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Articolo n° 94570 del 13/07/2010 - 11:10

Savona, “illusione saldi”: le foto che smascherano il commerciante “furbetto”

Savona - saldi truffa

Savona. Un’occhiatina “pre-saldi” alle vetrine l’abbiamo data tutti. Giusto per pregustare l’affare che avremmo potuto fare una volta che, sul prezzo “pieno” esposto, sarebbe apparsa la magica riduzione che trasforma l’articolo tanto agognato in una spesa finalmente affrontabile. Giornate passate a fare calcoli, a pensare agli abbinamenti giusti con i capi che possediamo già, e poi via, verso l’acquisto conveniente. Che, però, in alcuni casi, così conveniente non è più.

Lo sa bene l’autrice delle foto (e assidua lettrice di IVG.it n.d.r.) che vi mostriamo, la quale, messa in guardia dai tanti “chi va là” delle associazioni che tutelano i consumatori – che, ogni anno, parlano di “saldi farlocchi” – ha voluto fare la sua personalissima prova. Una sorta di confronto tra il “prima” e il “dopo” la cura (che, in questo caso, sarebbe lo sconto) per scoprire che di differenze proprio non ce ne sono. La signora in questione ha infatti immortalato, con il suo IPhone, la vetrina di un negozio savonese di una nota marca di abbigliamento prima del 9 luglio (data dell’inizio ufficiale dei saldi in Liguria) con i prezzi pieni e, successivamente, la stessa vetrina “scontata”. O meglio: apparentemente scontata. I proprietari hanno infatti attuato il trucco più vecchio – e più “fastidioso” – del mondo, aumentando il prezzo della merce per poi “saldarla” e farla tornare al prezzo originale. Dando però l’illusione, agli acquirenti, di aver fatto un affare .

La nostra fotografa improvvisata aveva “puntato” un paio di ciabattine da 22,90 euro che, magicamente, dopo il 9 luglio hanno mantenuto il medesimo prezzo ma come se fosse il risultato dello sconto del 30% applicato dal negozio. E lo stesso vale altra merce esposta, come le T-shirt che ad inizio luglio costavano 29,40 € e che nei cartellino dei saldi passano a costare 42 € e con il 30% di sconto diventano un vero affare a solo 29,40€.

Di qui, l’allarme lanciato su Facebook che, ormai, sta diventando uno strumento sempre più importante di scambio di informazioni.  “Attenzione, saldi farlocchi smascherati”, scrive la ragazza, mettendo in guardia tutti i suoi amici online. Un’idea, quella di smascherare a “colpi di clic”  i commercianti furbetti – che, ovviamente, ci auguriamo essere una minoranza – che non è da tutti, anche se sono molti i savonesi che, pur sprovvisti di una macchina fotografica al momento opportuno, denunciano sul web “fregature” simili.

Ad IVG.it, inoltre, sono arrivate altre segnalazioni di questo tipo e che riguardano una catena commerciale, che si trova sempre a Savona. Per non parlare di tutti quei negozi che espongono merce di anni e anni prima “spacciandola” per quella della stagione appena trascorsa. Segno che gli “sos” lanciati dagli addetti ai lavori o, in quest’ultimo caso, via internet, non sono mai abbastanza.

Federica Pelosi

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57 commenti a “Savona, “illusione saldi”: le foto che smascherano il commerciante “furbetto””
jchnusa ha detto..
il 13 luglio 2010 alle 11:38

Le fotografie sono in questo caso la vera fotografia di quello che sono i saldi di certi furbetti, vale sempre la regola di non fare acquisti in base alla percentuale di sconto ma per avere la certezza del reale prezzo prima dei saldi, grazie alla nostra amica, certo non guasterebbe qualche indicazione in più del negoziante da evitare

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eleonora ha detto..
il 13 luglio 2010 alle 12:00

….proprio ieri dicevo con mia figlia che i prezzi dei saldi mi sembravano alti lo stesso!! e lo credo! avevo visto giusto!
i negozianti a savona ci hanno presi per scemi?
capisco che e’ crisi anche per loro, ma non sarebbe meglio accontentarsi di un minor guadagno e vendere di più?
i rincari sulla merce sono eccessivi, anche calcolando le tasse e tutto il resto….e guardate che anche io lavoro nel commercio…..non di cose che si possono “saldare”, ma so quanto rincaro c’è in genere sulla merce!
la crisi deve essere per tutti, non solo per i poveri cristi clienti!
senza pensare che fossi io, non entrerei mai più in un negozio che si comporta così!

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tata ha detto..
il 13 luglio 2010 alle 12:06

dovrebbero ritirargli la licenza a questi imbroglioni! Così potrebbe servire da esempio agli altri che fanno i furbi!

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freeholly9 ha detto..
il 13 luglio 2010 alle 13:10

si infatti bisognerebbe farli chiudere almeno per tutto il periodo dei saldi come sanzione…
di quale negozio si tratta? nelle foto si capisce che il negozio in questione è solo uno…non sarebbe male documentare seriamente i negozi che fanno questi giochetti e renderli pubblici anche per chi non ha tempo da perdere per guardare le vetrine 40 volte prima e 40 volte mentre ci sono i saldi…..

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mugugnolibero ha detto..
il 13 luglio 2010 alle 13:14

Ma perchè non iniziamo a pubblicare i nomi di questi finti negozianti??
Questi è il primo sistema per colpire la gente disonesta…

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hi-tech ha detto..
il 13 luglio 2010 alle 13:16

..Ecco chi produce ricchezza e benessere che serve a tutti noi , come pronunciato dal nostro Presidente alla convention di Confcommercio. Che producano ricchezza non è in discussione, non lo è mai stato….con i ricarichi che vengono operati sul genere, per esempio, di abbigliamento, ma la producono per loro. Pare che la producano tanto bene da essere addirittura trasparente anche all’Erario il quale per poter rientrare dei mancati gettiti fiscali è costretto a spremere quelli che pagano sempre e i cui redditi sono in qualsiasi modo rintracciabili.
Parlando di saldi ormai è notorio che sono una palese presa per i fondelli.
La merce in saldo spesso viene confusa con altra appartenente a partite fuori moda e fondi di magazzino, il prezzo da scontare, spesso è quello di listino come immagino sia nel caso in questione, alcuni colgono l’occasione per disfarsi di capi comprati in nero, e tutta una serie di trucchetti che connotano la categoria intera in maniera inequivocabile.
Inoltre, avvengono pure altri episodi non corretti e quantomeno vessatori tipo l’impossibilità di cambiare i capi in saldo, pur in possesso dello scontrino, l’impossibilità di acquistare utilizzando la carta di credito , etc. Tutte pratiche non corrette e ingiustificabili se non sotto una bieca logica di profitto a tutti i costi.
La lettrice che ha immortalato la miserabile azione del commerciante avrebbe dovuto anche indicare il suo nome, tutelata dalla privacy che IVG poteva offrirle. Lo sputtanamento avrebbe potuto essere meritatamente totale e non a discapito di tutta la categoria ove, spero, qualcuno (pochi) si salva.
In questo caso esorto tutti coloro che si accorgono di tali truffe di segnalarle alla Polizia Municipale o a chi competente. La GDF credo possa occuparsi anch’essa della cosa.
Ogni altro aggettivo è superfluo e il miserevole fatto suggerisce per l’ennesima volta esaustiva motivazione con cui la fiducia nella categoria è ormai ai minimi storici.
La cosa buffa è che spesso dobbiamo anche leggere i proclami dei loro rappresentanti di categoria con cui denunciano la morte del settore e dei piccoli esercizi commerciali o per mettersi di traverso ad aperture di grosse catene di distribuzione o di outlet. L’anno scorso il loro presidente lamentava addirittura il fatto che i croceristi, a savona, vengono dirottati in autobus e condotti negli outlet del basso piemonte….! Per forza.
Senza addentrarci nella tematica dei prezzi…. Vorremmo che cio venisse spiegato dagli interessati perchè un paio di scarpe in Lire costava da 100.000 a 150.000 e ora debbono costare tutte più di 100€..! O perchè al ristorante un tempo si poteva cenare con 50/60.000 Lire mangiando pesce e oggi ne occorrono altrettanti ma in Euro! O perchè una felpa che viene vendta dalla casa madre al negoziante a 15/20 Euro deve essere messa in vendita a 120 €…!

