni ai “fedelissimi del parroco accusato di violenza sessuale -. Intenso, stimolante e utile per molte riflessioni sul tema. Alcune di queste le ho fatte ad alta voce nel mio libro e il fatto che io sia stato citato mi riempie d’orgoglio”.

“Ripeto quello che ho già detto ad alcuni di voi: la battaglia è solo all’inizio. Sarà lunga per tutti coloro che la sostengono, ma l’apporto delle persone e degli amici sarà determinante. Non conosco Don Luciano e guardo solo ai fatti. I fatti dicono che c’è in atto una persecuzione e un metodo odioso, e tanto basta. Per inciso non sono nemmeno cattolico e non amo particolarmente la Chiesa Cattolica. Alla faccia di chi scrive stupidaggini sulla mia presunta difesa preconcetta. Riconosco però i sentimenti e nel libro da voi scritto ce ne sono molti” scrive ancora il criminologo ai parrocchiani.

“Eravate in tanti alla fiaccolata di solidarietà. Non mollate. Tornate in piazza perchè solo questo conta in questi processi: la solidarietà continua e manifesta. Da parte mia continuerò a sostenere voi tutti nel piccolo, piccolissimo spazio che ho conquistato, proprio grazie a chi ha letto Presunto colpevole dandomi così la possibilità di risultare credibile presso giornali e tv..che piaccia o no sono i veri padroni del sistema. Un abbraccio a voi tutti” conclude l’autore di “Presunto Colpevole”.

I parrocchiani dalla pagina di Facebook “Don Luciano Libero” dimostrano di aver apprezzato il supporto di Steffenoni e scrivono: “Grazie Luca, le tue parole sono sempre una spinta ad andare avanti in questa battaglia…”. Intanto, mentre loro non si arrendono, Don Luciano dal carcere continua a scrivere lettere ai suoi fedeli. Nell’ultima, datata 1 settembre, il sacerdote alassino ha voluto condividere alcune “riflessioni sul tema della preghiera”.

“Non vi presento delle ‘novità’ ma solo la mia povera esperienza, cresciuta giorno dopo giorno, grazie agli insegnamenti plurisecolari della Santa Madre Chiesa. Questi otto mesi di carcerazione hanno modificato, almeno in parte, il mio approccio alla preghiera; molti atteggiamenti che davo per scontati avevano in realtà bisogno di essere interiorizzati e questa operazione è stata davvero intensa e coinvolegente” scrive Don “Lu”.

“La preghiera è una ‘scuola lunga’ e il ‘diploma di fine corso’ lo otterremo, se ci saremo impegnati, solo al termine della nostra vita, fino a quel momento avremo sempre qualcosa da imparare. Gesù ci invita costantemente ad accostarci con impegno a questa pratica così salutare per la nostra vita terrena e il conseguimento della salvezza eterna. A cosa servirebbe l’impegno quotidiano in molteplici attività se poi perdessimo di vista il fine della nostra esistenza?”.

Don Luciano, attraverso cinque “punti” che nella sua lettera approfondisce in tre pagine, consiglia ai suoi parrocchiani di: “fermarsi”, “aprire la mente”, “coinvolgere il cuore”, “recuperare il corpo” e “accogliere la grazia”. “Spero che queste riflessioni – conclude Don Luciano – possano esservi di aiuto e stimolo per godere sempre della meravigliosa esperienza del colloquio con Dio”.

Commenti

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  1. Scritto da Pinuccia

    Sono cattolica e cristiana principalmente. Tutto va bene e chiunque faccia ciò che crede giusto pro o contro il Don. Resta che se è in carcere esiste un qualcosa che lo accusa. Se è innocente sta’ pagando una colpa che non c’è. In ogni modo è un prete e sa che Dio disse ” beati i perseguitati perchè di loro è il regno dei cieli”.
    Il giorno che don Luciano fosse assolto tornerebbe alla sua parrocchia trionfalmente. Altri innocenti invece sono tornati a casa dopo aver visto sfasciarsi la famiglia e andati allo sbando per il lavoro perso.
    Pensate sia giusto che per questi “ultimi” in tutti i sensi nessuno ha fatto mai nulla nè fiaccolate nè libri con diritti che li potevano almeno sovvenzionare nel periodo di ripresa dopo il carcere?
    Spero tanto che il Don sia innocente ma se non sopporta il dolore lui che è servitore di Dio, chi?
    Cerchiamo di essere solidali con il prossimo, ma tutto il prossimo! Grazie e buona giornata.