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Articolo n° 90195 del 25/05/2010 - 10:56

Apertura scuole al 30 settembre, Cappelluto (Upa): “Un vantaggio per il turismo”

cappelluto-galtieri

Savona. Potremmo definirlo l’”11 settembre del turismo”, quello del fuggi-fuggi generale del villeggiante che abbandona i lidi liguri per tornare in città in vista dell’apertura dell’anno scolastico. E’ a partire da questa data, infatti, che i “nostri” alberghi si svuotano improvvisamente, nonostante il sole e le temperature invitino a prolungare il soggiorno estivo.

Lo sanno bene gli “addetti ai lavori” che, infatti, chiedono da tempo un provvedimento come quello di cui si parla in questi giorni e che posticiperebbe l’inizio delle lezioni al 30 settembre. “Per noi il fatto che le scuole aprano ai primi del mese è penalizzante – dice il presidente dell’Unione provinciale degli Albergatori, Franca Cappelluto -. Il nostro target è la famiglia con bimbi in età scolare che, quindi, ‘scappa’ presto proprio per l’inizio delle lezioni. E noi perdiamo venti giorni di lavoro. Mi rendo conto che, dal punto di vista di un nucleo familiare che vive qui, sarebbe un problema conciliare il lavoro con i bambini che non si sa a chi lasciare. Ma questo è un problema di carenze a livello di asili e di strutture di sostegno alla famiglia. Come per tutti, bisogna sedersi intorno ad un tavolo e mediare”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il direttore dell’Upa, Carlo Scrivano, che dice: “Settembre è da sempre il mese migliore per i villeggianti: l’acqua è calda, le giornate sono ancora estive, per cui allungare le vacanze scolastiche porterebbe molti a scegliere questo periodo per soggiornare da noi. E’ una proposta che gioverebbe a tutto il settore”.

Federica Pelosi

2 commenti a “Apertura scuole al 30 settembre, Cappelluto (Upa): “Un vantaggio per il turismo””
Pozz ha detto..
il 25 maggio 2010 alle 15:40

Va benissimo, pensiamo alla remunerazione economica. Poi, però, non ci lamentiamo se il “fattore” scuola denota problemi di instabilità nel suo segmento forma/educativo. Così si inizia dopo, a Dicembre si va in festa per tornarci a Febbraio (così facciamo contenti anche gli amanti della neve) e…..e il risultato è che con tutte queste interruzioni il “cervello” degli studenti, e non solo, ne risente. Ma la scuola e lo studente non era il soggetto sul quale fare prioritari investimenti per il bene e lo sviluppo del nostro Paese?

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vic ha detto..
il 25 maggio 2010 alle 17:34

Sino a qualche anno fa…si cominciava scuola il 1 ottobre, x terminarla il 15 giugno, la settimana bianca la si faceva se e quando la famiglia poteva, eppure siamo cresciuti tutti abbastanza preparati, a differenza di questi tempi, dove tra stop didattici e insegnanti demotivati e precari, i nostri figli vengono fuori dalle scuole primarie non molto formati.

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