IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Il Collegio concede i domiciliari a “Don Lu”: dopo 9 mesi il parroco lascia il carcere

Savona. Il Collegio dei Giudici del Tribunale di Savona ha deciso: a Don Luciano Massaferro sono stati concessi gli arresti domiciliari. Dopo quasi nove mesi di detenzione “Don Lu” potrà quindi lasciare la cella del carcere di Sanremo. La decisione è stata depositata questa mattina nella cancelleria del quinto piano del Palazzo di Giustizia di Savona dopo che, nel corso dell’ultima udienza del processo, gli avvocati del sacerdote alassino, Mauro Ronco e Alessandro Chirivì, avevano presentato una nuova istanza di scarcerazione per il loro assistito.

Il parroco accusato di abusi sessuali nei confronti di una sua parrocchiana 13enne dovrebbe lasciare il carcere già nella giornata di oggi. Dopo una serie quasi infinita di “no”, questa volta Don Luciano ha visto accolta la sua richiesta. Per la prima volta in aula, lo scorso giovedì, si era percepito un parziale “cambio di rotta”: il pm e l’avvocato di parte civile, sebbene contrari all’idea di rimettere in libertà il prete, non si erano opposti all’ipotesi di nuove misure cautelari, in particolare gli arresti domiciliari.

La difesa del parroco, per motivare la sua richiesta, aveva fatto leva anche sulla recentissima sentenza, la 265 del 2010, della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo l’obbligo di detenzione carceraria per gli accusati di reati sessuali (perché violerebbe l’articolo 3 della Costituzione), ovvero che la posizione di un arrestato per questi reati è da valutare caso per caso.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da lollo63

    BRAVO Sig. Cepollina sono 9 mesi che si spara a zero senza prove certe,ne sono state dette tante ma come in altri casi alla fine ci scappa spesso l’errore,ci affrettiamo troppo a sparare sentenze e facile in questo caso come in altri già commentati accusare ma bisogna avere la certezza che ciò che si scrive sia la certezza altrimenti rimangono dibattiti compiuteristici sterili che non risolvono niente

  2. G.B. Cepollina
    Scritto da G.B. Cepollina

    …non sono mai intervenuto a commentare la vicenda ma oggi ritengo una buona notizia la concessione degi arresti domiciliari al sacerdote, come ieri al Sig. Messina. Credo che tenere in carcere persone non condannate debba essere un caso straordinario. Ricordo che la nostra normativa prevede il carcere preventivo in tre circostanze: pericolo di reiterazione del reato, pericolo di alterazione prove e pericolo di fuga dell’indagato. Credo che in questo caso le tre motivazioni per tenere in carcere il sacerdote siano senz’altro venute meno.

  3. Giudice
    Scritto da Giudice

    mmmmhh anche in questo caso – come nell’articolo dei domicialiri a Gino “Bomba” Messina ( che poi cosa significa ‘sta “BOMBA”??!!) appelli a sentenze di Cassazione. Va bene dopo nove mesi di detenzione vedersi assegnare i domicliari, ma tutto questo garantismo lo trovo controproducente.