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Articolo n° 91737 del 11/06/2010 - 14:31

Prostituzione, l’assessore Rambaudi: “Sconcertata dalla proposta-Guarnieri”

rambaudi

Albenga. Sono rimasta sconcertata dalle affermazioni di un sindaco donna come la Guarnieri. Il primo cittadino di Albenga deve sapere che il mondo della prostituzione è alimentato da clienti molto comuni (mariti, padri di famiglia, giovani, professionisti e lavoratori di tutte le categorie sociali)”, Così l’assessore regionale alle Pari Opportunità Lorena Rambaudi interviene nel dibattito sulla proposta lanciato dal sindaco leghista di Albenga di rilasciare alle donne che si prostituiscono una via ad hoc e tanto di partita Iva.

“Le donne che sono nel racket della prostituzione quasi mai lo fanno per scelta – afferma Rambaudi – ma ne sono costrette da una serie di condizionamenti e condizioni sociali disagiate, quindi risulta proprio difficile immaginarle come una categoria professionale con partita iva. Credo che la prostituzione vada combattuta non partendo dall’anello più debole e quindi dalle donne che ne sono vittime ma interrompendo i circuiti di criminalità organizzata a cui la prostituzione è connessa e le condizioni sociali che la determinano, tra queste anche l’incapacità di accogliere e integrare le donne straniere nella nostra comunità lasciandole sole nella loro debolezza”, conclude la Rambaudi.

Redazione

7 commenti a “Prostituzione, l’assessore Rambaudi: “Sconcertata dalla proposta-Guarnieri””
tata ha detto..
il 11 giugno 2010 alle 15:00

per risolvere davvero il problema della prostituzione, basterebbe che i signori uomini non andassero alla ricerca di sesso a pagamento!!! ed ecco che il problema è sradicato!!!

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huatulco ha detto..
il 11 giugno 2010 alle 15:36

Io rimango, invece, sconcertato dalle dichiarazioni dell’assessore regionale. Debellare la prostituzione è impossibile. Si può invece debellarne lo sfruttamento e con essa, di conseguenza, “i circuiti di criminalità organizzata” . Per giungere a questo risultato l’unica proposta valida è quella avanzata dal Sindaco di Albenga che spero presto si traduca in realtà.

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tmax500 ha detto..
il 11 giugno 2010 alle 15:40

a tata : forse per risolverlo davvero ci vorrebbero eserciti di donne che la dessero gratis e “spontaneamente” sino al punto da stufare !! D’ altronde se si vogliono mettere le regole del mercato è risaputo che quando aumenta l’offerta il prezzo cala e molte volte non è più interessante produrre, vendere. Ma a proposito , non c’era una volta la sinistra – almeno una parte – che sosteneva che liberalizzare (ad esempio le droghe) si combatteva il vizio. Boh ! vacci a capire.

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tata ha detto..
il 11 giugno 2010 alle 15:52

ma certo che bisogna legalizzare!!! Ma siamo nel paese dove c’è il Vaticano. Ti pare che permetteranno di riaprire le case chiuse????? Figurati!!! però concorderai che se non ci fossero uomini che cercano sesso a pagamento non ci sarebbe il fenomeno!

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Giorgio MASSA ha detto..
il 11 giugno 2010 alle 16:59

