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Articolo n° 89511 del 17/05/2010 - 17:18

Ferrania, “sto bene così”: ecco come gli “innamorati della cassa” rifiutano il lavoro

ferrania
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Cairo M.  Molti cassaintegrati Ferrania hanno trovato una nuova occupazione, e l’hanno fatto di persona, senza l’aiuto di azienda, sindacati o istituzioni. Molti altri sono nella fascia d’età più complessa, quella over 50, con evidenti difficoltà di riassorbimento nel mercato del lavoro. Altri ancora hanno cercato in questi anni, senza fortuna, una nuova occupazione, ma è altrettanto vero che molti altri, invece, hanno visto la “cassa” come un fisso a fine mese, al quale poter aggiungere degli “extra sbrigando” alcuni lavoretti, senza contare le possibilità offerte dai cantieri-scuola.

La prima denuncia arrivata alla nostra redazione è stata quella di un amministratore di una società a capitale misto pubblico privato savonese che ci ha raccontato di come si fosse rivolto ai sindacati per sapere se tra gli operai Ferrania ci fosse qualcuno disponibile ad essere assunto come manutentore, dato che nell’azienda che amministrava c’era da sostituire un lavoratore che andava in pensione. Dopo circa una settimana la risposta fu negativa, nessuno degli operai era disponibile per quel posto di lavoro, il cui stipendio si aggirava intorno ai 1.100 euro mensili.

Situazione molto simile in una delle principali aziende alimentari del capoluogo, dove un operaio impegnato in un cantiere scuola-lavoro presso un Comune della Val Bormida, si era recato per svolgere un periodo di prova, finalizzato ad un’assunzione. L’operaio dopo solo qualche giorno di lavoro ha preferito abbandonare la prova tornando a svolgere il lavoro presso l’amministrazione valbormidese. E nessun’altro lavoratore cassaintegrato di Ferrania è stato poi inviato a “provare” il lavoro. Perché?

Situazioni come questa ce ne sono state altre, con diversi contesti magari, ma alla fine con lo stesso identico risultato: il lavoratore preferisce restare in cassa, nell’attuale situazione, anche perché sa bene che rilancio o non rilancio, l’inquadramento lavorativo non sarà comunque più lo stesso della vecchia e gloriosa Ferrania Technologies e che, di fatto, lavorare in un’altra azienda equivale a prendere la cassa integrazione, lo stipendio del cantiere-scuola e svolgere spesso qualche mansione straordinaria. Anche, questo, e bisogna avere il coraggio di dirlo, fa parte della vertenza Ferrania.

Redazione

32 commenti a “Ferrania, “sto bene così”: ecco come gli “innamorati della cassa” rifiutano il lavoro”
sissio ha detto..
il 17 maggio 2010 alle 19:44

qualcuno… di una determinata militanza politica, penso si senta un pochino in difficoltà leggendo questo articolo… ma nessuno commenta…

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ferraniese ha detto..
il 17 maggio 2010 alle 20:38

ripeto, perchè queste richieste di lavoro non vengono messe online su ivg o quotidiani ? sono sicuro che i sindacati hanno fatto tutto in buona fede , ma ultimamente a Ferrania sono un po’ latitanti ( mi assumo la responsabilita’ di quello che dico ! ) quindi puo’ capitare che qualcuno che non è tesserato per nessuna organizzazione sindacale non riceva queste informazioni .
o per qualche altro motivo ( spero che sia stato fatto tutto in buona fede ) queste informazioni non sono arrivate a tutti , io personalmente conosco molte persone in cassa che sono bravi e volonterosi lavoratori che avrebbero accettato . in portineria dello stabilimento c’è una bacheca ( almeno una volta c’era ) quello secondo me sarebbe il posto ideale per mettere gli annunci ! visto che una volta al mese dobbiamo andare tutti a firmare i documenti della cassa . io ho espresso la mia idea, spero che sia stata costruttiva

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sniper ha detto..
il 17 maggio 2010 alle 20:50

mi sa’ che queste informazioni non sona arrivate a tutti , se uno non e iscritti al sindacato , le riceve ugualmente ?
perche non viene messo in bacheca a Ferrania quando cercano qualcuno per un lavoro ?
tutti i mesi ci troviamo in portineria a firmare i documenti per la cassa integrazione quindi se vi fossero delle offerte di lavoro tutti ne verebbero a conoscenza o comunque ci sarebbe il passaparola tra tutti , che a volte è molto meglio di ogni altra iniziativa .
e sono convinto che l’ impresario avrebbe trovato chi cercava, propongo inoltre che queste richieste di personale siano inoltrare anche ai sindaci interessati, sicuramente loro potranno avvisare tutti gli operai dei cantieri squala – lavoro
questo per fare chiarezza che le informazioni non sono arrivate a tutti.

