Comitato “antiparco” del Finalese: critiche da Rifondazione Comunista
Finale L. Si è svolta ieri sera la riunione del Comitato “antiparco” di Finale Ligure, a cui hanno preso parte anche coloro che si battono da tempo per l’istituzione di un’area protetta nell’entroterra finalese, tra cui esponenti di Rifondazione Comunista e dei Verdi.
Proprio dai gruppi politici favorevoli alla nascita del parco del Finalese sono arrivate critiche sulla presunta “apoliticità” del Comitato contrario: “La presidenza è stata affidata all’assessore Fugardo, che ci risulta essere membro della Lega Nord, e che come ‘esperto dei parchi’ è stato chiamato il signor Bruzzone, altro ‘apartitico’ membro della Lega” afferma in una nota Gianluca Paciucci di Rifondazione Comunista, che insiste sulla proposta lanciata dall’assessore regionale Franco Zunino di lasciare la gestione del parco non ad un’ente, bensì ad un Consorzio di Comuni.
“Il partito della Rifondazione Comunista crede che il Parco sia una buona soluzione per lo sviluppo di una cittadina e di un entroterra destinati, dall’incuria della maggioranza in Comune e dalle rigide dottrine del liberismo, a un declino rapido. Ci batteremo perchè si vada a una soluzione alta e condivisa. In altre parti d’Italia (Val Susa, etc.), Lega e alleati non esitano a mandare le forze dell’ordine contro chi difende il territorio. In Liguria questo non è accaduto e non accadrà, sperando di poter superare questa situazione di empasse e si proceda con l’istituzione del Parco” conclude la nota del Prc.
14 commenti a “Comitato “antiparco” del Finalese: critiche da Rifondazione Comunista”
MI SEMBRA GIUSTO
facciamo il parco di sette pini,
otto eriche e qualche roccia
siete sempre e solo dei demagoghi
@Leonida: Giustamente ognuno può avere il suo punto di vista. Può essere favorevole al parco o meno. Ma, per favore, se vogliamo esprimere un parere almeno facciamolo con cognizione di causa. Definire il Finalese “7 pini, 8 eriche e qualche roccia” è come dire che la Cappella Sistina è “qualche macchia di colore su un muro” (Perdonate il paragone irriverente, solo per enfatizzare il concetto)
Qualcuno mi spiega perchè i Finalesi sono contro il parco?
Vedo solo lati positivi:
1. Incrementerebbe il turismo (in particolare nei periodi “morti” e nell’entroterra)
2. Scongiurerebbe o quantomeno ridurrebbe episodi abusivismo o speculazione edilizia del territorio
3. maggiori risorse (..immagino) nella prevenzione e nella lotta contro gli incendi
4. farebbe conoscere meglio questa splendido territorio
Per favore spiegatemi perchè non capisco (o forse semplicemente sono poco informato).
Grazie
Direi che il Parco ce lo siamo giocato.
Io faccio parte di quelli che ritengono che sarebbe stata un’occasione, ma non sono nè verde nè rossa nè niente.
Vero è che il Comune dovrebbe prima fare interventi più urgenti nell’entroterra, ma tanto non li fa lo stesso. Non li fa alle Manie e tanto meno si cura dell’altro entroterra, quello disabitato degli altri altipiani finalesi. Il Comune non è capace di occuparsi degli ambiti naturalistici in quanto tali, e prima o poi con un territorio così trascurato i turisti andranno altrove, primi gli stranieri. Provo una certa invidia per il Beigua, territorio meno bello del nostro, ma che si tiene curato e quindi sembra più bello.
“PADRONI A CASA NOSTRA” recita lo slogan del neonato comitato: non fa una piega, specialmente se si fa credere alla gente che certe imposizioni siano legate, ad esempio, al SIC… Ma continuiamo a farci mettere i bastoni tra le ruote dalle Soprintendenze, che ci bloccano i lavori di ristrutturazione per decenni, quelle sì che non ci lasciano spostare una pietra da qui a lì, quelli sì che fanno i padroni a casa nostra, mentre l’Ente Parco è un ente territoriale.
