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500 pagine per scoprire un De Andrè inedito: presentazione ad Alassio

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Alassio. Domani, lunedì 30 agosto, alle 21,30, ad Alassio, in Piazza Partigiani si terrà la presentazione del “Tourbook. Fabrizio De André 1975/98” (Edizioni Chiarelettere).

Promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo di Alassio, l’incontro con sarà introdotto dal critico Nicola Davide Angerame e dal giornalista Claudio Porchia. A presentare il volume sarà Pepi Morgia, regista di tutti gli spettacoli di Fabrizio De André dal 1975 al 1998. L’incontro propone un approfondimento sui tour di Faber che sono rievocati in un libro poderoso, capace di rendere le immagini più belle e i momenti più emozionanti attraverso una narrazione leggera e intensa. Una vera Bibbia dei tour di Faber, un libro mastro che raccoglie i ricordi dei protagonisti e i documenti di allora, le foto inedite e alcune sorprese. Questo è Tourbook Fabrizio De André 1975/98, che l’editore Chiarelettere ha pubblicato con la Fondazione Fabrizio De André. Quasi 500 pagine di storie, curiosità ed emozioni che la curatrice Elena Valdini ha salvato dall’oblio regalando ai tanti fan, vecchi e nuovi, il senso che Faber, l’amico fragile di milioni di persone, ha dato al suo rapporto con il pubblico.

Faber era un uomo singolare: molte volte è sceso a parlare con chi lo contestava nei suoi primi tour, durante gli anni di piombo. Faber non ha mai vissuto dall’alto di un palcoscenico e con esso ha sempre avuto un rapporto ambivalente, di amore e odio. Era un perfezionista (per gli amici rompiballe) eppure spesso soffriva l’ansia dell’attesa, viveva il timore del pubblico, e a volte fino al punto di cancellare le date dandosi malato. Faber non si considerava un cantante, eppure alla fine ha fatto i più bei concerti della musica cantautoriale italiana. Tutti i testimoni interrogati (tra cui Paolo Poli, Diego De Silva, Mario De Luigi, Stefano Benni, Cesare G. Romana, Marco Pannella, Antonio Ricci, Roberto Galanti, Giorgio Gori e molti altri) ricordano un aspetto diverso di Faber e molti rievocano, come momento più intenso, le migliaia di persone in platea inondate di luce rossa sul ritornello dei “mille papaveri rossi”: merito di Pepi Morgia, regista e light designer che ha sempre aiutato De André come un fratello, sostenendolo e curando le regie dei suoi concerti.

“Faber è stato un poeta e un pensatore di prima grandezza – dice Monica Zioni, assessore alla Cultura e al Turismo di Alassio – amato perché capace di trasmettere pensieri profondi con semplicità, attraverso accordi e versi che hanno cambiato la storia della musica del nostro Paese. Siamo quindi orgogliosi di ospitare un nuovo evento ad Alassio che lo vede protagonista. Pepi Morgia ci racconterà di come la sua vita e quella di Fabrizio De André si sono intrecciate per lasciare il segno nei cuori di milioni di persone e ora anche una preziosa testimonianza grazie ad un libro che servirà a far rivivere alcune delle emozione, provate dai padri, a quei figli che non hanno avuto la possibilità di assistere ad un concerto di Faber dal vivo”.

Pepi Morgia, più giovane di Fabrizio di dieci anni ma così vicino a lui per quella timidezza che diventa una peculiarità per entrambi e che li fa sentire “fratellini”, rievoca un lungo percorso ricco di suggestioni, concerti, affetti. Dalla prima data della Bussola del ‘75, al tour con i New Trolls e la PFM, al lavoro nel teatro con ritmi così diversi da quelli delle piazze e dei palasport, al fascino dei mimi e del circo: un susseguirsi di immagini inedite, manoscritti, schizzi di palchi, allestimenti, scenografie. Tutte studiate nel dettaglio, con la cura e l’attenzione di chi affida ai propri occhi un ruolo determinate.

“Fabrizio si fidava delle orecchie di Dori e dei miei occhi – ricorda Pepi – dopo le nostre rassicurazioni si poteva alzare il sipario”. E la musica aveva inizio. Perché i brani non solo si ascoltano ma “si vedono”. “Ragionavamo a lungo su ogni nuova idea da sviluppare in scena – continua Pepi Morgia – e ogni appuntamento con Fabrizio (e con questo intendo dire ogni palco) era di irripetibile bellezza”. Pepi Morgia è il filo conduttore di Tourbook anche perché ha indicato alla curatrice Elena Valdini, la quale per la giovane età non ha mai partecipato ad alcun concerto di De André, tutti coloro che hanno avvicinato il cantautore negli anni compresi dal ’75 al ’98: dai produttori (Adele Di Palma, Bruno Sconocchia e Maurizio Salvadori), ai musicisti (Mark Harris, Michele Ascolese, Pier Michelatti e Giorgio D’Adamo); dai tecnici del suono e delle luci, ai supporter (tra cui Eugenio Finardi nella prima tournée del 1975/‘76), per arrivare agli artisti circensi che sempre più spazio hanno trovato nelle esibizioni degli anni Novanta.

Elena Valdini scopre i nomi, i luoghi e gli aneddoti di tutte le date. Ed è proprio da qui che nasce il racconto di ogni tour (capitolo) che, a sua volta, si lega ai ricordi di personaggi di spicco della cultura italiana: Paolo Poli, Diego De Silva, Mario De Luigi, Stefano Benni, Cesare G. Romana, Marco Pannella, Antonio Ricci, Roberto Galanti, Giorgio Gori e molti altri Sono proprio loro che, avendo assistito ad una o più esibizioni, permettono al lettore di moltiplicare i punti di vista nel ricordo della medesima esperienza.

La Fondazione Fabrizio De André propone Tourbook insieme a un’inedita versione di “La canzone di Marinella”, eseguita la sera del debutto alla Bussola il 15 marzo 1975 e scaricabile gratuitamente on line grazie al codice contenuto all’interno del volume.

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