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Articolo n° 89041 del 11/05/2010 - 18:17

Attentato incendiario ad Albenga: gli imputati patteggiano

albenga - tentato omicidio vicoli incendio
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Savona. L’anno scorso si erano “vendicati” di alcuni marocchini, con cui erano venuti alle mani poco prima, appiccando il fuoco alla casa dove gli extracomunitari erano domiciliati, rischiando che, a causa dei fumi dell’incendio, uno di questi morisse.

Oggi, dopo la prima udienza del 13 aprile, sono nuovamente comparsi davanti al gup Emilio Fois i protagonisti di quella vicenda, che hanno scelto la via del patteggiamento. Per i reati di rissa, incendio doloso e tentato omicidio sono stati condannati Simon Gheno (4 anni di reclusione), Thomas Selvaggio (3 anni e 7 mesi), Mirco Corradengo (3 anni, 11 mesi e 29 giorni), Giuseppe Corradengo (3 anni, 7 mesi e 20 giorni) e Matteo Sorrenti (3 anni e 8 mesi), che sconteranno la pena agli arresti domiciliari.

Pene più lievi per Stefano De Maria e Aimo Passino, imputati per rissa: il magistrato ha infatti stabilito per il primo una pena di 4 mesi (deve rispondere anche del reato di lesioni volontarie, avendo colpito uno dei due nordafricani con una coltellata ad una gamba), mentre il primo dovrà pagare 200 euro di multa. Infine i due marocchini Azeddine Nafid e Mouloudi Nafid sono stati rinviati a giudizio e compariranno dinnanzi al giudice Gianfranco Arnaud il prossimo 2 aprile, nel tribunale di Albenga.

albenga - tentato omicidio vicoli incendioalbenga - tentato omicidio vicoli incendio
4 commenti a “Attentato incendiario ad Albenga: gli imputati patteggiano”
Bill Fraser ha detto..
il 11 maggio 2010 alle 22:34

….il fatto che se la siano cavata con poco o nulla dimostra che la giustizia italiana non funziona solo per gli stranieri……………arresti domiciliari…………….fino alla prossima scappatella?

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tata ha detto..
il 12 maggio 2010 alle 09:08

Ma tutti ai domiciliari????????? Non ci posso credere……

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Calu ha detto..
il 12 maggio 2010 alle 09:57

Le leggi non le fa la Magistratura, ma il Parlamento. La Magistratura giudica sulla base di quelle leggi.

Se i parlamentari, che tanto deplorano la giustizia italiana, hanno deciso per domiciliari e patteggimenti, la Magistratura sentenzia domiciliari e patteggiamenti.

Comunque, avulso dal contesto, a mio avviso non è nella punizione che si migliora la società, ma nella prevenzione e nella creazione di un’ambiente più vivibile.

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Fran ha detto..
il 12 maggio 2010 alle 10:33

Francamente mi meraviglio che vi meravigliate della giustizia italiana..in Italia non è punito chi uccide come non è punito chi spaccia, in italia se delinqui vivi tranquillo e se sei onesto rischi la pelle. ma mi pare sia evidente da anni e anni. o no? sennò non si vedrebbe tutta le feccia che si vede per strada…..

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