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retano ha detto..
il 17 maggio 2010 alle 22:14

Come si dice la montagna partorì il topolino 2 casi su ex 1000 dipendenti.
Poi una selva di voci, di leggeri venticelli ….. Complimenti grande indagine.
Ma chiedersi come mai un accordo firmato meno di due anni fà,
in cui veniva assicurato il rientro di un numero di persone pari all’intera forza lavoro,
ora venga messo in discussione, questo non merita il suo interesse ?
Curioso veramente .

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cuiprodest ha detto..
il 17 maggio 2010 alle 22:21

Cara redazione di IVG,
perche’? A chi giova?
Semplicemente mi domando perche’ vi prestate a portare avanti una campagna denigratoria di cosi basso livello sulla pelle della gente ?
Per aumentare il numero dei contatti al vostro sito e vendere un po’ di pubblicita’ in piu’?
Perche’ spinti da qualche oscuro soggetto interessato al fallimento di una delicata trattativa il cui risultato sarebbe quello di far cadere nella crisi profonda 220 famiglie ora e ulteriori 120 dopo?
Perche’ spinti da qualche imprenditore che dovendo assumere manodopera con chissa’ quale tipo di contratto precario spera pure di acquisire gli sgarvi fiscali che spettano a chi assume cassa integrati?
Perche’ spinti da qualche soggetto politico avezzo all utilizzo del litigio e dello screditamento personale pur di ottenere i propri obiettivi?
Non so, probabilmente tutte fantasie che passano nella testa di chi segue da vicino questa vicenda e avverte di pelle nei vostri articoli unicamente un ‘accanimento ben poco terapeutico invece che sincere, libere e professionali inchieste giornalistiche.
Rimane il fatto che la questione ha un respiro molto piu ampio di quello che voi descrivete citando qualche singolo caso comunque da verificare ,perche’ tratta di una vicenda che parte da lontano e che nasce da un fallimento di notevole rilevanza e per il quale hanno pagato un alto prezzo prima, durante e dopo i dipendenti dell azienda ( 800 cinque anni fa , poco piu’ di 300 ora), i lavoratori di tutto l’ indotto e pure qualche fornitore che tanto bene probabilmente non ne e’ uscito.
Insomma sul campo ci sono parecchie vittime .

Pertanto siamo tutti certi che la gestione di tale vicenda avverra’ in maniera adeguata come e’ stato finora ,valutando tutte le complesse variabili sociali in gioco che vanno ben oltre a queste chiacchere e cattiverie che qualcuno vuole usare per qualche scopo e che automaticamente screditano chi se ne fa portavoce.
Ho scritto questo commento perche’ doveroso ma credo sia a questo punto opportuno non alimentare piu’ questa polemica di basso livello lasciando il campo libero a chi seriamente e con coscienza si sta impegando per dare un futuro dignitoso ai lavoratori di oggi e di domani questa martoriata provincia.

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Aurelio Bianchi ha detto..
il 17 maggio 2010 alle 22:48

In ogni caso emergono i difetti di questo intervento, che si è dimostrato inefficace per risolvere i problemi, e ha consentito a qualcuno di sfruttare la situazione per guadagnarsi due pagine sul giornale.

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unbe ha detto..
il 17 maggio 2010 alle 23:47

Io non so se ci siano delle prove o meno che avvalorino questo articolo. Credo però che infangare e infamare dei lavoratori in cassa integrazione (e non certo per colpa loro) in un periodo di grave crisi sociale ed economica sia quantomeno di cattivo gusto. Perché non viene fatta una bella inchiesta sulle colpe e l’inettitudine della classe dirigente?

