Tirreno Power: da Genova Fim, Fiom e Uilm rilanciano il progetto di ampliamento
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Vado L. Le segreterie provinciali di Genova Fim, Fiom e Uilm hanno chiesto alla Regione un incontro urgente per sbloccare il progetto di ampliamento della centrale vadese di Tirreno Power, anche alla luce della possibile partecipazione di Ansaldo Energia.
“Serve il rilancio di un progetto di politica industriale sul territorio con grandi ricadute occupazionali che potrà vedere la partecipazione di Ansaldo Energia in un momento in cui il mercato estero è difficile e quello italiano è fermo” dicono i sindacati in una nota congiunta.
Per il via libera al progetto, che prevede una nuova unità a carbone da 460 mw con un investimento di 800 milioni di euro di cui 200 per le fonti rinnovabili, è necessaria la convocazione della conferenza di servizi con il Ministero dello Sviluppo Economico d’intesa con la Regione Liguria.
“Ansaldo Energia – hanno sottolineato i sindacati genovesi- potrebbe partecipare per uno o due lotti, per un valore di 200-300 milioni”. 700 le nuove unità lavorative previste, di cui 400 dell’indotto appartenenti essenzialmente al settore metalmeccanico. L’esercizio e la manutenzione dei nuovi impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili daranno lavoro a circa 30 persone e le attività di cantiere connesse alla realizzazione del progetto prevedono l’impiego per una durata minima di 4 anni di forze d’impresa tra le 900 e le 1.000 persone.
8 commenti a “Tirreno Power: da Genova Fim, Fiom e Uilm rilanciano il progetto di ampliamento”
e con questa so che la tessera della cgil la butto al cesso.
Essendo io il coordinatore regionale della Fiom-Cgil Liguria non mi risulta di aver richiesto un incontro alla Regione Liguria in merito all’ampliamento della centrale di Vao Ligure….. arrivederci
A dar voce all’appello sono stati, in una conferenza stampa congiunta, i segretari provinciali (Genova) delle tre sigle sindacali Claudio Nicolini (Fim), Antonio Apa (Uilm) e Franco Grondona (Fiom)
ampliare la centrale a carbone è una scelta criminale dal punto di vista del rispetto della salute dei cittadini e dell’ambiente in generale….fra 30 anni si faranno le stesse considerazioni che si fanno oggi sull’amianto.
I Sindacati si dovrebbero vergognare nel barattare pochi posti di lavoro con la salute della popolazione di un’intera area.
I posti di lavoro si devono trovare nel settore delle energie rinnovabili!!!
Certo che barattare la SALUTE dei cittadini vadesi e del comprensorio in cambio della OCCUPAZIONE (?) é veramente deprimente. Il sindacato e i rappresentanti sono giunti alla frutta. Dovrebbero VERGOGNARSI.
Che peccato che il sindacato perda anche questo treno, che peccato che in nome di 30 posti di lavoro (ma non erano cinquanta? sono gia’ scesi…succede come a qualcuno con la Piattaforma Maersk:-() si baratti la salute dei liguri e piemontesi in un raggio di 50 km. Le polveri sottili e i metalli pensati uccidono, ictus, tumori al polmone – anche a non fumatori, asma dei bambini, diossine nel latte materno, ipertensione, autismo. La Califoria ha vietato la costruizione di centrali a carbone e l’importazione da stati americani che bruciano carbone. Noi, invece di fare un piano serio di sviluppo tecnologico con le rinnovabili – intendo sole e vento, il rifiuto urbano CDR che stanno per bruciare in centrale non e’ certo rinnovabile, produce pericolosissima diossana- ci ostiniamo sul carbone da 30 anni, con una ottusita’ che definirei settecentesca. Per fortuna – unica, magra consolazione, non c’e’ filtro che tenga. Se moriremo tutti, nel mucchio ci saranno anche loro, gli inquinatori e i loro sostenitori. riflettete. SAPETE CHEI NOSTRI BAMBINI, IN ZONA, HANNO UNA ASPETTATIVA DI VITA MINORE DI DUE O TRE ANNI DI QUELLA DI NOI, QUARANTENNI E CINQUANTENNI, A CAUSA DELL’INQUINAMENTO AMBIENTALE?????? Sapete che in provincia abbiamo una sola centralina per misurare le polveri ultra sottili, PM 2,5, e non e’ neppure ne a vado, ne a quiliano???????? ovvero non siamo a norma europea….
la Giunta di Vado è stata eletta….ha preso tanti voti su un preciso programma.
Se non è in grado di mantenere gli impegni assunti e contrastare quelli che vogliono fare danni a Vado…..dia le dimissioni e lasci il posto ad altri.




Se non ricordo male la Regione si è espressa in modo CONTRARIO all’AMPLIAMENTO.
Inoltre sarei curioso di sapere dove erano i sindacati (che adesso sbraitano tanto) quando negli anni la centrale passava dagli iniziali 600 occupati agli attuali 200 …. (forse erano impegnati nella concertazione !?!?!)