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Articolo n° 86653 del 12/04/2010 - 18:01

Morte sul lavoro a Bardineto, accusa di omicidio volontario per i fratelli Oddone

Bardineto. Omicidio volontario. E’ questa la grave contestazione mossa a quattro persone nell’ambito dell’inchiesta sulla tragica morte di Gheorge Wladut Asavei, il ventottenne romeno morto in seguito alle ferite riportate nell’infortunio sul lavoro avvenuto il 27 agosto scorso nell’azienda agrituristica “Fratelli Oddone” di Bardineto.

A ricevere, nella giornata odierna, la notifica di conclusione delle indagini preliminari dalla Procura della Repubblica di Savona, con la grave contestazione, sono quattro persone. Si tratta dei titolari dell’agriturismo i fratelli Angelo, Emilio e Maria Nadia Oddone e della convivente di uno dei fratelli, Giuseppina Ferrari. Ai quattro viene quindi contestato, in concorso, il dolo nell’omicidio. Inizialmente l’accusa a loro carico era per omicidio colposo ma ora la loro posizione peggiora.

L’indagine è partita in seguito all’incidente sul lavoro nel quale Asavi ha tragicamente perso la vita mentre stava lavorando in un terreno agricolo dell’azienda, con un trattore, insiemo al collega bosniaco Dragan Novakovic, rimasto solo ferito. L’operaio bosniaco, in principio, era anche stato iscritto nel registro degli indagati per il reato di favoreggiamento.

Ai fratelli Oddone e alla compagna di uno di loro viene contestata, oltre a quella di omicidio volontario, anche l’accusa di lesioni a carico di Novakovic. Fin dalle ore immediatamente successive all’incidente per gli inquirenti non era stato facile ricostruire l’esatta dinamica dell’episodio: i punti oscuri erano molti tanto che la Procura procura aveva disposto il sequestro anche del ristorante e dell’intera struttura ricettiva dell’agriturismo della famiglia Oddone, compreso il trattore che, secondo quanto ricostruito, sarebbe il mezzo che stavano utilizzando i due operai quando avvenne la tragedia.

L’altro punto poco chiaro erano poi le versioni sull’incidente e sui successivi soccorsi prestati ai feriti fornite dai titolari dell’azienda e da Novakovic: i racconti erano infatti discordanti. I due operai, che erano impiegati con un regolare contratto di lavoro, sarebbero stati travolti e schiacciati proprio dal mezzo agricolo che stavano utilizzando.

In questi mesi comunque gli inquirenti non hanno mai smesso di cercare di fare piena luce sull’accaduto e, sulla base dei risultati della consulenza medico legale sulla vittima e di altre perizie, accertamenti e consulenze, hanno quindi ipotizzato per i quattro l’accusa di omicidio volontario.

Secondo quanto trapelato, visto che il riserbo sulla vicenda è massimo, i risultati dell’indagine sembrerebbero confermare che le modalità e i ritardi nei soccorsi possano aver in qualche misura influito sulla drammatica fine del giovane taglialegna romeno. In particolare ai fratelli Oddone e all’altra indagata verrebbe contestato il fatto di aver trasportato i feriti in ospedale a bordo delle loro autovetture, anziché allertare il 118, e di aver fornito delle versioni dell’incidente poco chiare.

Fattori che potrebbero confermare che i soccorsi ai due sono stati prestati in ritardo anche a causa delle modalità di trasporto sbagliate. Gli Oddone, dopo aver ritrattato la prima versione fornita agli inquirenti (inizialmente avevano sostenuto che gli operai si erano feriti in luoghi e momenti diversi), avevano comunque giustificato le loro azioni.

Secondo quanto riferito dai titolari dell’azienda il 118 non era stato allertato per accelerare i soccorsi visto che la zona dove è accaduto il fatto è a sette chilometri di distanza dall’agriturismo e vi si accede solamente con dei mezzi fuoristrada e non ci sarebbe stato lo spazio per l’atterraggio di elicotteri. Inoltre, sempre stando alle dichiarazioni che avevano reso gli Oddone i due operai, seppur feriti, erano coscienti e parlavano e si erano detti d’accordo per venire trasportati in ospedale con le auto. Una versione che evidentemente non ha convinto del tutto i magistrati.

