Caso di pedofilia: bimba accusa il papà, ma per i periti “non è attendibile”
Savona. Una storia come, purtroppo, se ne sentono tante: un papà, separato dalla moglie, che viene accusato di pedofilia per molestie verso uno dei suoi bimbi. Tutto inizia la scorsa estate quando dai servizi sociali, su segnalazione della mamma della presunta vittima di abusi, una bambina di 8 anni, arriva una denuncia in Procura. La donna avrebbe infatti riferito di aver notato degli atteggiamenti strani nella figlia e di essersi preoccupata. A quel punto la piccola si sarebbe confidata con lei e le avrebbe raccontato che il padre la toccava.
Dopo la denuncia l’uomo, che da subito ha respinto le accuse, si è così ritrovato indagato per pedofilia e la Polizia Giudiziaria ha iniziato i suoi accertamenti. Il presunto padre-pedofilo, in accordo con i suoi legali, gli avvocati Gea Vanara e Mario Sormini, ha chiesto di essere ascoltato dal pubblico ministero per poter chiarire alcuni aspetti della vicenda. Nel frattempo, sentiti in Procura, i figli dell’uomo raccontavano la loro verità: la piccola confermava quanto detto alla mamma, mentre il figlio (di 6 anni) negava di essere mai stato toccato dal genitore.
I legali dell’indagato, mentre la P.G. proseguiva le sue verifiche, attraverso “indagini difensive”, hanno continuato a fornire elementi utili a chiarire la posizione del loro assistito: memorie difensive ma anche testimonianze dei familiari dell’uomo che vivono con lui. Proprio i genitori e i fratelli del presunto pedofilo avrebbero spiegato che durante la notte, momento nel quale, secondo i racconti della bimba, si sarebbero consumati gli abusi, l’uomo non si muoveva mai dalla sua stanza. Elementi che, probabilmente, sono serviti ad “alleggerire” la posizione del papà della piccola che infatti è sempre rimasto a piede libero. Il pm non ha mai fatto richiesta di custodia cautelare.
Il passaggio successivo è stato l’incidente probatorio durante il quale sono stati riascoltati i due minori. Anche in questa sede la piccola ha confermato di aver subito abusi ma la perizia psichiatrica, svolta dal consulente del giudice, ha valutato la bambina come “non attendibile”. A questa conclusione è arrivata anche la consulente di parte nominata dai legali dell’uomo. Secondo due perizie quindi i racconti della figlia del presunto papà-pedofilo non sarebbero da considerarsi attendibili.
I difensori dell’indagato attendono ora la discussione dell’incidente probatorio, fissata intorno alla metà di ottobre, nella speranza che anche il giudice venga convinto dell’innocenza del loro assistito. Se così fosse questa brutta storia potrebbe essere archiviata già nella fase istruttoria, senza arrivare ad un processo che porterebbe questo dramma in un’aula di tribunale.
12 commenti a “Caso di pedofilia: bimba accusa il papà, ma per i periti “non è attendibile””
Una volta i padri erano la parte debole, oggi non lo sono più. E ci sono dei Ctu che dovrebbero essere radiati dall’albo degli psicologi.Con tutto ciò chissà cos’è successo veramente.Ovviamente ci si augura che il padre sia innocente per il bene della bambina in primis e poi per il padre stesso.
Quoto in pieno il commento di voola….
Oddìo, magari se l’è anche fatta sedere a cavalcioni sul collo….
Mi raccomando, state tutti attenti a dare un bacio sul naso ai vostri figli, è un comportamento da “mostri” …
Alle volte mi chiedo se non sarebbe meglio che il genere umano si estinguesse…
Non conoscendo bene i fatti è difficile dare giudizi su questo caso, però è molto facile cadere in errore. Sono 16 anni che abbracio e bacio mia figlia, che dopo il pranzo si viene a sedere in braccio a me, ecc….
Ricordo il caso di quell’italiano in Brasile (se non erro) che per un bacio (sulla guancia, eh) alla figlia era stato indagato per pedofila.
Se è colpevole galera a vita, ma attenzione….
Bè se è stato denunciato ed è finito in tribunale, qualcosa di sicuro ha fatto…..
ma perchè nessuno ha scritto del dramma di quella povera bambina. Tutti a difendere il padre!