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elenindi ha detto..
il 18 maggio 2010 alle 01:27

e perchè di questi posti di lavoro così fantomatici non vi è traccia nel giornale online del centro dell’impiego ? lo consulto quasi ogni giorno perchè ho un figlio disoccupato ma tutti questi posti di lavoro di cui si parla non ci sono proprio !!!
E’ vero che i centri dell’impiego ormai servono a poco ma ….ci sono solo posti per invalidi o figli di invalidi … Ed i ragazzi normali che devono fare ? Se non sono ex tossici o ex carcerati e,soprattutto, se sono italiani ,savonesi e magari laureati ….per loro non c’è nulla !!

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sniper ha detto..
il 18 maggio 2010 alle 06:12

100 dipendenti mi sembrano un po’ troppi … l’ ultimo accordo firmato , quello che rigurada il fotovoltaico , prevedeva nella fase 2 , a pieno regime circa 200 operai , ora l’ azienda dice che ha dei dubbi su questi numeri e chiede aiuto alla Regione . . . .

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sniper ha detto..
il 18 maggio 2010 alle 08:58

volevo dire ” 1000 “.. concordo con ” unbe ” ………….

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Pinguino ha detto..
il 18 maggio 2010 alle 09:16

Questi articoli sono stati scritti basandosi su 2 casi?! Ma cosa vuol dire? Niente! Perché tutti gli altri casi potrebbero per esagerazione anche essere assolutamente positivi, con ex dipendenti che accettano ogni tipo di lavoro. 2 caso non sono significativi e qui mi sembra si voglia solo fare un po’ di sensazione

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milena d ha detto..
il 18 maggio 2010 alle 09:31

concordo in pieno con gli interventi di cuiprodest e di unbe.
Se questo articolo voleva chiarire il precedente, a seguito dei commenti quasi tutti di protesta, la toppa e’ peggiore del buco.
Parlare di un paio di casi vaghi non e’ informazione corretta, non e’ “il coraggio di dirlo”, ma rimane pettegolezzo sulla pelle dei lavoratori.
Chiarisco una cosa, che forse a qualcuno sfugge: stiamo parlando di lavoratori in cassa, che, cioe’, potevano legittimamente coltivare pur sempre speranze di rientro in azienda.

Percio’ non mi sembra cosi’ scandaloso rifiutare altre offerte, se magari erano particolarmente svantaggiose o a termine.
A fronte di un paio di casi vaghi, abbiamo nel tempo centinaia e centinaia di persone (me compresa, perche’ sia pure uscita da tanti anni sono una ex-ferraniota anch’io) che possono testimoniare la difficolta’ di trovare un altro lavoro, le umiliazioni di ritrovarsi in una azienda che si libererebbe volentieri di te, le situazioni che ROVINANO un’esistenza e ledono la dignita’ stessa delle persone minandola dalle fondamenta.
E’ privilegio, questo?

Percio’ la vostra impostazione “a la mode” di Brunetta non mi sembra affatto corretta, ma tesa a sollevare vergognosi polveroni qualunquisti.
Accusiamo i dirigenti, la proprieta’, i sindacati, i politici, che han colpe grosse come travi, e poi, ribadisco POI, se mai, indaghiamo sulle pagliuzze dei lavoratori.

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Calu ha detto..
il 18 maggio 2010 alle 09:52

Articolo demagogico.

Mi dispiace, IVG, qui hai commesso un errore. In tutte le categorie ci sono mele marce, e non si può generalizzare.
Ci sono dipendenti pubblici fannulloni, imprenditori che evadono il fisco, sindacalisti corrotti, politici spendaccioni e, perchè no, giornalisti che approfittano delle sovvenzioni all’editoria, una delle cose più illiberali che io conosca.

Eppure, queste mele marce non devono influire sul giudizio complessivo, perchè ci sono dipendenti pubblici che ogni giorno vanno a lavorare, imprenditori che rappresentano il tessuto economico del paese, sindacalisti che difendono i diritti dei lavoratori, politici che operano per il bene della comunità e giornalisti che buttano anima e corpo nelle loro inchieste.

Mi spiace IVG, so che il mio singolo parere non conta più di tanto, ma qui mi hai piuttosto deluso.

Comunque, buon lavoro e buon proseguimento.

