Utenze cellulari intestate a persone ignare, scoperto maxi raggiro: 2 denunce
Savona. Aveva attivato centinaia di utenze cellulari a scheda prepagata e le aveva intestate a persone del tutto inconsapevoli, dirottando il credito telefonico iniziale su numeri a tariffa speciale dei quali era intestataria. Con questo sistema ingegnoso una donna di 47 anni, savonese, riusciva a monetizzare gli importi di traffico telefonico gratuito che i gestori di telefonia radiomobile riconoscono promozionalmente ai nuovi utenti.
Utilizzando illecitamente i dati anagrafici di persone ignare, attivava a loro nome varie sim card telefoniche (anche 5-6 a persona) con la complicità di un rivenditore locale e scaricava poi a proprio favore il bonus iniziale, telefonando a numeri ad elevata tariffazione di cui la stessa era intestataria, traducendo così il credito virtuale in moneta reale.
La donna aveva inoltre creato una fitta rete di soggetti sparsi per l’Italia che si prestavano, attraverso alcuni blog di Internet e dietro pagamento di una piccola percentuale, ad effettuare telefonate verso le sue utenze sfruttando opportunamente i diversi piani tariffari delle compagnie telefoniche, consentendo così la ricarica delle SIM card nella disponibilità dell’indagata. Nel corso della perquisizione presso il domicilio della donna, sono state sequestrate circa 1200 schede telefoniche ancora da attivare e sono state rinvenute decine di apparecchi cellulari, tutti accesi ed in fase di ricezione delle chiamate che consentivano l’autoricarica delle varie utenze telefoniche.
L’articolato sistema è stato scoperto dalla Guardia di Finanza di Savona attraverso la “tracciatura” dei movimenti bancari e l’analisi delle utenze a tariffa speciale (144, 899, e altri) che la donna aveva attivato a suo nome per intascare le somme accumulate con le telefonate. L’indagata disponeva inoltre di una partita IVA già cessata, che utilizzava per i rapporti di fatturazione con i gestori dei numeri a tariffa speciale, occultando così al fisco tutti i suoi guadagni.
Tutte le persone coinvolte a loro insaputa sono state avvertite ed hanno confermato la loro estraneità ai fatti. Molti di loro hanno inteso sporgere formale denuncia. I militari delle Fiamme Gialle hanno pertanto segnalato alla Procura della Repubblica di Savona la promotrice dell’iniziativa illecita ed il compiacente rivenditore di schede telefoniche per lo specifico reato in materia di trattamento di dati personali e sostituzione di persona, contestando inoltre alla donna un’evasione ai fini delle imposte dirette e dell’Iva per circa 500 mila euro.


Una cosa molto simile è capitata ad un mio amico…sta a vedere che la responsabile era proprio questa “simpatica” signora. Ma mi chiedo…le compagnie si accorgono sempre in ritardo o per nulla di questi affari? Possibile che non ci sia nessuno in Tim, Wind, 3 e quant’altri che controlli quando si verificano, diciamo, “movimenti strani”???
Siamo un paese di società, ahimè, “distratte”…