Tomaso, dopo scioperi di pm e vacanze di giudici arriva la festività religiosa: nuovo rinvio
India. “Rinvio” è la parola più utilizzata nel descrivere lo svilupparsi – anzi, il “non-svilupparsi” – del processo che vede sul banco degli imputati, con l’accusa di omicidio, Tomaso Bruno ed Elisabetta Boncompagni, rinchiusi nel carcere di Varanasi senza aver avuto la possibilità di difendersi in aula da un sospetto pesantissimo come quello di aver ucciso il proprio amico, Francesco Montis, durante un viaggio in India.
Dopo lo sciopero dei pubblici ministeri, le vacanze del giudice chiamato a decidere, arriva ora una festività religiosa indiana cui si sono appellati i tre testimoni che oggi avrebbero dovuto testimoniare, per non presentarsi in aula. La legge indiana glielo permette: se c’è una festa religiosa è possibile fare ricorso ad una sorta di “legittimo impedimento” ed evitare di andare a testimoniare. Così è stato.
“E’ da non crederci, ma oggi voglio vedere il bicchiere mezzo pieno – dice Euro Bruno, papà di Tomaso -. Un dibattimento c’è comunque stato e lì, abbiamo ottenuto un’importante vittoria: mentre l’accusa avrebbe voluto rimandare il processo di mesi, la difesa ha ottenuto che la prossima udienza fosse fissata al 6 luglio. Evidentemente i pm indiani non vogliono andare in aula a discutere e non capiamo perchè. Forse non si sentono sicuri degli elementi che hanno a disposizione. Noi, invece, vogliamo avere la possibilità di difenderci da quelle accuse e da quelle poche prove che hanno in mano i pm”.
“Ho avuto la possibilità di sentire mio figlio al telefono per qualche minuto – aggiunge Bruno -. E’ carico e ‘positivo’, per quanto lo si possa essere in questa situazione. Ha una forza che stupisce anche me”.


Questa vicenda da una parte mi stupisce. Quasi ogni giorno ci sono notizie sugli sviluppi ( anzi sui NON sviluppi ) della cosa. E pure ci si sdegna a tal riguardo. Ma perchè, visto che non siamo in grado di pensare alla nostra di giustizia, dove un procdesso va avanti anche 6 7 anni, non pensiamo a quanto accade qui in Italia, e andiamo a fare in conti in tasca anche ai Tribubali di altri Paesi? Visto che non spicchiamo per celerità e sicurezza della pena , non siamo certo noi a dover dire ” ancora un altr4o rinvio ” . Qui capita quasi sempre e per motivi ancora più futili!.