Caro Ypsilon, non temere, di questo passo l’umanità non vedrà l’alba del nuovo secolo. Stiamo allegramente scivolando verso il baratro, pochi se ne accorgono, pochissimi fanno qualcosa.
peppeskywalker
Bè se è stato denunciato ed è finito in tribunale, qualcosa di sicuro ha fatto…..
bè creso che un’affermazione del genere non abbia bisogno di commenti, allora a cosa servono i tribunali?
forse se ti denunciassi per avermi molestato crederesti di essere un maniaco?
per peppeskywalker, a parte che non sarebbe la prima volta che una persona viene accusata di un crimine che non ha compiuto, non più tardi di un paio di anni fa una quattordicenne accusò il padre di violenza e poi le accuse si dimostrarono infondate quando lei confessò la messinscena.
Quindi prima di sparare subito sentenze e dar per scontato che se parte un’accusa uno è colpevole (di sto passo finirà che se ho il vicino di casa che mi sta antipatico dichiaro che è un mafioso e via…), verifichiamo che la testimonianza sia vera e attendibile, a quel punto ci si occuperà del dramma della bimba, altrimenti ci si occuperà di chi ha eventualmente fatto mentire la bambina per scopi personali.
@peppeskywalker: non penso che la tua (nemmeno troppo velata) allusione al caso di Don Luciano sia molto pertinente. Anzi, semai emergono la validità e l’efficacia delle indagini preliminari che, a mio parere, sono svolte a tutela dell’indagato oltre che della presunta vittima.
Poi, se nessuno si preoccupa di difendere ‘quella povera bambina’ forse sarà perchè è stata giudicata ‘non attendibile’ da ben due perizie psichiatriche?
Farsi due domande no eh!?
Se non si arriva ad una incriminazione, o ad un arresto, queste vicende non dovrebbero essere divulgate alla stampa.
Può essere successo tutto o niente, non lo sappiamo.
Una sla parola può distruggere per sempre la vita di una intera famiglia.
Non si tratta di censura, ma banale buon senso.
Concordo appieno Mr. Aurelio Bianchi, persiste però il problema che il genere umano ha la strana tendenza a strumentalizzare tutto ed il diritto all’informazione può enfatizzare certe situazioni con il rischio di creare delle mode perverse.
Mi spiego meglio, se un po’ di tempo fa certe cose, come le attenzioni di natura sessuale nei confronti dei minori, non sarebbero passate neanche per l’anticamera del cervello a nessuno, a seguito di alcuni casi divenuti famosi ed alla rispettiva pubblicizzazione dei medesimi si è venuta a creare un’escalation, ridicola ed al contempo preoccupante, di un fenomeno assurdo con conseguente possibile strumentalizzazione del medesimo.
Ultimamente sembra quasi che non ci sia qualcosa di meglio da fare oltre al dedicare attenzioni sessuali a minori, fioccano le accuse su sacerdoti, su insegnanti, sui padri stessi, se continuerà questo duplice malcostume il rischio che si corre è che a scanso di equivoci nessuno voglia più avere NULLA di NULLA a che fare con dei minori.
In certi casi i media hanno enormi responsabilità, pubblicizzare determinate situazioni può fornire degli spunti che possono portare ad una degenerazione esponenziale di quello che in origine poteva essere un caso del tutto isolato, per questo motivo trovo che questi casi non dovrebbero neanche trapelare ad essi, soprattutto vista la tendenza ad enfatizzare le accuse ed a limitare al minimo il risalto di eventuali scagionamenti.







Non è la prima volta che una ex denuncia il marito/padre di pedofilia e poi ….. niente. Giusto se i fatti sono veri la punizione ed eemplare ma se per caso qualcuno o qualcuna avesse messo delle false idee nella bambina ? I padri separati sono, davanti alla legge, molto fragili , chi mette in dubbio la voce della “mamma” ? e poi giocare sull’onda dei fatti di cronaca è gioco facile. In certi casi anzichè archiviare si dovrebbe andare a fondo e verificare il come mai la bambina ha accusato il padre e se c’è il concorso di qualcuno. Tutto questo, ovviamente, verificato che non ci siano stati abusi.