Olivia Stevanin

18 commenti a “Morte sul lavoro a Bardineto, accusa di omicidio volontario per i fratelli Oddone”
quovadisdomine ha detto..
il 13 aprile 2010 alle 00:00

… non sono ne un Giudice ne un avvocato, spero di essere una persona di buonsenso, premesso questo e il dispiacere per una morte, secondo me l’ omicicio volontario e’ tutta un’ altra cosa …

… e’ proprio vero che, in certi casi, e’ meglio non fare niente e telefonare al 118, magari dopo possono venire dei rimorsi per non aver fatto abbastanza ma sempre meglio che un’ accusa per omicidio volontario … se poi si fosse sicuri che i feriti fossero coscienti come dimostrare che non siano stati essi stessi d’ accordo con questo modo di agire?

Certi lavori si sa che sono pericolosi.

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rd1983 ha detto..
il 13 aprile 2010 alle 09:05

Mi spiace ma non sono d’accordo con te quovadisdomine, per svariati motivi, innanzi tutto perchè sono un operatore del 118, perchè l’associazione ANPAS che opera a Bardineto è dotata, forse l’unica in tutta la provincia, di un mezzo 4×4 e 2 anni or sono ha eseguito un intervento in una zona vicinissima a quella dell’incidente.
Non ci sono giustificazioni per il comportamento degli imputati, mai e poi mai si soccorre un politraumetizzato con auto private, per quanto si pensi di “fare prima” se non si ha l’attrezzatura e le competenze si possono causare molti più danni di quelli che il ferito ha già.
L’elicottero inoltre non ha bisogno di atterrare e fa recuperi in zone molto più impervie(vedi pareti rocciose), tutto ciò è stato fatto solo per evitare noie e coprire l’accaduto, non si piegherebbero altrimenti la marea di frottole raccontate dopo l’incidente e il fato di aver portato i feriti in 2 diversi ospedali, dei quali 1 molto più distante.
La successione di tutte queste azioni giustifica pienamente l’omicidio Volontario, e spero che la giustizia per una volta faccia davvero il suo corso punendo a dovere chi agisce in modi così irresponsabili, vigliacchi e irrispettosi della vita umana.
I lavori pericolosi non giustificano le omissioni di soccorso in caso di possibili incidenti, le menzogne e i tentativi di coprire l’incidente, dimenticando che c’erano modi mezzi e persone che avrebbero potuto se non salvare almeno tentare di aiutare i due feriti.

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Bandito ha detto..
il 13 aprile 2010 alle 09:48

Ma i magistrati italiani sono tutti impazziti? Omicidio volontario come, tirandogli un trattore addosso? Da quello che ho capito i lavoratori avevano un regolare contratto, stavano facendo un lavoro abbastanza rischioso ed erano d’accordo con i titolari per venire trasportati in ospedale con le auto, visto che avevano i dipendenti in regola non vedo per quale motivo i fratelli Oddone non avrebbero dovuto chiamare il 118 se lo avessero ritenuto necessario.
Potremmo dire che hanno sottovalutato la gravità delle ferite, che c’è una colposa leggerezza, ma definirlo omicidio volontario mi sembra veramente eccessivo.

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ribeiro ha detto..
il 13 aprile 2010 alle 10:58

la chiamata al 118 è spesso necessaria, specie in incidenti importanti, perchè si possa stabilire il grado di gravità del trauma e quindi decidere di coinseguenza in quale struttura deve essere trasportato il paziente per ricevere le giuste cure.
Francamente non riesco a comprendere i motivi di alcune incongruenze nella descrizione dei fatti, considerando che i lavoratori erano messi in regola.
Detto questo trovo eccessivo, per quanto è dato a noi sapere, un coinvolgimento diretto della famiglia Oddone per omicidio colposo ancor più spropositato quello per omicidio volontario.

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Tex Murphy ha detto..
il 13 aprile 2010 alle 11:12

Tempi duri per i magistrati, giudici e compagnia bella…..non vorrei proprio essere nei loro panni ma non vorrei neanche essere italiano.

