• Segui i Feed di IVG.it

Registrati o accedi:

Ricordami 
IVG.it
Articolo n° 85569 del 26/03/2010 - 17:27

Piattaforma Maersk: al via tavolo sindacale per occupazione

Vado Ligure - maersk

Savona. Incontro questa mattina tra Port Authority e organizzazioni sindacali con al centro il quadro occupazionale previsto per la realizzazione della piattaforma Maersk a Vado Ligure. Alla luce del recente via libera da parte del Comitato ùportuale al finanziamento dell’opera e superati gli iter autorizzativi i lavori per la nuova infrastruttura portuale dovrebbero partire entro il 2010. Anche per questo i sindacati hanno voluto fare il punto con i vertici dell’Autorità Portuale Savonese e iniziare un primo tavolo di confronto.

APM Terminal ha consegnato ai sindacati un documento sul quadro strategico ed occupazionale riguardante il solo terminal contenitori e comprendente tra le altre cose la descrizione organizzativa della piattaforma e un quadro occupazionale che prevede a regime l’impiego di 645 lavoratori diretti.

Nello stesso documento vengono proposte modalità di gestione delle politiche retributive (APMT propone un trattamento economico che, garantendo il contratto nazionale, raggiunga il valore medio delle retribuzioni nel settore lavorativo in Liguria) e formative.

Le organizzazioni sindacali hanno giudicato il documento un buon punto di partenza, con l’obiettivo di arrivare ad un accordo quadro provinciale su stabilità occupazionale, percorsi formativi e pieno rispetto delle norme sulla sicurezza. Su questi punti i sindacati che hanno richiesto ad APMT e all’Autorità portuale di formalizzare un tavolo analogo anche con Fincosit, presenteranno nelle prossime settimane una propria proposta articolata sulla quale proseguire la discussione.

In particolare è arrivata la richiesta affinchè il nuovo terminal fornisca risposte occupazionali che tengano in equilibrio le esigenze dei lavoratori che hanno perso il posto in seguito alla grave situazione di crisi e l’alto tasso di disoccupazione giovanile.
 
“Riteniamo importante e positivo che il tavolo con APMT sia ripartito – dichiarano congiuntamente i segretari provinciali di Cgil (Francesco Rossello), Cisl (Meresa Meneghiniù) e Uil (Silvio Valdiserra) -. Il nostro obiettivo è quello di arrivare ad un accordo provinciale che sia concreto ed esigibile e che non si limiti solo ai numeri ma che dia garanzie su stabilità, formazione e sicurezza. Per questo riteniamo importante la disponibilità dimostrata da APMT a confrontarsi su una nostra proposta. Ora dobbiamo procedere speditamente e senza esitazioni perché, se vogliamo garantire parità di trattamento per tutti i lavoratori, l’accordo va definito prima che partano i lavori”.

“Infine – prosegue la nota congiunta -, anche attraverso la regia della Provincia, bisogna che si individuino le modalità per utilizzare le poche ma importanti opportunità occupazionali (non solo Maersk, ma anche Nordiconad, Vio, Terrazze) per creare occasioni di reimpiego per i tanti lavoratori che hanno perso il lavoro, non solo gli “anziani”, ma anche i tanti giovani che fino a ieri hanno lavorato come precari ed oggi non hanno nemmeno più quell’opportunità”.

Redazione

8 commenti a “Piattaforma Maersk: al via tavolo sindacale per occupazione”
antonio gianetto ha detto..
il 26 marzo 2010 alle 19:29

Prevede? Ci sono i gestori telefonici che, per quanto riguarda la velocità di connessione, dicono ” fino a 20 Mb “, poi ci si ritrova con una bella fregatura.

0
lui la plume ha detto..
il 26 marzo 2010 alle 21:39

Amesso che la cosa vada avanti ….. una nave da 7000 teu in quante ore si predeve di scaricarla?

0
antonio gianetto ha detto..
il 27 marzo 2010 alle 09:22

Lui, Per Vado ancora non ce l’ hanno segnalato, dipenderà comunque dal numero e tipo di gru che verranno utilizzate, ( ce ne sono alcune possono caricare e scaricare 2 teus assieme ) : http://www.youtube.com/watch?v=ertXmjtcKGs&feature=related ( M.B. Evelin è gemella della Emma Maersk ) e dal tipo di infrastrutture portuali; all’ Euromax di Rotterdam, con gli automatismi le operazioni procedono spedite: http://www.youtube.com/watch?v=kGSW21GP9hQ&feature=related dal filmato ho controllato che tra lo scarico di un container all’ altro è trascorso 1 minuto e 7 secondi, tenendo conto che operano simuntaneamente 4 gru puoi farti un po’ di conti.
Ti segnalo questa serie di 6 filmati ( mi sembrano un po’ datati, ma mi sembrano ben fatti ), questo è il primo della serie, gli altri link li trovi dopo: http://www.youtube.com/watch?v=TYVh28umJB0&feature=related

0
antonio gianetto ha detto..
il 27 marzo 2010 alle 10:14

Nel primo filmato dei 6, vedrei che il pilota prima di ormeggiare la nave, la ruota facendo l’ evoluzione a dritta, ( operazione che riesce tecnicamente meglio alle navi con elica destrorsa ) di 180°, questa è una ” vecchia pratica marinara “, che consiglia di ormeggiare le navi con la prora orientata verso l’ uscita, in modo da poter lasciare il porto, in caso di emergenza, o per l’ impossibilità di restare all’ ormeggio nei casi di forte risatta, velocemente e senza l’ ausilio dei servizi portuali ( pilota, rimorchiatori ed ormeggiatori ), affroontanto, all’ uscita del porto, subito il mare con la prora ed alla velocità di cappa, per non subire danni: http://nuke.oversea-uisp.com/Naufragi/MichelangeloStorm/tabid/236/Default.aspx
Nonostante si parli, sempre, con maggior insistenza di ” sicurezza “, purtroppo, alcuni tendono a dimenticarselo.

