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Articolo n° 106635 del 28/09/2010 - 09:26

Albenga, via Carloforte: una “ferita” aperta da 3 anni

via Carloforte Albenga

Albenga. “Era il 28 settembre del 2007 (quindi tre anni fa) quando la Procura della Repubblica di Savona poneva i sigilli al cantiere dell’Impresa Giallombardo in via Carloforte ad Albenga, per gravi difformità rispetto al progetto approvato per la costruzione di tre edifici. Da allora il cantiere versa in un evidente stato di abbandono con le case che si stanno progressivamente rovinando all’esterno ma soprattutto all’interno”. Con queste parole le persone che in quelle case sarebbero dovuti andare ad abitare vogliono riportare all’attenzione degli albenganesi, ma non solo, un problema che, passati così tanti mesi, esiste ancora.

“In questi tre anni l’impresa è stata impegnata su più fronti: a maggio 2009 il procedimento di fronte al TAR Liguria si è concluso con l’accoglimento in parte delle ragioni dell’impresa ed in parte delle ragioni del Comune. Al momento si è in attesa della discussione del ricorso di fronte al Consiglio di Stato. A giugno 2009 il processo penale di primo grado si è concluso con la condanna per lottizzazione abusiva dei rappresentanti dell’impresa e la relativa confisca dei caseggiati. Al momento si è in attesa del processo di appello” spiegano ancora gli abitanti “virtuali” di via Carloforte.

“E gli acquirenti? Vi è stata a fine 2008 la costituzione del comitato ‘Cotraiga’ che ha sensibilizzato sulla vicenda l’opinione pubblica e gli amministratori di Albenga ed ha stimolato, purtroppo senza successo, la ricerca di una soluzione condivisa tra amministrazione e impresa. Nel frattempo, in considerazione del fatto che la soluzione giudiziale si allontanava nel tempo, alcuni hanno chiesto la restituzione delle somme versate all’impresa per l’acquisto degli appartamenti. A fronte del rifiuto da parte dell’impresa, in parte hanno trovato sistemazione in altri alloggi proposti dalla stessa impresa; altri hanno raggiunto accordi extragiudiziali; altri ancora hanno intentato procedimenti per la risoluzione del contratto preliminare di acquisto e relativa restituzione delle somme versate; altri ancora, già in una fase più avanzata del procedimento, hanno ottenuto l’ipoteca e il pignoramento di beni immobili e terreni della società con i quali soddisfare le richieste di restituzione delle somme versate”.

“I più hanno ritenuto opportuno attendere la soluzione della vicenda, senza intraprendere particolari azioni. In ogni caso tutti sono in apprensione, dopo tre anni dal sequestro e all’incirca a 6-7 anni dall’inizio dei lavori, per la conclusione positiva della propria scelta. Di questa situazione restano penalizzate le famiglie che investendo in quelle case intravedevano la giusta ricompensa dopo una vita di sacrifici, la dimora dove stabilire una nuova famiglia o ancora il luogo dove passare in serenità il tempo libero. Sentimenti questi che hanno animato gli sfortunati acquirenti quando ahimè hanno scelto di acquistare una casa in via Carloforte dall’impresa Giallombardo” concludono gli acquirenti delle case di via Carloforte.

Redazione

3 commenti a “Albenga, via Carloforte: una “ferita” aperta da 3 anni”
Gerry1893 ha detto..
il 28 settembre 2010 alle 09:43

non so chi abbia sbagliato, non so chi abbia ragione….di sicuro i cittadini sono gli unici che ci han rimesso. E per cittadini intendo tanto gli acquirenti quanto gli sfortunati abitanti intorno al complesso che ogni mattina hanno quello schifo di abbandono sotto gli occhi. E pure chi come ci passa ogni tanto non puo che rimanere allibito che nel 2010, in 3 anni di tempo, non si sia trovata alcuna soluzione. VERGOGNA!

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pirata ha detto..
il 28 settembre 2010 alle 09:50

Di questa situazione ne godono gli extracomunitari, sicuramente irregolari, che occupano abusivamente gli scantinati, distruggendo ed imbrattando tutti i locali accessibili!!! Che schfo …

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Giudice ha detto..
il 28 settembre 2010 alle 12:20

Che l’impresa abbia sbagliato, ormai, non c’è dubbio. Che sia giusto che paghi è altrettanto fuori discussione. Ciò che non trovo corretto è che debbano pagare ignari acquirenti che in quegli alloggi hanno investito una fortuna, e l’intera società visto che da tre anni quei giganti abbandonati ( come anche quelli di via Milano ) sono diventati il “refugio peccatorum” di decine di sbandati, latrine a cielo aperto, e covi per nascondere ogni genere di refurtiva ed altro…..
Che vangano abbattuti e gli acquirenti risarciti al più presto.

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