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Disturbi di apprendimento: interrogazione in Regione del Pdl

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Regione. Il gruppo del Pdl in Regione presenta un interrogazione sui disturbi specifici di apprendimento. Lo rende noto Matteo Rosso, capogruppo del Pdl primo firmatario del documento, che sotto l’impulso del senatore Giorgio Bornacin fa sapere “la Regione Liguria con la Legge 3/2010 – Interventi in favore dei soggetti affetti da dislessia e da altre difficoltà specifiche di apprendimento – riconosce la dislessia, la disgrafia o disortografia e la discalculia come disturbi specifici dell’apprendimento e con la normativa approvata a febbraio del 2010 promuove e sostiene interventi a favore dei soggetti affetti da questo tipo di disturbi”.

Il senatore Giorgio Bornacin che sotto impulso della dottoressa Cristina Ligotti, Vice Presidente dell’Osd Liguria onlus e referente DSA direzione scolastica Savona-Chiavella, sta lavorando a livello romano su questo problema spiega che “esistono purtroppo molti ragazzi che soffrono di queste difficoltà. Il 5% della popolazione scolastica – dice il Senatore del Pdl – è affetta da disturbi neurobiologici. Per questo anche a livello nazionale stiamo lavorando su un progetto di legge, che il 9 di giugno è passato alla Camera, ed oggi è allo studio del Senato”.

“Il problema a livello regionale – spiega il ùcapogruppo del Pdl in Regione – è che l’art. 5 della normativa prevede che la Regione conceda annualmente dei contributi agli enti locali ed alle famiglie che abbiano segnalato la presenza di soggetti affetti da DSA con diagnosi certa, al fine di favorire l’acquisto nelle scuole di strumenti informatici dotati di videoscrittura con correttore ortografico e sintesi vocale e di altri strumenti alternativi per facilitare i percorsi didattici. Il contributo annuale viene deciso dalla Giunta regionale con propria deliberazione che detta anche i criteri, le modalità, i limiti e i termini per la concessione e l’erogazione dello stesso”.

“Vogliamo sapere – avanza Rosso – cosa l’amministrazione regionale in questo senso ha fatto e se ha attivato le forme di contributo indispensabili sia alle famiglie che agli enti”.

“Si tratta – concludono Giorgio Bornacin e Matteo Rosso – di disturbi nell’apprendimento di alcune abilità specifiche che non permettono una completa autosufficienza nell’apprendimento poiché le difficoltà si sviluppano sulle attività che servono per la trasmissione della cultura, come, ad esempio, la lettura, la scrittura o il far di conto ecco perché risulta più che mai necessario provvedere ed attivare gli interventi idonei e previsti nella normativa regionale a favore di queste persone”.

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