Pd: da Celle Ligure la prima spaccatura sulla candidatura di Di Tullio
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Celle Ligure. Prima il programma, e solo “poi” la scelta del candidato. E’ polemico il sindaco di Celle, Renato Zunino, che, insieme a tre colleghi (i primi cittadini di Quiliano, Millesimo e Cengio) ha sottoscritto un documento programmatico da sottoporre al partito e al candidato alla segreteria del Pd che, secondo Zunino, troppo frettolosamente è stato individuato nell’assessore savonese Livio Di Tullio.
Una candidatura “unica e non unitaria” ha detto Zunino, che avrebbe spiazzato molti esponenti del partito di centrosinistra a cui interesserebbe di più stabilire le linee programmatiche che, al primo punto, riguardano un “no” secco all’ampliamento della Tirreno Power. Al momento non ci sarebbero candidature alternative a Di Tullio ma la sua strada verso la segreteria provinciale del Pd non sembrerebbe più così agevole.
5 commenti a “Pd: da Celle Ligure la prima spaccatura sulla candidatura di Di Tullio”
Spaccatura???? Mi sembra che chiedano che vengano rispettati dal futuro segretario dei punti programmatici, sarebbe una spaccatura se Di Tullio si fosse espresso diversamente, ma non mi pare proprio!
Bravo Pinguino!
L’articolo dice anche che Di Tullio è stato scelto frettolosamente.
Vuol dire che la scelta non ha nulla di democratico.
A parte il fatto che gli iscritti dovrebbero ancora votarlo, ma questo è un particolare di nessuna importanza.
Tanto ormai il PRESCELTO DALL’ALTO è lui, e basta.
Ho guardato con simpatia al PD, ma quanto succede a Savona è emblematico del problema a livello nazionale.
Di Tullio, Vazio, Lunardon, Zunino, Zunino, Zunino, Ruggeri, Miceli, ma non abbiamo qualcuno che non sia un ex- compagno??
Nulla di male eh? per carità. Ma questi signori mi saprebbero spiegare come si può riequilibrare il voto in provincia, che sta andando sempre più a destra? Presentando sempre le stesse facce, sempre gli stessi dirigenti, dal glorioso passato alle spalle (il partito, non i dirigenti)?
Il “diessino” è un marchio che non tira più da anni, il prodotto è giunto a scadenza da un po’, c’è bisogno di aria nuova, fresca, pulita. Il problema è purtroppo che l’aria fresca dovrebbe essere incentivata da questi personaggi, che però dovrebbero lasciare spazio e non sono mica fessi.
Di Tullio e compagnia se li voteranno i soliti, i nostalgici, i vetero, la CGIL, gli impegnati da sempre. Il partito è loro e giustamente ne faranno quello che vogliono.
Purtroppo però saranno sempre di meno e il PD non ha speranze di crescita.
Il PD era uno spazio in cui dovevano convivere diverse anime, in armonia e nel rispetto reciproco.
Purtroppo è stato rapidamente occupato da persone che non hanno alcun rispetto dei bisogni degli elettori.
Facciamo sempre più fatica a distinguere l’operato degli amministratori di centrosinistra da quello degli altri.
E lasciamo stare il discorso affari-ambiente-salute-lavoro, perchè il centrosinistra savonese ne esce massacrato.
Ora la vicenda Di Tullio conferma le più fosche previsioni.
Penso che sia venuto il momento di voltare pagina, non bisogna avere paura di mandare a casa i ‘nostri’. Un forte cambiamento destabilizzerebbe il quadro, e i cittadini possono solo guadagnarci.



Stranamente sono gli unici amministratori del pd che hanno un po’ di buon senso.
E lo hanno dimostrato nella loro azione politica e amministrativa.
Sono anche gli unici che antepongono gli interessi della loro cittadina a quelli del partito.
E hanno vinto le elezioni con le loro forze.
Insomma devono essere cacciati, altrimenti rovinano il partito degli affari (propri).