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rd1983 ha detto..
il 13 aprile 2010 alle 13:49

In riferimento a quanto detto da bandito vorrei farti notare che la stessa accusa viene mossa a noi del 118 ogniqualvolta operiamo senza le dovute cautele, attrezzature o competenze. Non serve buttare addosso un trattore per uccidere una persona basta non immobilizzarla con collare spinale ragnoe fermacapi come da procedure, fargli fare 7 km di sterrato con buche e fratture multiple in corpo, e 25 su strada ed ecco fatto ch e si cuccide una persona.
Le cose sono due o c’è stato dolo nell’azione ed è giusto l’omicidio volontario o i 4 coinvolti sono degli emeriti imb…. a non conoscere questi minimi presidi di soccorso.
E pur sapendo dell’incidente trasportare due corpi, mentire ai carabinieri, fornire false versioni dell’accaduto caro Ribeiro, non ti sembra abbastanza per non poter escludere il coinvolgimento degli stessi imputati?
Sempre per rispondere a Bandito, i fratelli Oddone non dovevano ritenere necessario chiamare il 118, perchè non essendo n’è medici nè infermieri non hanno le competenze per valutare la situazione e la necessità del 118, dovevano solo allertare i soccorsi, così funziona il mondo CIVILE, il resto è solo ingoranza e disprezzo della vita umana!

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quovadisdomine ha detto..
il 13 aprile 2010 alle 14:29

Ciao rd1983,

ho letto e riletto il tuo intervento, ho capito che, col senno di poi, chiamare il 118 sarebbe stata l’ unica cosa sensata da fare, dal punto di vista medico non ci provo nemmeno a discutere con te, pero’ ti chiedo: sono sullo stesso piano chi VUOLE la morte di una persona, PIANIFICA l’ omicidio e LO ESEGUE e chi, magari per imb……ta’ , come mi pare di aver capito dici tu, non dico che causa, perche’ non abbiamo la prova contraria che sarebbe altrimenti sarebbe andato tutto per il meglio, ma PURTROPPO NON FA QUELLO CHE LA LEGGE PREVEDE in questi casi?

Tra l’ altro, se non sbaglio, erano anni che si conoscevano e i rapporti erano piu’ che buoni… il movente?

Quello che voglio dire e’ che, se per la legge l’ omicidio colposo mi va stretto, magari un’ omissione di soccorso, l’ omicidio volontario non riesco proprio a concepirlo.

Dimenticavo, mi sembra che tu giungi a delle conclusioni personali che non puoi dimostrare, per esempio quando dici : ” … tutto ciò è stato fatto solo per evitare noie e coprire l’accaduto, non si piegherebbero altrimenti la marea di frottole raccontate dopo l’incidente e il fato di aver portato i feriti in 2 diversi ospedali, dei quali 1 molto più distante.”, e poco piu’ sotto deficisci gli imputati : “… vigliacchi e irrispettosi della vita umana. “.

O sai dei particolari che la maggior parte delle persone non conosce o sono affermazioni abbastanza forti, non ti sembra?

Scusa se mi sono permesso di farti notare alcune cose che hai scritto che, ai miei occhi, paiono eccessive, ti auguro buon lavoro e buona fortuna nella tua delicata opera di volontariato.

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rd1983 ha detto..
il 13 aprile 2010 alle 16:45

Ti ringrazio quovadis per la precisazione che hai fatto, e dell’augurio di buona fortuna nel volontariato, e ci tengo a dire che il volontariato ha sempre bisogno di nuove leve, basta poco e si fa molto per gli altri e ti da moltissime soddisfazioni credimi, il guaio che ci stiamo quasi estinguendo.
I particolari che ho citato sono quelli riportati sui giornali, è un dato di fatto che Asavei il più grave è stato portato ad Albenga, ospedale no attrezzato, e il suo collega al S.Corona, più vicino ed attrezzato per politraumatizzati.
IL’affermazione su vigliacchi ecc è fatta valutando i fatti, è impensabile per me e credo per molti pensare di trasportare 2 persone, sebbene a detta degli imputati(in quanto c’è1 processo) e dell’unico testimone (il quale ha ritrattato la versione dopo aver saputo che anche i fratelli l’hanno fatto, cosa secondo me sospetta) fossero d’accordo per un trasporto privato, per 7 km sullo sterrato perchè ti garantisco che con quei traumi ogni minimo scossone rappresenta un dolore atroce, motivo per cui anche noi ricorriamo all’elicottero nonostante ci siano mezzi 4×4.
Per me chi non mette la vita umana al primo posto è 1 vigliacco e una persona irrispettosa, perchè mi immedesimo nei due lavoranti e nelle sofferenze che devono aver patito (ti ripeto 1 minimo scossone ti può far urlare con tuto il fiato che hai in quelle condizioni) e nell’incuria di chi li ha portati che non solo non si è fermato subito capendo la gravità, ma ha avuto anche il coraggio di mentire dopo la morte di Asavei.
E’ inqualificabile che una persona sia morta solo perchè qualcun’altro non ha digitato 3 semplici numeri 1 1 8!