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Marco Vruna ha detto..
il 13 luglio 2010 alle 13:22

Non solo a Savona fanno i furbetti certi commercianti! Le autorità competenti dovrebbero fare un giro prima dei saldi con video camera e dopo a sorteggio un controllo….W l’ITALIA

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folgore ha detto..
il 13 luglio 2010 alle 14:37

Voglio replicare ad Hi-Tech, colui che pare in questo forum essere colto da una saggezza tale da poter fare prediche e moralismi a tutti, e faccio riferimento a due passaggi del tuo intervento:”Pare che la producano tanto bene da essere addirittura trasparente anche all’Erario il quale per poter rientrare dei mancati gettiti fiscali è costretto a spremere quelli che pagano sempre e i cui redditi sono in qualsiasi…”,”…e tutta una serie di trucchetti che connotano la categoria intera in maniera inequivocabile.”
Innanzi tutto da figlio e nipote di commercianti ti dico che è da ignoranti fare di tutta l’erba un fascio, una mela marcia non connota tutta la categoria come altre volte hai detto nei forum riguardo il binomio crimine-extracomunitari.
Che lo stato sprema solo i lavoratori dipendenti è 1 idiozia tutta tua, che prima di dire certe cose nemmeno sai quanto un commerciante ONESTO è costretto a pagare, non capisci che se la stagione va male e la roba ce ‘hai già in magazzino ti resta sul groppone ma di certo non vengo a chiedere i soldi persi nè a te nè allo stato.Nè tantomeno vengo a chiedere i soldi a chi pur avendo lavori da dipendente svolge un secondo o terzo lavoro in NERO!
Tu che sai tutto mi spieghi perchè un giocattolo della ditta del patron del Genoa all’Ipermercato viene venduto a 10 e al negoziante viene dato dal suo fornitore a 12?mi spieghi perchè, piccolo grande genio, il pagamento è 30 massimo 60 gg per il commerciante e 120-180 per l’ipermercato con a volte diritto di restituzione invenduto?
I FURBI e gli APPROFITTATORI VANNO PUNITI SENZA SE E SENZA MA perchè screditano la categoria, di qualunque categoria facciano parte, ma ragionamenti populisti, di bassa lega, e banali come i tuoi connotano a pieno una larga ignoranza e incapacità di analizzare entrambe le facce della medaglia prima di parlare.

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marco costantino ha detto..
il 13 luglio 2010 alle 14:54

condivido mugugno e freeholly9…chiudere x il periodo dei saldi,ma soprattutto nome e cognome del negoziante..Hitech..condivido tutto fino al cambio lira/euro..se non te ne sei accorto sono quasi 10 anni che la lira non c’è più e continuare a fare paragoni è banale..sei ovvio come il detto “..non ci sono + le mezze stagioni”…

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sbirulino ha detto..
il 13 luglio 2010 alle 14:58

Al negoziante che si è PERMESSO di fare uno scherzo simile, anche se di scherzo non si tratta, dico solo che:
1. sono uno stipendiato fisso (da 1000 euro al mese), stipendio brutalmente convertito da quando siamo passati all’eruo. Prima prendevo 2 milioni più o meno
2. qualche tempo fa te lo saresti sognato di vendere delle ciabatte a 60 mila lire!!! te le avrebbero tirate dietro o quanto meno non ne avresti venduta nemmeno una!!!
3. tienile bene in vista nella tua vetrina, spero solo che ci rimangano per l’eternità

un caro saluto da un potenziale cliente incazzato nero

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Calu ha detto..
il 13 luglio 2010 alle 16:47

Mi preparo a prendere una stangata di voti negativi:

Io, che sono un lavoratore dipendente in un settore estrano al commercio al dettaglio, mi sento di dare ragione alle parole di folgore (anche se con meno fervore).

Certamente, per il negoziante della fotografia ci sono gli estremi per ricorrere a vie legali (più che a vie giornalistiche) ma questo non dev’essere una giustificazione a sputare sulla categoria in modo demagogico.

Il fatto, secondo il mio modesto parere, è che ci stiamo facendo la guerra tra categorie con generalizzazioni estremistiche e banali: i privati evadono, i commercianti fanno i furbi, i dipendenti hanno un secondo lavoro in nero, gli impiegati pubblici sono fannulloni, eccetera.

Siccome di fannulloni, ladri ed evasori ce ne sono, e dappertutto, queste generalizzazioni spesso colgono nel segno, creando una guerra che non finirà mai.

Purtroppo però non è sul campo delle categorie che si deve combattere, ma sul campo dell’etica. La disonestà è trasversale e dipende esclusivamente dall’individuo e dal contesto entro cui vive ed entro cui opera.

Quel commerciante deve essere sicuramente sanzionato (senza il voyeristico pubblico ludibrio), ma non la categoria nel suo complesso.

C’è solo un di persona che ci rimette, nel nostro Paese: l’onesto. E il cittadino onesto non appartiene a nessuna categoria specifica.

“Io sono onesto?” questa è la domanda che dobbiamo farci prima di giudicare gli altri.

E se ci capita la possibilità di trarre profitto da una situazione eticamente scorretta, non ci salveranno frasi come “tanto lo fanno tutti” oppure “cosa vuoi che sia”.

Lo ripeterò sempre e comunque. La responsabilità è innanzitutto nostra. Innanzitutto mia.

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Zio Jo ha detto..
il 13 luglio 2010 alle 18:53

Concordo con tutti quelli che vorrebbero nomi ed indirizzi di questi disonesti.
Concordo con tutti quelli che vorrebbero la chiusura di questi disonesti.
Non concordo con tutti quelli che se la prendono con tutta la categoria.
C’è poi una domanda che voglio fare: quando vedete che un commerciante applica sconti del 70/80% cosa pensate?
Le risposte sono 2:
1) applicava ricarichi esagerati prima degli sconti
2) gli sconti non sono reali

Bene esiste un modo per difenderci da prezzi esagerati o dal essere truffati: evitiamo quei negozi.
Ricordatevi che ben difficilmente il negoziante vende sottocosto (vale anche per i supermercati).
@Calu un voto positivo te lo dò io :-)

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lui la plume ha detto..
il 13 luglio 2010 alle 22:07

Ieri ho fatto un piccolo acquisto …. un pezzo che cercavo da tempo … trovato in internet a 10,5 euro ….. ne ho scoperto il nome effettivo …. cosi’ ci ho riprovato localmente …. a listino sono oltre 30 euro ma me ne chiedono solo cinque …… (gia’ ivati),
.
Che dire? probabilmente quel listino serve solo all’artigiano … non proprio corretto …. che cosi’ fattura cio’ che vuole …. a seconda di chi si trova davanti.
.
Ignorando il fatto che ….. oggi i prezzi si conoscono tutti senza difficolta’.

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sentinella ha detto..
il 13 luglio 2010 alle 22:22

Naturalmente concordo con Hi-Tech. Siamo in un mondo di disonesti e lo Stato, non avendo le capacità (e la voglia) di contrastare gli evasori, se la prende sempre con dipendenti e pensionati.