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Carlo M. ha detto..
il 18 maggio 2010 alle 09:58

Qualche anno fa ci fu una tesi di laurea di una studentessa in economia a Genova sull’argomento. Fece interviste riservate tra i dipendenti in cassa integrazione in Val Bormida. Ne parlarono sommessamente alcuni media. Il dato significativo era che il 92% degli intervistati preferiva la situazione di cassa integrato perchè permetteva l’arrotondamento e il raggiungimento di redditi più alti.
E’ un dato di fatto che sanno tutti. Che poi non sia divertente essere cassa integrato non ci piove. Ma per chi ha i figli grandi ed è over 50 pu0′ essere un buon affare!

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milena d ha detto..
il 18 maggio 2010 alle 10:14

@ Carlo M

“un buon affare” ? Ma stiamo diventando matti? Ma si stravolge il valore delle parole e dei fatti, come uno che sull’altro articolo parlava di “cassintegrati furboni”?

Per un cinquantenne la cassa non e’ un buon affare, e’ solo un tentativo disperato a cui aggrapparsi per arrivare alla pensione e non fare la fame!!!!

Se poi il cinquantenne ha anche scolarita’ e livello lavorativo elevato, le alternative non ci sono proprio, e’ palese che non lo vuole nessuno.

ma gia’, in questa bella Italia che ci hanno costruito intorno avere un titolo di studio e pretendere un lavoro correlato e’ argomento di scherno, non certo di merito.

Che tristezza

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Pinguino ha detto..
il 18 maggio 2010 alle 10:32

Un buon affare in termini economici (che poi con i vari arrotondamenti si parla di quale cifra astronomica mensile?) non è che sia sempre un buon affare. Non servire più a nessuno, perdere l’identità lavorativa, restare sempre in attesa, non credo proprio sia una passeggiata!

@Carlo la tesi è senz’altro interessante, ma è solo economica appunto

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Aurelio Bianchi ha detto..
il 18 maggio 2010 alle 11:37

Non trovo scandaloso che un lavoratore in cassa, con 25/30 anni di anzianità e con una esperienza lavorativa di un certo livello, trovi inaccettabile un posto da operaio a 1000 euro al mese.
E magari alle dipendenze di un piccolo imprenditore, un po’ autoritario.

Lo scandalo è nei post che vogliono dipingere una realtà inesistente, fatta di povere vittime tutelate dai ‘buoni’ amministratori.

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cairesedoc ha detto..
il 24 maggio 2010 alle 15:40

Riprendo questo post dopo l’incontro con un amico in cassa integrazione, ex-Ferrania.
Era scandalizzato dal tono dell’articolo, ma mi ha candidamente confermato di non sentirsela di affrontare una situazione lavorativa a condizioni sicuramente peggiori di quelle a cui era abituato.
Quindi…..

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badarul ha detto..
il 24 maggio 2010 alle 16:21

Finalmente………………qualcuno almeno ha risposto candidamente……:(
Se loro si aspettano ancora tempi come quelli della vecchia Ferrania,poveri loro davvero!!!
Sicuramente,l’alternativa,e’ il picco e la pala,ma quei lavori,meglio lasciarli agli extacomunitari……….davvero onorevole.

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lui la plume ha detto..
il 24 maggio 2010 alle 17:48

“il picco e la pala”
Oggi le pensioni vengono pagate in base ai versamenti fatti nella vita lavorativa.
Appare evidente che le “tavole attuariali” che parlano di “rendita vitalizia” possano risolvere …. .
“tenendo conto dell’eta’ del lavoratore, della aspettativa di vita e dei contributi versati ” il problema della pensione.
.
E … chi si trova in quell’eta’ in cui e’ difficile adeguarsi a nuove tecnologie, ed il lavoro che si conosce da tempo non e’ piu’ richiesto …. e magari gli impegni familiari si sono con il tempo risolti …. ed a cinquant’anni si e’ ancora giovanissimi … i figli sono ormai fuori casa…. grossi grilli per la testa non ci sono piu’ ….. insomma ci sono ancora trent’anni in cui si puo’ tornare a gestire un terreno, degli animali, …. con gioia e soddisfazione …. con la sicurezza di una piccola pensione …..
.
Fare qualche calcolo in piu’ …. con una visione aperta ai risultati veri e non alla demagogia … potrebbe portare a liberalizzare l’uscita dal mondo del lavoro dipendente … in anticipo e non in ritardo rispetto alle date canoniche dei sessantacinque anni … che diventano forse settanta …..
.
Risolvere su base volontaria questo problemino …. senza alcuna perdita per il sistema pensionistico ….. potrebbe risolvere anche molti altri problemi.
.
Tanto per chiarire i conti INPS …. l’ultimo bollettino volontario pagato era di 650 euro (circa) a fronte di “questo” versamento la pensione calcolata e’ di 2,5 euro al mese dai sessantanni.
.
Tanto per chiarire …. per riprendere i soldi versati si impiegano 22 anni …. e se si arriva a 82 anni da quella data si e’ a carico della comunita’ ….. (sempre che i soldi non siano stati investiti ,,,, nel qual caso …. i trenta euro all’anno arrivano dagli interessi.
.
La potete girare come volete ma la pensione funziona cosi’ (per noi poveri mortali … per i politici la cosa e’ differente).