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Giudice ha detto..
il 13 aprile 2010 alle 18:54

forse non avete letto bene gli articoli correlati precedenti…. o forse non li avete compresi. Qui non solo non si è provveduto a soccorrere i malcapitati ma si è peggiorato con un soccorso fai da te eseguito per mascherare chissà cosa. Forse perchè non erano in regola, forse perchè non lo era il trattore o chissa per altre altra sciocchezza non si è provveduto a salvare la vita di un uomo ( di un lavoratore in questo caso ) per tentare di non essere puniti . Ma state scherzano vero? Bastava fare 3 numeri col cellulare ” 118 ” e basta. Almeno si era a posto con la coscenza. Ma se avessero fatto così sarebbero intervenuti personale sanmitario, carabinieri ecc. e si sarebbero presi qualche bella multa per qualcosa… allora è stato preferito tentare di sviare le indagini già da subito , anche a costo della vita del giovane. Secondo me il reato contestato è adeguato alle circostanze.

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rd1983 ha detto..
il 13 aprile 2010 alle 19:17

Concordo pienamente con te Giudice, è ora che si abbia u po più di coscenza e un pò meno di superbia.

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quovadisdomine ha detto..
il 13 aprile 2010 alle 20:55

Desideravo non rientrare piu’ sull’ argomento, avendo detto tutto quello che ritenevo di dover dire, purtroppo dopo l’ intervento “sgangherato” di “giudice” mi tocca rifarlo …

“giudice”, sei un forcaiolo della peggior specie, ti inventi i fatti e poi ci credi anche… non e’ che non l’ abbiano soccorso, e’ che lo hanno fatto male … non e’ che non fossero in regola (le vittime della disgrazia dal punto di vista lavorativo), lo erano … perche’ non ti attieni ai fatti senza immaginarti chissa’ cosa?

Ribadisco che dall’ omicidio volontario al colposo c’e’ un abisso …

Un saluto a rd1983, a modo mio anch’ io faccio del volontariato …

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rd1983 ha detto..
il 13 aprile 2010 alle 22:30

ne sono contento quo vadis, anzi se prendessi in considerazione l’idea sappi che qualsiasi associazione va bene, hanno tutti bisogno di gente con voglia di fare e che crede nel volontariato.

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Skeptical ha detto..
il 13 aprile 2010 alle 22:32

La penso esattamente come quovadisdomine, e non aggiungo nulla perchè ha già scritto tutto lui, non avrei saputo dirlo meglio… per il nostro amico visionario, Giudice, leggo spesso nei tuoi commenti una “velata” saccenza, che però non è supportata da un’adeguata padronanza (logica) e sintattica… Visto che ti appelli alla “coscenza” comune, la coscienza si appella a te per farsi aggiungere una i tra la c e la e, e al tuo amico rd1983 propongo di avere un pò più “di superbia” e un pò meno “ignoranzia” (o “ignorantità”, se ti mette meglio…)

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rd1983 ha detto..
il 14 aprile 2010 alle 09:11

