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Evasi 50 mln di Euro nel Torinese: tra gli autori della frode anche savonesi

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Savona. Sono stati denunciati cinque imprenditori in merito ad un giro di false fatture che ha portato la Guardia di Finanza a scoprire nel torinese un’evasione fiscale di 50 milioni di euro. Le indagini, durate più di un anno, hanno comportato sei verifiche fiscali nei confronti di altrettante imprese del torinese, nove perquisizioni alle sedi di società ed alle abitazioni dei relativi amministratori, numerosi sequestri di documentazione contabile, extracontabile e di materiale informatico, verifiche patrimoniali e bancarie.

L’operazione è stata condotta dai Finanzieri della Tenenza di Chivasso (Torino) su un gruppo imprenditoriale piemontese specializzato in lavori di escavazione, trivellazione e perforazione, operante nel mercato edile piemontese, ligure e valdostano. Le cinque denunce sono per emissione ed annotazione di fatture per operazioni inesistenti, dichiarazione infedele, occultamento e distruzione di scritture contabili.

Tra gli autori della frode fiscale ci sarebbero anche alcune persone origianrie della provincia di Savona. Gli evasori avevano costituito una società di capitali con l’esclusiva finalità di produrre costi “fittizi” per le aziende del gruppo, al cui vertice avevano posto un nullatenente ligure.

La società “cariera” operava illegalmente illegalmente da ben cinque anni, emettendo sistematicamente fatture per operazioni inesistenti in ordine a cessioni di beni che non erano mai stati nella propria disponibilità ed a prestazioni di servizi in realtà mai eseguite. Essa, altresì, non versava neanche un euro d’imposte. Gli indagati sono possessori di sontuose ville e di auto di lusso, compresa una Ferrari, e sono soliti concedersi lunghi e frequenti viaggi all’estero.

Ma i vantaggi fiscali non si limitavano all’annotazione di fatture per operazioni inesistenti: la Guardia di Finanza ha infatti scovato complessivamente 5 aziende totalmente sconosciute al fisco a loro riconducibili e 5 evasori para-totali operanti nel medesimo settore economico, in relazione ad alcune delle quali sono ancora in corso accertamenti. Nel complesso l’operazione ha finora consentito di recuperare a tassazione circa 45 milioni di euro di imposte dirette ed oltre 6 milioni di euro di Iva.

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