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Articolo n° 86771 del 14/04/2010 - 10:44

I “Ragazzi del Manfrei” scrivono all’Anpi per ricordare Giuseppina Ghersi

All’attenzione della Spett. le Segreteria Provinciale dell’Anpi di Savona

“In Gennaio la nostra associazione ha lanciato l’ennesimo appello in memoria di Giuseppina Ghersi. Quest’anno infatti ricorre il sessantacinquesimo anniversario della sua triste morte e, nonostante sia trascorso un così lungo lasso di tempo, abbiamo deciso di non scoraggiarci. Sono infatti passati due anni da quando la vostra ex Segretaria Provinciale -Sig.ra Vanna Vaccani Artioli- ebbe modo di dichiarare sulle colonne de “La Stampa” di Savona che Giuseppina era da intendersi come una “collaborazionista” che subì una normale ‘esecuzione’”.

“Noi non intendiamo assolutamente rivangare nel passato perché crediamo che sia giunto il tempo di una reale riappacificazione nazionale e lo spirito della presente lettera è proprio questo: troviamo, insieme, un cammino comune. Se dopo oltre mezzo secolo stanno timidamente uscendo allo scoperto anche le colpe dei ‘vincitori’ questo accade non per operazioni negazioniste tese a contestare gli ideali della Resistenza quanto per consegnare alle future generazioni una visione storica scevra da contenuti propagandistici. Su tale scorta l’11 Febbraio il Cons. Com. Alfredo Remigio, aderendo alla nostra iniziativa, ha proposto al Comune di Savona l’intitolazione di uno spazio pubblico o l’istituzione di una ‘Giornata del Ricordo in memoria di Giuseppina’ senza tuttavia riuscire ad ottenere una risposta favorevole dal governo cittadino”.

“La nostra azione di testimonianza non vuole comunque esaurirsi nella mera toponomastica. Pensiamo infatti che sia doveroso ricordare questa nostra piccola concittadina non solo perché innocente ma anche per mostrare la tragicità di una guerra fratricida che auspichiamo non abbia mai più modo di essere. Ultimamente il Cons. Com. Diego Gambaretto ha proposto che il Comune di Albisola Superiore istituisca una Commissione composta, in modo paritetico, dai rappresentati di tutte le associazioni locali che si occupano di custodire e trasmettere la memoria di quello specifico periodo storico. La nostra associazione ha aderito pubblicamente all’iniziativa perché crede fortemente che non si possa perdere anche questa occasione. Reputiamo fondamentale una vostra risposta al riguardo e ci mettiamo completamente a vostra disposizione per organizzare iniziative comuni: dagli incontri coi ragazzi nelle scuole o convegni culturali arrivando alla pubblicazione di ricerche storiche”.

“Tra pochi giorni, in occasione del 25 Aprile, ci recheremo, come tradizione, al Cimitero delle Croci Bianche di Altare dove la maggior parte delle fosse non riporta un nome o una appartenenza. Motivo di questa scelta è che in quel luogo della memoria riposano insieme partigiani e soldati repubblicani tutti, egualmente, italiani e degni di memoria. Allo stesso modo ci sentiamo in dovere di esortarvi a ricordare, nel corso delle vostre celebrazioni che avverranno di qui a breve, Giuseppina Ghersi come sincero gesto di umanità e dialogo per dimostrare, a tutti i nostri concittadini, che nel nostro paese la parola pace ha finalmente un senso e che gli italiani non appartengono più a due popoli divisi ma ad uno solo”.

Redazione

72 commenti a “I “Ragazzi del Manfrei” scrivono all’Anpi per ricordare Giuseppina Ghersi”
LEONIDA ha detto..
il 15 aprile 2010 alle 10:12

purtroppo non vi ascolteranno mai
per troppi anni hanno negato
e hanno raccontato in ogni occasione
cose diverse di alcune realtà

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LEONIDA ha detto..
il 15 aprile 2010 alle 12:31

STORIA

occorre un riscrittura condivisa
ma purtroppo ne il montanelli ne il pansa
ci sono riusciti
credo che l’attuale PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
PRIMA DELLA FINE DEL SUO MANDATO
POTREBBE FARLO NEL MODO PIU’ AUTOREVOLE
SUPEREREBBE ANCHE LE OMBRE DEL SUO PASSATO

RAGAZZI SOLLECITATELO

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Ragazzi del Manfrei ha detto..
il 15 aprile 2010 alle 12:45

Caro Leonida,
noi non chiediamo le loro scuse ma tendiamo verso di loro la mano per l’ennesima volta. E’ inutile essere infantili.

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LEONIDA ha detto..
il 15 aprile 2010 alle 14:20

non l’ho capita prorio
io sono ermetico ma c’è chi mi supera

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Ragazzi del Manfrei ha detto..
il 15 aprile 2010 alle 15:38

Il senso di quanto affermiamo è che potremmo passare anni a denunciare le scorrettezze che abbiamo subito e come associazione e come persone. Potremmo sbandierare ai 4 venti il fatto che ci hanno censurati e bloccati in ogni dove. Che la nostra associazione, composta dalle vittime, dai testimoni, da persone che non accettano i diktat della storiografia ufficiale dettata dall’alto si è sempre dovuta autofinanziare e che non ha MAI avuto sostegni: né da chichessia né economici. Potremmo dire che noi non indiciamo giornate contro i governi, che non appoggiamo partiti politici, che i nostri tesserati non appartengono solo ad una sola fazione politica, che gli scritti e le ricerche effettuate dai nostri ricercatori trovano pubblicazione solo presso case editrici di nicchia e che sono completamente ostracizzate da Savona… Insomma, se volessimo fare gli incazzati (e qui uso un termine chiaro così da rendere il discorso meno “ermetico) ne avremmo di cotte e di crude. Ma siccome la maggior parte dei nostri associati ha superato da diversi decenni la pubertà crediamo fermamente che il nostro paese necessiti, specie per le generazioni a venire, di una memoria comune e questo è ottenibile solo se tutte le parti in causa lavorano in un clima di ritrovata distensione e reciproco rispetto. Noi crediamo sia parossistica una storia a senso unico che nelle scuole o nelle enciclopedie “libere” (vedi Wikipedia) impone un punto di vista e censura i fatti ritenuti scomodi. Pensiamo che un giovane non si debba sentir “erede della Repubblica Sociale Italiana” solo perché suo nonno ha fatto quella scelta e perché a scuola gli viene detto che la sua famiglia scelse il “male assoluto”; vorremmo solo che ciascuno rispetti tutti i morti in eguale misura e si sentisse ITALIANO. Perciò, come sempre abbiamo fatto, cerchiamo il dialogo e chiediamo esclusivamente di confrontarci con gli altri consci del fatto che esistono persone rispettabili e degne di nota in qualsiasi associazione del mondo. Per quanto riguarda il discorso che hai fatto sul Pres. della Rep. (che precedentemente non avevo letto) concordo: stiamo giusto discutendo di questo nel presente periodo :)

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sampei29 ha detto..
il 15 aprile 2010 alle 16:31

I morti non sono tutti uguali.
E’ migliore chi è morto difendendo i deboli e gli oppressi, di qualunque schieramento facesse parte!
Generalizzare non va bene nè nel condannare, nè nel equiparare nei meriti!

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Bandito ha detto..
il 15 aprile 2010 alle 17:28

Ho letto la storia di questa povera ragazzina e la denuncia del padre sul vostro sito, in quanto onestamente ne sapevo poco, e certo che fa venire i brividi, meriterebbe veramente di essere ricordata, anche se non servirebbe a ripagare quello che lei e la sua famiglia hanno dovuto subire. Visto che si perseguono ancora i criminali nazisti, e che il signor Ghersi nella denuncia fa nomi e cognomi, non sarebbe il caso che i nostri solerti magistrati si occupassero un momentino del caso?

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Ragazzi del Manfrei ha detto..
il 15 aprile 2010 alle 18:19

Caro Bandito, due anni fa circa riaprirono un fascicolo su alcuni fatti riguardanti le responsabilità legate ad alcuni omicidi avvenuti in quel periodo qui a Savona ma fondamentalmente c’è un problema enorme: tutti quei reati sono stati AMNISTIATI e perciò non sono perseguibili le persone che le hanno commesse.
X Sampei: concordiamo, noi infatti parliamo di umanità e di non dover nascondere nessun fatto storico perché “sconveniente” non siamo per la rivalutazione delle idee che mossero le parti in causa. Esulando dallo specifico contesto dei militari o di chi s’è dato alla macchia reputiamo comunque sia vergognoso che a Savona nessuno abbia mai concesso cittadinanza alla storia di Giuseppina Ghersi così come a quella della Famiglia Biamonti o della Famigia Turchi e molte altre…

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LEONIDA ha detto..
il 15 aprile 2010 alle 20:44

RAGAZZI

certo che la vostra strada è quella
più giusta e solo una giusta riscrittura
della storia puo’ in parte lenire chi ha molto sofferto,
e mi riferisco ai parenti che hanno bisogno
di un po di pace

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antonio gianetto ha detto..
il 15 aprile 2010 alle 23:19

Qui si parla di stragi: http://it.wikipedia.org/wiki/Lista_delle_stragi_avvenute_in_Italia
Qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Italia#cite_note-38 : note punto 34: viene segnalato l’ elenco dei morti e dispersi dal 1940 al 1945: ^ Secondo il rapporto Morti e dispersi per cause belliche negli anni 1940-45, compilato nel 1957 da Roma: Istituto Centrale Statistica i morti militari furono 291.376, di cui 204.346 prima dell’armistizio (66.686 morti in battaglia o per ferite, 111.579 dispersi certificati morti e 26.081 morti per cause non belliche) e 87.030 dopo l’armistizio (42.916 morti in battaglia o per ferite, 19.840 dispersi certificati morti e 24.274 morti per cause non belliche), i prigionieri morti sono inclusi in questo elenco. I civili morti sono stati 153.147 (123.119 dopo l’armistizio) inclusi 61.432 in attacchi aerei (42.613 dopo l’armistizio). Per ulteriori approfondimento si veda qui. A questi vanno aggiunti 15.000 soldati africani coscritti. Sono incluse le 64.000 vittime delle repressioni e genocidi nazisti (tra cui 30.000 prigionieri). I morti militari dopo l’armistizio includono 5.927 schierati con gli alleati, 17.166 partigiani e 13.000 della Repubblica Sociale Italiana. 1.000 persone del popolo rom e 8.562 ebrei morirono. Non è che possiamo far finta che non sia successo niente.

