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Albenga, preoccupazione degli agricoltori: interviene l’assessore Parodi

Albenga. “L’amministrazione comunale di Albenga condivide le preoccupazioni espresse negli ultimi giorni dai presidenti provinciali delle associazioni di categoria CIA e Confagricoltura, Aldo Alberto e Massimo Rebella, e a tal proposito già si è attivata in tempi recenti attraverso la convocazione di una riunione straordinaria del ‘Tavolo Verde’, lo scorso 12 luglio, alla presenza dell’On. Sonia Viale, Sottosegretario all’Economia”. Così Carlo Parodi, assessore all’agricoltura del Comune di Albenga, commenta le recenti dichiarazioni dei rappresentanti delle associazioni di categoria.

“Nell’occasione – prosegue Parodi – l’on. Viale, pur evidenziando le difficoltà di bilancio, aveva manifestato la propria disponibilità per ulteriori incontri e i necessari approfondimenti, che certamente saranno trattati in un prossimo appuntamento, ad oggi ancora non stabilito a causa delle vicende politiche nazionali”.

“Il problema – spiega l’assessore – è resto ancor più pressante dalla perdurante stagnazione dei prezzi alla produzione, le cui cause, oltre alla crisi economica, sono da ricercarsi in un’eccessiva frammentazione dell’offerta e nella mancanza di standardizzazione del prodotto, che si traducono in prezzi sempre più bassi anche in annate caratterizzate da un mercato in buona attività”.

“Su questo fronte si può e si deve lavorare in maniera coordinata tra istituzioni, quali Regione Liguria e Comune di Albenga, associazioni di categoria e, naturalmente, operatori della riviera” conclude Carlo Parodi.

Commenti

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  1. Scritto da niello massa

    ….allora caro parodi carlo, c’e’ anche da dire che gli imprenditori agricoli devono, devono e non dovrebbero pagare le famose tasse che paghiamo tutti e non i contributi sul reddito ctastale agricolo, primo secondo, dovrebbero mettere in regola tutti i dipendenti extracomunitario che fanno lavorare per quattro soldi in campagna, terzo, ma per l”’eccessiva frammentazione dell’offerta non c’e’ la coop ortofrutticola, a cui avete dato licenze pemessi etc per fare la cattedrale nel deserto a bastia, non poteva operare nell’immobile rimasto esente dall’incendio del 2007?? Allora direte che non c’e’ posto e allora caro parodi carlo vada a vedere i bilanci e gli istogrammi e le tabelle delle quantita’ fatturate ai tempi del direttore gallinaro con frutta e verdura nel piccolo e vetusto impianto di via dalmazia dal 1970 al 1990. Cambiata coltura d’accordo ma si poteva e doveva continuare con metodi e sistemi collaudati proprio in via dalmazia. Per ora ho finito. Alla prossima.