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Lettere al direttore

Ampliamento di Tirreno Power: il parere di Paolo Forzano

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La Tirreno Power sta lavorando alacremente per i suoi progetti di ampliamento a carbone, e questa sua attività la si può riscontrare anche nei numerosi articoli che parlano di questo. O meglio nelle prese di posizione dei politici, a livello regionale e locale. Che il PDL sia favorevole all’ampliamento è cosa nota. Che il PD sia contrario invece non è così chiaro. Cerco di chiarire questo punto perchè è proprio per questo che in questi giorni mi prudevano le mani dalla voglia di intervenire.

Molti lettori mi conoscono come Presidente del comitato casello Albamare, ma sono anche, da quando è nato, un accanito sostenitore di Uniti per la Salute un comitato che si batte affinchè la centrale di Vado da inquinatrice qual’è da sempre diventi un’azienda “accettabile”. Dico accettabile, perchè qualsiasi attività umana, ed industriale in particolare, ha sempre un impatto ambientale. E quindi, non ad emissioni 0, che è uno slogan estremista e poco realista, ma ad emissioni “le migliori possibili”. Io sono un ingegnere meccanico nucleare che ha sempre lavorato in Ansaldo, una azienda di progettazione e costruzione di centrali convenzionali, nucleari, solari, ed ha anche fatto molti studi sull’eolico. Ho fatto una mia tesina di laurea sull’inquinamento dalla combustione di carbone studiando gli effetti sulla popolazione.

Credo di conoscere l’argomento abbastanza bene. Ed allora dico: stop al carbone a Vado Ligure. Non mi dilungo oltre. Ci sono molti altri metodi di produzione energia più puliti. Vorrei evidenziare alcuni altri risvolti del problema: il controllo delle emissioni, la nostra salute, il ricatto occupazionale, i sindacati, la legge Bersani, la credibilità di Tirreno Power/Enel nel passato, la credibilità di Di Tullio e del PD oggi. Controllo delle emissioni e dello stato di salute del cittadino: le centraline sono poche, alcune fuori uso, dati rilevati non disponibili. Qual’è la responsabilità di tutto questo? Provincia, Asl, Arpal? Nessuno è colpevole? La magistratura non rileva nulla di anomalo? La provincia di Verona, un esempio, è decisamente più avanti: vedere http://www.provincia.verona.it/newweb/Area-servi/Settore-Ec/Agenda-21/Aggiorname/Rapporto-a/CAP9.pdf ad esempio.

Secondo uno studio dei dott. Fadda e Torcello del MODA l’inquinamento dovuto alla centrale di Vado avrebbe provocato nel periodo 1978-2008, 30 anni di funzionamento, ben 3380 mortalità premature, che fanno impallidire rispetto al confronto con il numero degli occupati dalla centrale! Oggi infatti lavorano in centrale poco più di 200 persone! Ed allora di fronte a questi numeri mi sembra che il ricatto occupazionale della direzione Tirreno Power sia veramente assurdo, ed ancor più assurda la posizione del sindacato, Rossello, o di un ex sindacalista Di Tullio, oggi segretario del PD savonese. Ma lo sa Di Tullio che anche lui respira questa bella aria e che quindi anche lui è soggetto alla spada di Damocle dell’inquinamento? O pensa di esserne al di fuori? Qualche tempo fa il sindacato non ha fatto eccessive rimostranze al dimezzamento del personale. Oggi Di Tullio con la sua posizione, che suggerisce di smantellare l’esistente e di sostituire il tutto con due gruppi da 460 Mw a carbone con tecnologia aggiornata, mette in forte discussione la credibilità del PD.

Se Burlando e Boffa hanno una posizione di apertura alla discussione con l’azienda se propone soluzioni in accordo con la comunità, Di Tullio invece sembra fare gli interessi dell’azienda: forza tutta a carbone per altri 50 anni. Vorrei ricordare quì anche la legge Bersani, che a fronte di rilevante inquinamento a carbone (ordine di 1000MW) concedeva alle società di lavarsi la coscienza con qualche piccola centralina pulita (ordine 10 Mw)! Credo che il PD che ha nei sindaci Ferrando di Quiliano e Caviglia di Vado Ligure dei credibili interlocutori sul problema Tirreno Power, debba necessariamente essere più chiaro e determinato a livello savonese, debba assumere delle posizioni che non lascino dubbi su che cosa vuole il territorio. Come abitante di Valleggia auspico una posizione netta a dura contro il carbone. Solo così la Tirreno Power capirà che il suo futuro starà in direzione diversa.

Paolo Forzano
cittadino di Quiliano
membro del Comitato Uniti per la Salute

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