Alassio, sequestro Zero Beach: nulla di fatto dalle conferenze dei servizi
Alassio. Nulla di fatto dalla doppia conferenza dei servizi regionale sulle sorti della “spiaggia dei vip” nella Baia del Sole. Con l’avanzare del tempo si tinge di nero il futuro della struttura, la Zero Beach, sottoposta a sequestro dalla Procura della Repubblica savonese, che ha contestato ai titolari violazioni urbanistiche, edilizie, demaniali, ambientali e paesaggistiche. Due gli argomenti all’attenzione della Regione: il progetto di riabilitazione della spiaggia, con montaggio delle strutture balneari, ed il risanamento della scogliera.
Questa mattina, però, l’amministrazione di via Fieschi non ha prodotto alcun indirizzo sulla pratica, in quanto il delegato del Comune di Alassio non si è pronunciato a nome dell’Uffico Tecnico nella prima conferenza e nella seconda non si è presentato. Nessuna deliberazione, quindi, mentre Chiara Ravera, responsabile della struttura ponentina, vede allontanarsi la soluzione del pasticcio. Del resto, le prospettive sono due: o il pagamento della cauzione (fissato come garanzia del dissequestro) con demolizione della scogliera abusiva o l’attesa in un intervento della Regione, con il rischio però di veder sfumare la concessione balneare.
I gestori confidano comunque nell’azione regionale, sicuri di poter far valere precedenti documenti, sempre emersi da conferenze dei servizi, con i quali l’ente ligure sottolineava l’importanza della scogliera quale protezione contro l’erosione della massicciata ferroviaria.
2 commenti a “Alassio, sequestro Zero Beach: nulla di fatto dalle conferenze dei servizi”
Forse sarebbe meglio aprofondire: la seconda conferenza e’ stata rinviata.. Per questo non si e’ presentato un delegato. E la soprintendenza c’era? E non si e’ pronunciata sugli abusi in zona di vincolata? La Regione ed il Comune da soli non possono decidere.


uhh Signùr, ma allora non si è trattato affatto di abuso!!!
Il rischio era che alla prima mareggiata, un bell’espresso locale piombasse improvvisamente sulla selezionatissima clientela dello stabilimento!!!
Se solo i poveri pendolari di Trenitalia avessero saputo prima del rischio, che corrono da trent’anni, di farsi un bel tuffo dalle parti di Punta Murena…
Altro che spostamento della ferrovia a monte…