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hi-tech ha detto..
il 13 luglio 2010 alle 22:48

folgore@ ti rispondo anche se il tono del tuo post conteneva alcune definizioni piuttosto colorite che potevano essere considerabili ingiuriose alla mia persona. Ti invito per ora a cambiare tono.
Sul passaggio virgolettato che ti dà così fastidio e ti induce a sbolaccare definendomi ironicamente saggio moralista predicatore..: magari fossi saggio.! Qui mi riferisco solo ai numeri fonte Ag. Entrate: 120 miliardi di euro evasi. Gettito fiscale lavoro dipendente e pensionati = euro 121.000.000.000 (DICONSI CENTOVENTUNO MILIARDI) e…gettito fiscale di lavoro autonomo e aziende= 13.000.000.000 (DICONSI TREDICI MILIARDI). vEDI UN PO’ TU CHI EVADE IN ITALIA ..se i lavoratori dipendenti o il resto del paese. Vedi un po tu se a spingere il carrettoItalia siete voi o i dipendenti e pensionati.
Non ho fatto di un erba un fascio , infatti: “Lo sputtanamento avrebbe potuto essere meritatamente totale e non a discapito di tutta la categoria ove, spero, qualcuno (pochi) si salva.”v. Tu sarai certamente tra questi onesti ed è per questo che ti devi incazzare piu’ di me! Ti invito a non reagire piu’ alle affermazioni altrui pur se forti con insulti di questo tipo. Non CREDO PROPRIO DI ESSERE Nè IGNORANTE Nè SACCENTE NE DI BASSA LEGA (QUESTA POI…IO DI UNA SPECIE DI LEGA…!). Magari un po’ forte nei commenti o sarcastico o a volte ironico a volte medioevale ma populista e di bassa lega ti prego NO!

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hi-tech ha detto..
il 13 luglio 2010 alle 22:56

News di oggi, fresca fresca: debito pubblico a maggio 1.827.000.000.000 (milleottocentoventisette miliardi di euro). Chi lo paga questo? Se le entrate dell’erario da imposte di lavoratori autonomi e aziende sopra indicato di 13 miliardi andassero interamente a coprire il debito pubblico occorrerebbero “solo” 140 anni e mezzo…! Mi sa che da soli no ce la potete fare…..:-)

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folgore ha detto..
il 14 luglio 2010 alle 08:03

Posso solo che fare un plauso alle parole di Calu che ha espresso pienamente quel che penso con toni più pacati dei miei, peri i quali mi scuso, ma (nonostante io sia un lavoratore dipendente) vedendo prima i miei nonni e poi i miei genitori lavorare da una luce all’altra e sentire continuamente le classiche frasi “commerciante=ladro evasore ecc” mi ha fatto irritare parecchio.
Occorre che la gente onesta faccia in modo di mettere ai margini da ogni categoria chi fa il furbo, chi si approfitta delle situazioni e chi ruba, premiando così chi si comporta onestamente.

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folgore ha detto..
il 14 luglio 2010 alle 14:59

Per Hi-Tech, i miei toni erano senz’altro coloriti ma ti informo che nessuno dei termini da te riportati in grassetto sono INSULTI:
-Ignorante:che non conosce – che ignora o conosce male quelloc he dovrebbe sapere
-Saccente:chi presume di sapere, senza informarsi
-bassa lega:di basso valore e contributo
A me paiono solo constatazioni, in quanto non essendo tu un commerciante non puoi sapere nè gli effettivi guadagni, nè le tasse che bisogna sostenere, mentre da figlio di commercianti e da lavoratore dipendente ti posso dire di conoscere entrate e uscite di entrambi e non sono poi così diverse, a meno che non ti riferisca a chi possiede catene di negozi.
Poi se si guadagna così tanto come sostieni tu mi spieghi come mai più del 50% delle nuove attività commerciali che vengono aperte chiudono o cambiano gestione nei primi 3 anni?Se fosse così facile rubare non pagare le tasse e guadagnare sarebbe da stolti lasciare queste MINIERE D’ORO, non credi?
E come mai nessuno se la prende quando compra all’ipermercato e ha diritto di restituzione SOLO in giornata, o deve rivolgersi privatamente all’assistenza, ma se lo fa un negozio tutti a lamentarsi?
Altra cosa tu parli di gettito fiscale senza fare riferimento al numero di commercianti, che tu hai inserito tra gli autonomi (idraulici falegnami elettricisti ecc, che niente hana che vedere con commercianti)e aziende, perchè se per ogni titolare di licenza ci fossero ad esempio 3 o 5 dipendenti capisci bene che il numero più alto è giustificato (matematicamente non su mia opinione).
Comunque molto comodo far riferimento alle tasse versate, ma non dici che mentre da dipendente si ha diritto alla cassa integrazione se le cose vanno male se sei autonomo….TI ARRANGI!
E nessuno parla di quei pensionati riassunti nelle aziende come consultenti con stipendio quadruplicato (ne ho uno nel mio stesso ufficio), anche lui spinge la cariola è vero, ma la sua piena di soldi!
Per quel concerne il debito pubblico ti sei risposto da solo, con il termine pubblico, perchè chissà come mai i privati i debiti li devono SEMPRE pagare mentre nel pubblico……!
I miei pagavano 400 € di suolo pubblico (6mq) per 3 mesi, ottima tassa se in cambio si fosse ricevuto qualcosa in termini di servizi, invece ci toccava pure lavarci il marciapiedi!
Come vedi le tasse la larga parte dei commercianti le paga (nonostante quel che sostieni tu) peccato che riceva poco e niente in cambio!

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lui la plume ha detto..
il 14 luglio 2010 alle 15:35

Se per ipermercato si intende il Gabbiano …..
.
Ci vuole la concorrenza per migliorare.

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jchnusa ha detto..
il 14 luglio 2010 alle 17:38

@Lui quel listino di cui parli tu forse servirà a qualche artigiano furbetto di sicuro serve al commerciante,
vedi io quando vado dal cliente e devo andare ad acquistare del materiale per suo conto mi faccio pagare il tempo che impiego ad andare ordinare i materiali eventualmente il ritorno per ritirarlo ed il trasporto certo io non faccio testo perché sono uno dei peggiori ma sai dopo 26 anni di partita iva ti devi difendere, però da sempre, e il tempo mi ha dato ragione, io al cliente sia vecchio che nuovo presentando il preventivo lo informo di tutti i costi che dovrà affrontare e il mio prezzo non cambia se non cambia il tipo di lavoro, quelli più bravi di artigiani non ti segnano il costo dei tempi per comprare i materiali e ti fanno pure lo sconto ma come dici tu usano il listino come meglio si può
da artigiano edile ti posso assicurare che oggi il commerciante non fa differenze a chi vende sia privato o artigiano anzi oggi preferisce vendere al privato perché paga in contanti e subito certi l’artigiani pagano quando hanno il soldi e quando va bene.
Il consiglio che mi sento di dare a me stesso e che per fare qualsiasi cosa ci va tempo e denaro chi ti fa spendere poco o è un incapace o ti frega da un’ altra parte. Ti sei mai chiesto perché nelle riunioni di condominio si aprono i preventivi per dei lavori tipo facciate certe imprese fanno la metà di altre? Certo poi i lavori finiti durano decisamente meno, ma questo è un altro problema

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freeholly9 ha detto..
il 14 luglio 2010 alle 17:46

si folgore in parte forse hai ragione ma saprai benissimo che la fetta più grossa e grassa del commerciante è quella che deriva dall’evasione: mentre un dipendente paga sino all’ultimo cent di tasse vediamo commercianti impresari etc etc nullatenenti col ferrari e 13 appartamenti intestati alla moglie

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antonio gianetto ha detto..
il 14 luglio 2010 alle 19:04

” Pratica Commerciale Scorretta ” ne avete mai sentito parlare?
Sicuramente molti di noi ci si sono trovati dentro. Purtroppo non ne siamo venuti a conoscenza, la notizia corre in rete ma non ha fatto molta presa, salvo per quelli che sono soliti ad andare a scovare notizie.
Non ne siamo venuti a conoscenza perché: la pubblicità è l’ anima del commercio, ma tiene in vita, anche, parecchi giornali e gruppi televisivi. Ho preparato un PDF, presumo possa fare un po’ di chiarezza, su certe offerte che, quotidianamente interessano parecchie persone che cadono nella rete.
http://files.meetup.com/213689/come%20trovare%20sentenze%20agcm.pdf

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jchnusa ha detto..
il 14 luglio 2010 alle 19:41

