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Articolo n° 84324 del 03/03/2010 - 18:58

Regionali, Burlando: “Allarmante il dato sull’astensionismo”

Claudio Burlando
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Liguria. Sono dati preoccupanti quelli che parlano dell’astensionismo in Liguria; un allarme non per una parte o per l’altra, ma per tutti coloro che hanno a cuore la partecipazione dei cittadini alla vita democratica del Paese. Un fenomeno che riguarda tutto il mondo ma che in questi giorni deve far riflettere i partiti e i candidati per le prossime elezioni regionali. In Liguria si stima che oltre il 36% degli aventi diritto non si recherà alle urne.

Partendo da questi dati, nei mesi scorsi, Claudio Burlando ha avviato, attraverso il suo sito internet e i social network, un dibattito con i cittadini che hanno espresso le ragioni per cui avrebbero intenzione di astenersi dal voto. Si è trattato di un lungo percorso di ascolto che ha permesso al presidente della ragione di comprendere il malumore, alcune volte, diffuso, nei confronti della politica.

“Quando un cittadino ti dice – dichiara Burlando – che non ritiene utile per sè, per la sua famiglia, per i suoi figli disoccupati, andare a votare, ti chiedi, non come uno di parte, ma prima di tutto come uomo delle istituzioni, quali sono le motivazioni per cui pensa ciò. Un secondo dopo ragioni su quali possono essere le azioni che metti in campo per ridare fiducia all’elettorato. È per questo che dalla scorsa estate, sino a oggi, abbiamo lavorato per comprendere il malumore delle persone; per dare forza alla partecipazione e alla democrazia. Come? Fondamentalmente facendo quello che abbiamo dichiarato. I cittadini non ci perdonano più le promesse non mantenute. E hanno ragione. Durante questi 5 anni abbiamo misurato le parole per esprimere propositi e abbiamo lavorato duro per poter dire abbiamo fatto…”.

Tappa fondamentale di questo percorso è l’incontro “Astensionismo: capire il non voto” che si è tenuto presso il point elettorale di Claudio Burlando in via San Lorenzo a Genova, a cui hanno partecipato Paolo Ghibaudo, direttore responsabile OpiMedia Consulting, Massimiliano Lussana, capo-redattore di Genova de Il Giornale, Wanda Valli, giornalista de La Repubblica-Genova, Carlo Besana, presidente Consorzio Pianacci e candidato lista “NOI con Claudio Burlando”, Lorenzo Basso, segretario regionale Pd Liguria e lo stesso Claudio Burlando.

Durante l’iniziativa Paolo Ghibaudo ha presentato i risultati del sondaggio svolto lo scorso gennaio (vedi allegato). “In ogni caso – ha detto Ghibaudo – possiamo dire che l’astensionismo è un fenomeno passato dal 1970 epoca delle prime regionali al 2005 dal 7% al 30%. Oggi possiamo dividere l’elettorato sostanzialmente in tre parti: i fedeli al dovere civico (60%), coloro che contestano i partiti e la politica (15-25%) valutando il non voto e coloro che non
capiscono più la politica (10-15%). Gli antidoti sono i linguaggi più semplici e l’utilizzo delle nuove tecnologie”.

9 commenti a “Regionali, Burlando: “Allarmante il dato sull’astensionismo””
lui la plume ha detto..
il 4 marzo 2010 alle 01:16

Senza polemica personale ….. il sistema della scelta limitata al meno peggio fra pochissimi ci ha stufato.

Quanto sia assurdo questo sistema elettorale lo vediamo in Lombardia e nel Lazio dove quei partiti che verosimilmente dovrebbero raccogliere un buon numero di preferenze si trovano nel dubbio … ci saremo o non ci saremo.

Ed il sistema va’ criticato non solo per le carenze di alcuni …. va criticato perche’ ha nel suo disegno un margine di insicurezza che e’ estraneo alla nostra Nazione.

Ammettiamo che il TAR riammetta tutti quelli che ora sono in dubbio …..

Andremo a votare con una rosa di candidati corretta …. ma uno dei contendenti maggiori …. uno dei papabili il giorno prima vince al superenalotto una cifra di tutto rispetto e dopo averla consegnata al notaio prende il primo aereo per …… e di rovinarsi cinque anni di vita a fare il governatore …… non ci pensa piu’.