Per capire cosa si può fare o non si può fare in un Parco, magari andiamoci a leggere un Piano di Parco, che ne regola le attività, visitiamo altri parchi, magari Portovenere, che ha caratteristiche analoghe alle nostre… non stiamo a sentire i “riassunti” che fa una parte politica o l’altra, che non fanno altro che confonderci. In effetti ci vorrebbe del tempo, che forse non abbiamo, è vero: i politici contano su questo fatto…
Se ci siamo giocati il Parco, questo è frutto anche di una politica regionale poco furba, che ha mirato al Parco a tutti i costi, scendendo a compromessi sulla qualità, un Parco grande, con dentro tutto, mentre forse si doveva dimostrare la buona gestione di un Parco piccolo, che scuoteva meno interessi, che avrebbe funzionato; poi, forse, altri territori avrebbero chiesto di entrarci, come accade attorno al Beigua.
La perdita del Parco è la giusta punizione per aver tentato di fare le cose di nascosto, coinvolgendo ALCUNI soggetti privati, facendo cene… allora anche chi crede nel Parco come me poi si arrabbia!
Penso che se il Parco non si farà mai non è colpa degli abitanti delle Manie o dei cacciatori, facciamo un esame di coscienza…
credo che i parchi non si possano inventare
la regione piemonte,la lombardia ,il trentino
hanno vere zone parco e leggi meravigliose
che li governano
dove volete fare voi il parco
è una zona fortemente antropizzata e con essenze
alloctne …….
zone infestate dal pino nero usato nei rimboschimenti
di 150 anni fa………..
quindi c’è solo da proteggere nei puc questi territori
Non ho parlato di parchi inventati, l’identificazione di aree di reperimento di Parchi si basa sui valori naturalistici e culturali in esse presenti.
Sono d’accordo che dal territorio dei parchi andrebbero possibilmentee escluse le aree antropizzate. Non mi risulta che l’antica proposta di parco comprendesse aree “fortemente” antropizzate ma è pur vero che comprendeva aree ad antropizzazione diffusa come le Manie che a senso andrebbero escluse.
Mi dispiace che il nostro bel territorio non ti piaccia (così pare): forse vai nei posti sbagliati, o non guardi bene intorno. Prova ad andare a Perti, alle rovine del castrum, a camporotondo… non mi sembra che sia tutto così pieno di essenze alloctone; soprattutto non di pino nero, forse ti riferisci ai pini marittimi di Capo Noli e le Manie (puoi osservare veri pini neri x farti un’idea dalla Ca’ del Din verso il bric Gettina); mi sembra che ci siano ottimi esempi di vegetazione mediterranea compreso qualche lembo di lecceta localmente ben sviluppato; presenza di specie vegetali rare, endemiche, etc… la proposta di Parco ha un perchè!
Comunque leggendo il PUC di Finale possiamo accorgerci che, nonstante sia uno strumento recente, identifica degli “ambiti naturalistici” ma poi non se ne occupa affatto. Così abbiamo solo il giogo dei vincoli paesaggistici, ben più pesante di quello del Parco… chiedi a qualcuno che vuole ristrutturare sull’altopiano delle Manie: si capisce perchè sono esasperati…
non hai visto il pino nero ?
pieno di malanni perchè non è il suo territorio
un pino portato dai monti austriaci
è …..una miccia terribile per gli incendi
certo come tu dici ci sono le emergenze
importantissime archeologico-storiche
ma a mio modo di vedere non sono di una entità
tale da giustificare una gestione parco
Credo che Fra Mag abbia descritto abbastanza bene il territorio e le sue peculiarità, voglio solo rimarcare che si può valutare una perimetrazione in zone dove l’impatto antropico si percepisce solo in mezzo alla lecceta di ritorno, la quale ha nuovamente invaso gli antichi terrazzamenti, questi si testimoni di una antica vita passata, unitamente alle grotte, sovente riutilizzate in epoca medioevale, alle antiche opere di canalizzazione delle acque e via dicendo. Stiamo parlando di un territorio ancora abbastanza integro, con una biodiversità notevole e anche con qualche errore gestionale (rimboschimenti errati) che, forse, una conduzione diversa (leggi parco) avrebbe evitato.
