Liguria, firme false per le regionali: l’inchiesta non si ferma
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Liguria. Prosegue l’inchiesta della procura di Genova sulle presunte firme false raccolte per la presentazione delle liste delle ultime elezioni regionali, dopo la denuncia della commissione elettorale circondariale che ha denunciato in un esposto la presenza di uno stesso sottoscrittore per due liste, presentate per il rinnovo del consiglio di un Municipio del capoluogo ligure.
Una donna di 69 anni avrebbe infatti firmato sia per “Lavoro, progresso, libertà” sia per quella del Pd. Il pm Stefano Puppo ha sequestrato gli atti e confrontato le firme. Secondo i primi accertamenti, quella apposta per il primo partito sarebbe vera, mentre risulterebbe palesemente falsa quella riscontrata nei documenti del Pd.
Nei prossimi giorni il sostituto procuratore interrogherà la donna, ma non è escluso che possa essere sentito anche l’autenticatore che ha certificato la veridicità delle firme del Partito Democratico. Al vaglio degli investigatori sono anche le altre firme, per vedere se ce ne siano altre false.
All’indomani della presentazione delle liste, la procura di Genova aveva aperto altri due fascicoli sempre per firme false. Uno riguardava i documenti presentati dal Nuovo Psi, e i reati ipotizzati erano falso materiale e ideologico. Secondo quanto emerso erano una ventina le firme grossolanamente falsificate. A sottoscrivere la veridicità delle stesse era stato Antonio Vaccarezza, vicecapogruppo provinciale del Pdl. L’altro fascicolo riguardava invece le liste dell’Udc e di “Noi con Claudio Burlando”, dopo un esposto presentato dai Radicali in cui indicavano 44 moduli sospetti per la lista dell’Udc (in ogni modulo ci sono una ventina di firme) e 33 moduli per la lista civica di Burlando.


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