Se manca il candidato …. che succede delle liste collegate?

Ecco una coalizione e’ fatta di vari personaggi … alcuni hanno alle spalle un partito in grado di muovere tantissimi voti, altri ne muovono di meno se ogni partito esprimesse il suo leader accettando la volonta’ dell’elettore sarebbe piu’ facile per l’elettore votare nell’ambito della coalizione la persona che ritiene piu’ adatta a ricoprire l’incarico.

Vincera’ certamente il candidato del partito con piu’ voti …. ma l’elettore potrebbe anche pensarla diversamente e …. decidere di andare al voto.

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lui la plume ha detto..
il 4 marzo 2010 alle 01:34

Se pensiamo a Kennedy dopo poche ore giurava il vice.
Se pensiamo alle due torri il presidente venne rapito e svolazzo’ nei cieli per ore mentre il vice veniva portato in un bunker.
Se pensiamo a Sadat venne ucciso durante una parata militare da tre soldati ……
Noi amiamo il rischio abbiamo tre cariche istituzionali (piu’ una quarta che non ricordo mai) che in qualsiasi parata stanno li’ vicine vicine …..
Abbiamo un leader che …. in caso di impedimento ci lascia nei guai.
Abbiamo anche dei candidati presidenti di regione che … se non si possono presentare fanno escludere dalla competizione tutte le liste collegate.

Se vogliamo sicurezza ci riferiamo a tutti i tipi di sicurezza, se il presidente non puo’ partecipare ….. vi deve essere il sostituto …. ancora prima di partire.

Se poi vogliamo tornare ad un minimo di democrazia lasciamo che ogni partito che si presenta con altri in una coalizione possa esprimere il suo leader, non vincera’ di certo ma … l’elettore potrebbe pensarla diversamente.

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Aurelio Bianchi ha detto..
il 4 marzo 2010 alle 08:44

La gente non va a votare quando non si riconosce nei candidati.
In questa tornata si sta dando il peggio di sè.
Biasotti è boicottato da Scajola.
Alcuni ‘giovani leoni’ piddini cairesi stanno facendo una guerra senza quartiere a Boffa, portando sugli scudi Ruggeri e Miceli.

Alla gente interessano i problemi quotidiani, e quindi non va a votare queste belle persone!

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lui la plume ha detto..
il 4 marzo 2010 alle 09:50

X Aurelio

Con altre parole si dice la stessa cosa, la gente vorrebbe scegliere qualcuno e non limitarsi ad approvare o contestare la scelta altrui.

E se i costi di una campagna elettorale con preferenze porta a favorire in modo eccessivo chi ha i denari necessari a sostenerla …. castrando gli altri … bisognerebbe trovare un correttivo a questo fatto ….. lo si puo’ trovare di certo ma si finisce con il cozzare contro il vero scoglio alla base di tutto “la governabilita’” o meglio la possibilita’ di governare ignorando l’opposizione e di fatto snaturando i parlamenti grandi o piccoli.

Oggi l’informazione che corre sulla rete e’ molto democratica e raccogliere voti, consolidare la propria immagine pur senza capitali immensi non e’ difficile (e qualche esempio facebook con blocchi di 5000 “amici” per volta lo potrei anche fare) ….

Magari andrebbe eliminato ogni ogni “sbarramento” sostituito da una sorta di “pagamento delle spese di partecipazione al turno elettorale”.

Per la “governabilita’” …….. “unico” punto a favore di un maggioritario ……

Vi sono sistemi in grado di risolvere in modo molto efficace le emergenze, riunioni ristrette con ampi poteri ….

La normalita’ ….. non ha bisogno di operare con decisioni rapide ma con decisioni ponderate, condivise e tutto sommato valide ……. che ora sono una minoranza.

Bisogna chiedersi se non si puo’ evitare di trovarsi sempre nelle emergenze.

