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Comitato “antiparco” del Finalese: critiche da Rifondazione Comunista

Finale L. Si è svolta ieri sera la riunione del Comitato “antiparco” di Finale Ligure, a cui hanno preso parte anche coloro che si battono da tempo per l’istituzione di un’area protetta nell’entroterra finalese, tra cui esponenti di Rifondazione Comunista e dei Verdi.

Proprio dai gruppi politici favorevoli alla nascita del parco del Finalese sono arrivate critiche sulla presunta “apoliticità” del Comitato contrario:  “La presidenza è stata affidata all’assessore Fugardo, che ci risulta essere membro della Lega Nord, e che come ‘esperto dei parchi’ è stato chiamato il signor Bruzzone, altro ‘apartitico’ membro della Lega” afferma in una nota Gianluca Paciucci di Rifondazione Comunista, che insiste sulla proposta lanciata dall’assessore regionale Franco Zunino di lasciare la gestione del parco non ad un’ente, bensì ad un Consorzio di Comuni.
 
“Il partito della Rifondazione Comunista crede che il Parco sia una buona soluzione per lo sviluppo di una cittadina e di un entroterra destinati, dall’incuria della maggioranza in Comune e dalle rigide dottrine del liberismo, a un declino rapido. Ci batteremo perchè si vada a una soluzione alta e condivisa. In altre parti d’Italia (Val Susa, etc.), Lega e alleati non esitano a mandare le forze dell’ordine contro chi difende il territorio. In Liguria questo non è accaduto e non accadrà, sperando di poter superare questa situazione di empasse e si proceda con l’istituzione del Parco” conclude la nota del Prc.

Commenti

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  1. Scritto da fra mag

    Direi che il Parco ce lo siamo giocato.
    Io faccio parte di quelli che ritengono che sarebbe stata un’occasione, ma non sono nè verde nè rossa nè niente.
    Vero è che il Comune dovrebbe prima fare interventi più urgenti nell’entroterra, ma tanto non li fa lo stesso. Non li fa alle Manie e tanto meno si cura dell’altro entroterra, quello disabitato degli altri altipiani finalesi. Il Comune non è capace di occuparsi degli ambiti naturalistici in quanto tali, e prima o poi con un territorio così trascurato i turisti andranno altrove, primi gli stranieri. Provo una certa invidia per il Beigua, territorio meno bello del nostro, ma che si tiene curato e quindi sembra più bello.
    “PADRONI A CASA NOSTRA” recita lo slogan del neonato comitato: non fa una piega, specialmente se si fa credere alla gente che certe imposizioni siano legate, ad esempio, al SIC… Ma continuiamo a farci mettere i bastoni tra le ruote dalle Soprintendenze, che ci bloccano i lavori di ristrutturazione per decenni, quelle sì che non ci lasciano spostare una pietra da qui a lì, quelli sì che fanno i padroni a casa nostra, mentre l’Ente Parco è un ente territoriale.
    Per capire cosa si può fare o non si può fare in un Parco, magari andiamoci a leggere un Piano di Parco, che ne regola le attività, visitiamo altri parchi, magari Portovenere, che ha caratteristiche analoghe alle nostre… non stiamo a sentire i “riassunti” che fa una parte politica o l’altra, che non fanno altro che confonderci. In effetti ci vorrebbe del tempo, che forse non abbiamo, è vero: i politici contano su questo fatto…
    Se ci siamo giocati il Parco, questo è frutto anche di una politica regionale poco furba, che ha mirato al Parco a tutti i costi, scendendo a compromessi sulla qualità, un Parco grande, con dentro tutto, mentre forse si doveva dimostrare la buona gestione di un Parco piccolo, che scuoteva meno interessi, che avrebbe funzionato; poi, forse, altri territori avrebbero chiesto di entrarci, come accade attorno al Beigua.
    La perdita del Parco è la giusta punizione per aver tentato di fare le cose di nascosto, coinvolgendo ALCUNI soggetti privati, facendo cene… allora anche chi crede nel Parco come me poi si arrabbia!
    Penso che se il Parco non si farà mai non è colpa degli abitanti delle Manie o dei cacciatori, facciamo un esame di coscienza…

  2. Scritto da Pab31

    Qualcuno mi spiega perchè i Finalesi sono contro il parco?
    Vedo solo lati positivi:
    1. Incrementerebbe il turismo (in particolare nei periodi “morti” e nell’entroterra)
    2. Scongiurerebbe o quantomeno ridurrebbe episodi abusivismo o speculazione edilizia del territorio
    3. maggiori risorse (..immagino) nella prevenzione e nella lotta contro gli incendi
    4. farebbe conoscere meglio questa splendido territorio

    Per favore spiegatemi perchè non capisco (o forse semplicemente sono poco informato).
    Grazie

  3. remo
    Scritto da remo

    @Leonida: Giustamente ognuno può avere il suo punto di vista. Può essere favorevole al parco o meno. Ma, per favore, se vogliamo esprimere un parere almeno facciamolo con cognizione di causa. Definire il Finalese “7 pini, 8 eriche e qualche roccia” è come dire che la Cappella Sistina è “qualche macchia di colore su un muro” (Perdonate il paragone irriverente, solo per enfatizzare il concetto)

  4. LEONIDA
    Scritto da LEONIDA

    MI SEMBRA GIUSTO

    facciamo il parco di sette pini,
    otto eriche e qualche roccia
    siete sempre e solo dei demagoghi

  5. remo
    Scritto da remo

    Il fatto che Rifondazione contesti la politicizzazione del Comitato Antiparco mi sembra la storia del merlo che dice al corvo “come sei nero!”. E’ sempre successo e sempre succederà che le varie appartenenze politiche cavalchino il malcontento o i desideri di una o dell’altra parte, questo succedeva anche con il Comitato a favore del Parco.
    Quello che, personalmente, non riesco ad accettare è come sia possibile che le prese di posizione a favore, o contro, l’ambiente e il territorio debbano essere condizionate dall’appartenenza politica. Se io penso di appoggiare o meno l’istituzione del Parco lo faccio indipendentemente da quello che pensa il mio rappresentante politico di riferimento.
    Concludo con un pensiero. Ma perchè si continua a parlare di Parco delle Manie? Se i proprietari dell’Altipiano non vogliono il Parco, scorporiamolo dalla perimetrazione e cominciamo a parlare correttamente del Parco del Finalese e le Manie ne restino fuori, così vedremo cos’altro uscirà.