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Articolo n° 85766 del 30/03/2010 - 16:00

Pd: Lunardon e Di Tullio abbandonano Ruggeri, Boffa e Miceli ringraziano

Pd savonese

Savona. Come nelle migliori tragedie shakespeariane si è consumata la vendetta a freddo, alcuni direbbero a tradimento, senza preavviso e soprattutto senza pietà. Il coordinatore provinciale del Pd Giovanni Lunardon, dimissionario dopo il deludente esito delle elezioni provinciali del 2009, fu salvato proprio dall’iniziativa dell’allora assessore regionale Ruggeri, che tessendo nuove e vecchie alleanze all’interno del gruppo dirigenziale del Pd permise al segretario di rimanere in sella.

Un gioco politico pesante e mal sopportato di cui liberarsi al più presto e le elezioni regionali 2010 rappresentavano un’occasione invitante: così è stato. Alleanze “a doppia faccia” (a partire da quella del sindaco Berruti e dell’assessore Di Tullio), un’incessante attività di coordinamento dei voti di preferenza espressi dall’organizzazione del partito, l’inserimento di ben due levantini (Elsa Roncallo di Varazze e Giovanni Durante di Celle Ligure) area di riferimento per Ruggeri stesso, sono le state le ultime mosse di una partita a scacchi che ha portato ad un risultato inatteso, che ha visto Boffa essere il candidato del Pd con più preferenze, seguito da Nino Miceli. Alla fine dei conti Ruggeri resta a secco, salvo un difficile “ripescaggio” come assessore.

In questo difficile scenario Carlo Ruggeri è andato così a caccia di voti liberi, fuori dalle solite trame di partito, quando buona parte dell’establishment del Pd si è attivato per supportare altri candidati, confezionando così una vendetta politica di cui è stato vittima oltre a Carlo Ruggeri lo stesso Massimo Zunino.

Certo i più “ingenui” sosterranno che è colpa di Ruggeri, che avrebbe dovuto prendere più voti nella società civile, altri ritengono che in politica valga tutto e che i presupposti si sarebbero potuti ”leggere” con largo anticipo. Altri ancora sostengono che la colpa di Ruggeri è stata proprio quella di non perdere troppo tempo nelle “beghe” di partito che hanno governato il Pd savonese.

Risultato finale? La fedelissima di Ruggeri, Lorena Rambaudi (per quanto?) direttamente in Consiglio regionale grazie all’elezione con il listino del presidente eletto, sarà l’unica a salvaguardare la quota dei Bersaniani doc, Miceli garante dell’area Franceschiniana e Boffa a rappresentare il mondo cattolico.

Redazione

4 commenti a “Pd: Lunardon e Di Tullio abbandonano Ruggeri, Boffa e Miceli ringraziano”
Carlo M. ha detto..
il 30 marzo 2010 alle 17:54

Triste verità purtroppo…. Spazio ai giovani di belle speranze ma sopratutto che non guardano in faccia a niente e nessuno (tanto meno agli elettori…).

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antonio gianetto ha detto..
il 31 marzo 2010 alle 02:51

” Reset ” necesse est!

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Aurelio Bianchi ha detto..
il 31 marzo 2010 alle 10:16

Caro Carlo M.,
questi giovani non hanno conquistato il partito.
Altri, incautamente e senza alcuna precauzione, li hanno resi forti.
Lo scopo era far fuori i vecchi che ricordavano la Resistenza.
Oggi tocca a loro.
Se non hanno avuto rispetto per i vecchi, perchè devono averne per i meno giovani (Ruggeri e coetanei)?

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Carlo M. ha detto..
il 31 marzo 2010 alle 12:27

Caro A. Bianchi, forse hai ragione. Resta il fatto che ci si può fidare di gente che non guarda in faccia niente e nessuno tranne il proprio tornaconto “politico”? io non lo faccio. Scelgo persone più serie.

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