Chiedo umilmente venia al Dott. Prof. Ing. nonchè Luminare della lingua italiana “Skeptical” per aver erroneamente omesso una “i” dalla parola coscienza.Mi cospargo il capo di cenere e chiedo nuovamente scusa a te che hai contribuito alla stesura della divina commedia.
Ammettendo la mia terribile ignoranza, per la quale straccerò la laurea oltre a strapparmi i capelli, ti vorrei ricordare che si stava discutendo della morte di una persona, che si alzava all’alba e tornava che era buio, scendendo in bicicletta dai monti dove lavorava estate e inverno, (a scanso di equivoci dico ciò perchè lo vedevo ogni giorno con i miei occhi!), che lavorando senza il rispetto di una benchè minima norma di sicurezza ci ha rimesso la vita.
Non solo ma prima di ciò è stato trattato come un “animale” trasportato sui sedili di una vettura senza il minimo uso di presidi medici, e senza conoscere nulla di medicina, alla faccia di chi studia, lavora e opera ogni giorno per slavare vite umane.
Non paghi di tutto ciò, per giorni sono state portate avanti menzogne nonostante si parlasse di un cadavere, e beati voi che non vedete nessun dolo in tutto ciò.
Vorrei che per un attimo vi metteste nei panni di quel ragazzo e smetteste di dare per certa la cosa che avesse accettato un trasporto simile, perchè scommetto che se al posto di un romeno ci fosse stato un italiano la notizia sarebbe finita su reti nazionali.
Mi scuso nuovamente con Skeptical e mi complimento con lui, perchè con tutto quello che poteva dire a commento della vicenda, non ha trovato di meglio che correggere errori ortografici!
Di fronte a ciò preferisco la mia Ignoranzia e Ignorantità.

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Giudice ha detto..
il 14 aprile 2010 alle 10:14

Ti correggo “Quovadisdomine”. Non sono un forcaiolo ma uno che crede nella giustizia e credo fermamente che chi sbaglia debba essere punito. Tutto qui. Il fatto che fossero o meno in regola non è solo legato ai fini burocratici. Se un dipendente si fa male sul posto di lavoro perchè non adotta le cautele previste dalla Legge, che ti piaccia o no, la responsabilità ricade sul datore di lavoro. Non mi spiego altrimenti non è stato da subito ammesso che si erano fatti male lì. Non mi invento i fatti ma leggo gli articoli e se avessi fatto altrettanto sapresti che è stato dichiarato tutt’altro in un primo momento. Perchè non dire che si erano fatti male su un trattore? E’ poi inutile ormai disquisire sulle modalità di soccorso. Tu mi dici che sono stati soccorsi? Io non mi intendo assolutamente di primo soccorso ma credo che anche un bambino sappia di non muovere un politraumatizzato, altro che caricarlo su un fuoristrada e portarlo giù dai bricchi…..
Comunque la pensiate queste sono le mie idee e tali rimangono. Chiedo venia a Skeptical per gli errori pregressi e per gli eventuali futuri. Cercherò di non farli più. Grazie per la correzione. ….. e se leggi nei miei commenti una velata saccenza, ti prego, leggi ancora e ancora perchè credimi, non c’è. E se poi ci riesci metti questo velo sulla TUA superba saccenza che non è affatto velata.

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Tex Murphy ha detto..
il 14 aprile 2010 alle 12:29

Ho letto poco su questo caso e mi son fatto l’idea che si sia trattato di un incidente dovuto alla mancanza di professionalità dei lavoratori coinvolti, probabilmente lavoravano come camerieri o cuochi e sono stati mandati col trattore a tagliare legna e i titolari (ignoranti come quasi tutti gli abitanti delle nostre vallate) hanno agito per paura.
Il punto è: “Ha senso condannare queste persone per omicidio volontario ?”……no nessuno, penso che abbiano già pagato abbastanza.

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Pinguino ha detto..
il 14 aprile 2010 alle 13:33

La storia è semplicemente allucinante!
Però scrivo solo per un OT gigante……………
Solo su questo sito mi capita di leggere così tanti commenti su analisi logica, grammatica, ortografia, insomma si può discutere sulle questioni senza stare a puntigliare su tutto, perché è veramente antipatico rispondere a qualcuno che intanto non ha “padronanza (logica) e sintattica”. Vuol dire che le sue argomentazioni sono meno importanti per noi perché non le sa scrivere propriamente. Ma che siete tutti accademici della crusca?

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Tex Murphy ha detto..
il 14 aprile 2010 alle 14:12

x Pinguino – Utilizzo Internet dagli albori e frequento per lavoro e per diletto molti forum, blog ecc. e se c’è una cosa che non sopporto è proprio quella di non riuscire a capire quello che la gente scrive, non perchè non ha idee ma perchè non sa scrivere italiano.
Questo la dice lunga sullo stato della nostra scuola ma ancora più lunga sull’importanza della lingua, scritta e parlata…..è impensabile poter comunicare (e quindi far valere le proprie ragioni) senza imparare le regole della comunicazione che sono quelle della lingua.

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