IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Alassio, Pier Paolo Cervone presenta “La Grande Guerra sul Fronte Occidentale” foto

Alassio. Mercoledì 25 agosto all’Auditorium Deaglio della Civica Biblioteca di Alassio in piazza Airaldi e Durante 7 alle ore 21 ci sarà la presentazione pubblica del libro “La Grande Guerra sul Fronte Occidentale” (Mursia Editore) del giornalista finalese Pier Paolo Cervone. La presentazione sarà curata da Franco Quaglieni, docente universitario a Torino, direttore del Centro Pannunzio nella città piemontese.

Un viaggio tra i campi di battaglia e le località del fronte occidentale della Grande Guerra. Marna, Verdun, Somme, Chemin Des Dames, sono i luoghi degli scontri descritti in La Grande Guerra sul fronte occidentale (Mursia 2010, 180 pagine, 17 euro), il nuovo saggio scritto come un reportage da Pier Paolo Cervone, studioso e giornalista, che racconta e analizza le battaglie più cruente e importanti combattute sul suolo francese nel corso della Prima Guerra Mondiale.

“Sono tutte  battaglie dal diverso significato che in comune hanno però il fatto che intere generazioni si sono immolate in difesa degli ideali di libertà e di democrazia – dice Cervone -. E per non dimenticarli, per ringraziarli del loro sacrificio, i Paesi di appartenenza hanno costruito tra Francia e Belgio imponenti memoriali, musei e monumenti che, a volte, sono vere opere d’arte”.

A Ypres, piccola cittadina belga che gli abitanti fiamminghi chiamano Ieper, ogni sera, si svolge ancora oggi una toccante cerimonia: “Dal 1928 si ripete lo stesso rito che è stato sospeso soltanto durante l’occupazione nazista – testimonia Cervone -. Ogni sera, alle otto in punto, sotto le volte della Porta di Menin, il possente sacrario dei 55 mila senza tomba, va in scena l’omaggio sonoro ai caduti della Grande Guerra, e riecheggia il suono delle cornamuse scozzesi e di tre trombettieri che eseguono ‘The Last Post’, il motivo che chiudeva la giornata negli accampamenti degli inglesi”.

Anton Verschoot, nato a Ypres nel 1924, suona ogni sera la sua tromba davanti al memoriale. Tutte le sere è lì. Altri due trombettieri ruotano ma lui è sempre presente, salvo le assenze per qualche acciacco o perché in tournèe con la banda dei pompieri dove è entrato su richiesta del suocero. Le note echeggiano tra le pareti che grondano nomi britannici, irlandesi, americani, australiani, neozelandesi, sudafricani, tutti ragazzi spazzati via dal fuoco tedesco in una delle più crudeli battaglie  della Prima Guerra mondiale dove per la prima volta i tedeschi usarono il letale gas chimico, chiamato appunto “iprite”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Resist

    dire che nella prima guerra mondiale”intere generazioni si sono immolate in nome della libertà e della democrazia” è pura retorica antistorica. Lo stesso Papa di allora definì quella gurra un’INUTILE STRAGE che poteva benissimo essere evitata.
    I combattenti di allora non erano volontari…vennero obbligati ad una guerra della quale non conoscevano i motivi e andavano all’assalto sotto l’incubo delle decimazioni.Per questo sono degli EROI.
    Sono invece dei CRIMINALI coloro che avendo potere politico e militare hanno provocato quella immane sofferenza….che è stata poi la causa anche della seconda guerra mondiale……
    Non siamo mica rimbambiti… la storia l’abbiamo studiata anche noi.