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Ragazzi del Manfrei ha detto..
il 16 aprile 2010 alle 01:22

Grazie Leonida, noi ce la mettiamo tutta

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Ragazzi del Manfrei ha detto..
il 16 aprile 2010 alle 12:15

Caro Giannetto, a parte il suo revisionismo sulla questione delle foibe che vorrebbe quasi additare come corretta reazione all’occupazione militare italiana e su cui non ci siamo pronunciati in altra occasione perché non intendiamo confrontarci quando l’ideologia giustifica l’assassinio qui la questione, se non se ne fosse ancora accorto, è che nel nostro paese le cifre che lei cita quasi in modo stizzito sono ben note. Il problema riguarda le “altre cifre” che sono state taciute.. di queste se ne può parlare senza che nessuno vada in escandescenza?

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antonio gianetto ha detto..
il 16 aprile 2010 alle 14:37

Egregi ” Ragazzi di Manfrei ” provate a darle Voi le cifre esatte di quelle poche migliaia di morti che servivano al “duce “per potersi sedere tra i vincitori al tavolo della pace!
Per quello che mi riguarda a 4 anni e 3 giorni sono rimasto orfano di padre e non ho avuto la possibiltà di potermi recare a posare un fiore sulla sua tomba, mia sorella aveva 18 mesi, e mia madre per sopravvivere è stata costretta a fare la borsa nera, ed è entrata nella Resistenza ( dal 1/8/44 al 30/4/45 ).
Per quanto riguarda le foibe io non faccio nessun revisionismo, mi limito soltanto a segnalare alcuni documentari della BBC visbibili negli indirizzi segnalati qui: http://docs.google.com/viewer?a=v&pid=sites&srcid=ZGVmYXVsdGRvbWFpbnxzZWFleHRyYW1hc3RlcnxneDo3MDBlNTE2M2Q1NjllYzQ0
Posso confermare che nel 1964 sono stato a Rieka e ho potuto rendermi conto che ancora i Croati, ci odiavano.
Fino al 1960 sono stato troppo coglione nel pensare che mio padre fosse morto per la patria, e ho sempre ritenuto responsabili della sua morte gli Inglesi che avevano silurato la nave dove era imbarcato: http://www.trentoincina.it/dbmerca2.php?short_name=Crema , poi mi sono reso conto che i criminali eravano stati noi.
Ho vissuto e sofferto tutto il periodo della guerra, sono stato molto tempo nei rifugi antiaerei, ricordo bene la paura che aveva invaso gran parte della popolazione, non ci si fidava più neppure dei nostri più cari vicini di casa. Posso capire che a fine guerra ci siano state violenze anche contro degli innocenti, però in quei tempi, si era ben consapevoli di chi poteva essere diventato una spia. Ho rischiato di diventarlo pure io, una volta che una delle brigate nere, che aveva messo sottosopra la mia casa, alla ricerca di un mio cugino capo partigiano, facendomi vedere un pezzo di pane bianco
( in quei tempi per noi c’ era solo pane nero ), mi aveva detto che me lo dava se gli dicevo dove era nascosto mio cugino; fortunatamente mia madre mi aveva fatto il lavaggio del cervello su quello che sarebbe potuto accadere a mio cugino se avessi parlato. E’ morto lo stesso, per mano tedesca, il 24 aprile 1945 durante l’ insurrezione di Genova, falciato dai colpi di una mitragliatrice.
Per quello che mi riguarda, condanno i crimini compiuti, nel dopo guerra, da bande di partigiani, non sono, però, disposto a perdonare i crimini dei fascisti. E non ritengo che si possano infamare 340.000 partigiani, soltanto perché, poche migliaia di loro si sono resi responsabili di crimini atroci.
Vorrei ricordare che il conflitto ha causato, nel mondo, oltre 55 milioni di morti: http://cronologia.leonardo.it/storia/a1945f.htm e non possiamo dimenticare che, anche noi italiani, siamo responsabili di quel massacro. Altro che Dio, Patria e Famiglia.

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sampei29 ha detto..
il 16 aprile 2010 alle 15:14

Non posso che apprezzare le parole del Sig. Gianetto, che ha vissuto sulla propria pelle le sofferenze della guerra e giustamente ora non vuole vedere messi sullo stesso piano chi tali sofferenze ci ha obbligato a soffrirle e chi ha combattuto per liberarcene.
Ovviamente i casi di violenza gratuita e delinquenza sono da condannare sempre e comunque ma la basi dei due schieramenti avevano finalità troppo diverse per poterli accomunare.

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LEONIDA ha detto..
il 16 aprile 2010 alle 17:07

MEMORIA STORICA

mi sono passati per le mani
libri di testo per ogni ordine e grado
di insegnamento…….è veramente una cosa pietosa
credo che siamo l’unica nazione europea
con questo tipo di impostazione

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Barabba ha detto..
il 16 aprile 2010 alle 23:09

I numeri citati da Gianetto sono veramente impressionanti mi chiedo se in essi è incluso quello della Giuseppina Ghersi.
Bimba 13enne che non ha fatto nulla per meritare quella atroce morte.
I Ragazzi del Manfrei chiedono solo che in Savona Città Medaglia d’Oro per la Resistenza venga riconosciuta quella assurda uccisione.
E prerogativa dei giovani guardare al futuro è prerogativa dei vecchi sognare sul passato.
Ragazzi a Voi il compito di far cancellare le false e mai dimostrate ragioni di spia-bambina che sono indicate cause del massacro.

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Ragazzi del Manfrei ha detto..
il 17 aprile 2010 alle 00:22

Gent. Giannetto,
nella fattispecie ci si riferiva al suo post pubblicato su: http://www.savonaeponente.com/2010/02/16/il-comune-di-savona-non-vuole-ricordare-giuseppina-ghersi/ dove ha avuto modo di scrivere quanto segue: “Nella ex Jugoslavia, è finita che a pagare, per gravi colpe degli occupanti, è stata la povera gente. Io sono stato a Spalato nel 1958 e nel 1962 a Fiume, ho avuto la netta impressione che ancora ci odiassero.”
Premetto che il sottoscritto è di origine fiumana e, tolti i trascorsi della mia famiglia che non intendo comunque sbandierare ma che le assicuro sono altrettanto crudi, mi limito semplicemente a far presente che dire che, se tra il ’58 e il ’62 sia a Spalato che a Fiume, non ci vedevano molto bene forse dovrebbe considerare l’ipotesi che le persone che la guardavano in cagnesco erano quelle che non avevano subito le epurazioni e che stavano dalla parte di un regime assolutamente anti-italiano che, miracolo dei miracoli, trova comunque sostenitori anche in Italia..
Detto questo continuo a non capire per quale motivo noi dobbiamo render cifre su fatti storici suffragati o quale ragione la spinga a parlare degli assodati crimini di una parte quando noi stiamo cercando di parlare di quelli dell’altra che, ribadisco, fino ad oggi sono stati tenuti nascosti. Offensivo è poi l’esergo nel quale lei ci mette sullo stesso piano della politica mussoliniana nel modo più arbitrario volendoci dare una connotazione politica che non ci appartiene.

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antonio gianetto ha detto..
il 17 aprile 2010 alle 12:57

Li avete visti i filmati che ho segnalato nel post citato? e che ho ripetuto anche qui? Sapevate che a quel popolo avevamo imposto un re, Tamislavo II ( membro della nostra famiglia reale: http://it.wikipedia.org/wiki/Aimone_di_Savoia-Aosta_(1900-1948), che, per paura, non si è mai sognato di andare a sedersi su quel trono? I riferimanto alla parte della Croazia che era stata assegnata all’ Italia dopo la prima guerra mondiale; ho conosciuto un comandante Fiumano ( di Laurana ) che odiava a morte gli Jugoslavi, e pure sua sorella che ne aveva sposato uno ed era rimasta in Jugoslavia ( in questo modo era però riuscita a salvare la casa dei genitori ); che quando si riferiva a Loro li chiamava nel Vostro dialetto, con il dispreggiatio: SCHAVI ( schiavi ) . Alla mia richiesta di spiegazioni, mi aveva detto che venivano chiamati così perché erano considerati dei barbari. Forse Lei potrà confermarmi se è vero, o se il mio comandante era un caso isolato.
Non mi sembra di averVi dato delle collocazioni politiche, anche se a dire il vero, ho notato che la foto che, a suo tempo avevato sewgnalato, su questa sventurata ragazza, l’ ho vista qui:
http://www.inilossum.it/fascismo10.html ( e non mi sembra il sito del corriere dei piccoli ).
Dove peraltro viene segnalata la strage di Manfrei. Una curiosità, visto che conoscete bene la storia, questi militari avevano combattuto assieme ai tedeschi, nostri alleati, il 24 aprile 1945 contro i partigiani?
Precedentementi ai fatti segnalati, non era accaduto lo stesso anche ai partigiani che si erano arresi e che poi sono finiti così: http://www.inilossum.com/2gue_HTML/2guerra1945-17.html
Io non posso sapere se quella bambina sia stata una spia o meno, sono genovese di Voltri e ricordo quello che successe dalle mie parti, dopo l’ insurrezione parecchie ragazze circolavano con i capelli tagliati a zero, e parecchi che erano vissuti nel terrore, denunciavano spie e fascisti ( quelli del bastone e oilio di ricino, tento per intendrci ) che avevano fatto del male. Trovo però molto strano che, ogni volta si tira fuori una storia del passato, ci viene segnalato, che chi sapeva non aveva avuto il coraggio di denunciare, perché aveva ancora paura dei partigiani rossi. Veramente degli ottimi cittadini italiani.

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mrb ha detto..
il 17 aprile 2010 alle 14:05

Non capisco cosa centri questo conteggio dei morti con il caso della bambina di Savona, e soprattutto cosa esista a fare ancora l’anpi, un associazione anacronistica che iscrive giovani partigiani per poter usufruire ancora di soldi statali, siamo nel 2010 è caduto il muro di Berlino e, purtroppo, solo da noi in Italia quando si parla della seconda guerra mondiale entra in ballo la politica, ma basta.
Era una bambina e dei delinquenti l’hanno massacrata ed uccisa ed a costo di macchiare la figura di tutta la resistenza in generale si continua ad arrampicarsi sugli specchi…….eppure non è così difficile basterebbe un………controordine compagni.