Puo’ capitare …. a fronte di un terremoto o situazioni simili ….

se capita anche per situazioni causate da inefficenza della legislazione
(e la cronaca di questi giorni ne ha indicate parecchie)

bisogna agire su fronti diversi,
innanzitutto darsi una svegliatina per non distrarsi e quando nelle riunioni internazionali quando chiedono: “i volontari facciano un passo avanti ……” fare come fanno gli altri ….. un passo indietro sperando che qualcuno prenda il nostro posto fra i dormienti …. insomma evitare di farsi coinvolgere continuamente;

poi ….. bisogna armarsi di buona volonta’ e colpire quelle inefficienze amministrative che rendono impossibile operare in modo efficace … restando nella legalita’.

Una volta eliminata una buona parte di norme “spesso non indispensabili” lavorare nella nostra nazione tornera’ ad essere conveniente.

Abbiamo dieci comandamenti ……. rispettiamo questi senza tante varianti sulla cui utilita vi sono molti dubbi, quando sorge la necessita’ di inserire una nuova regoletta …. questa dovrebbe avere una data di nascita correlata ad una data di morte …. se necessario mantenerla dovra’ essere ridiscussa.

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Bruno Pirastu ha detto..
il 4 marzo 2010 alle 10:18

” È per questo che dalla scorsa estate, sino a oggi, abbiamo lavorato per comprendere il malumore delle persone; per dare forza alla partecipazione e alla democrazia. ” Su cinque anni spendere solo gli ultimi sei mesi per capire il come mai la gente non è contenta penso sia troppo poco e tardivo e, se posso , anche offensivo. A parte scandali, cemento, sanità, trasporti, costo della vita, ambiente , vissuti e pagati dai cittadini sulla loro pelle, resta appunto la sordità della Politica nei loro confronti e alla fine uno di parlare con un sordo si stanca e smette. La frase ” ..” evidenzia inoltre il peccato peggiore e cioè che si ci sveglia sempre e solo quando si stà per andare a votare mentre prima … La cronaca ci propone uno scenario degno di una corta rinascimentale, veleni , il Principe, i cortigiani ribelli, il lusso e ,,, la plebe. Una volta, almeno , i coloni americani si ribellavano al Re inglese, i contadini russi allo Zar, i francesi alla Monarchia , noi oggi … al massimo possiamo cambiare canale TV, fare un girotondo e tapparci il naso.

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Leofinalese ha detto..
il 4 marzo 2010 alle 12:31

tanti giovani non vanno a votare? Questo è il risultato…. dopo che tanti hanno approfittato del potere politico per fare solo i propri interessi.
Comunque io do ragione a Platone…” la politica è l’attività più nobile dell’essere umano”,
e condanno chi dice ai giovani che la politica è “sporca”.

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Lorenzo Gotti ha detto..
il 4 marzo 2010 alle 13:44

Spiace dover contestare quanto ha suggerito il dottor Ghibaudo.
Il sondaggista consiglia a Burlando e a Biasotti quali antidoti all’astensionismo linguaggi più semplici ed un maggior utilizzo delle nuove tecnologie.
Così facendo ci si nasconde ancora una volta dietro ad un dito!!!
Mi sento di sostenere che l’astensionismo potrebbe essere contenuto in percentuali “fisiologiche” solo se aumenta la presenza di cittadini che si dedicano alla politica in modo corretto,coerente e con spirito partecipativo onesto.
Di mestieranti, affaristi, voltagabbana,bandieruole,falsi,approfittatori,intoccabili,mistificatori di verità ,ect ect, il CITTADINO cd. “COMUNE” ne ha le tasche piene e non solo quelle !!

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lui la plume ha detto..
il 4 marzo 2010 alle 14:18

x Lorenzo
“solo se aumenta la presenza di cittadini che si dedicano alla politica in modo corretto,coerente e con spirito partecipativo onesto”

Non sottovaluterei le pagine internet in cui si esprime la propria opinione.

Poi …… serve qualcuno che sia in grado di recepire cio’ che la gente chiede.

Il numero rilevante di “signor si” che si sono affacciati alla politica attirati dai facili guadagni e privi di precise posizioni politiche personali rappresentano un terreno che puo’ diventare ricettivo delle richieste dell’elettorato.

Difficile trovare ricettivo chi ha passato la vita con sue convinzioni, combattendo per ottenere un cadreghino che non vuole mollare.

Questi giovani … maturando …. potrebbero diventare preziosi.

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Comment ha detto..
il 4 marzo 2010 alle 14:46

strano! adesso è allarmante l’astensionismo…….

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