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Albenga, Palazzo Oddo: nuovo appuntamento con “Piani sonori”

Albenga. Dopo la momentanea battuta d’arresto dovuta a un piccolo malore del Maestro Riccardo Zegna, che ha obbligato l’organizzazione a posticipare l’evento al 30 Settembre, con un altro irrinunciabile appuntamento, continua la rassegna “Piani Sonori”: la Musikalische WunderKammer di Palazzo Oddo accoglierà infatti Valentina Messa (già ospite della Città in occasione della rassegna “Musicando il Blu” al San Carlo) al pianoforte, e la new entry (per Albenga) Ermir Abeshi al violino.

Insieme riprenderanno il discorso lasciato sulla soglia da Giovanni Doria Miglietta, che con Skjiabin ha introdotto l’impianto tonale attraverso il quale si è evoluta gran parte della Musica del ‘900, ed ha anticipato con “Reflets dans l’Eau” di Debussy il tema della prima parte del concerto di venerdì prossimo: infatti Valentina eseguirà i 12 preludi del primo libro, e nella seconda parte il duo eseguirà la “Tzigane” di Ravel e la Sonata n. 2 op. 94 di Prokofiev.

Valentina Messa ha conseguito nel 2007 il diploma di II livello al Conservatorio Paganini di Genova con 110, lode e menzione speciale (che le ha tra l’altro consentito la pubblicazione di un CD sotto la supervisione artistica di Massimiliano Damerini a cura dell’Ateneo) ed attualmente svolge la professione di concertista, suonando sia in Italia che all’estero in sedi prestigiosissime come Normale di Pisa, Società Umanitaria di Milano, Teather Trier, Auditorium Casa Paganini, Sala della Radio Vaticana, Teatro Alfieri di Torino e GOG Genova, esibendosi come solista, come camerista o con orchestre come l’Orchestra di Padova e del Veneto, la Filarmonica di Udine, l’Orchestra Classica Belvedere e la Philarmonische Orchester der Stadt Trier. Svolge anche il ruolo di pianista accompagnatrice delle classi di strumento al Conservatorio “N.Paganini” di Genova.

Ermir Abeshi è nato nel 1987 ad Elbasan, in Albania, trasferendosi in Italia all’età di 10 anni e proseguendo gli studi di strumento iniziati nel suo Paese natale, sino a diplomarsi cum laude nel 2005 al Conservatorio di Cuneo. Successivamente si perfeziona con Salvatore Accardo alla “Walter Stauffer” di Cremona e nel 2006 viene ammesso al New England Conservatory di Boston dove studia nei tre anni a seguire ottenendo il Master e il Graduate Diploma sotto la guida del primo violino di spalla della Boston Symphony Orchestra, Malcolm Lowe ed attualmente studia composizione con Malcom Gandolfi e John Mallia e tiene concerti in Italia e negli States con varie formazioni.

Il secondo appuntamento dunque svolge ed amplia lo spunto sapientemente lanciato da Doria Miglietta attraverso le pennellate sonore di Debussy raccontando, nella prima parte del concerto, di suggestioni a metà tra l’esigenza di modernità avvertita dal Nostro e ritorno ad una dimensione più personale, fatta della materia di cui sono fatti i sogni, i racconti ed i ricordi d’infanzia, al sicuro nell’intimità delle pareti domestiche ed alla luce rassicurante dei lampioni a gas, guardando da una finestra appannata l’avvicendarsi delle stagioni ed il caos crescente di una società che si stava lentamente trasformando e riempiendo le città nella follia del modernismo e delle esposizioni universali, alla ricerca dei “suoni e dei profumi nell’aria della sera” che si stavano trasformando nell’odore dei primi scappamenti delle auto che da lì a poco avrebbero invaso le strade.

Nella seconda parte dapprima una parentesi ironica e ricchissima di citazioni sebbene pura come un diamante nella suo rigore formale (del resto tipico dell’Autore) con la “Tzigane” di M. Ravel.

Il violino prorompe attraverso una sintesi mirabile di citazioni ed esempi, anche se metabolizzati e riproposti, e nonostante una certa “idealizzazione” della musica dei paesi Balcanici letteralmente nutrendosi di temi immaginati come “tradizionali”, ed attraverso la lettura di Brahms, di Bartòk e non ultimo di Paganini restituisce un affresco dipinto a pennellate vigorose e colori più accesi del vero, ma proprio per questo più evocativo, in un’esotismo di maniera più tipico del secolo precedente, come nelle illustrazioni dei libri delle avventure di terra e di mare dei buoni tempi andati.

Nel prosieguo un pezzo più impegnativo: la Sonata n. 2 op. 94 di Prokofiev, che nei suoi 4 movimenti riecheggia a tratti anche composizioni di respiro più ampio (Romeo e Giulietta) pur rivelando spaccati di varia intimità e di esperienze internazionali; anche se poco spazio è riservato alle risoluzioni canoniche (quasi sempre accuratamente evitate attraverso modulazioni improvvise che “obbligano” il violino ad acrobazie sul filo dell’enarmonia), nondimeno il gusto melodico e tipicamente russo del Compositore attraversa l’intera tessitura dell’opera, restituendo una visione tutto sommato moderatamente ottimistica, dal tratto squisitamente descrittivo e talvolta anche ironico nella scansione temporale.

“Grandi prove dunque attendono i nostri eroi”, dichiarano gli organizzatori, “ma siamo certi, per conoscenza diretta, che sapranno darci grandi stimoli, sia emozionali che intellettuali nella loro personale visione di una Musica che prende l’avvio dal secolo precedente, l’800, ma che coraggiosamente anticipa e suggella modalità che in seguito tenderanno a dissolversi, da una parte, e a cercare ulteriori linee di sviluppo in diverse linee di libertà espressive dall’altra”.

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