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badarul ha detto..
il 24 maggio 2010 alle 19:23

caro Plume,hai ragione,contando anche che con la nuova pensione,ora si parla di previdenza e non piu’ di contributiva.
cmq……….la situazione e’ drastica,inserire 50enni in realta’ lavorative,e’ dura,com’e’ gia’ dura ora come ora inserire giovani rampanti.
fare il contadino,e’ una cosa interessante fino a quando si giochicchia per mangiarsi una patata o un pomodoro nostrano,ma con una patata o un pomodoro,non ci is pagano di certo bollette o mutui.
le attivita’,sono tutte in sofferenza,e non sappiamo con certezza a cosa andremo incontro nei prossimi 2-3 anni.
il pessimismo regna sovrano,anche se la casta politica ha cercato fino ad ora di far finta della realta’ alla quale stiamo andando incontro.
vedremo come finira’ la cosa FERRANIA,quando avremo tutti i lavoratori fuori dalla mobilita’,e quelli della GLASS di Dego,a fargli compagnia nel cercare lavoro,che avranno la precedenza nel riessere riassorbiti,e che andranno a coprire,non tutti naturalmente,per limiti di eta’,il posto delle nuove leve.
quindi……………vedremo come andremo a finire nei prossimi anni.
abbiamo aperto le frontiere,i lavori umili,nessuno li vuole piu’ fare,tutti appena usciti da una scuola,vogliamo il posto per cui si sono sacrificati anni per lo studio….giustamente…….gli stranieri si adattano meglio i noi………..quindi……….noi,dobbiamo abituarci ad adattarci,e le classi politiche,vedendo dove stiamo andando,dovrebbero lasciare respirare gli imprenditori onesti.
ma vedo che piace a tutti fare parole e non fatti.

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lui la plume ha detto..
il 24 maggio 2010 alle 23:12

Caro badarul ….
in barba alla privacy ho letto la Tua fascia di eta’ … Tu devi lavorare …. il mutuo lo si fa’ piu’ o meno a trent’anni …..se lo fai piu’ tardi magari lo fai per una cifra piu’ bassa ….
.
a cinquant’anni molti (non tutti ovviamente) potrebbero fare altro …
la persona di quell’eta’ si dovrebbe aver accumulato quella esperienza che consente di “comandare” con correttezza e magari nel mondo operaio o impiegatizio si trova davanti un “giovane rampante” non altrettanto corretto nel gestire il “comando”.
.
Un negozietto, un terreno, una qualsiasi attivita’
puo’ risolvere il problema della persona e della comunita’ in cui vive …..
liberando quei posti “sicuri” che tanto sicuri non sono ….
.
la sicurezza pero’ e’ necessaria ….
i soldi che ha versato sono suoi ….
e con opportuni calcoli li dovrebbe poter avere a disposizione sotto forma di una “rendita vitalizia” …
saranno pochi ma rappresentano il risultato di un risparmio forzato privo di una qualsiasi forma di solidarieta’ da parte della comunita’
oserei dire che se lo Stato con l’INPS se ne tirasse fuori una qualsiasi compagnia di assicurazione (alle condizioni attuali) subentrerebbe con profitto ……
investirebbe i ricavi per far fronte agli esborsi futuri ….
senza intervenire in altre attivita’ non pensionistiche e …
saremmo tutti piu’ sicuri di prenderla sempre la pensione
quando ci fa’ comodo senza aspettare una data anagrafica che impedisce una qualsiasi alternativa.
.

