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Articolo n° 101970 del 05/09/2010 - 15:58

Doppio “match” allo stadio Bacigalupo: quello del Savona Calcio e dei residenti della zona

Savona. Dentro la battaglia calcistica, e fuori quella degli abitanti della zona che si sentono “assediati” nel loro stesso quartiere. Gli striscioni appesi ad alcuni terrazzi dei condomini che si trovano tutt’attorno allo stadio Bacigalupo, la dicono lunga sullo stato d’animo dei residenti che hanno mal digerito tutti i cambiamenti decisi dall’amministrazione comunale per rendere sicura quella zona della città.

Strscioni che riportano scritte come “Alcatraz” o “No pass, no party”: tutti modi, anche spiritosi, per dire che però, qui, nessuno ha voglia di scherzare, nè di accettare di vedere le proprie case circondate da cancellate o un quartiere invaso dal traffico e dal chiasso. E questo nonostante i rimedi che la giunta Berruti ha deciso di adottare col famoso kit che dovrebbe facilitare la vita a chi vive qui, grazie a vari pass per i parcheggi e per l’accesso alla zona durante i match.

“Capisco i disagi – dice il sindaco Berruti, seduto sugli spalti ad assistere alla “prima” del Savona Calcio – e rispetto chi comunque protesta in modo civile. Noi abbiamo cercato di limtarli. Oggi è un esperimento, domani faremo il punto della situazione. Speriamo che tutto possa risolversi col minimo danno per i residenti. Intanto tifiamo tutti per la nostra squadra che, mi auguro, sarà sempre più protagonista del calcio professionistico. Per il futuro si può essere anche più ambiziosi”.

Federica Pelosi

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5 commenti a “Doppio “match” allo stadio Bacigalupo: quello del Savona Calcio e dei residenti della zona”
Bruno Pirastu ha detto..
il 5 settembre 2010 alle 18:01

Chi paga il deprezzamento di quelle case ?

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Biagio MURGIA ha detto..
il 5 settembre 2010 alle 19:21

Ribadisco quanto da me espresso in altro intervento: E’ UNA VERGOGNA ANZI UNO SCHIFO CHE SI STIA PRIVANDO DELLA LORO PIENA LIBERTA’ DEI CITTADINI DI SAVONA SOLO PER DELLE PARTITE DI CALCIO. Il Sindaco BERRUTI, al posto di rinchiudere in un ghetto i suoi concittadini, AVREBBE DOVUTO CHIUDERE LO STADIO e che il Savona Calcio se ne andasse a giocare le sue partite in uno stadio più idoneo…. altro che sacrificare la libertà personale dei cittadini di Legino….. Meno male che questa volta NON E’ COLPA DEL GOVERNO O DI BERLUSCONI…….

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red1966 ha detto..
il 5 settembre 2010 alle 19:55

… solidale con gli abitanti “carcerati”… scandalo eretto nel nome del “dio calcio”!!!!!

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Santillan ha detto..
il 5 settembre 2010 alle 20:23

Ma cosa vuole dire? Se uno compra una casa vicino ad uno stadio, ad un supermercato o a qualsiasi altra cosa deve avere un assicurazione che il valore del suo immobile resti perennemente alto? Mi dispiace per i disagi che devono “patire” i residenti ma se il Savona è nei dilettanti si “mugugna” se sale nei professionisti si “mugugna”.. tanto è gratis.

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Bruno Pirastu ha detto..
il 6 settembre 2010 alle 01:09

Da strada normale è diventata una sorta di ghetto con orari e altri vincoli che esulano dalla normalità, anche se vicino agli stadi. Non si tratta di “mugugno” ma di una constatazione di fatto sul deprezzamento di un bene come la casa e che nulla ha a che vedere con le sorti del Savona FbC, forse che se il Savona salisse in serie A si sarebbe autorizzati a spianare l’intera Legino ? Qui si tratta di palanche,sghei,danè e non fede calcistica.

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