@freeholly9 è vero hai ragione come pure ha ragione hi-tech l’operai dipendente paga tutto … quando non fa il secondo o terzo lavoro, sicuramente per sopravvivere????? In certi casi proprio no, basta che vi giriate attorno anche tra i vostri conoscenti c’è chi è schiavo del lavoro e magari con un buon stipendio suo e della moglie fa dei lavori per avere di più naturalmente senza pagare una lira di tasse, per non parlare poi di quelli che la moglie lavora e loro no solo lavoro in nero perfetti sconosciuti al fisco poi però rubano quelli della partita iva o i politici, voi mi direte che la proporzione non è la stessa dipende a mio avviso dai punti di vista, avrei una lista lunga di persone così che si sono comprati casa e girano con moto e auto che io non mi posso permettere, ma da buon italiano se non mi tocchi non me ne frega. Per quanto riguarda l’evasione vi siete chiesti il perché? Vi è mai capitato di chiamare l’idraulico o il muratore a casa ? Allora il preventivo è 1000.00 €uro più I.V.A 20% cioè 1200.00 €uro. Il novanta % dei dipendenti anche di classe alta non avendo quasi nessun interesse a scaricarsi le fatture ti chiedono se non mi fai la fattura quanto mi costa? La risposta 800.00 €uro con un risparmio immediato di 400.00 €urocioè il privato risparmia 400.00 €uro l’artigiano 300.00, perché l’I.V.A. è una partita di giro e non ti rimane in tasca quindi non si conta il resto è perché non paghi le tasse. In conclusione l’evasione fiscale per una parte è colpa sempre di chi ha meno perché cerca di risparmiare in pratica è come il cane che si morde la coda, nella migliore delle ipotesi una guerra tra poveri, naturalmente poi ci sono i gli evasori di professione . Diverso è il caso di cui parla l’articolo quel commerciante è solo un ladro che cerca di fregare i potenziali clienti a sapere chi è o forse si sa? Si che si sa dalla foto si riconosce sia la vetrina che il pavimento della galleria commerciale

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antonio gianetto ha detto..
il 14 luglio 2010 alle 23:49

riferimento al PDF segnalato prima, purtroppo cliccando sugli indirizzi lunghi i collegamenti ipertestuali non funzionano, per rimediare basta copiare gli indirizzi ed incollarli sulla barra degli indirizzi

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sissio ha detto..
il 14 luglio 2010 alle 23:51

Gentile hi-tech.. posso chiederti che lavoro fai?
… ti posso solo dire che io sono commerciante, per la precisione panettiere, e ti invito a ricercare in rete quello che paghiamo di tasse… forse cambieresti idea…

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leva1974 ha detto..
il 15 luglio 2010 alle 08:44

Caro Sissio,
ti fai un mazzo così e nessuno te lo nega, ma non parlarmi di tasse se hai una panetteria….

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sissio ha detto..
il 16 luglio 2010 alle 23:52

leva1974… ma mi conosci? sai quanto denuncio al fisco?.. forse la tua sanità o la scuola dei tuoi bimbi, almeno un pezzo, te la pago anche io….

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Bruno Pirastu ha detto..
il 17 luglio 2010 alle 08:52

Posso ? Il tragico è che non si tratta ( solo ) del commerciante furbetto ma di vere catene commerciali. I prezzi no0n li decide il Capo Negozio ma la Direzione Commerciale. Savona ad esempio è , Via Paleocapa / Corso Italia ) , anche se con varii Logo tutta di una sola azienda madre. Questo vuol dire che il finto saldo è fatto non solo per Savona ma per tutta la catena/Italia ?!

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Enry ha detto..
il 17 luglio 2010 alle 10:56

L’elusione/evasione si cela la’ dove la legge lascia spazi a tali venti: mai visto in vita mia ( abbastanza lunga) un esercente pagare TUTTE le tasse dovute come se si trattasse di un lavoratore dipendente: i commercialisti piu’ ricercati sono quelli che sanno consigliare il sotterfugio (legale o no) per pagare meno tasse.
Di regole per far pagare le tasse ai non lavoratori dipendenti ne sono state fatte fin troppe, ma ad ogni regola corrisponde un’inganno ( e forse anche piu’ di uno)
Le tasse non pagate (evase od eluse) vanno a carico di chi gia’ le paga senza alcuna possibilita’ di scampo, oppure in debito pubblico che lasceremo in eredita’ ai nostri figli .

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hi-tech ha detto..
il 17 luglio 2010 alle 12:23

Proposta: caricare i commercialisti delle loro sacrosante responsabilità (come tutti i professionisti si sobbarcano) quando elaborano e perpetrano tutti i loro artifizi legali o border-line per far evadere i loro clienti. Insieme alla firma del contribuente ci dovrebbe essere anche la firma e timbro del commercialista.
Enry: è inutile tentare di far loro capire che quello che evadono con un sorrisino si riversa sul resto dei contribuenti. Non gli riesce di capirlo. Vi andrà bene sino a quando il silenzioso popolo dei copntribuenti “sostenitori” dello Stato (quelli che pagano 121 miliardi l’anno di tasse) cioè i dipendenti e i pensionati, continuerà a pagare senza ribellarsi.
COntinuiamo a pagare anche per voi ma ogni tanto qualche sfizo ce lo togliamo…. stai tranquillo Sissio..!!!!:-) ..e mi fermo qui!

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antonio gianetto ha detto..
il 17 luglio 2010 alle 13:57

Bisognerebbe trovare una piazza da dedicare ai commercianti che pagano regolarmente e senza trucchi, le tasse. Comunque per quanto riguarda, pane e focaccia, ho imparato a rendermi indipendente, per lo meno so che cosa mangio, partendo da qui: http://vivalafocaccia.com/
Vi assicuro che i risultati sono sorprendenti, non c’ è neppure bisogno di una impastatrice di grosse dimensioni, ottengo eccellenti risultati con uno sbattitore da 500 W.

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sissio ha detto..
il 17 luglio 2010 alle 23:59

…mamma mia che pena….

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hi-tech ha detto..
il 18 luglio 2010 alle 14:30

…Già mamma mia che pena . Ne aono convinto anch’io.
Bravo Gianetto,..! tra l’altro così facedo ti metti anche al riparo dalla rumenta che i panettieri metton o nel pane…per esempio la sopalmatura con lo stgrutto che fanno tuttgi e che dovrebbe essere contenuta per legge entro certi limiti. Ma che vorrei vedere se rispettano…! Il tuo pane sarà certament epiù buono e lo potrai mangiare anche dopo giorni. Chiamare pane quyello che si trova dal panettiere è un eufemismo…..

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antonio gianetto ha detto..
il 18 luglio 2010 alle 17:08

Hi-tech, Per sapere la verità basta, almeno una volta, provare! Poi ci si accorgerà che gusto hanno focaccia ( buonissima quella con la cipolla ) e pane conditi con olio di oliva extravergine. Per quanto riguarda il pane ho iniziato a fare quello di pasta dura ( caravanini ) l’ ho trovato talmente buono che non ho neppure sperimentato gli altri tipi segnalati.
Anche la pizza viene molto buona.