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Lestat65 ha detto..
il 24 maggio 2010 alle 23:59

…io se mi permettete nn sò così bene come funziona…ma forse il succo del discorso era 1 altro e lo stiamo perdendo…… “sto bene così”: ecco come gli “innamorati della cassa” rifiutano il lavoro titolava Ivg ma di questo passo arriviamo a parlare dell’Inter e la vittoria in Champions…..per capirci io ho amici cassintegrati dei Rdriguez i cantieri navali a Pietra Ligure che sperano la cassa integrazione nn finisca mai, proprio come quelli Ferrania e sapete xkè??? xkè così praticamente prendono 3 stipendi alla faccia nostra: la cassa integrazione, i lavoretti extra di tutti i giorni e le tasse che non ci pagano sopra lavorando in nero….vi pare poco?? Poi noi stiamo quì a disquisire di pensioni e mobilità fingendo di non sapere che i pensionati sono la forza lavoro occulta preponderante nella nostra società a scapito dei giovani in attesa di occupazione…………chapeau..!!!

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Bruno Pirastu ha detto..
il 25 maggio 2010 alle 09:15

Posso ? Prima di andare in pensione sono stato per circa 1 anno in Mobilità. 56 anni, abbastanza preparato sul lavoro, malandato ma non troppo , mi sono recato all’ufficio del ??? quello dove organizzano i corsi di riqualificazione, ho detto loro che volevo essere rimesso nel giro …. se avessi raccontato una barzeletta , forse , avrebbero riso di meno !!! Diciamo le cose come sono, se hai 50 anni o over , sei tagliato fuori, difficilmente ti offrono lavori , degni di take nome e , specialmente, sicuri nel tempo per la pensione. Uscire dalla Cassa per poi dopo uno o due anni ritrovarsi sulla strada e senza niente …. no grazie. Circa poi la leggenda metropolitana del lavoro in nero … l’aveva messa in giro qualche anno fa il Cavaliere , si forse dare il bianco in casa di qualche parente, tagliare della legna o altri lavoretti, chi lavora veramente in nero lo faceva prima e lo fa dopo la cassa integrazione e difficilmente sono persone sindacalizzate, anzi.

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lui la plume ha detto..
il 25 maggio 2010 alle 11:19

Caro Lestat65
.
ne siamo perfettamente consapevoli ….
far uscire dal nero i tre stipendi …
- liberalizzando sia l’entrata in pensione
(con il reddito che i versamenti fatti rendono possibile senza creare alcun problema alle casse INPS)
- che la liberta’ di fare un qualsiasi lavoretto ….
- fatturandolo regolarmente utilizzando il proprio codice fiscale e su questa fatturazione pagare le tasse (anche il proprio contributo ad un incremento della pensione);

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lui la plume ha detto..
il 25 maggio 2010 alle 11:23

Se vogliamo lasciare i pochi posti a stipendio fisso disponibili ….
quelli a tempo indeterminato …
forse mal pagati ma che contengono la possibilita’ di acquisire una capacita’ lavorativa …
ed una sicurezza che invita a fare il mutuo ed a metter su’ famiglia con un po’ di tranquillita’
.
se li vogliamo lasciare ai giovani in attesa di occupazione …… cosi’ finiscono di formarsi ….
.
dobbiamo garantire un po’ di sicurezza anche a chi tanto giovane non e’ piu’ ….
.
lo si sta’ facendo con la cassa integrazione … con l’indennita’ di disoccupazione … sempre soldi che altri …. il sistema ….. deve tirare fuori …
.
proponevo …. di …. restituire semplicemente ai cinquantenni i loro soldi ….
i soldi che hanno versato e che gia’ ora possono dare origine ad una rendita vitalizia …. scarsa se si vuole ma in grado di consentire loro forse di intraprendere un altra attivita’ piu’ piacevole la cosa ovviamente a richiesta ……….
e se il nostro cinquantenne poi trova una diversa occupazione ben pagata potrebbe avere l’alternativa di sospendere l’incasso della pensioncina ….
e collegarla ai nuovi versamenti per poi andare in pensione regolarmente … (con un importo maggiore).
oppure puo’ continuare a percepire la rendita vitalizia ed utilizzare i nuovi versamenti per una nuova pensioncina …. quando lascera’ definitivamente il lavoro.
.
Ovviamente le “rendite vitalizie” non devono aver nessun costo aggiuntivo per lo Stato … rappresentano esclusivamente una rendita determinata dai versamenti fatti dal dipendente e dal suo datore di lavoro … dalla aspettativa di vita e l’eta’ del beneficiario …..aspetti importanti come la reversibilita’ …. meritano una attenzione a parte …. e forse in questi casi la solidarieta’ dovrebbe intervenire ancora.