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Ragazzi del Manfrei ha detto..
il 17 aprile 2010 alle 14:53

Ve bene Giannetto, se intende risolvere una questione storica in tre post posso anche capirla del resto non credo lei sia un accademico. Fuor di polemica segnalo che vi è, qualora volesse quantomeno riconoscerlo, un negazionismo/revisionismo ideologico sul fenomeno delle Foibe che, finalmente, dopo 60 non sono più negabili (ricordo che il figlio di un amico studiava, al Liceo, Storia sul Camera-Fabietti dove le foibe erano indicate come semplici “insenature carsiche” su cui i soliti “fascisti” facevano propaganda politica..) e su cui si vorrebbe giocare sul “ciò che accadde prima” affermando l’infame equazione che, ristretta, equivale a foibe=giusta reazione. Davvero un peccato che simili “teorie” non oltrepassino un ragionare infantile per la serie “noi abbiamo fatto le foibe ma voi (nel senso di voi italiani) siete brutti e cattivi perché avete aggredito per primi la Jugoslavia”. Ad ogni modo cercherò di sfatare queste accuse infondate che vorrebbero vedere l’Italia come aggressore della Jugoslavia il 6 aprile 1941 mentre, in realtà, fu proprio il contrario.. (prima di farlo continuo a chiedermi se gli amici negazionisti delle foibe, a rigor di logica, giustifichino il fascismo che, nei fatti, nacque come “reazione” alle violenze del biennio rosso..). Deve infatti sapere che, ancor prima della fine della prima guerra mondiale, iniziava il contenzioso tra l’Italia ed il nascente regno dei Serbi-Sloveni-Croati, appoggiato dagli stessi nostri alleati anglo-franco-americani, che ebbe una prima risoluzione con il Trattato di Rapallo del 12 novembre 1920. L’Italia dunque rinunciava alla Dalmazia, eccetto che per Zara con le isole di Cherso, Lussino e Pelagosa dove la minoranza slava era inesistente, mentre per Fiume si costituì, contro il volere degli abitanti della città, lo Stato Libero di Fiume. Gruppi consistenti di slavi osteggiarono la minoranza italiana nel resto della Dalmazia, che sentendosi tradita dal governo italiano rinunciatario, iniziò un nuovo esodo verso Zara e la nostra penisola. Il 24 gennaio 1924 si ebbero gli accordi di Roma per cui lo Stato Libero di Fiume veniva spartito tra l’Italia, Fiume italiana al di qua del fiume Eneo, e la Jugoslavia, Porto Barros – Susak croato. Malgrado fosse firmato anche un patto d’amicizia continuarono gli attriti con la Jugoslavia. Gli jugoslavi arrivarono persino a scalpellare i leoni veneziani di San Marco dai monumenti e cimiteri della Dalmazia.. Fatto che suscitò scalpore nell’opinione pubblica dell’epoca e una discreta paura, come potrà ben capire, per gli italiani di quelle zone. Mussolini il 5 Giugno 1928, compresa la difficile situazione che non andava certo scemando, esprimette, in un suo discorso, la volontà e “necessità” di raggiungere ad uno status di amicizia con lo stato confinante. Fu grazie al governo Jugoslavo di Milan Stojadinovic, primo ministro e reggente della carica di ministro degli esteri, che finalmente la situazione si normalizzò a partire dal 1935 sfociando il tutto nel Trattato di Amicizia di Belgrado del 25 marzo 1937. Da questo trattato scaturirono accordi che portarono miglioramenti sotto il profilo di stampa, di pensiero e di rito delle rispettive minoranze sloveno-croate dell’interno del Goriziano e dell’Istria e minoranza italiana della Dalmazia costiera. Ad esempio, Ciano, nei suoi diari il22 giugno 1939, scriveva che aveva raccomandato la pubblicazione di alcuni giornaletti slavi (alla faccia dell’accusa di italianizzazione forzata di cui in molti si riempono la bocca). Anche la Germania corteggiò la Jugoslavia ed in un incontrò a Berlino tra Stojadinovic e Hitler quest’ultimo garantiva l’amicizia del Reich e la lealtà della minoranza tedesca al governo jugoslavo. Accadde comunque che Stojadinovic venne poi rimpiazzato da Dragisa Cvetkovic e Ciano cominciò a valutare in extrema ratio, come giusto per un ministro degli esteri, l’opzione croata di Ante Pavelic, folle assassino di cui tutti conosciamo le colpe, che sognava una Croazia indipendente e armata. La Jugoslavia, il 25 marzo 1941, completava comunque il numero delle nazioni balcaniche aderenti al Patto Tripartito divennendo di fatto alleata dell’Asse, malgrado l’opposizione anglo-francese che esercitava fortissime pressioni. Nessuna richiesta ufficiale venne fatta dall’Asse alla Jugoslavia, ma delle conversazioni segrete la Jugoslavia doveva entrare in guerra contro la Grecia, in aiuto dell’Italia, ottenendo in compenso l’agognato sbocco al Mar Egeo con l’annessione del porto di Salonicco come riporta la storiografia ufficiale tra cui De Felice. Prontamente il governo inglese riusciva ad organizzare, il giorno dopo, un colpo di stato diretto dal capo dell’aviazione militare, generale Simovic.. Il reggente Paolo veniva mandato in esilio, il capo del governo arrestato mentre Pietro (il “re fanciullo” come veniva definito a Londra) saliva al trono. Churchill il 27 marzo in un discorso proclamava: “L’Impero Britannico ed i suoi alleati faranno causa comune con la nazione jugoslava. Noi continueremo a marciare e faremo in comune tutti gli sforzi fino al raggiungimento della vitoria.” I serbi sventolavano bandiere inglesi ed attaccavano le minoranze dell’Asse mentre veniva mobilitato l’esercito in funzione antitedesca ed antitaliana come indicato dai servizi di intelligence inglese in un piano già da tempo elaborato e che trova inquietanti similitudini con fatti di politica estera dei giorni nostri. Alla Jugoslavia gli inglesi offrirono subito un premio per la sua entrata in guerra al loro fianco, sarà l’Istria, Fiume e Zara, mentre Stojadinovic, finito nelle mani degli inglesi, veniva internato. In queste condizioni la risposta dell’Asse poteva essere solamente l’invasione e la sconfitta dell’Jugoslavia. Una curiosità, tanto per dirne una: il 26 marzo 1941 gli inglesi per scagliare i serbi contro l’Asse invocarono lo spirito della famosa battaglia del Kossovo ed adesso quello stesso Kossovo lo vogliono strappare alla Serbia..
Il rovesciamento dell’alleanza fu la causa prima della sconfitta dell’Asse nella seconda guerra mondiale. Infatti un intervento jugoslavo a fianco dell’Italia avrebbe risolto prontamente il problema greco mentre la Germania avrebbe avuto il tempo a suo favore per sconfiggere l’Unione Sovietica prima dell’arrivo del “generale inverno”, inoltre non sarebbe stato necessario impiegare truppe tedesche ed italiane per controllare la Jugoslavia e quelle stesse truppe avrebbero potuto essere impiegate proficuamente in Africa ed in Russia.
Detto questo il problema di quelle zone iniziò nuovamente a manifestarsi (e dico nuovamente perché dovremmo parlare anche degli scontri che si registrarono in quelle zone già nell’800 anche se nessuno dei vari “negazionisti” s’azzarda a farlo perché vedrebbero in faccia la cornice etnico-politica di quelle zone..) per motivi di geopolitica e strategia. Il tutto fu orchestrato per motivi riguardanti lo scacchiere della seconda guerra mondiale… Altro che moti di popolo o spinte rivoluzionarie dal basso.
Per il resto noi abbiamo visto i “filmati” ma abbiamo pure letto qualche libro e, alcuni di noi, purtroppo, quelle situazioni le hanno vissute col più indegno degli epiloghi: finire deportati a Genova con i caporioni del Partito Comunista che venivano a farci visita dicendoci “traditori”. molti di noi son dovuti andare a ricrearsi una vita in Australia.. proprio dall’altra parte del mondo perché i governi dell’epoca (cosa ormai finalmente provata dallo storico Marco Pirina, di cui le raccomando i video presenti su youtube se non ha voglia di acquistarne i libri..) ci hanno venduti di comune accordo con quelli che, nel periodo della Guerra Fredda, reputavano “nemici”..
Passando poi alla sua affermazione in base alla quale lei non ci avrebbe accusati di aver collocazione politica mi scusi, ma se leggo bene, l’affermazione:” Egregi ” Ragazzi di Manfrei ” provate a darle Voi le cifre esatte di quelle poche migliaia di morti che servivano al “duce “per potersi sedere tra i vincitori al tavolo della pace!” non mi sembra molto pacifica. Infine se ci cita il sito da lei indicato, val a dire “Inilossum” (di cui apprendo oggi l’esistenza) non è tanto colpa nostra che, ribadisco per l’ennesima volta, non abbiamo mai fatto politica quanto di chi la politica l’ha sempre fatta negando questi fatti. Sarò più chiaro: secondo me c’è stato un madornale errore da parte del c.d. “arco costituzionale” nel nascondere e negare questi fatti per tutta la durata della prima repubblica: così facendo si è scelto di lasciare parte della memoria della nostra storia nazionale all’esclusivo appannaggio movimento sociale italiano.. cosa che non sarebbe assolutamente successa se uno qualsiasi avesse deciso di denunciare quei fatti pubblicamente dandone il giusto diritto di cittadinanza.
Passando ancora oltre le chiedo di formulare con maggiore chiarezza la domanda concernente i fatti del Manfrei perché temo di non averla compresa del tutto: va da sé che fino alla fine della guerra di militari della RSI abbiano combattuto insieme ai tedeschi..
Sulla sua conclusione non mi trovo perfettamente d’accordo perché se pensa realmente che si denunciassero esclusivamente “spie e fascisti ( quelli del bastone e oilio di ricino, tento per intenderci)” dimostra di non avere molto chiaro il quadro della situazione. Stando solo nel savonese (perché altrimenti non basterebbero cento volumi) ci sono stati non solo eccidi di militari ma furono sterminate intere famiglie che col fascismo non ebbero mai nulla a che fare.
In conclusione mi limito a rilevare che ad oggi l’Anpi non ha ancora risposto alla nostra richiesta ma forse non si vuole neppure parlare di questo.