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sissio ha detto..
il 18 luglio 2010 alle 22:40

i vs scritti sono di così basso profilo che non meritano più di essere commentati… la pena e lo sdegno per tanta cattiveria e ignoranza è proprio quello che provo…

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folgore ha detto..
il 19 luglio 2010 alle 08:31

Certo Hi-Tech come se il pane che compri nelle grosse catene alimentari coop conad ecc fosse sano e privo di qualsiasi adulterazione.
A vedere come hai scritto il post pare che le adulterazioni fossero nella tua tastiera!
I panettieri mettono la rumenta, i negozi di abbigliamento ladrano sui saldi, il resto dei commercianti sono tutti evasori, e magari stiamo per essere invasi dagli alieni….ma un lato positivo del mondo ogni tanto riusciamo a vederlo o dobbiamo sempre pensare in maniera negativa?
E francamente ste generalizzazioni continue da parte tua stanno un pò stancando, e per usare lo stesso metro, siccome al sud (e ora anche al nord) è radicata la mafia essendo tutti italiani siamo tutti mafiosi, te compreso. ma fammi il piacere….!
Comunque se è così facile rubare per i commercianti e fare sta valanga di soldi (infatti grazie ai miei genitori io giro in ferrari vivo alle maldive e posso infischiarmene se dopo 20 anni di studio sono con un contratto a progetto in mano no?) perchè te continui a fare il dipendente e non metti su un attività?Tanto è facile e si guadagna bene…sempre se non rientri in quel 50 e passa percento che fallisce nei primi 3 anni di attività….(poi mi spieghi com’è possibile, o sonoonesti e non rubano e la tua tesi va a farsi benedire o non è così facile fare soldi da commerciante!)

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hi-tech ha detto..
il 19 luglio 2010 alle 10:54

Folgore@ mai asserito che il pane che si compra nelle catene di marchio cooperativo e quidi dei nemici comunisti (come li chiamate voi) sia meglio degli altri…
Se proprio volessimo desumere qualche concetto dal tuo post, invece, allora si che effettivamente si spremerebbero concetti che sono palesemente pressapochisti, generici e tendenziosi.
Non credo di essere stato così drastico da etichettare tutta la categoria dei commercianti e degli artigiani come evasori…. Mai avuta questa idea! La logica dei numeri e le possibilità offerte dalle diverse tipologie di attività (lavoro autonomo – lavoro dipendente) OVVIAMENTE, nella ricerca dell’origine di quei famosi 121 miliardi di Euro sottratti al prelievo fiscale, indirizzano tra le categorie di lavoratori (o di imprenditori, come il nostro Padrone ama illudervi..!) padroni di loro stessi, siano essi grandi aziende o commercianti/artigiani. Non è nemmeno corretto sostenere che l’evasione sia cosa semplice in tutte le varie attività e tipologie: vi sono alcuni settori in cui la disonorevole pratica è un po’ piu’ agevolata. Io non ho generalizzato ma è altrettanto vero che continuare a difendere tutto il comparto strenuamente e indifferentemente mi pare un po’ forzoso e leggermente irrisorio nei confronti dei lavoratpori dipendenti. Posso comprendere anche che, vista la pressione fiscale diretta e indiretta a cui sono sottoposti i titolari di partita IVA, l’unica maniera di ottenere un po’ di utili sia quella dell’evasione ma ciò, ne converrai, si verifica con un loop vizioso a causa della stessa evasione, di pochi ma in maniera ingente in termini quantitativi. Sino a quando si difenderanno certi comportamenti, trascurando l’elementare concetto del regime solidale in materia di gettito fiscale a cui tutto il comparto è assogettato dall’Erario, la difficoltà a realizzare utili per chi è onesto sarà sempre la stessa, inducendoli a ricorrere all’evasione. Tutto cio’ fa incazzare i lavoratori dipendenti e i pensionati non per invidia o per cattiveria fine a se stessa, bensì per l’imposizione fiscale aggiuntiva a cui sono assogettati per sanare i conti dell’erario.
Questa è la mia opinone, credo condivisa dalla maggior parte di persone.
Sissio@ mi spiace che tu provi sentimenti di così deplorevole specie ma non puoi credere che nel 2010 il popolo sia all’oscuro di tutto..! quella maledetta spalmatura che rende il vostro pane così croccante e buono (solo per 2 o 3 ore dalla panificazione) la fate anche nel pane che consumate a casa con la vostra famiglia? Lo stesso discorso puo’ essere fatto per la farina…
Ieri sera sono stato al ristorante. Essendo una pizzeria hanno il forno a legna. I clienti che non consumano la pizza possono beneficiare di pane fatto tradizionalmente dal pizzaiolo, nep forno a legna… con il crescente come lievito. Credi sia superfluo descrivere la bontà di quel pane il cui gusto ormai è quasi ignoto ai più , ormai assuefatti dalla rumenta a cui ci hanno abituati…! Tu, invece credo sappia di cosa sto parlando… Qui non si tratta di essere cattivi ma di dire le cose come stanno….
Complimenti a Gianetto! Sei una persona davvero intraprendente e i commenti di IVG non possono fare a meno dei tuoi interventi. Lo sai. Mi voglio attrezzare anch’io come te. A presto.

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Riverbero ha detto..
il 19 luglio 2010 alle 11:09

@folgore: secondo te in quel 50% che fallisce nei primi tre anni, quanti sono “fallimenti volontari” ?
Perchè in Italia purtroppo si posson far maneggi di ogni genere e questo sulla pella di tutta la comunità, impreditori onesti inclusi.

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Zio Jo ha detto..
il 19 luglio 2010 alle 11:57

Penso non bisogna confondere il fallimento con la chiusura dell’attività, cosa che penso rientri maggiormente in quell’ipotitico 50% a cui si riferisce @folgore. A proposito sono dati certi che tu hai oppure solo un’intuizione?

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leva1974 ha detto..
il 19 luglio 2010 alle 13:13

Caro Sissio,
per motivi di lavoro ti posso dire che ho a che fare con diversi penificatori…. tutti ammettono candidamente di evadere e pur non conoscendoti ho la certezza che poco o tanto anche tu qualche scontrino lo puoi saltare… senza scandalizzarti per cosa ho scritto!
Comunque io sono uno che ho il 43% di IRPEF (+ l’INPS) e quindi per la sanità e la scuola dei miei figli un piccolo contributo riesco a darlo. Non evado (perchè non posso, non sono un santo), ma con il tempo mi son talmente abituato a pagare le tasse e sono talmente convinto che sia cosa giusta che anche per i redditi da fabbricato dichiaro il 100%…. Sbaglierò, non penso, ma almeno mi posso permettere di criticare liberamente tutti quelli che evadono… TUTTI!!!

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folgore ha detto..
il 19 luglio 2010 alle 14:42

Rispondo a Riverbero e Zio Jo, chiedo scusa non mi riferivo a fallimenti co conseguenti svendite di merce e businnes relativo ma a Cessazioni di attività.
Preciso inoltre che le percentuali citate si riferivano alle piccole realtà di mia conoscenza (ho visto parecchio padri perdere la loro liquidazione investita nei negozi dei figli), a livello nazionale le cose sono diverse, ma si ha il 14% di licenze solo sulla carta ma non attive ed una flessione natalità/mortalità pari all’8 % in meno tenendo conto di tutte le imprese non solo attività commerciali ma anche aziende agricole, artigiani e piccoli imprenditori(con una media del 10% annuo sulle imprese individuali).
Per maggiori informazioni c’è il sito di “movimprese”, con tutte le statistiche del caso.
Cito un altro esempio: vi siete mai chiesti (sperimentiato con l’attività di famiglia) perchè se è così remunerativa l’attività come credono in molti su questo forum per cedere un negozio avviato si devon fare i salti mortali e gli unici che lo vogliono e lo pagano bene sono negozi etnici gestiti da persone prevalentemente cinesi o del bangladesh?
Grazie alla splendida riforma Bersani che liberalizza le licenze (ma chissà perchè non quelle di benziani e tabaccai), che permette di avere intere vie tempestate di bar uno a fianco all’altro, e che toglie l’unico valore che possedeva un negozio, la licenza, molti che l’avevan pagata fior di quattrini si sono trovati con un pugno di mosche in mano.
E nessuno parla dei venditori ambulanti, che senza emettere scontrini o fatture, senza pagare tasse, avere costi di luce suolo pubblico ecc fanno concorrenza (sleale) alle attività commerciali spesso vendendo merce contraffatta.
Se un negozio vende merce contraffatta rischia denuncia, chiusura e ritiro licenza, se lo fa un ambulante solo denuncia e ritiro merce…w la democrazia.