0
lui la plume ha detto..
il 27 marzo 2010 alle 19:45

Non dubitavo di poter trovare le informazioni …..
Restando sul problema cui sto pensando …. le conseguenze della piattaforma sulla vita di chi in zona ha scelto di vivere …. senza curarmi troppo di chi in zona ha deciso di investire mi par di capire che il progetto non e’ molto recente.
.
Senza conoscerne il passato ho l’impressione che sia stato pensato negli anni 60-70 per poi prendere consistenza ed affermarsi solo ora ….. che pare obsoleto ancor prima di nascere.
.
Decine di migliaia di container devono lasciare una nave e raggiungere rapidamente la loro destinazione ….. passando per le viuzze di Vado Ligure.
.
E la nave che arriva deve essere scaricata in poco tempo …. (merce se ne deve andare al destino …… percorrendo Vado e la gia’ satura autostrada ….).
.
Ci vorrebbe un po’ di fantasia ….. un po’ di coraggio la voglia di arrivare primi e non ultimi in un progetto che vede “forse” uno sviluppo dell’attivita’ portuale nel Mediterraneo una attivita’ che guarda al canale di Suez privo di chiuse in alternativa a Panama che anche se raddoppiera’ la sua capacita’ di sviluppare il commercio avra’ pur sempre sei limiti maggiori.

Ma se devono arrivare nel Mediterraneo queste navi enormi dovrebbero anche poter essere scaricate in tempi brevi …. dove serve la merce che si trasporta?
Scaricata a Vado in quanto tempo arriva poi a destinazione?
Non e’ che possa convenire viaggiare due giorni in piu’ e scaricare piu’ vicini alla destinazione?
E queste navi da 7000 teu (per limitarsi a parlare delle piccolette ….) arrivano cariche e come se ne vanno via? scariche o e’ previsto un carico …. magari dei contenitori vuoti?

Quindi in pochi giorni vanno movimentati quindicimila container ……. ma non sono un po’ troppi? per una cittadina dove si fa’ fatica a muoversi?

A parte la personale avversione per questa colata di cemento non e’ che sia un progetto troppo grande e contemporaneamente troppo piccolo? …. insomma un progetto destinato a trasformare la zona in un inutile parcheggio di container non movimentabili in modo conveniente per problemi legati al territorio che si accinge ad accogliere l’opera?
.
Si potrebbe forse pensare in grande e ….:

pensare a quell’aereoporto (Kansai) costruito nel mare su un’isola artificiale realizzata con depositi di materiale disponibile anche se studiata inizialmente per galleggiare …..
collegato alla terraferma e ad un retroporto con un treno …. ed una aurostrada dedicata
.
una isoletta dove lavorare giorno e notte non danneggia il sonno di una cittadina balneare
.
un sistema portuale efficiente in grado di ospitare le navi piu’ grandi sia oggi che domani senza problemi di spazio …
un isoletta, un atollo che puo’ anche crescere …. se necessario ….
ed adattarsi al mutare dei flussi mercantili.

Sara’ difficile? sara’ una cosa impossibile a farsi? se a Kansai negli anni ’80 alcune persone con la mente aperta (il genovese Renzo Piano …..)
hanno pensato di realizzare un aereoporto sospeso sull’acqua …..
in grado di operare anche in presenza di mare mosso …..
una struttura che ha superato un terremoto, un tifone ,,,,
e nel 2001 si e’ preso il titolo di: “Monumento dell’ingegneria civile del Millennio”
.
e’ stato pensato e realizzato vuol dire che probabilmente si puo’ fare anche qui ….
e di certo un porto presenterebbe un numero di problemi di gran lunga inferiore.

E’ lungo quattro km e largo uno …. e dista quattro km dalla terraferma …..

PS. ….. in cinque anni lo e’ stato realizzato …….

0
lui la plume ha detto..
il 27 marzo 2010 alle 19:51

Certo che avere vicino a casa un sistema portuale “impegnato” e’ una bella scocciatura …. e se qualcosa dovesse andare storto?

http://www.youtube.com/watch?v=8HFARxn73dk&NR=1

0
antonio gianetto ha detto..
il 27 marzo 2010 alle 22:09

Renzo Piano non è gradito ai Savonesi, perché è Genovese!
E, sicuramente, vedendo quello che stanno facendo sul loro territorio li manderebbe a fare .. ….
Qui viene spiegato in modo semplice per i bambini come è stato costruito l’ aereoporto a Kansai: http://www.ilpaesedeibambinichesorridono.it/aeroporto_kansai.htm

0
lui la plume ha detto..
il 28 marzo 2010 alle 11:03

Lo avevo letto grazie di averlo proposto ….. magari lo vedranno altri.
.
Mi pare che vi siano parecchi genovesi …… nel listino paga di Savona.
.
Comunque le idee dovrebbero aver libero sfogo anche qui.
.
(ovviamente non e’ detto siano sensate ….. di certo fintanto che restano tali non hanno un costo e possono rivelare errori progettuali di quanto invece di costi ne sta’ gia’ generando).

0
Scrivi un commento...
Per commentare questo articolo registrati o fai il login.