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badarul ha detto..
il 25 maggio 2010 alle 11:25

Pienamente d’accordo,
A 50 anni,con poco tempo per andare in pensione,e’ giusto avere ammortizzatori sociali che accompagnino la persona al raggiungimento della pensione.
Giusto anche dire che chi vuole farsi qualche lavoretto extra,lo faceva prima,lo fa in cassa,e lo fara’ dopo.
Tutto sta dalla volonta’ della persona e nella voglia di lavorare.
Ma la cosa brutta e’ che oggi leggendo sul giornale,abbiano avviato la procedura per la mobilita’.
Quindi,adesso tolti i pochi prossimi alla pensione,dove verranno ricollocati i piu’ giovani???

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lui la plume ha detto..
il 25 maggio 2010 alle 12:26

Caro Bruno
Io ho lasciato il lavoro per problemi familiari … ma da tanti anni mi preparavo ad uscire …. e non ero il solo a fare in anticipo i preparativi per la partenza.
Poi quando arriva il momento … si e’ sempre impreparati.
.
Oggi collegandosi in internet al sito INPS si po’ conoscere in anticipo l’importo della pensione.
.
Se si integrasse questa informativa aggiungendo il valore aggiornato di una rendita vitalizia cui si possa accedere immediatamente sulla base dei versamenti effettuati
(ripeto …. senza alcun onere per lo Stato ….. sono soldi che appartengono a chi ha effettuato i versamenti).
chiunque potrebbe decidere di gestire in modo differente la propria vita.
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lui la plume ha detto..
il 25 maggio 2010 alle 15:35

Senti badarul
io non credo che l’obiettivo di un cinquantenne debba essere la pensione ….
l’obiettivo deve necessariamente essere un altro … la parte economica va’ risolta ma non ci si puo’ affossare su questa.
.
Cio’ che scrivevo voleva aprire altre opportunita’ ….. la pensione e’ nata per coprire gli ultimi setto otto anni di vita …. ma ora chi termina un ciclo lavorativo ha dabìvanti a se’ una prospettiva di vita ben superiore ….. non e’ pensabile si basi sulla pensione e basta.
.
Servono altri interessi altri impegni altri obiettivi ….. personali … non esiste una ricetta valida per tutti ….
va’ aiutato la realizzazione degli interessi di queste persone che probabilmente hanno moltissimo da dare alla nostra societa’.

I soldi sono relativamente importanti …. favorire lo sviluppo di attivita’ puo’ legarsi anche ad una sorta di beneficio fiscale per le nuove attivita’ ….. esiste per i giovani … che forse hanno piu’ bisogno di sicurezza … di un lavoro fisso e non esiste alcuna agevolazione per chi vorrebbe iniziare una nuova attivita’ in eta’ avanzata. ……. (Se poi guadagna incassa).

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Bruno Pirastu ha detto..
il 25 maggio 2010 alle 16:02

Veramente io pensavo non a chi 50enne ha davanti a se tutta la vita ma a chi dopo 35 anni di portare sulle spalle i sacchi di cemento al 5 piano, non riesce più a stare diritto. A chi , mai andato a scuola , ha passato la vita davanti a un nastro dove scorrono milioni di bottiglie per cercare quelle con le “bolle” e un giorno è stato sostituito, senza ricambio, da una fotocellula, pensavo. A chi è cresciuto nella fede aziendale e non ha mai guardato oltre il cancello cosa stava succedendo fuori , nelle altre aziende. A chi , per anni , ha seguito corsi di aggiornamento, mille consulenti e lo stesso iter: test, psicodramma di gruppo e poi giochino finale dove, sempre , devi capire che bisogna lavorare in gruppo per vincere. A chi ja applicato quello imparato ai corsi ed è stato messo nella lista nera perchè non aveva capito che il gruppo era il suo capo. Poi ci sono quelli che escono grazie all’intervento di questa o quella istituzione , con il risicato 70 o 80 % della retribuzione ma ci sono anche quelli che escono non solo con il 100 % ma anche con incentivi spesso di settore , vedi ad esempio i metalmeccanici dell’informatica, gli ex dell’Alitalia , etc etc e che poi ancora si lamentano. L’INPS non può pagare cash le pensioni di chi esce per il solo motivo che non ha quei soldi, spesi, mangiati, bruciati, spariti nelle gestioni facili di anni e anni. Scusate lo sfogo. Vorrei solo precisare che la mia messa in mobilità non è stata un fulmine a ciel sereno ma gestita e anche bene con l’Azienda e che, toccandomi, spero di prendere la pensione più dei previsti , da qualcuno , sette o otto anni ……..