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vic ha detto..
il 19 luglio 2010 alle 15:18

Come nipote di commercianti …mi permetto di dire che da almeno un decennio, con tutto quello che sta accadendo nella nostra politica, tra tasse, studi di settore, e balzelli vari…..anche il commerciante fatica ad arrivare a fine mese…..mi piacerebbe far provare a tutti i criticoni di cui sopra ad avere un’attivita’ in proprio x un paio d’anni…..per verificare tutte le castronerie che hanno scritto !!!!

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sissio ha detto..
il 19 luglio 2010 alle 15:22

caro Folgore ti ringrazio molto del post… sembravo essere io l’alieno in questo sito ma la cosa che mi ha fatto infuriare è il fatto di accusare una categoria a priori… come se i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, siano ligi come padre Pio e non avadano nulla (secondi lavori, lavori per terzi eseguiti all’interno del posto di lavoro, mezzi del datore usati per il proprio interesse, post su IVG lasciati in orario d’ufficio…ect ect). detto questo non intendo accusare quest’ultimi ma non accetto che mi venga fatta la morale quando denuncio 140.000 euro di fatturato all’anno (NON 14.000 come si legge per alcuni autonomi).
Leva1974, non sbagli, sei liberissimo di criticare e giustamente ti girano le palle quando senti che “alcuni” gioiellieri o ristoratori denunciano 10.000/12.000 euro/anno, io stesso mi sono imbufalito, avrei preso gli autori delle dichiarazioni e portati davanti alla finanza…
NESSUNO è un santo ed io non mi ritengo tale ma come ti sentiresti se ti accusassi di essere una “legera” solo perchè fai un determinato lavoro o perchè tifi per l’inter? ..penso che non farebbe molto piacere, per questo ho reagito male….
Detto questo disprezzo chi si vanta di evadere adducendo motivazioni quali i servizi poco efficienti, la malasanità oppure “tanto lo fanno tutti”….
Ancora una cosa… l’ultima visita dell’asl che ho avuto non ha evidenziato irregolarità… i miei clienti possono mangiare tranquilli il pane che vendo loro.
Spero di aver chiarito un pochino…

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leva1974 ha detto..
il 21 luglio 2010 alle 13:10

vedi Vic il commercio è in crisi, hai ragione! Ma sai da quand’è che è iniziata la vera difficoltà per gli esercizi commerciali? nel 1995 con le prime liberalizzazioni volute dall’allora governo Berlusca e ministro della finanza 3monti (son passati 15 anni e siamo ancora lì!!!)
Ciò ha portato una concorrenza assurda (Loano – Via Stella – 50mt – 8 (otto!!!) bar e affini!) e l’immediato crollo del valore della licenza stessa. Oggi solo un extracomunitario prestanome con soldi da ripulire può acquistare una licenza, peraltro a prezzi dimezzati rispetto a dieci anni fa…
eppure, il 90 % dei commercianti vota centrodestra convinto che gli convenga economicamente… strano ma vero!

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hi-tech ha detto..
il 21 luglio 2010 alle 14:48

Non mi pare nemmeno paragonabile la risibile e deprecabile marchetta dei dipendenti che fanno un secondo lavoro o si arrangiano per arrivare a fine mese con la quota di imposte evase dai lavoratori autonom,i, professionisti ed aziende. Secondo Sissio i 121 miliardi di euro evasi sono frutto delle marchette dei dipendenti e dei pensionati che si arrangiano…Ma per piacere…! Secondo Sissio su 100 dipendenti o pensionati quanti sarebbero quelli che riescono ad evadere facendo un altor lavoro? Non ci vuole un aquila per capire da dove arriva l’evasione.
Leva@ dici bene e condivido in peino la tua conclusione: quando tutti quei poveri diavoli di commercianti e artigiani “drogati” dai vezzeggiativi di chi ci governa capiranno che non sono imprenditori di una beata fava e che a qualcuno fà comodo far loro credere di essere tali solo per poterli arruolare politicamente. Quando quella parte di blocco sociale si renderà conto di essere stati strumentalmente usati e illusi e guardando i calli sulle loro mani matureranno il senso di appartenenza di classe che si conviene allora potremo terminare questa assurda guerra dei poveri che come scopo ha solo quello di “dividere et imperare”.
PS: come mai non ho avuto risposte sulla spalmatura? Perchè la fate? COsa c’è negli addittivi? Il pane così conciato ve lo mangiate pure voi o (come fanno i contadini della piana di Albenga che hanno due orti) ne cuocete un altra infornata a parte per uso famiglia?
:-) ……………..
Perchè non facciamo un bell’elenco delle categorie che ancora ce l’hanno grassa?
Aspettiamo il nostro informatissimo Folgore che inizi un elenco che, secondo lui, sarebbe meritorio di misure anti-evasione.

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folgore ha detto..
il 22 luglio 2010 alle 08:54

Per Leva1974 ti devo correggere la legge sulle liberalizzazioni delle licenze non è nè del governo Berlusconi nè di Tremonti, bensì dell’onorevole Bersani (tant’è che si chiama decreto Bersani sul commercio) ed avendo visto svanire la licenza del negozio della mia famiglia, lì da più di 60 anni lo so bene.
Caro Hi-Tech, mancava il tuo solito commento dove tiri in mezzo classi sociali politica ecc, premesso che della politica non mi interessa una fava, che sia rossa nera o verde, e che la lotta di classe è un idea risalente a più di 100 anni fa, quinid sarebbe ora di parlare di progresso non sempre fare revisionismo da italiani ti rispondo subito.
Le misure anti evasione devono essere adottate verso tutti coloro che evadono privati dipendenti pensionati manager, non esiste differenza alcuna, e devono essere tanto più pesanti quanto più si evade, perchè esiste l’evasore non il commerciante o il pensionato evasore, davanti al fisco sono uguali se non pagano le tasse.
Per quel che concerne sti benedetti 121 miliardi che stai recitando come un mantra da settimane ti torno a ripetere che ci sono pensionati nell’azienda dove lavoro io che tra superbonus e consulenze private arrivano a guadagnare oltre 120.000 € (dicesi centoventimila euro!!!) per fare lo stesso lavoro che han svolto a 1500€ mensili per anni, e RUBANDO posti di lavoro a chi come me cerca di mettere a frutto anni e anni di scuola e si ritrova con contratti a progetto rinnovati a pochi gg dalla scadenza!
Quelli oltre ad evadere sono anche un freno verso tutti coloro che vogliono costruirsi un futuro!
Per quel che riguarda l’informatissimo puoi esserlo anche tu, basta che non credi pedestremente a tutto quel che le varie propagande e capipopolo sbraitano e vai a cercarti altrove le informazioni come faccio io e altri su questo sito, senza nè credere alla solfa dell’amore che vince sull’odio (buonismo infantile), nè ai blocchi sociali al padrone e allo schiavo (pantomima nata nel blocco sovietico e fortunatamente finita con la caduta del muro di Berlino).
Il pane fatto in casa costa meno ed è più buono perchè il panettiere lo adultera, la verdura è meglio quella dell’orto perchè l’agricoltore da i pesticidi, il parrucchiere meglio farselo in casa….ottimi modi per far girar l’economia e tornare indietro di 200 anni, ma come la penseresti se si proponesse di far a meno dei servizi che svolge l’azienda dove sei impiegato e tu dovessi rimanere in mezzo ad una strada?
Saresti così ligio?Pensi he il tuo datore di lavoro denunci tutto?o in quel caso ti va bene perchè se lo ingabbiano e lui chiude baracca tu resti a casa?
P.S. A voler essere precisi e puntuali come sei sempre tu la frasi “…un elenco meritorio di misure anti evasione” è una frase che italianamente non sta in piedi.