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LEONIDA ha detto..
il 17 aprile 2010 alle 14:59

FATTI PERSONALI

ne abbiamo tutti e giustamente sarebbe bene
lasciarli alla valutazione degli storici….ormai gli anni ci sono

vero è che in molte città del nord certe cose si sarebbero
dovute dimenticare per ordine di una cultura imperante
e savona è stata una di queste…….leggete il pansa

e i nostri RAGAZZI SU QUESTO HANNO IMPOSTATO
LA LORO GIUSTISSIMA BATTAGLIA
…………DIAMOGLI UNA MANO LA MERITANO

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LEONIDA ha detto..
il 17 aprile 2010 alle 16:19

RAGAZZI

finalmente vedo che dai primi vostri tentativi
ora qualche piccola cosa si muove……
insistete anche le istituzioni dovranno
prendere atto degli errori…….
giustamente ci scagliano contro la chiesa………
ma guardiamo anche altro

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battaglia eugenio ha detto..
il 17 aprile 2010 alle 18:11

Visto che il signor Giannetto ci ha portato fuori tema ma in un campo estremamente interessante:relazioni italo/croate, alle chiarissime notizie fornite dai Ragazzi del Manfrei vorrei aggiungere quanto segue:
Visto che il Signore è stato in Dalmazia avrebbe potuto anche documentarsi sull’odio croato nei confronti degli Italiani. La situazione precipita dopo il 1866. L’impero Austro Ungarico riconosce l’Italia come il pericolo maggiore e decide di favorire l’elemento slavo considerato fedele all’Impero. E’ del 15 giugno 1866 che un’ordinanza limita negli uffici l’uso dell’italiano e fa obbligo ai funzionari di imparare il croato e due anni dopo il ginnasio liceo di Zara viene per decreto slavizzato. Nel governo imperial/regio si fa strada l’idea di costituire un impero trino Austriaco, Ungherese e Slavo (che erano la maggioranza), ironia della sorte il più grande sotenitore di questa idea sarà l’arciduca Francesco Ferdinando, ucciso da uno slavo nel 1814. Perciò si inizia a cercare di fare la pulizia etnica degli Italiani.
Nel 1867 vengono scatenate le prime lotte di piazze: torme di contadini slavi scatenano la lotta contro i cittadini italiani ed ai possidenti terrieri italiani vengono distrutti i poderi, le viti tagliate, gli alberi schiantati, i raccolti rubati. A Sebenico il 31 luglio 1869 la plebe, aizzata dai capi croati, assalta ed uccide 14 marinai della nave italiana MONZAMBANO. Il 15 febbraio si appicca l’incendio al Teatro Verdi di Zara.
COSI’ CONTINUO’ FINO A CHE GLI ITALIANI FURONO RIDOTTI IN MINORANZA.
Nel 1866 non vi era Fascismo e Mussolini non era ancora nato.
Quindi smettiamola di spararci nei……….
Eugenio

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battaglia eugenio ha detto..
il 17 aprile 2010 alle 18:22

In quanto alla guerra anch’io sono stato sotto i bombardamenti, andato in campagna a raccogliere erbe e radici da mangiare ma non per questo mi sono mai dimenticato di essere italiano e quando arrivarono i vincitori anche a me capitò l’americano (amico della madre di miei amici) che ci offrì la solita cioccolata, ma io la rifiutai.
Tornando a bomba, invito tutti a documentarsi con cura sulla nostra storia su tutti i possibili testi senza accettare a scatola chiusa la vulgata dei vincitori fatalmente falsata dall’assioma: chi ha vinto è il buono assoluto e chi ha perso è il male assoluto.
Ciao
Eugenio

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LEONIDA ha detto..
il 17 aprile 2010 alle 19:04

EUGENIO

c’è da condividere tutto quello che dici

permettete un inciso personale
qualche anno fa scrivevo di queste cose
con i miei dati personali……..
ricevetti una valanga di minacce telefoniche
a voi la deduzione !!!!!!!!!

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antonio gianetto ha detto..
il 17 aprile 2010 alle 22:38

Forse sarebbe stato il caso di segnalare anche l’ impresa di Fiume: http://it.wikipedia.org/wiki/Impresa_di_Fiume . Qui, comunque, non è il caso di raccontare tutta la storia di quello che è successo nell’ Istria e nella Dalmazia, dobbiamo soltanto capire, come mai, gli slavi si sono comportati in quel modo contro degli inermi cittadini italiani. Ho segnalato come considerava i Croati un mio vecchio comandante; personalmente penso che quelli che sono finiti nelle foibe hanno pagato per le atrocità commesse da Tedeschi, Italiani e ustascia croati contro quelle popolazioni. Riconosco che è stato un delitto di una atrocità inaudita. Riguardo al caso in questione sono d’ accordo anch’ io che quello che è stato fatto a quella povera ragazza è stato un atto compiuto da criminali. Mi ribello però al pensiero che per pochi delinquenti, alcuni tentino di infangare la memoria di tutti i partigiani rossi, che se non sbaglio, erano l’ 80% del totale. Anche negli USA, dopo la guerra di secessione ci furono bande di ribelli suddisti che compivano massacri, nessuno però si è mai sognato di incolpare tutti i militari dell’ esercito confederato per quelle atrocità. Voglio fare soltanto segnalazione, nel 1958 ero imbarcato sulla nave scuola M/V Giorgio Cini, tra i porti della crociera c’ era il porto di Tripoli di Libia, quando scendemmo a terra fummo accolti e salutati da una moltitudine di nostri connazionali che vivevano, e si erano arricchiti, grazie al loro lavoro, in quei territorio, col saluto fascista. Ci guardammo in faccia e ci domandammo: ma dove siamo capitati? Con noi si comportarono in modo meravglioso, ci portavano a visitare le loro fattorie nel deserto e organizzarono feste in nostro onore nella Casa Italia. Notavamo però, che trattavano con un certo disprezzo i libici. Un pomeriggio, mentre passeggiavano sul lungomare, fummo avvicinati, da una signora anziana e mal vestita, che ci chiese se poteva parlare italiano con noi, apprendendo che era italiana, restammo meravigliati e Le chiedemmo: con tutti gli Italiani che sono qui come mai sente la necessità di parlare con noi, ci rispose che aveva sposato un libico, viveva nel quartiere arabo e non era più gradita dalla comunità italiana. Non mi sono meravigliato quando nel 1970 Gheddafi li ha espulsi dicendo che erano fascisti.
Dire: Egregi ” Ragazzi di Manfrei ” provate a darle Voi le cifre esatte di quelle poche migliaia di morti che servivano al “duce “per potersi sedere tra i vincitori al tavolo della pace!”. Non ritengo di averVi dato etichette politiche, ho segnalato cifre ufficiali note, ed anche i morti nei massacri compiuti dalle bande partigiane. Personalmente ritengo che sarebbe il caso di lasciare le cose come stanno, e non andare a rimescolare le brutture del passato. Nel 1996 è stato scoperto l’ ” armadio della vergogna “, e come possiamo vedere non sono stati nascosti soltanto i massacri compiuti dai partigiani: http://unoenessuno.blogspot.com/2007/09/blu-notte-larmadio-della-vergogna.html Dobbiamo dedicare anche una giornata a ricordo di ciascuno di tutti questi bambini al disotto dei 12 anni? Nel link che ho segnalato ne risultano 348. Io ho segnalato quello che si era verificato nel mio paese, ricordo ancora oggi il ritornello che in quei giorni era sulla bocca di tutti: e di Basile vogliam le ossa per far le stanghe alla carrozza. Sono andato a controllare chi era costui, e come possiamo notare, nonostante l’ odio del popolo contro di Lui, se l’ è scampata: http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Emanuele_Basile
Riguardo ai martiri del Manfrei sicuramente erano rimasti in divisa e forse speravano di essere catturati dalle forze alleate. Per loro sfortuna non sapevano che il comando militare alleato aveva convocato i capi partigiani e li aveva informati, che se avevano dei conti da regolare lo facessero alla svelta, perché dopo avrebbero dovuto prentere in mano la situazione e non avrebbero tollerato più la violenza. Questo particolare me lo aveva raccontato mia madre che, in quel tempo, con molti altri della sua brigata, era addetta alla custodia delle armi che i partigiani consegnavano e venivano custodite nel parco di una villa cintata. Conoscendola bene, non ho motivo di dubitare della sua parola.

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Ragazzi del Manfrei ha detto..
il 18 aprile 2010 alle 13:01