Ritengo che si potrebbe istituire un Parco che accontenterebbe la maggior parte delle persone (non tutti, questo è impossibile) senza raccontarci che diventerebbe un carrozzone o un luogo di riposo per i trombati politici o ancora un ulteriore vincolo che porterà via soldi pubblici e altre amenità di questo genere
Discorso un po’ diverso per quanto riguarda la caccia visto che alcune porzioni di territorio sarebbero interdette all’attività venatoria ma senza eccessivi egoismi si potrebbe arrivare a un compromesso accettabile.
conosco abbastanza il territorio
ho fatto lo speleleologo 50 anni fa
ho collaborato per anni ad accatastare
grotte,antri e anfratti,a fare ricerche e studi
sul carsismo finalese……conosco come le mie tasche
vecchie fasce,arme,tecci,ecc
quindi lasciatemi dire anche la mia
con i pochi soldi salviamo le emergenze che stanno rovinando
Al di là degli interessi politici, dei cacciatori o dei proprietari dei terreni, vorrei far notare che se le motivazioni per dare vita ad un parco sono quelle finora espresse nelle varie riunioni o discussioni soprastanti a mio avviso non giustificano affatto un tale investimento.
Vogliamo presevare e valorizzare le nostre bellezze paesaggistiche?Cominciamo curando i sentieri le segnaletiche, imponendo ai proprietari di tenere puliti i loro terreni e il sottobosco e incentivando chi già lo fa.
Una ventina di anni fa c’era un progetto “sentieri parlanti” nel quale si affidava a ogni classe delle scuole elementari e medie di Finale la “gestione” di un sentierio o di un tratto di esso, coadiuvati da un adulto, con il compito di tenerlo pulito dalle erbacce, segnare le tipologie di flora presenti ecc, consentendo agli alunni di imparare e divertirsi, progetto funzionale ovviamente naufragato poco tempo dopo.
Abbiamo avuto enormi problemi negli anni non sapendo come impiegare il personale cassaintegrato o peggio licenziato della Piaggio, qual miglior modo se non utilizzarlo in affiancamento a enti forestali per il rimboschimento delle zone incendiate (possibilmente non di nuovo con pini o alberi resinosi…) e per la cura delle bellezze paesaggistiche?
No si preferisce creare enti consorzi burocrazie dove si può mangiare a piacimento e aprire centri di costo enormi con banali scuse, complicando la vita anche ai proprietari dei terreni che solo per fare una recinzione devono chiedere permessi a decine di enti e persone spendendo una marea di soldi.
Invece di pensare al parco fatevi un pò un giro tra le vcarie bellezze di Finale, due su tutte Castel Gavone e Chiesa dei 5 Campanili e date un’occhiata in che stato di abbandono versano, l’uno con lavori eterni di cui non se ne vede la fine, l’altra appena ristrutturata, circondata da erbacce sporcizia, alberi secchi che rischiano di cadervi sopra, e poi pensiamo al parco???
Pensiamo a valorizzare le cose per cui sono già stati spesi tanti soldi invece di cercare modi per spenderne altri!!!
La gestione della rete senti eristica finalese è quasi sempre stata gestita da volontari, appartenenti perlopiù ad associazioni come il CAI, la FIE, tanto per citare le principali, e anche, se con finalità diverse, dalle Associazioni dei cacciatori. Oggi i volontari si sono ridotti considerevolmente di numero e riescono a fare ben poco rispetto a quanto necessario. Quindi è gioco forza coinvolgere altri soggetti, generalmente Cooperative, ai quali rivolgersi. Queste ultime non lavorano sul terreno per hobby ma per un giusto compenso, quindi finiti i finanziamenti finita la manutenzione dei sentieri.
A onor del vero, ultimamente si vede, sovente, anche personale delle associazioni di MTB che sistema i percorsi ma qui si dovrebbe aprire un capitolo a parte e non è questo il forum.
Per riallacciarmi all’esempio dei “sentieri parlanti”, come detto di 20 anni fa, val e lo stesso discorso di cui sopra. C’è stato interesse e ci sono stati fondi disponibili, terminati entrambi terminati i “sentieri parlanti”.
Un sistema per ottenere finanziamenti, dedicati specificatamente ad attività di protezione e manutenzione del territorio e magari con personale che sappia che tipo di alberi piantare in un determinato contesto, è anche la creazione di un’area protetta, il tanto vituperato Parco, che permetterebbe di realizzare quanto sopra, non certo per “mangiarci a piacimento” come si sente ripetere come un mantra da chiunque avversi l’ipotesi parco.
Chiudo con una annotazione personale: conosco il Finalese piuttosto bene, anche nei suoi angoli più nascosti.
