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Spotorno, musica e arte: ultimo appuntamento con “Immaginaria” foto

Spotorno. Ultimo appuntamento per “Immaginaria 2010 – passo a due tra musica ed arte contemporanea” a Spotorno. Giovedì 24 agosto in piazza della Vittoria toccherà alla musica di Giua e di Armando Corsi ed all’arte di Maurizio Galimberti, chiudere la rassegna di concerti ed arte moderna promossa dal Comune di Spotorno con il patrocinio della Regione Liguria ed organizzata dall’associazione “Le Muse Novae”, con la supervisione di Enrica Corsi per la parte musicale e di Riccardo Zelatore per le arti visive contemporanee.

Una coppia di artisti liguri dallo straordinario affiatamento, che deriva dall’incrociarsi dei loro percorsi e dalla comune passione per il fado, per la musica latina e per quella della nostra terra.

Maria Pierantoni Giua, in arte semplicemente Giua, è nata a Rapallo, dove ha mosso i primi passi nel mondo della canzone in una famiglia che le ha trasmesso la passione per la musica e per l’arte in generale; Maria, infatti, coltiva anche la passione per la pittura e per la scultura, che l’ha portata ad esporre le sue opere in importanti mostre, a Palazzo Ducale a Genova e perfino a Shangai in Cina.

Fondamentale il suo incontro con il grande Armando Corsi, straordinario chitarrista di livello internazionale, che le ha trasmesso il gusto per la musica e le tonalità tipiche del mondo latino e mediterraneo. Queste melodie hanno trovato terreno fertile nel talento della giovanissima Giua, che le ha fatte sue interpretandole con voce morbida e sicura ed acquisendo alla chitarra una raffinata abilità tecnica.

L’altro incontro decisivo, quello con il suo produttore artistico Beppe Quirici, ha dato il via alla costruzione di un progetto musicale che non ha mai perso di vista il suo stile personale, fresco e misurato, che ai critici ha ricordato Gaber, De Andrè e la migliore canzone d’autore di scuola genovese.

Maurizio Galimberti è un artista che ha fatto della fotografia il suo campo di espressione privilegiato. Dalla iniziale esperienza fotoamatoriale è passato al professionismo e, a partire dall’inizio degli anni Novanta, ha legato il suo nome all’uso delle pellicole a sviluppo istantaneo, Polaroid prima e Fuji in seguito, con la creazione di fotomosaici sempre più complessi e articolati. Nelle sue ultime composizioni con pellicole istantanee è arrivato a comporre mosaici di oltre trecento fototessere.

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