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Famiglie italiane “solide”, lo conferma report dell’Abi: indebitamenti contenuti

Le famiglie italiane, nonostante la crisi, restano in piedi. E’ stata confermata infatti una positiva capacità di tenuta sotto il profilo finanziario anche in presenza della fase di debolezza del ciclo economico. Questo è il quadro che emerge dal “Report trimestrale – indicatori di indebitamento, vulnerabilità e patologia finanziaria delle famiglie italiane”, realizzato da Abi in collaborazione con il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Il Report rappresenta un nuovo strumento di monitoraggio trimestrale che, alla luce delle conseguenze dello shock macroeconomico 2008-2009, “consentirà di tenere sotto stretta osservazione l’indebitamento delle famiglie in un contesto congiunturale non favorevole”. “Le analisi hanno passato in rassegna un ampio set di indicatori in grado di segnalare lo stato delle condizioni finanziarie delle famiglie quali: indicatori di indebitamento, vulnerabilità, patologia finanziaria, domanda e offerta di credito” si legge nella nota dell’associazione delle banche italiane.

Il Report di luglio 2010 evidenzia come i finanziamenti per la casa continuino a crescere su tassi abbastanza sostenuti in quanto favoriti, da un lato, dall’effetto di calmieramento dei prezzi degli immobili a seguito della crisi e, dall’altro, dal basso tenore dei tassi d’interesse. A marzo 2010, i prestiti per l’acquisto di abitazioni sono cresciuti di circa l’8% (+4,5% a marzo del 2009). Accanto a ciò, il livello di indebitamento delle famiglie rimane contenuto, anche rispetto al confronto internazionale, grazie anche al basso profilo dei tassi d’interesse che non hanno comportato maggiori oneri finanziari, tant’è che il rapporto tra rata media sui mutui casa e reddito si è mantenuto sostanzialmente invariato.

Infatti, a marzo 2010, spiega il Report dell’Abi, secondo i dati disponibili più recenti, il complesso delle rate assorbivano il 4,3% del reddito, incidenza sostanzialmente stabile rispetto all’esperienza dell’ultimo anno, ma inferiore di oltre 2,5 punti percentuali rispetto alla metà del 2008. Inoltre, l’incidenza delle nuove sofferenze del “creditore famiglia” si contiene complessivamente all’1,3-1,4% del totale erogato.

Tra gli indicatori di vulnerabilità, è stato preso in considerazione l’indice di accessibilità all’abitazione il quale, costruito dal Centro studi dell’Abi sulla base di prassi metodologiche internazionali e stime su dati dell’Agenzia del territorio, dell’Istat e della Banca d’Italia, permette di misurare l’apporto del credito bancario nonché dei livelli di reddito e dell’andamento del mercato immobiliare alla possibilità di acquisto della casa.

Per quest’ultimo indicatore, si evidenzia che da circa un anno e mezzo è in atto un progressivo miglioramento, quindi una maggiore possibilità di poter acquistare una casa: l’indice di affordability infatti mostra che a marzo la rata che la famiglia media deve pagare per comprare la propria casa è di poco superiore al 20% del proprio reddito disponibile (21,4%), quindi il bene casa rimane largamente accessibile per la famiglia media grazie soprattutto al basso livello dei tassi.

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