Per “remo”, sono d’accordo con il tuo ragionamento sui fondi, però vorrei farti notare che se sono finiti i fondi per le varie iniziative che ho citato prima e non ci sono i volontari per pulire i sentieri come pensi si possa sostenere il parco?non di sicuro con parole e buone intenzioni come”porterà i turisti”, ci vorranno persone, manutenzione controllo e chi lo fa?di sicuro non gente che lavorerà gratis, e nemmeno i proprietari dei terreni, i quali a questo punto vistisi espropriata la potestà sui propri poderi delegheranno gioco forza tutto la parco.
Per il resto ti posso dire che io ho origini abruzzesi e lì si che ci sono veri parchi con una gestione seria che non è affatto quella in atto qui da noi, soprattutto nelle fasi preliminari di costituzione dello stesso.
Solo che all’interno del parco ci sono varietà di flora e fauna che noi non abbiamo, qui al massimo troviamo qualche cinghiale o capriolo, che non mi pare siano proprio proprio animali da parco.
Non è statao mai fatto nessun parco nemmeno in val bormida o per la faggeta del Melogno e vogliamo farlo nel Finalese?! Vorrei ribadire il concetto: cerchiamo di curaree di più quel che già abbiamo, quando avremo fatto ciò penseremo al parco, ma non riuscendo nemmeno a mantenere puliti quei pochi sentieri o zone antistanti a monumenti unici vogliamo pensare di realizzare un parco???
Che sarà un’accozzzaglia di persone e di comuni dove tutti vorranno avere piùà voce in capitolo, complicherà ogni minima pratica, vedi strade interpoderali ecc e inevitabilmente per quanto tu sia fiducioso remo porterà a gestione di grosse cifre di denaro, perchè un parco non sta in piedi per grazia divina ma con i soldi dei contribuenti.
@LEONIDA
Non ricordo di aver visto pini neri. La flora del Finalese (by Aita, Barberis, Martini, Orsino) riporta pini d’Aleppo (Pinus halepensis), pini marittimi (Pinus pinaster), localmente pini domestici (Pinus pinea) e perfino pini silvestri (Pinus sylvestris), ma non pini neri (Pinus nigra). Se mi indichi dove li hai visti, controllerò e nel caso sarò felice di allungare la lista.
I pini marittimi effettivamente sono attaccati dalla cocciniglia, sbrodolano chili di resina e sono di certo una miccia terribile per gli incendi; ma è pur vero che per fare un incendio ci vuole qualcuno che appicca il fuoco…
Nei Parchi (ma non solo lì!) la divulgazione naturalistica serve per far conoscere la natura e la storia del territorio; chi conosce (forse) apprezzerà e da questo nasce il rispetto delle cose, più forte di qualunque vincolo di PUC aggirabile più o meno legalmente.
Nel mio immaginario, anche il cacciatore medio, profondo conoscitore del territorio e soprattutto della fauna, ne ha rispetto: la sua attività risponde a un atavico richiamo simile a quello del raccoglitore di funghi o di erbe selvatiche (lasciando da parte il discorso del sangue e constatando che anche tra i raccoglitori di funghi ci sono persone poco rispettose).
Il fatto che probabilmente non sei il solo ad avere una povera opinione del territorio Finalese mi da una profonda tristezza… come quando le opere di valore non vengono apprezzate nella misura in cui meritono, per tornare al paragone di remo…
Questo al di là del parco o non-parco; certo la presenza di un Parco mobiliterebbe fondi dedicati alla sistemazione, alla valorizzazione, alla fruizione… FORSE (nel Beigua è così)… ma è SICURO che il Comune di Finale come Ente non si occupa affatto del suo Entroterra!




Il fatto che Rifondazione contesti la politicizzazione del Comitato Antiparco mi sembra la storia del merlo che dice al corvo “come sei nero!”. E’ sempre successo e sempre succederà che le varie appartenenze politiche cavalchino il malcontento o i desideri di una o dell’altra parte, questo succedeva anche con il Comitato a favore del Parco.
Quello che, personalmente, non riesco ad accettare è come sia possibile che le prese di posizione a favore, o contro, l’ambiente e il territorio debbano essere condizionate dall’appartenenza politica. Se io penso di appoggiare o meno l’istituzione del Parco lo faccio indipendentemente da quello che pensa il mio rappresentante politico di riferimento.
Concludo con un pensiero. Ma perchè si continua a parlare di Parco delle Manie? Se i proprietari dell’Altipiano non vogliono il Parco, scorporiamolo dalla perimetrazione e cominciamo a parlare correttamente del Parco del Finalese e le Manie ne restino fuori, così vedremo cos’altro uscirà.