Vede Giannetto, reputo che il dialogo sia sempre costruttivo, specie quando lo si affronta da parti opposte e di questo -seppure non possa assolutamente concordare con le sue posizioni- intendo ringraziarla. Dal modo in cui scrive traspare, a chiare lettere, che lei è persona cordiale che intende semplicemente portare avanti le sue idee. Dico questo in esergo perché non s’immagina quanti e quali generi d’insulti riceviamo, tutt’oggi, via e-mail per quelle che noi consideriamo battaglie di civiltà e che non intendiamo comunque mollare. Di fatto, però, proprio perché lei non mi trasmette l’idea di un estremista o di un ragazzetto esaltato (alla “Indymedia”, tanto per intenderci..) credo che il suo metro di giudizio sia estremamente ideologicizzato.. Non prenda male quanto dico ma affermare:
“personalmente penso che quelli che sono finiti nelle foibe hanno pagato per le atrocità commesse da Tedeschi, Italiani e ustascia croati contro quelle popolazioni.”
è, a mio umile avviso, un modo per giustificare una mostruosità che da un lato, non può soddisfare una qualsiasi e pacifica ricerca storica, e dall’altro non rende onore a quegli innocenti. Se non riusciamo ad avere pietà per i militari morti posso riuscire, per certi versi, a comprenderlo ma non accetto che si generalizzi e si estenda la damnatio memoriae anche a quelle centinaia di civili che, come Norma Cossetto, pagarono il solo fatto di essere italiani. Ad ogni modo leggo sempre un crescente leitmotiv di cui accennavo nel precedente post: foibe=giusta reazione. Come lei stesso dice potremmo sicuramente parlare anche dell’impresa di Fiume: in essa confluirono alcune tra le menti, e non mi vergogno d’affermarlo, più aperte e rivoluzionarie di tutta Italia. Penso solamente, tanto per divertissement, alla legislazione -prima in europa- attenta ai diritti della donna, penso ai provvedimenti sul lavoro, l’arte, la cultura che resero unica (e, soprattutto, né di “destra”, né di “sinistra”) quella esperienza e, a livello sociale, aperta quasi alla stregua dei celeberrimi Wandervogel tedeschi, precursori europei del movimento pacifista sessantottino. All’impresa di Fiume parteciparono nazionalisti, socialisti, anarchici, conservatori: ciò che ne uscì fuori fu un momento di sintesi politica unico al mondo: mentre il giovane Ettore Muti portava a termine le sue prime scorribande sulle navi italiane che transitavano al largo, in Signoria il poeta D’Annunzio declamava gli “immortali diritti della bellezza” e gruppi di lavoro composti dai sindacalisti rivoluzionari andavano a definire i principi cardine dei diritti del Cittadino.
A proposito.. vedo che cita spesso Wikipedia.. lei è a conoscenza della censura lì subita dalla nostra associazione? Sa che quella “enciclopedia libera” ha provveduto a cancellare le voci da noi redatte sulle famiglie Biamonti e Turchi di Savona e Laura di Bajardo? Che hanno provveduto ad eliminare e monitorano qualsiasi contributo alla voce Giuseppina Ghersi perché considerata “non enciclopedizzabile”? Che hanno levato lo spazio dedicato a Giuseppe Desideri e che discutono di come modificare, a loro piacimento e senza che abbiamo mai letto nulla sull’argomento, la parte dedicata a Monte Manfrei?
Già, quello stesso Monte Manfrei dove vi fu un eccidio e su cui lei si sente di dire, generalizzando ancora una volta, che accadde perché vi erano “conti da regolare”.
Sappiamo che l’ufficiale in capo di quei ragazzi, tal Giorgio Giorgi, poté tornarsene nei pressi di Genova sano e salvo con un lasciapassare partigiano, perché questo accadde?
Non è difficile arrivare a pensare che li avesse venduti.. Perciò sorge spontanea un’altra domanda: se i partigiani avevano “conti in sospeso” con quei ragazzi perché lasciar intonso proprio il comandante in capo? Proprio quello che dava gli ordini e su cui, se ve ne fossero state, sarebbero ricadute le colpe degli ordini impartiti? E poi, proprio in guerra, che dire delle leggi di guerra? Che dire di ciò che firmò il CLN in liguria col Comando Alleato e di cui si fa sfoggio, con una bella base marmorea, in piena via XX Settembre a Genova dove sta scritto, anzi inciso, a chiare lettere che, in caso di disarmo, non sarebbe accaduto nulla a chi si fosse disarmato e consegnato alle formazioni partigiane? Domande come queste sono rimaste da allora ma non hanno avuto risposta alcuna come la nostra ennesima richiesta all’Anpi che, detta in modo giovanile ma altrettanto chiara, non ci caga neppure di striscio.

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battaglia eugenio ha detto..
il 18 aprile 2010 alle 20:38

Caro Giannetto, penso che tu sia un collega, io ho finito comandando petroliere, ma da allievo ho fatto l’allievo sulla Sarurnia trasportando profughi Dalmati Istriani e Fiumani.
In quanto ai Comandanti/Ufficiali Istriani, Fiumani e Dalmati sono stati i migliori marinai che io abbia conosciuto che poi chiamassero in dialetto Sciavi gli Slavi è solo questione di forma dialettale, non cercarvi sensi strani, se no: “te digo che ti se mona”.
Non voglio affrontare la faccenda degli Italiani espulsi da Gheddafi se no non la finiamo più, ma certamente non penso che sia stato giustificato, come sembrerebbe da come scrivi, confiscare i loro bene ed espellerli perchè ti avevano fatto il saluto romano…..
Cordialmente
Eugenio

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Alguero ha detto..
il 19 aprile 2010 alle 00:33

Trovo assurdi questi commenti….
1- i morti sono tutti uguali, devono essere rispettati per ciò che hanno fatto in vita nn i base alla bandiera per la quale bandiera sono morti
2- atrocità sono state commesse da entrambi le parti(ricordiamoci dei repubblichini che a conflitto finito continuavano a battersi per aspettare l’arrivo degli americani per arrendersi e nn cadere in mano a partigiani, che avevano il vizio di trucidare i prigionieri).
3- io nn credo che una persona puo giudicare il pensiero di un’altra persona, ma solo come cerca di raggiungere l’obbiettivo.E credo che il battersi sino alla morte in un conflitto gia finito per ristabilire “ONORE D’ITALIA”(dopo che le truppe americane usavano baddogling come infinito per il verbo tradimento), sia degno cmq di rispetto, se no di più di quello che si batte per un ideale “giusto” (metto le virgolette per nn entrare in ambito politico)senza uniforme mischiandosi nella folla(nn intendo offendere i partigiani, ma è la realtà dei fatti sancito anche da una motifica post bellica al trattato di ginevra nei quali, originariamente erano inquadrati come criminali comuni e solo dopo come agenti attivi del diritto).
4- tutto questo nn c’entra un cazzo…..
una bambina è stata violentata, seviziata e poi uccisa. trattiamo i suoi assassini come eroi nazionali.BASTA, nn tutti i partigiani erano buoni e nn tutti i repubblichini erano assassini! Quei bastardi nn hanno pagato nella vita terrena i loro crimini e spero di cuore che marciscano nella gola di lucifero alla dantesca maniera. Nn possiamo piu fare giustizia, ma possiamo ancora ammettere i nostri errori….

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LEONIDA ha detto..
il 19 aprile 2010 alle 08:59

i RAGAZZI

hanno avuto modo di verificare che
nella memoria dei nostri ultimi 70 anni
s’è creato un buio che non ha ragione di essere
chiediamo solo che sia detta tutta la VERITA’

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mrb ha detto..
il 19 aprile 2010 alle 09:22

Come dice giustamente Antonio Giannetto
“Mi ribello però al pensiero che per pochi delinquenti, alcuni tentino di infangare la memoria di tutti i partigiani rossi, che se non sbaglio, erano l’ 80% del totale.”
Dovrebbe quindi appoggiare e aderire all’iniziativa dei Ragazzi del Manfrei perchè la difesa e l’oblio di episodi del genere, come è stato fino ad oggi, delle istituzioni resistenziali potrebbe far pensare ad una collusione generale, e non mi rincuora certo sapere che l’80% del totale dei resistenti erano partigiani rossi, essi non combattevano certo per la libertà ma per gli ideali e per il regime di Stalin, adesso capisco perchè sono successi certi avvenimenti…

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Barabba ha detto..
il 19 aprile 2010 alle 09:28

Dopo 65 anni l’ Anpi non ha ancora capito che tra i loro iscritti c’ erano degli assassini. Continuano a negarlo e a non chiedere riconoscimenti di innocenza per quell’ Angelo della Giuseppina Ghersi.
Si dovrebbero vergognare e riconoscere la realtà.
Se ne accorgeranno quando la vedranno in Paradiso mentre la osserveranno dal loro girone infernale nel quale saranno sicuramente relegati per tutta l’eternità.

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antonio gianetto ha detto..
il 19 aprile 2010 alle 09:33

@ Eugenio, ho conosciuto soltanto 3 istriani tutti di Fiume, solo all’ inizio della mia carriera, il comandante citato che mi trattava come un figlio ed era da me ricambiato, gli altri due, entrambi 1° uff.le, che conoscevano il comandante, con Lui si dimostravano amici, ma alle spalle non facevano che criticarlo. Anni dopo ho avuto modo di rivedere il mio vecchio comandante, e sapendo che quando era andato in un’ altra società si era rimorchiato uno degli ufficiali sopra citati, mi ha risposto che lo aveva ricambiato cercando di metterlo in cattiva luce con la società armatrice perché voleva soffiargli il posto. Per Sua fortuna l’ armatore si è liberato di quel primo ufficiale. Le posso dire che un altro mio comandante, non faceva altro che ripeterci che il suo miglior primo ufficiale era stato un certo Zucchi ( lussiniano ), diventato pilota di Venezia. Gli ultimi 24 anni della mia carriera li ho trascorsi, salvo rare eccezioni, sul costiero nazionale, quindi sono stato in buoni rapporti di amicizia con tutti i piloti dei nostri porti; con Zucchi il rapporto di amicizia era molto sentito e posso dire che Lui e tutti altri piloti lussiniani di Venezia, senza voler deprezzare gli altri, erano molto bravi.
@ Ragazzi di Manfrei, personalmente,cerco di esporre le mie idee senza volerle imporre, e prendo in considerazione, cerco di non entrare in argomenti politici e non mi sogno di offendere le persone, in questo blog, l’ ho fatto una sola volta ed ancora oggi mi pento di averlo fatto. Io non ricordo le cose che ho fatto ieri ma ho vive nella memoria avvenimenti che sono accaduti 65 anni fa.
BORSA NERA: in quei tempi era molto diffusa, ho detto che mia madre, assieme ad altri la praticava, ricordo che parlo solo per quanto rigurda il mio paese Voltri, si poteva ricorrere anche ai contadini locali, i quali avevano occultato, forse in combutta con qualche fascista, i prodotti della loro terra, che poi vendevano, ma non volevano essere pagati con la lira, ma volevano: ORO. Sicuramente ci sono persone che possono aver perso anche ricordi di famiglia e possono aver accumulato odio nei riguardi di queste persone e averne approffittato nel momento opportuno per riprendersi quanto avevano perduto con tanto di interessi.
SPIE: non erano degli 007 erano soltanto dei cittadini che denunciavano chi ritenevano poter essere nella resistenza. Ho detto che ho corso il rischio di diventarlo anch’ io per un pezzo di pane, non mi meraviglio che, anche dei bambini, potessero aver potuto fare delle denunce. La maggior parte dei negozianti del mio paese contribuivano a finanziare la resistenza con soldi e viveri, forse alcuni no, forse non denunciavano chi li aveva avvicinati, ma avrebbero potuto parlarne a casa davanti a dei bambini, ed ecco come potrebbe essere facile mandare a morte una persona. Non voglio con questo giustificare quelli che hanno trattato in quel modo quella ragazzina, e chi veniva segnalato difficilmente si salvava: http://docs.google.com/viewer?a=v&pid=sites&srcid=ZGVmYXVsdGRvbWFpbnxzZWFleHRyYW1hc3RlcnxneDo1NTc0ZTM1Njg4OTY3NDdj
( Notare il valore del sale, è incredibile per una paese immerso nell’ acqua salata ). Visto che il padre li ha denunciati alla magistratura mi auguro che abbiano avuto una giuista punizione, anche se a guarfar bene non l’ hanno avuta i peggiori responsabili del fascismo: http://archiviostorico.corriere.it/1996/dicembre/16/SALO_Storie_sommersi_salvati_co_0_96121615436.shtml
proseguo col prossimo posto altrimenti devo mettere mki tagliano per i troppi links