Trovo disdicevole e immorale che un simile provvedimento, se mai si avrà il coraggio di concretizzarlo, venga anche solo annunciato.
Mi pare quantomeno ipocrita, l’appendere il Crocefisso nell’aula Consigliare ed erigersi a paladini della cristianità, nella vana ricerca di consensi dal
blocco sociale, effettivamente moderato e cattolico, per poi lasciarsi andare a tali pruriginose esternazioni!
La lega nord per l’indipendenza della padania, pur considerando la virtuale esistenza di quest’ultima, mai ha dichiarato l’adesione nei propri principi
ispiratori (pur ipotizzando che esista un principio ispiratore diverso da quello del secessionismo) a quelli dei cattolici e dei moderati.
Anzi, da sempre si mette in evidenza soltanto per la rozza trasposizione, su di un piano strettamente locale, di interessi e “idee” privi di ogni
contenuto utile allo sviluppo del Pese e scevri da qualsiasi valore etico e morale.
Quest’ultima sparata è perfettamente allineata ai recenti ridicoli proclami che hanno rappresentato Albenga come una città razzista, che non rispetta
il culto diverso, che calpesta i diritti dei piu’ deboli, ed ora…che è un paese a cui non importa se nel proprio territorio si sfruttano le persone.
Come al solito, nulla di nuovo: un’ennesimo tentativo di riesumazione in stile nostalgico!
Inoltre, mi pare che qualora la “geniale” idea trovi un’applicazione, cozzerebbe palesemente con la Legge 20 febbraio 1958, n. 75 ” Abolizione della regolamentazione della prostituzione e lotta contro lo sfruttamento della prostituzione altrui”.
Infatti, ai sensi dell’Art. 3 comma 8, “chiunque in qualsiasi modo favorisca o sfrutti la prostituzione altrui…(omissis)” è punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da lire 500.000 a lire 20.000.000…Inoltre, laddove il fatto venga commesso da pubblici ufficiali nell’esercizio delle loro funzioni, la pena sarebbe raddoppiata.
Sarebbe interessante acclarare (per usare un verbo assai in voga oggi…) gli evidenti termini del favoreggiamento (equiparato allo sfruttamento), dedicando una via o una borgata (per esempio una frazione…!) alla pruriginosa attività ludica per adulti.
Non credo vi siano dubbi nel configurare il favoreggiamento ponendo in essere le condizioni, in questo caso di destinazione di un luogo, a chè l’antichissima pratica di mercificio si concretizzi e si eserciti in un luogo pubblico.
Il favoreggiamento consisterebbe proprio nell’agevolarne l’esercizio, che ora avviene in maniera disagiata, sulla SS 1 Aurelia.
Disagio aggravato, evidentemente, dall’azione diamentralmente opposta già adottata dalla precedente amministrazione del Sindaco Avv. Tabbò, il quale ,con l’emissione dell’ordinanza tuttora vigente, decretò con un chiaro e incontrovertibile segnale il CONTRASTO al fenomeno.
Ma, questi, sarebbero aspetti secondari che non costituiscono il reale motivo per cui un simile malaugurato provvedimento risulterebbe immorale ed eticamente disdicevole.
Ancora una volta, Antonello Tabbò, puo’ fregiarsi di un ulteriore ennesimo motivo di distinguo rispetto all’attuale amministrazione governante.

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vespa ha detto..
il 11 giugno 2010 alle 22:53

Dalla chiusura dei bordelli (1958) ad oggi, sembra evidente che il contrasto alla prostituzione abbia fallito, chiunque sostenga il contrario, si faccia un bel giro notturno sull’Aurelia….
In altre nazioni (Germania, Olanda…) la prostituzione è regolamentata e pone certamente meno problemi che da noi. Ritengo che i clienti siano delle persone con grossi problemi relazionali, tuttavia ci sono e fin che ci sono i clienti ci sarà mercato, se proibirlo non è stato possibile ,forse è meglio regolamentarlo. Se si aprissero dei luoghi di “attività controllata” si potrebbe contrastare efficacemente la prostituzione clandestina, anche punendo pesantemente i clienti, che sarebbero indotti a rivolgersi al mercato controllato.
In questo modo si combatterebbe efficacemente lo sfruttamento illegale evitando la vera piaga della prostituzione, la riduzione in schiavitù di tante ragazze che sono state rapite nei loro paesi per essere sfruttate sui nostri marciapiedi.

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scrivanoantonio ha detto..
il 12 giugno 2010 alle 18:37

….ma roba da pazzi avete visto che hanno tolto le panchine da piazza nenni??. e allora per la prostituzione perche non eliminano gli uomini, per la deliquenza perche’ non eliminano i delinquuenti cosi le forze dell’ordine le mandiamo a casa, e cosi via eliminiamoi kebab cosi i marocchini non vanno a comprare e non disturbano la signora di sopra. ma roba da pazzi, vogliono fare come berlusca una cagata giorno ….leva i i comunisti di torno……ma

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