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Sappe: “Serve un nuovo carcere nella Valbormida”

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Savona. “Non è accettabile avere in Italia un carcere vergognoso come il Sant’Agostino di Savona, indegno per chi ci lavora e per chi sconta una pena (qualcuno addirittura in celle senza finestre), come sono altrettanto vergognosi i ritardi burocratici del comune savonese che fino ad oggi nulla ha fatto per sanare tali indecenze. Dopo un rimpallo durato oltre vent’anni, oggi sappiamo che non è previsto alcun nuovo carcere per Savona. La proposta allora la facciamo noi: è possibile realizzare un nuovo carcere nella Valbormida, in tempi estremamente brevi, con costi contenuti ed avvalendosi di manodopera locale. Si costruisca un carcere secondo il sistema modulare”.

E’ la denuncia del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, la prima e più rappresentativa della Categoria, formalizzata con una lettera al Ministro della Giustizia Angelino Alfano a firma del segretario generale Donato Capece.

 “Il carcere di Savona è contro il dettato costituzionale della rieducazione del detenuto ed espone gli agenti di Polizia penitenziaria a condizioni di lavoro gravose e a rischio” sottolinea il Sappe. “Costruito per ospitare 36 posti letto, il Sant’Agostino ospita in media oltre 80 detenuti controllati da Agenti di Polizia Penitenziaria carenti in organico di 15 unità. Tutti dicono che serve un carcere nuovo a Savona ma nessuno concretamente lo vuole. Noi proponiamo una soluzione alternativa in linea con l’edilizia penitenziaria europea nell’area della Valbormida: si tratta di un progetto che riguarda un “sistema modulare”, vale a dire un edificio  con grandi capacità di resistenza agli agenti atmosferici, agli attacchi chimici o ad altri processi deteriorativi, che può essere sopraelevato senza particolari misure strutturali e con costi competitivi e tempi di esecuzione estremamente rapidi. Si tratta di edifici con 600 posti letto costruibili  in quattro mesi, avvalendosi di manodopera del posto,  con un costo inferiore ai 20 milioni di euro, e posti in opera in soli 7 mesi. Questa potrebbe essere una prima rapida soluzione per sanare la vergogna dell’attuale carcere savonese.”

Capece comunica infine di avere rappresentato al Ministro Guardasigilli anche il necessario incremento delle attività di formazione ed aggiornamento professionale nel Nord Italia, avvalendosi in particolare della struttura del Corpo di Cairo Montenotte: “La Scuola di Cairo Montenotte, un polo d’eccellenza nella formazione del Personale non solo della Polizia penitenziaria, è poco utilizzata, mentre un suo più massiccio uso potrebbe essere un importante risorsa anche per gli operatori economici di tutta la Valbormida.”

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