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Aurelio Bianchi ha detto..
il 25 maggio 2010 alle 17:21

In ogni caso, mi sembra che la gestione di questa crisi stia facendo acqua da tutte le parti.
L’intervento pubblico non è, almeno per ora, risolutivo.
L’impressione che se ne ricava è di un sistema clientelare che porta i lavoratori in uno stato di sudditanza, molto, molto simile a quello dei lavoratori delle cooperative.
Che, per inciso, sono ben poco tutelati, malgrado l’area politica di riferimento faccia supporre il contrario.
In pratica si spendono denari pubblici per mantenere un status quo, nell’attesa che qualcuno faccia qualcosa, senza turbare l’equilibrio economico degli ‘amici’.
Altrimenti non ci si spiegerebbe la cacciata dell’imprenditore indiano, l’unico con idee di utilizzo degli impianti a fini industriali.

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lui la plume ha detto..
il 25 maggio 2010 alle 22:29

No Bruno
qualsiasi sia il lavoro svolto in precedenza …. chi arriva ad una situazione in cui …. non serve piu’ perche’ sostituito da un qualche marchingegno dovrebbe essere aiutato ad entrare in una nuova fase della sua vita.
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Chi ha questo compito …..forse non e’ adatto ….
ma teoricamente il tempo di tre anni di cassa integrazione per sviluppare quelle caratteristiche necessarie ad assumere con piena padronanza una nuova attivita’ dovrebbe essere piu’ che sufficiente.
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Qesta fase e’ forse gestita in modo scoordinato e senza un preciso obiettivo.
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Chi entra in questa fase della vita dovrebbe potervisi avvicinare con la convinzione di avere a disposizione una nuova opportunita’.
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Mi pare che la mediazione sindacale tenda esclusivamente a carpire qualche soldo in piu’ …. qualche mese ….. non e’ questo l’obiettivo da raggiungere.
.
Forse bisognerebbe cercare di capire … parlando con ognuna di quelle persone che stanno lasciando il lavoro …. cosa volgiono fare da grandi ….. “qualsiasi cosa pur di portare a casa dei soldi” …. non e’ il modo giusto di iniziare.
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Magari qualcuno vuole restaurare dei mobili, qualcuno invece vorrebbe curare i prati o lavorare in ospedale …. il pescatore …. o gestire un bar ….. insomma probabilmente una discreta percentuale di cassintegrati potrebbero essere avviati con successo verso una diversa attivita’ ….. da svolgere con soddisfaione per i successivi trent’anni …..
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Ma bisogna togliere di torno l’obiettivo pensione ….. oggi ….ripeto oggi non dieci o quindici anni fa’ …. chi va’ in pensione ottiene una pensione che deriva direttamente dai soldi versati.
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E tanto per fare i soliti due conti per una pensione di 1000 euro sono stati versati anno dopo anno nelle casse INPS un totale di 250.000 euro (circa 83.mila dal lavoratore ed il doppio dal suo datore di lavoro) …. soldi che investiti in qualcosa ….
rendono e crescono anno dopo anno al momento del pensionamento sono molti di piu’
(ovviamente sono spariti in spese che nulla hanno a che vedere con il sistema pensionistico …. ma questa e tutt’altra storia)
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Ecco a cinquant’anni quanti soldi sono stati versati nelle casse INPS? Questa cifra genera per un cinquantenne con aspettativa di vita di altri 32 anni una rendita vitalizia …..
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Il problema e’ che per un qualsiasi governo non andrebbe visto il disoccupato come una spesa da minimizzare ma come una opportunita’ da sviluppare.

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