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antonio gianetto ha detto..
il 19 aprile 2010 alle 10:04

@ LEONIDA giusto che si debba fare chiarezza sui fatti del passato, ma non dobbiamo farla noi, nè tantomeno alcuni i giornalisti.
Un conteggio, comunque, è stato fatto, a suo tempo, dalla Direzione generale di Pubblica sicurezza, e riporta questi dati ufficiali:
“”"”"” La cifra di 1732 uccisi di parte fascista citata dal ministro Scelba è inspiegabile: nel 1952, infatti, il governo aveva già quella che è a tutt’oggi l’unica cifra dello Stato italiano sui morti di parte fascista subito dopo il 25 aprile, che però non è mai stata resa nota. Secondo un’indagine della Direzione generale di Pubblica sicurezza svolta alla fine del 1946, infatti, le persone uccise perché “politicamente compromesse” con il regime fascista sono state 8197, a cui vanno aggiunte le 1167 “prelevate e presumibilmente soppresse”, per un totale di 9364[31]. Questi dati, scrisse il capo della polizia inviandoli al ministero, vanno considerati “approssimativi, per le evidenti difficoltà che incontrano i relativi accertamenti. Dopo queste ultime indagini sono pervenute, infatti, altre segnalazioni per quanto non numerose”[32]. La portata di queste cifre si accorda con l’entità di quelle dichiarate nel 1948 al Senato da Ferruccio Parri, quando affermò che “i caduti dall’altra parte, compresi quelli caduti in combattimento, potevano assommare ad una cifra tra 10.000 e 15.000″[33], secondo le indagini da lui fatte condurre quando era al governo. ( fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Resistenza_italiana ).
Visto che hanno avuto difficoltà a trovare informazione nel passato, non sono quindi d’ accordo col modo in cui vogliano far saltare fuori la verità oggi.
@ mrb, sono d’ accordo che vadano ricordati tutti i morti, in proposito confermo a i Ragazzi di Manfrei, che opero su 2 computer e, a volte, mi passo alcuni file tra uno e l’ altro, passandone uno titolato Manfrei, l’ antivirus di yahoo, me lo ha bloccato, per farlo passare ho dovuto rinominarlo.
Vorrei fare una piccola considerazione, quando si dichiara il numero delle vittime, prima bisognerebbe fare una semplice operazione: A-B = C e magari sentire chi potrebbe essere meglio informato.
Sul caso dei Martiri di Manfrei leggete la risposta ad un articolo pubblicato qualche anno fa:
http://www.ilgiornale.it/edizione_pdf/6/08-01-2006/4/page=16223-pdf_num=252
http://www.ilgiornale.it/edizione_pdf/16/20-01-2006/4/page=17012-pdf_num=264
Con questo, da parte mia, riterrei chiudere l’ argomento!

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LEONIDA ha detto..
il 19 aprile 2010 alle 10:58

certo che non dobbiamo fare chiarezza noi
non ne abbiamo nessun titolo……
salvo i nostri ricordi e quelli dei nostri genitori
infatti ho citato il presidente della repubblica
lui li avrebbe i titoli……..
io nel 1956 studente lo avevo dall’altra parte
era rimasto ….oltre cortina

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Ragazzi del Manfrei ha detto..
il 19 aprile 2010 alle 11:36

Giannetto concordo: anche per me la si può chiudere qui. Resta comunque il fatto che un bimbo o una bimba convinti a dire delle cose con delle caramelle, per me, non sono passabili con le armi alla stregua di un militare o civile e non sono da intendersi come “spie”.. Per il resto il padre di Giuseppina li ha sì denunciati ma lorsignori ne sono usciti illesi come del resto la totalità degli assassini tra le fila partigiane grazie all’amnistia..
Per il resto ci segnali il file contenente il virus così controlliamo, non vorremmo che qualche simpatico e democraticissimo ragazzetto di Indymedia inizi a farci guerra con questi nuovi metodi.. Cordialmente

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Ragazzi del Manfrei ha detto..
il 19 aprile 2010 alle 11:48

Ps. A scanso di equivoci l’accusa di “spia” additata a Giuseppina Ghersi è saltata fuori con le dichiarazioni della signora Vanna Vaccani Artioli del 2008. Per oltre mezzo secolo non solo c’è stato il silenzio su quella morte ma è stata continuamente negata. I genitori furono detenuti nel carcere di Sant’Agostino senza alcuna accusa e rilasciati senza riceverne nessuna anzi: venne detto che a loro carico non era emerso nulla. La verità è che i Ghersi erano benestanti, ecco la colpa. Il discorso che riguarda il tema fatto a scuola da Giuseppina fu una giustificazione fatta successivamente dalla zia al sig. Stelvio Murialdo, nostro associato. Ripeto una “GIUSTIFICAZIONE”, più o meno plausibile perché quella famiglia, fino alla fine dei loro disperati giorni, non ha mai conosciuto i motivi di ciò che ha distrutto le loro vite. Chiarito questo ci fanno sorridere amaramente quelli che sostengono l’accusa di spia o che la considerano: mostrano non solo di non conoscere i fatti in questione ma di seguire i diktat imposti per giustificare un orrendo crimine su cui ciascuna persona dotata di coscienza dovrebbe semplicemente fare chiarezza scusandosi.

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antonio gianetto ha detto..
il 19 aprile 2010 alle 22:12

Il file contenente il virus era un mio PDF che avevo creato ccon i ritagli delle pagine segnalate, che non ho segnalato in quanto risultava poco leggibile. Tenete presente che se tentate di raccontare la Vostra storia su Wikipedia, potrebbero essere, non quelli di Indimedia che ve la cancellano ma quelli del Battaglione San Marco, quello che viene segnalato in risposta alla lettera pubblicata su Il Giornale, almeno, leggendo attentamente, questa è la mia impressione:

Gentile signora Cascino,
mi riferisco al suo articolo su Monte Manfrei pubblicato sul Giornale dell’8-1-2006.
Purtroppo i marò uccisi a Monte Manfrei sono morti due volte! La prima per mano di fratelli assassini, la seconda per i dissapori tra le varie organizzazioni che si contendono la memoria di Monte Manfrei.
A mio giudizio Lei, su questo delicato argomento, avrebbe dovuto sentire anche e soprattutto, l’Associazione della Divisione S. Marco a Milano che conserva gelosamente le Memorie della Divisione.
Il suo articolo ha alcune imprecisioni che è bene mettere in chiaro.
Mi riferisco in particolare al virgolettato «A Sassello era di stanza un reparto di
600 (seicento) marò ecc.».
Impossibile. Questa era la forza di un intero battaglione che presidiava un territorio ben più vasto. Acqui il 24-4-1945 non era occupata dai partigiani ma dal nostro comando di Divisione sino al 27-4 e dal nostro 3º Btg del 6º Rgt dal 27 sera al 28 mattina. Tutti i reparti che raggiunsero Valenza entro il 28-4, in armi, passarono il Po e non si dispersero.
Il 3º Btg, con aliquote del 1º Btg, raggiunsero il Po il 29-4 all’alba ed ebbero l’ordine, dal
Comandante della Divisione, di cedere le armi al Cnl di Alessandria, cosa che fecero
onorevolmente il 29 a mezzogiorno a Valmadonna.
Nessuno di questi reparti si sbandò. Le voglio anzi dire, con orgoglio, che questi reparti il
28 mattina uscirono da Acqui, perfettamente armati e inquadrati, ufficiali in testa,
cantando il loro Inno di S. Marco.
Purtroppo vi furono, per fortuna pochi reparti, condotti da meschini ufficiali, che si fidarono delle lusinghe locali di preti o partigiani che si resero prigionieri a comandi locali di partigiani.
Questi reparti subirono il martirio fratricida e furono in parte massacrati. La mag-
gior parte della Divisione si ritrovò poi prigioniera degli americani a Coltano e sopportò con coraggio ed orgoglio il duro periodo della prigionia. Queste sono le verità.
Noi, eredi dei marò vigliaccamente uccisi, chiediamo che quando si parla della S. Marco, nel bene e nel male, si raccontino i fatti come realmente avvennero e questo, ripeto, a mio giudizio, lo può meglio fare chi conosce e conserva la storia e memoria della Divisione S. Marco.
Molto cordialmente
dott. Antonino Azzarà

Come possiamo vedere il dott. Azzarà attribuisce le responsabilità, oltre che a preti e partigiani, anche a ” meschini ufficiali “.

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Ragazzi del Manfrei ha detto..
il 20 aprile 2010 alle 10:49

Giannetto, a sti punti credo mi sia impossibile riuscire a capire ciò che vuole. Se non sbaglio avevamo appena chiuso la questione ma ora cerca di ritirarci dentro tirando fuori sta sciocchezza e giocando, come credo le piaccia visti anche i messaggi precedenti, su cifre per giunta tirate fuori da altre affermazioni e non da studi personali. I casi comunque sono due: o sta prendendosi gioco di noi e delle testimonianze che portiamo avanti oppure non ha chiaro il quadro della situazione.
Prima di cominciare vorrei nuovamente specificare che la nostra associazione, a differenza della San Marco che lei cita o dell’Anpi che lei tacitamente difende, non è un gruppo reducistico e perciò non rappresenta nessuna “divisione” o “brigata”. I Ragazzi del Manfrei nascono riunendo, da un lato, parenti delle vittime e, dall’altro, ricercatori storici. Se lei avesse letto il nostro messaggio del 18 Aprile ore 13.00 (che può trovare poco sopra) avrebbe visto che, nel rispondere alla sua accusa campata in aria in base alla quale l’eccidio del Manfrei sarebbe corrisposto ad una reazione partigiana per chissà quali “conti in sospeso” la cosa non avrebbe retto, se non altro, su un piano logico in quanto i partigiani diedero un bel lasciapassare al Ten. Giorgio Giorgi (ufficiale in comando di quei ragazzi) per farlo tornare a Genova, incolume. Noi argomentavamo proprio così:

–Sappiamo che l’ufficiale in capo di quei ragazzi, tal Giorgio Giorgi, poté tornarsene nei pressi di Genova sano e salvo con un lasciapassare partigiano, perché questo accadde?
Non è difficile arrivare a pensare che li avesse venduti.. Perciò sorge spontanea un’altra domanda: se i partigiani avevano “conti in sospeso” con quei ragazzi perché lasciar intonso proprio il comandante in capo? Proprio quello che dava gli ordini e su cui, se ve ne fossero state, sarebbero ricadute le colpe degli ordini impartiti? E poi, proprio in guerra, che dire delle leggi di guerra? Che dire di ciò che firmò il CLN in liguria col Comando Alleato e di cui si fa sfoggio, con una bella base marmorea, in piena via XX Settembre a Genova dove sta scritto, anzi inciso, a chiare lettere che, in caso di disarmo, non sarebbe accaduto nulla a chi si fosse disarmato e consegnato alle formazioni partigiane? Domande come queste sono rimaste da allora ma non hanno avuto risposta alcuna come la nostra ennesima richiesta all’Anpi che, detta in modo giovanile ma altrettanto chiara, non ci caga neppure di striscio.–

Naturalmente lei si è ben visto dal rispondere a quanto abbiamo scritto e, dopo aver tirato fuori di tutto (cifre a casaccio, ragioni di ordine personale, le foibe, riobò e biancaneve..) ha prima mostrato buon viso a cattivo gioco dicendo che per lei il discorso poteva pacificamente concludersi e poi è ritornato a bomba su un argomento che, vogliamo nuovamente sottolinearlo, non centra nulla né con Giuseppina Ghersi (al cui riguardo, vorremo ricordare, lei ha affermato che sarebbe comunque potuta essere una spia..) né tanto meno con l’Anpi che non ci ha degnato di una risposta (ecco, tanto per dirne una, questo sarebbe l’argomento ma lei si vede ben bene dall’affrontarlo..).
Ad ogni modo non abbiamo nulla da nascondere e la ringraziamo per questo suo ulteriore messaggio che ci da la possibilità di fare chiarezza sul modo strumentale con cui Wikipedia, l’enciclopedia “libera” (sic!), ci ha trattati. Come le abbiamo già accennato su Wikipedia abbiamo redatto diverse voci tra cui quella di Monte Manfrei, che, purtroppo per lei e per quanto va dicendo, è l’unica voce che si sono scordati di cancellarci, eccola qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Monte_Manfrei
La questione riguardava piuttosto le voci create sulla Famiglia Laura di Bajardo, sulle Famiglie Biamonti e Turchi di Savona e, naturalmente, molte altre tra cui Giuseppina Ghersi.
Nella fattispecie la voce di Giuseppina Ghersi è stata cancellata circa 8 volte (abbiamo tutta la documentazione al riguardo se non dovesse crederci) perché ritenuta NON “ENCICLOPEDIZZABILE”! Gli amministratori del sito in questione hanno prima detto che mancava una biografia.. quando abbiamo inserito la biografia hanno detto che la voce non era neutrale (loro, che dell’argomento, fino a quel momento non sapevano nulla!).. poi che era tautologica fino a dire che la voce non era importante e che non meritava uno spazio sulla enciclopedia. Tutto questo non le puzza un po’? Beh a noi è puzzata parecchio la questione se non altro perché Wikipedia ha ritenuto “enciclopedizzabili” voci quali:
Pietro Taricone nonché tutti i partecipanti di tutte le edizioni dei reality con elenchi e approfondimenti, le caccole del naso, Germano Mosconi, il Gabibbo (con tanto di citazione: « Ciao, besughi! »), le scorregge (con esplicazione del “Meccanismo d’azione” della flatulenza), l’espressione dialettale “Pirla”, il celeberrimo attore Maccio Capatonda, Pippo, l’inseparabile amico di Topolino, Spongebob, il beniamino dei bimbi americani, l’ormai decrepito metallaro Pino Scotto, i famigerati Ufo, i Puffi con particolareggiate disamine, Gli Emo, e l’interessante nascita ed eterogenesi del loro movimento, i Barbapapà e le loro avventure, la musica Techno e le sue varie correnti, l’artista di strada Piripicchio, Ciccio dell’Oca, personaggio minore della Disney e molti altri ancora, loro sì, assolutamente “enciclopedicizzabili” e degni di memoria.
Giuseppina Ghersi -rapita, struprata, percossa davanti agli occhi impotenti dei genitori e infine ammazzata e lasciata su un cumulo di cadaveri al di fuori di un cimitero- invece no.
“Essere uccisa non dà automaticamente patente di enciclopedicità”, ecco il verbo di chi non ha nulla contro la voce dedicata a Gianni e Pinotto ) e si può permettere il lusso di dare patenti di “enciclopedicizzazione”. Quindi mi scusi Giannetto, ma di cosa stiamo parlando?

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antonio gianetto ha detto..
il 20 aprile 2010 alle 14:11

Egregi Signori io mi sono soltanto limitato a segnalare, in risposta a Vostre queste parole: “”"Per il resto ci segnali il file contenente il virus così controlliamo, non vorremmo che qualche simpatico e democraticissimo ragazzetto di Indymedia inizi a farci guerra con questi nuovi metodi.”"”" una risposta trovata su Il Giornale, ad un articolo che parlava della strage del Manfrei; se ritenete che chi ha fatto quelle osservazioni, non ha detto il vero, prendentevela con Lui.

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Ragazzi del Manfrei ha detto..
il 21 aprile 2010 alle 15:35

La ringraziamo per l’”egregi”, del resto deriva proprio da ex grege.. fuori dal gregge.
Per il resto la salutiamo.

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LEONIDA ha detto..
il 21 aprile 2010 alle 17:43

RAGAZZI

perfetto

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LEONIDA ha detto..
il 21 aprile 2010 alle 18:24

RAGAZZI

non ci sono muri incrollabili
in provincia di savona già sono
diventati minoranza e i loro capi
non sono più votati

ci dobbiamo battere assieme per le comunali
è lì che potremmo arrivare a quello che tanto
giustamente desiderate..e desideriamo….a presto

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unbe ha detto..
il 21 aprile 2010 alle 21:37

Ma desiderate/desideriamo CHI??? Ma non doveva essere un’associazione apartitica questa dei ragazzi del manfrei? L’avevano detto loro… non vorrei che adesso si venisse a scoprire che è una bella associazione di destra e di nostalgici… Si attendono smentite.

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sampei29 ha detto..
il 22 aprile 2010 alle 08:25

o leonida non ha capito niente, e non me ne stupirei, o l’associazione Ragazzi del Manfrei è legata alla politica, a differenza di quanto detto fino ad oggi!

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LEONIDA ha detto..
il 22 aprile 2010 alle 08:54

quello che io desidero
è solo una scrittura corretta della storia
e il consiglio comunale di savona può fare molto
……………
in questi dibattiti mi sembra di essermi trovato
in sintonia con I RAGAZZI

ieri sera a porta a porta qualche altro mattone è caduto

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Ragazzi del Manfrei ha detto..
il 22 aprile 2010 alle 10:34

Per Leonida: ci dispiace ma noi non facciamo politica e non pensiamo che il mondo si cambi con delle elezioni comunali.
Per Unbe e Sampei29: è inutile che smentiamo una questione che non ci appartiene. La nostra attività è sotto la luce del sole. Unbe, nella fattispecie, ci fa sorridere: per quale motivo dovremmo essere nostalgici e di destra?
A proposito, vorremmo ancora cogliere l’occasione per ricordare che l’Anpi non ci ha ancora risposto. Ps. Non ricordo bene quale sia ma in Italia c’è un’associazione reducistica che, grazie ad una finanziaria del Governo Berlusconi, ha preso una bella milionata di euro con cui organizza giornate politiche contro il governo stesso.. Sapreste mica dirmi come si chiama quella associazione?

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LEONIDA ha detto..
il 22 aprile 2010 alle 14:47

CHE VOI VOGLIATE CAMBIARE
IL MONDO NON L’AVEVO CAPITO

pertanto amici come prima ma su strade
ben diverse

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sampei29 ha detto..
il 22 aprile 2010 alle 15:25

Cari Ragazzi del Manfrei,
non è che un’associazione che riceve sovvenzioni statali debba per forza fare campagna elettorale per il governo altrimenti non sarebbero aiuti ma ricatto!
Avete mai sentito parlare di democrazia?

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Ragazzi del Manfrei ha detto..
il 22 aprile 2010 alle 15:45

Oggi il Secolo XIX ha dedicato un’intera pagina ad alcune polemiche riguardanti il 25 Aprile. Nella fattispecie l’Anpi contesta Vaccarezza che, in veste di Sindaco di Loano, ha deciso l’anticipazione delle manifestazioni pubbliche al 24 Aprile e il Comune di Carcare per la mancata possibilità d’inserire il saluto del Presidente della sede locale nel programma della manifestazione. Vorremmo limitarci a far presente che il giorno 14 Aprile la nostra associazione ha inviato all’Anpi una lettera aperta nella quale si chiedeva, da un lato, una collaborazione in termini di attività e, dall’altro, ricorrendone il 65esimo anniversario, la richiesta di ricordare Giuseppina Ghersi. La prima ed unica volta che l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia si pronunciò sul caso della piccola Giuseppina fu nel 2008 allorquando l’ex Segretaria Provinciale, Sig.ra Vanna Vaccani Artioli, dichiarò su La Stampa che si trattava di una “spia” normalmente giustiziata mediante esecuzione. Per il resto nulla di più. Non entreremo nel merito delle vicende e non coglieremo l’occasione per attaccare l’Anpi anzi, a differenza di altri, ci sforziamo nel non reputarla alla stregua di un’organizzazione politicizzata. Sicuramente avremmo gradito che ci pervenisse una risposta, quantomeno privata, perché il silenzio potrebbe far pensare ad un imbarazzo che, se fosse, potremmo sicuramente comprendere. Francamente non possiamo che sottoscrivere le parole di Umberto Scardaoni, Presidente dell’Istituto Storico della Resistenza, che ha parlato di “certe forme celebrative esagerate” e di “forme retoriche che vanno ridimensionate” ma crediamo che alle parole debbano seguire i fatti. Negli Stati Uniti d’America, quando si tratta l’argomento della Guerra Civile, vengono mostrati i crimini commessi da ambedue le parti. Ogni nazione realmente matura non cerca di nascondere sotto il tappeto le parti più incresciose della propria storia e questo per consegnare alle future generazioni un quadro storico reale e non ideologizzato. Reputiamo ipocrita chiamare in causa i valori della Costituzione o i principi della Libertà quando questi vengono negati da oltre mezzo secolo ad una bambina massacrata senza alcun motivo. La nostra associazione resterà sempre aperta al dialogo e al confronto portando avanti le testimonianze di ciò che realmente vissero i savonesi in quel terribile periodo. Sono questioni che non possono più essere taciute e che attendono ancora giustizia.
Ora e sempre pacificazione nazionale!