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hi-tech ha detto..
il 22 luglio 2010 alle 10:47

Folgore@ Ma pare strano che una persona come te non riconosca le evidenze sull’origine dell’evasione e non riesco nemmeno a comprendere come possa disconoscere le rinnovate frizioni sulle classi sociali che la politica della divisione del paese stà generando. Tu proponi di relegare le mie affermazioni addirittura in soffitta perchè desuete, disconoscendo l’esistenza delle classi sociali, etichettandole come frutto delle ideologie comuniste? Le classi sociali, in altra forma esistono oggi come ieri. Nelle analisi dei fenomeni economici e delle recessioni che investono tutte le componenti sociali non puoi fare a meno di considerare che esistono contribuenti di serie A e contribuenti di serie B. E il povero pensionato che stà sotto i 500 euro al mese (sono 2.850.000…) secondo te non si pone automaticamente in una classe sociale …quella dei poveretti, che spesso non hanno nemmeno i soldi per comprarsi le MEDICINE? E l’impiegato, ex-ceto medio futuro povero, che arriva alla terza settimana senza piu’ un euro e deve ricorrere al prestito per alimentare la sua famiglia o deve andare a chiedere i soldi in prestito ai genitori anziani lo vogliamo collocare nello stesso blocco sociale del gestore di bagni marini o dell’impresario edile?
Le classi sociali si generano automaticamente quando si creano queste iniquità e disparità di trattamento. Le divisioni fanno comodo a chi ci comanda. Io non voglio metter epolitica dapertutto ma, ne converrai, la politica entra a pieno titolo in ogni aspetto sociale e in tutte le sfaccettature della vita di tutti i giorni. Impossibile immaginare di restarne fuori.
Per sciogliere un tuo dubbio ti confermo che anch’io cerco di assumere informazioni alternative e non sono certo condizionato dall’informazione faziosa. Quantomeno cerco di sentire più campane. Avrai capito che non credo molto alla globalizzazione. Non sono nemmeno così sprovveduto da pensare che l’autarchia possa risolvere tutto… E’ evidente che il pane, purtroppo, devo comprarlo in panetteria… e come tutti dipendo dalla distribuzione…! Ma, nel mio piccolo cerco di arrangiarmi per varie tipologie di prodotti. Non compro prodotti ortofutticoli di importazione da determinati paesi ma mi rivologo esclusivamente ai mercatini dei contadini o al mio piccolo orto di 50 metri quadrati…, la carne la compro in un altro posto, così come i formaggi a Nava, le uova arrivano da Calizzano, il pesce in porto, etc.etc. Si può fare.
Da quello che desumo deei anche tu un dipendente e mi riesce davvero difficile che tu non riconosca il senso di appartenenza sociale della nostra categoria (visto che classe non ti piace). Sono daccordo con te sui pensionati con contratti CoCoPro e altre amenità simili che ebbero origine (CoCoCO) per occultare astutamente un rapporto di lavoro subordinato ed eludere gli oneri contributivi, vessando un sacco di lavoratori e che ora vengono utilizzati nella deprecabile maniera che citi tu. Se vogliono lavorare che si aprano una partita IVA e diventino consulenti, non pseudo dipendenti con paghe d’oro! Questovsistema ingrassa il tuo datore di lavoro e gli permette di risparmiare sui contributi. Un tempo, la prassi era questa: il datore di lavoro chiama il dipendente e per poter continuare a lavorare gli proponeva o di aprirsi una posizione di lavoro autonomo (artigiano) o di divenire lavoratore CoCoCo. In quest amaniera occultava un rapporto che in realtà era di lavoro dipendente in ambo i casi, con sensibile riparmio in termini di contribuzione INPS, INAIL oltre alla mortificazione di qualsiasi diritto sindacale. Ora accade la stessa cosa ma con altro nome CoCoPro…stessa minestra. Ad oggi, il sistema è un po’ piu’ rischioso perchè l’ispettorato del lavoro ha avviato in passato molti accertamenti per contenere e reprimere fenomeni che sono nè più ne meno evasioni contributive praticate dai furbetti, a danno dei lavoratori e dell’Erario!
Potresti raccontare al tuo datore di lavoro che, anche oggi, laddove esistono elementi tali da concretizzare l’impartizione di istruzioni e direttive operative, l’utilizzo dell attrezzature e locali del datore di lavoro, un oraiuro prestabilito, la retribuzione con cadenza periodica…si configura un RAPPORTO OCCULTO DI LAVORO DIPENDENTE…con tutti i potenziali rischi del caso (per lui…non per te!) !!!:-)!
Non mi ritengo un giustizialista ma credo che le divisioni attuali nel mondo del lavoro, volute da qualcuno per altri scopi, che si concretizzano nella contrapposizione tra il mondi dei dipendenti e quello dei titolari di partita IVA, siano davvero socialmente pericolose. Perseverando con la disparità di trattamento e operando imposizione fiscale solo in certi settori si ottine il risultato che ne a me nè a te porta beneficio. Paradossalmente, nemmeno allo stesso mondo del lavoro autonomo fà comodo continuare così!
Sono aperto al dialogo.Ciao

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lui la plume ha detto..
il 22 luglio 2010 alle 10:58

Vi vedo attenti al problema del pane ….
.
Ogni tanto uso una macchinetta dove metto una farina per pane e acqua …. poi quando suona un campanellino vi inserisco cio’ che trovo stia bene olive, salvia, rosmarino …. (non sempre il risultato e’ ottimale …. pazienza).
.
Dopo tre ore e 25 minuti la macchinetta comincia a suonare … avvertendo che il pane eì pronto.
.
Il cestello che lo raccoglie e’ pieno …. a meta’ …. ed il pane e’ buona ma … lo vorrei piu’ morbido ….. la macchinetta con le sue spiegazioni non aiuta …
.
Ho provato ad aggiungere del lievito (la miscela gia’ lo contiene) …. sciolto prima ed aggiunto con l’acqua ….
.
Niente … anzi semprerebbe che la presenza di lieviti evidentemente differenti abbia l’effetto contrario a quello voluto.
.
boh

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sissio ha detto..
il 22 luglio 2010 alle 12:14

x hi-tech
come scusa?!?
cosa facciamo? la “spalmatura”? per favore non diciamo più boiate… il pane che si produce lo portiamo anche a casa per il consumo personale… ti ripeto… se non si conoscono le cose è meglio non dare giudizi, si rischia di fare brutte, bruttissime figure.
Poi se vuoi fare “lotta politica” di basso profilo fai pure.. ma con persone che hanno voglia di farla, la trovo alquanto deprimente…gentilmente.. compra il pane alla Coop e non tirarmi più in ballo.. grazie.

Per lui la plume:
non ho idea di come funzioni una macchinetta del pane ma il lievito che si utilizza è quello di birra non quello secco che si trova negli impasti…

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hi-tech ha detto..
il 22 luglio 2010 alle 12:48

Sissio@ allora ri-formulo la domanda: nel pane speciale cosa mettete? Mi fai l’elenco degli ingredienti (addittivi compresi) grazie. Guarda che la storia dello strutto non me la sono inventata io…

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folgore ha detto..
il 22 luglio 2010 alle 14:37

Per una volta esprimo parere positivo per un commento di Hi tech (non l’ultimo, il penultimo), anche io sono d’accordo con te sui contratti cocopro, e concordo in parte col tuo discorso di evitare di comprare i pomodori a gennaio alimentando sprechi inutili relativi a movimentazione di merci importate.
Il discorso sulle classi era rivolto al fatto che a mio avviso è limitativo suddividere le persone in base a categorie specialmente se questa divisione si basa su redditi o posizioni sociali, per me non esiste il padrone che comanda e l’operaio schiavo che esegue, lo dimostra il rapporto “amichevole” che esiste in certe piccole e medie aziende tra datore di lavoro e dipendenti, poichè l’uno si fa più vicino ai problemi dei suoi uomini evitando quel comportamento distaccato da amministratore delegato inarrivabile e loro abbandonano parte dei pregiudizi.
Così come l’ideologia capitalista ha tutti i suoi lati negativi basando tutto sul soldo e banalizzando il rapporto umano, anche quella comunista fa la stessa cosa, in maniera diversa mette il soldo al centro della vita usandolo per suddividere la gente e alimentare l’odio tra poveri e ricchi, operai e autonomi.
Per quel che concerne la politica ti dico che potremmo farne tutti a meno (NON sostengo assolutamente l’Anarchia, anzi), e non è detto che sia trasversale ad ogni nostra azione, perchè il mondo va avanti anche senza di loro, siamo noi che cadendo sempre su discorsi politici gli diamo un’importanza che non ha!
Iniziamo a pensare ognuno con la propria testa, senza dover dire “quello è in gamba, ci sa fare ma non lo voto, oppure non mi sta simpatic perchè è di una parte politica avversa”.

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hi-tech ha detto..
il 22 luglio 2010 alle 15:27

Folgore@…lo sforzo iniziale per aprire un canale di comunicazione” dà sempre buoni frutti.. ! Superato lo scoglio iniziale dell’antipatia/simpatia/differenze politiche e altri condizionamenti, è sempre utile conforntarsi con le persone. Io cerco di farlo sempre, a volte non mi riesce ma cerco di rimediare quando sbaglio. Mi fa piacere il confronto che abbiamo iniziato.
Vorrei fugare ogni dubbio per chiarire che NON sono un sostenitore di nessuna teoria comunista e in passato fui certamente una persona di centro-destra. Il tempo e l’acquisita determinazione della mia collocazione mi aiutarono a comprendere dove il mio pensiero avrebbe potuto collocarsi, politicamente parlando. Non a destra. Se proprio dovessimo darci un “etichetta” mi definirei una persona di centro-sinistra. Bastò pormi tre domande per capire quale dovesse essere la mia “casa” politica. Nonostante ciò non ho mai esitato a pormi in maniera anche iper-critica con il partito quando non condividevo certe linee di pensiero. Ho sempre cercato di tenere un piede fuori dai condizionamenti. Questa premessa serve a dimostrare che quando parlo di classi sociali non intendo niente di ciò che possa essere legato a teorie comuniste. Triste ma purtroppo tangibile la stratificazione sociale che questo sistema basato sul vile denaro ha generato… Le persone che conosco che appartengono ai ceti sociali più bassi non conoscono nemmeno l’uso del termine classe sociale ma… cio’ non toglie che nei loro discorsi si percepisca la frustrazione di veder rappresentata ogni giorno la differenza che cambia loro la vita. L’equità che auspico e che dovrebbe permettere al benessere di essere spalmato un po’ di piu’ è solo mirata a questo scopo, NON alla massificazione della popolazione. Grazie dello scambio di idee. A presto. Ciao

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sissio ha detto..
il 22 luglio 2010 alle 18:51

quale storia dello strutto?
lo strutto è un additivo? è un adulterante? è semplicemente un grasso di maiale che si aggiunge ad alcune tipologie di pane e viene segnalato nell’elenco ingredienti. E’ sempre stato usato ma ora…”che schifo… è grasso di maiale e fa venire il colesterolo…”
Vuoi gli ingredienti? eccoli:
Farina tipo ’0′, acqua, sale, farina di malto (è questo il famoso additivo che fa colorare il pane non la tua famosa spalmatura), lievito di birra. Nel pane all’olio si aggiunge l’olio e in alcuni (libretti, bocconcini, focaccia etc) lo strutto… ma tanto tu comprerai alla Coop…

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lui la plume ha detto..
il 22 luglio 2010 alle 19:18

Per Folgore …
Riguardo ai pomodori …. che probabilmente parlano Olandese…
(ma anche su qualsiasi altro prodotto)
non credo che la “nazione Italia” possa permettersi di pagar poco qualcosa.
Noi vendiamo cose care che alti acquistano …. ed acquistiamo cose care che sono in grado di alimentare il commercio ….. e di far lavorare anche gli italiani.
.
Un sistema autartico ci spiazzerebbe completamente, dobbiamo non essere dipendenti da nessuno ma contemporaneamente acquistare da tutti.
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Ogni tanto lancio le mie filippiche a favore dell’indipendenza energetica (possibile a mio avviso) da paesi esteri ma sopratutto da sistemi monopolistici dai quali non riusciamo a staccarci …. e’ per non avere piu’ alcune aziende che vorrei vedere su ogni tetto i pannelli fotovoltaici (che danno lavoro ….. quelli si …. a moltissime persone).
.
Riportando il discorso sui pomodori …. ben vengano le produzioni locali (di qualita’) e ad un prezzo competitivo verso le scadenti (ma ne siamo sicuri?) produzioni estere ma …. e’ bene sia una produzione di nicchia …
ne producevo per consumo famigliare …. erano squisiti ora ci tento ma …. con pessimi risultati e finisco con l’acquistare quelli olandesi …. fuori stagione.
.
Ci potrei provare a coltivare prodotti ottimi fuori stagione ma se solo mi azzardo a realizzare una piccola serra in giardino …. salta fuori il solito RB che lo impedisce in virtu’ di un non so’ quale diritto di rompere i “maroni” ai cittadini italiani.
.
Si dovrebbe procedere alla decimazione annuale dei dipendenti dello Stato e di tutte le sue diramazioni ……. ogni anno dovrebbe trovarsi una diversa attivita’ il dieci per cento dei dipendenti ….. solo cosi’ non staranno piu’ a bighellonare cercando nuovi cavilli o leggine.
.
Sono il pensione …. oggi mi e’ stata offerta una attivita’ ….. ghiotta .. ma nel volgere di tre minuti ho rifiutato l’offerta …. qualche giovane potra’ lavorare al mio posto …
.
Ma vi sono altre incombenze cui non ci si puo’ sottrarre ….

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lui la plume ha detto..
il 22 luglio 2010 alle 20:07

Grazie sissio

……..
il lievito di birra credo sia quel panetto rettangolare
(sara’ la dose per un kg di farina “0 e non 00….”.)
acqua …. erano 370 grammi per mezzo kg ….
sale …. immagino fino … (io non lo dovrei usare … ne metto solo un cucchiaino da caffe’)
farina di malto …. beh scopriro’ poi ora lascio perdere restera’ chiaro ……
olio …. un cucchiaio da minestra per mezzo kg di farina …
lo strutto …. boh se lo trovo lo mettero’ la prossima volta (credo sia una roba bianca … ne mettero’ un cucchiaio al posto dell’olio).
.
Ho chiesto ad un tipo dell’INPS e mi ha esortato a farli questi esperimenti…..
Domani ci provo.

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giezz ha detto..
il 23 luglio 2010 alle 08:09

Per quanto riguarda il pane da 3 anni lo produco in casa con una macchina dal costo di 40 euro; a poco più di un euro e mezzo al kg produco un pane totalmente biologico usando cereali diversi, quasi sempre integrali, pane che come gusto e qualità non è superabile da nessun panettiere.
Invito tutti a provare senza scoraggiarsi le prime volte se il risultato non fosse pari alle aspettative: basta calibrare meglio le varie quantità degli ingredienti ed il risultato è garantito; in rete trovate parecchie guide esplicative. Ecco comunque la ricetta più semplice:
In cento centilitri di acqua calda sciogliere un cucchiaino di lievito secco naturale attivo insieme a due cucchiaini di zucchero di canna bio o mascobado. Mescolare bene ed attendere almeno quindici minuti che il lievito si attivi (si avrà formazione di abbondante schiuma).
Nel cestello inserire un cucchiaino di olio extravergine, da uno a due cucchiaini di sale non raffinato e 465 grammi di farine. La proporzione per il pane integrale deve essere due terzi farina integrale ed un terzo farina 00, ma potrete usare anche le farine di farro, quinoa che sono ottime e salutari.
Aggiungete i cento cc di acqua col lievito ed ulteriori 150 cc di acqua a temperatura ambiente (l’acqua impiegata in totale è quindi 250 cc).
Impostate la macchina sul programma di durata tre ore e mezza: farà tutto da sola.
Ciao.

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lui la plume ha detto..
il 23 luglio 2010 alle 08:33

Bene … si e’ formato … l’angolo del panettiere … ne vedremo delle belle.

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