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Ragazzi del Manfrei ha detto..
il 22 aprile 2010 alle 15:46

Sampei29.. Ma è davvero necessario usurpare di continuo il termine democrazia?

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sampei29 ha detto..
il 22 aprile 2010 alle 16:09

Se qualcuno pensa che chi riceve soldi dallo stato debba farlo a costo della sottomissione al governo, credo non sia fuori luogo citare la democrazia.

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Ragazzi del Manfrei ha detto..
il 22 aprile 2010 alle 20:21

Il problema è che qualcuno potrebbe pensare che chi prende soldi dallo stato debba effettuare dei servizi e non foraggiare le proprie battaglie politiche a spesa della collettività.

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sampei29 ha detto..
il 23 aprile 2010 alle 08:10

perchè, i partiti ad esempio non hanno sovvenzioni statali?

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mrb ha detto..
il 23 aprile 2010 alle 08:33

Come succede sempre in casi come questo il discorso viene sviato sulla politica, si stava parlando di una bambina arrestata, torturata e violentata da dei delinquenti, che solo perchè facenti parte della resistenza non sono stati perseguiti, si chiedeva una lapide in ricordo, un ricordo che è stato negato dalla fine della guerra ad ora e non capisco perchè l’anpi cerchi di giustificare ad ogni costo anche azioni come questa che con la liberazione dell’Italia mi sembra che abbiano ben poco da spartire rischiando così di macchiarsi l’immagine che con gli anni sembra sempre più di bolscevica memoria.
Un’altra cosa non capisco dai messaggi precedenti il fatto che qualcuno si erga a dare patenti di democrazia o meno e, non è il caso dei ragazzi del manfrei a quanto ho capito, ma se anche fosse un organo politico di destra a fare delle richieste non entrerebbe in ogni caso nel discorso democratico? Non cadiamo ancora in questo errore perchè le tante manifestazioni dell’anpi con corteo di bandiere dell’ex-ussr non mi sembravano inneggianti a principi democratici.

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sampei29 ha detto..
il 23 aprile 2010 alle 09:07

se l’anpi fa politica sbaglia
se contesta il governo su singoli episodi è suo diritto innegabile
x mrb
a buttarla sulla politica sono stati Leonida e i Ragazzi del Manfrei come si può leggere dai commenti allegati

RAGAZZI
non ci sono muri incrollabili
in provincia di savona già sono
diventati minoranza e i loro capi
non sono più votati
ci dobbiamo battere assieme per le comunali
è lì che potremmo arrivare a quello che tanto
giustamente desiderate..e desideriamo….a presto

Non ricordo bene quale sia ma in Italia c’è un’associazione reducistica che, grazie ad una finanziaria del Governo Berlusconi, ha preso una bella milionata di euro con cui organizza giornate politiche contro il governo stesso.. Sapreste mica dirmi come si chiama quella associazione?

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Capitan Harlock ha detto..
il 23 aprile 2010 alle 12:28

Ma come sono polemici sti ragazzi del Manfrei…o meglio ragazzi dell’asilo… Non cavalcate vicende storiche per farvi pubblicità! 56 commenti e al 90% loro…Basta per cortesia, fate la Vs lotta, lecita e rispettosa, ma non dilagate in polemiche sterili o di bassa politica…
Vi dichiarate apolitici e lanciate messaggi politici!
Parlate di dialoghi chiesti e non aperti ed attaccate chi non la pensa come Voi!

Un pò di coerenza Nooo?

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Ragazzi del Manfrei ha detto..
il 23 aprile 2010 alle 13:10

Non scadiamo nella commedia. Harlock noi non intendiamo farci nessuna pubblicità: semplicemente rispondiamo a tutti.. se per lei questo significa fare polemica significa che a lei piacciono gli ambienti da caserma dove uno parla e gli altri stanno zitti.
Per quanto riguarda sampei29 non so dove veda messaggi politici.. anzi, ci sembra di essere stati abbastanza chiari con Leonida e le sue posizioni. Per il resto ci siamo limitati a dire che la nostra associazione non percepisce fondi dallo stato a differenza di altre, è forse un crimine?
L’Anpi, come abbiamo dichiarato, non è per noi un organo politico. Certo è che se qualcuno pone delle critiche queste non sono campate del tutto in aria perché a volte da proprio l’impressione che lo sia. E’ vero, ciascuno può organizzare giornate contro il governo, anche il club amici della pesca, però, in quel momento è una questione che riguarda i privati cittadini e non le attività dell’associazione. Ad ogni modo siamo concordi con mrb: fate di tutto voi per buttarla sulla polemica perché affrontare questo discorso vi da fastidio. Nei vostri numerosi messaggi non avete neppure sfiorato il fatto che l’Anpi non ci abbia risposto o della memoria di Giuseppina Ghersi. Se avete la coscienza apposto a noi basta questo.

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Ragazzi del Manfrei ha detto..
il 23 aprile 2010 alle 13:19

Ps. Rispondo alla domanda precedente di sampei, perché, l’Anpi è forse un partito politico?!

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emulman ha detto..
il 23 aprile 2010 alle 13:37

@Capitan Harlock

se solo tu sapessi quel che è successo alla fine della guerra, cambieresti rapidamente idea…noi vorremmo solo che venga ricordato un fatto di cui si vuole cancellare la memoria, siete sempre voi a voler cancellare quello che non vi fa piacere! è da parte della sinistra che c’è una vera e propria censura su tanti fatti scomodi, ma come si fa a non ricordare una bambina uccisa deliberatamente proprio non lo so..si lo so che da fastidio, ma qualcuno deve pur avere il coraggio di dirlo, non come qualcuno che tenta di nascondersi dietro BELLA CIAO!

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sampei29 ha detto..
il 23 aprile 2010 alle 13:40

infatti ho detto che se fa politica sbaglia e non condivido la presenza di bandiere politiche a manifestazioni sulla liberazione
ma se si limita a criticare scelte del governo che influenzano la sua attività, credo che questo non possa essergli precluso solo perchè ha accesso a sovvenzioni statali.

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Capitan Harlock ha detto..
il 23 aprile 2010 alle 15:27

Caro emulmen,
lo so benissimo cosa è successo alla fine della guerra, ho 72 anni, non ho partecipato a quella guerra perchè nel ’43 avevo solo 5 anni…Più volte mi sono chiesto da che parte sarei stato, ma non sono mai riuscito a darmi una risposta…Ho sempre condannato i crimini di quegli anni commessi da ambe due le parti, con l’impunibilità per la parte rossa….
In merito alla parola “guerra”, ci tengo a precisare: sono stato sotto le armi come ufficiale dal 1958 e la mia ultima missione nel 1999 è stata la crisi di Timor Est, creda che la guerra la conosco bene…Nella guerra fredda siamo stati dislocati in difesa di piattaforme petrolifere che erano bombe ad orologeria…Tutto questo mentre lei era a casa al calduccio, tanto c’era chi difendeva la democrazia…

Cordialmente…

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Ragazzi del Manfrei ha detto..
il 23 aprile 2010 alle 15:58

L’avevo detto che le piacevano gli ambienti da caserma..

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LEONIDA ha detto..
il 23 aprile 2010 alle 16:41

questa gente non riesce

a confrortarsi e pensa di essere tra pivelli
nel 1956 -fatti di ungheria-io facevo prima superiore
quando sapemmo quello che stava succedendo
scioperammo -cosa terribilmente provocatoria per qui tempi
in piazza mameli a savona rischiammo le botte dei portuali
il nostro attuale presidente della repubblica era dall’altra parte
e mise anche delle firme……questa è storia che non va minimizzata
io ho saputo benissimo da che parte stare

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Bruno Pirastu ha detto..
il 24 aprile 2010 alle 00:12

Scusate. Dell’invasione dell’Ungheria ho altri ricordi. Sò di una persona che visse la Resistenza, finì anche al Priamar ( a rischio di essere fucilato ), che persona di collegamento si faceva di notte e a piedi da Savona in Val Bormida, che come militare era imbarcato e che anche lì rischiò alla grande ( la nave fù affondata ). Di Sinistra, e non gregario, alla fine della guerra tornò all’Italsider e il giorno stesso dell’invasione andò, penso dal capoccione del PCI di allora e stracciò la tessera.

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Bruno Pirastu ha detto..
il 24 aprile 2010 alle 08:41

Chiedo scusa ,ma ,rileggendomi, vedo che manca un pezzo. Stracciò la Tessera ma continuò a pensare che la Libertà è una delle cose più importanti e che se il caso và difesa così come fu fatto. Di quei giorni ne parlava malvolentieri perchè a nessuno piace vedere uccidersi anche tra parenti. c’erano cose che si sapevano ma non si potevano dire, questo da una parte e dall’altra, di ex RSI diventati Partigiani , dopo il 25 Aprile e di “partigiani” che bivaccano nel palazzo dei Pavoni, sede della TOD. Per questo non comprendo quando si usa il termine “SINISTRI” quasi come se il mondo fosse a Bianco/Nero …. che squallore. Scusate di nuovo.

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LEONIDA ha detto..
il 24 aprile 2010 alle 08:42

BRUNO

certo perfetto,peccato che furono in pochi
a stracciare……….comunque il discorso è sempre
lo stesso dopo 70 anni occorre una storia completa
e non fatta di parti

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Bruno Pirastu ha detto..
il 24 aprile 2010 alle 09:30

@Leonida Personalmente penso che non esista una sola ,unica ,vera STORIA.

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LEONIDA ha detto..
il 24 aprile 2010 alle 09:58

certo bruno
pero’ si puo tendere a raggiungere
qualcosa di più condiviso senza nessun
revisionismo…..
anche arrivare ad un unica manifestazione
che ricordi tutti i nostri martiri e patrioti
e con un unica bandiera IL TRICOLORE

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Ragazzi del Manfrei ha detto..
il 24 aprile 2010 alle 12:08

Sono perfettamente d’accordo con Bruno.

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Bruno Pirastu ha detto..
il 24 aprile 2010 alle 18:42

@Leonida Concordo, il Tricolore , elemento di unione per e tra tutti gli Italiani.

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Ragazzi del Manfrei ha detto..
il 13 giugno 2010 alle 13:23

Il video del nostro corteo di ieri, Sabato 12 Giugno, in ricordo di Giuseppina Ghersi (da Piazza Giulio II a Piazza Sisto IV passando per Corso Italia)
http://www.youtube.com/watch?v=AzMU_hawFy4

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