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Articolo n° 84239 del 02/03/2010 - 13:42

Operazione “Tabula Rasa”: arrestato il “re” delle prostitute della Piana albenganese

Ponente. Non è difficile immaginare il contesto che sta dietro agli arresti compiuti all’alba di questa mattina dai Carabinieri di Savona nell’ambito dell’operazione “Tabula Rasa” che ha stroncato un sodalizio criminale colpevole di reati che vanno dallo sfruttamento della prostituzione allo spaccio di droga, dall’estorsione alla detenzione illegale di armi.

Un contesto di degrado e violenza che, in particolare nell’albenganese, vede ragazze sfruttate da una banda composta soprattutto da albanesi e capace di compiere i gesti più raccapriccianti per costringere le giovani ad obbedire. Minacce e ritorsioni continue per le 8 ragazze individuate dalle forze dell’ordine, le quali vendevano il proprio corpo tra i campi della Piana albenganese e erano “capaci” di guadagnare fino a 1200 euro nelle serate estive, quando i clienti sono più numerosi, e circa 400 euro nelle magre e fredde serate d’inverno.

L’operazione “Tabula Rasa” inizia proprio dall’omicidio di una prostituta come loro, Alina Nutica, giovane rumena trovata morta sulle alture di Alassio nel 2008, un fatto che, pur non essendo direttamente collegato agli arresti di oggi, ha dato il via alle indagini dei Carabinieri. Allora, infatti, gli uomini dell’Arma stavano indagando sul “vuoto di potere” che si era creato nella Piana albenganese per ciò che riguardava la gestione del mercato della prostituzione. Vuoto che, però, è stato presto “colmato” da uno degli arrestati di oggi: si tratta di Deda Indrid, residente a Pietra Ligure e molto conosciuto in città, operaio incensurato che lavorava nella ditta di palificazione gestita dal fratello.

Un “insospettabile”, un lavoratore che manteneva uno stile di vita modesto ma che, proprio dopo l’omicidio di Alina, era diventato il “re” delle prostitute della Piana. Qui non succedeva nulla che lui non volesse: Indrid “gestiva” le ragazze, le costringeva a prostituirsi quando e dove voleva lui, le puniva con minacce e botte in caso di ribellione. Una sorta di “dittatore” che non aveva alcun problema ad usare il pugno duro in caso di necessità. A dargli una mano c’era anche la fidanzata, Gheorghe Fiorentina, classe 1983, che è stata fermata questa mattina insieme al suo uomo nell’appartamento che condividevano in via Michelangelo, a Borghetto Santo Spirito.

Le accuse per il “re” delle prostitute va dallo sfruttamento della prostituzione, all’estorsione, al possesso illegale di armi (nel suo appartamento è stato trovato un kalashnikov) fino allo spaccio di sostanza stupefacenti. Inoltre, è stato fermato anche suo fratello (e titolare della ditta di palificazione in cui lavorava), Helion Indrid, considerato al momento estraneo ai traffici di Deda ma comunque trovato in possesso illegale di due pistole.

Il resto della banda si dedicava alle attività più svariate che, oltre al favoreggiamento della prostituzione, riguardavano lo spaccio di droga. E’ stato proprio Deda Indrid l’anello di collegamento che ha portato i Carabinieri ad estendere le indagini, e a mettere sotto la lente di ingrandimento le frequentazioni e i “giri” dell’uomo, dando così vita alla maxi operazione di queste ore. Del gruppo facevano parte anche due italiani: Michele Monteforte, classe 1973, pietrese e accusato di detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio, e Vincenzo Bosco, classe ’61, residente ad Albenga, pizzaiolo di giorno e “autista” delle prostitute di notte (le riaccompagnava a Genova una volta terminato il turno di “lavoro”), denunciato a piede libero.

Gli altri arrestati sono: Dega Costel, arrestato a Genova, il quale portava le ragazze a “vendersi” ad Albenga e Chiavari; due cugini, Lecini Leonard (classe ’85 arrestato a Pieve di Teco per spaccio) e Lecini Ogert fermato per spaccio e possesso illegale di arma (aveva con sè una pistola zastava calibro 10); Gjergji Emilian, classe ’83, di Albisola Superiore, accusato di favoreggiamento della prostituzione; Demiri Artan, dell”87, arrestato a Vado Ligure; Hana Artugel dell”89 arrestato ad Albenga. Tra gli arrestati anche gli albanesi Eduart Biba ed Erdit Bolla.

“I fermati sono tutti quanti dediti anche allo spaccio di sostanze stupefacenti – ha detto il capitano Francesco Bianco, Comandante del Nucleo Investigativo Provinciale di Savona – e ad essi sono collegati anche i 6 arresti compiuti in flagranza di reato poco prima dell’autunno scorso. Oggi abbiamo sequestrato due pistole e una quantità di droga tale da evidenziare come lo spaccio fosse un’attività costante e continua e abbiamo documentato tutta la attività di sfruttamento della prostituzione. Le perquisizioni però continuano”.

“Si tratta di un’operazione importantissima  – ha detto Giovanni Garau, comandante provinciale dei Carabineiri di Savona – che ha comportato un lavoro lungo e minuzioso per una vicenda che ha ancora dei risvolti sconosciuti. Abbiamo sulle spalle centinaia e centinaia di ore di pedinamenti e di intercettazioni. Grazie a questo, abbiamo sgominato interamente la banda che gestiva lo sfruttamento della prostituzione nella Piana albenganese”.

Federica Pelosi

12 commenti a “Operazione “Tabula Rasa”: arrestato il “re” delle prostitute della Piana albenganese”
Giudice ha detto..
il 2 marzo 2010 alle 15:01

Grazie davvero aimilitari dell’Arma. Una grande operazione segno di successo nell’estenuante lavoro. Un cosa ricordo, che mi diceva tempo fa un amico Carabiniere ” Il nostro è un lavoro di m….., ma qualcuno dovrà pur raccogliere la spazzatura”.
Se anche oggi possiamo trovare più pulito intorno a noi, è certamente per merito vostro. Di questo vi ringrazio.
E lo faccio prima dell’arrivo, purtroppo sempre puntuale, di qualche commento di comprensione per questa gentaglia.

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pirata ha detto..
il 2 marzo 2010 alle 15:11

Giudice sono dalla tua parte!

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giasone ha detto..
il 2 marzo 2010 alle 15:18

Purtroppo spesso le forze dell’ ordine hanno le mani legate oppure sono carenti di organico altrimenti se avessero modo di effettuare controlli minuziosi scoprirebbero che la larga maggioranza di albanesi “integrati” detiene armi tipo pistole e fucili kalashnikov poi ad un italiano che vuole acquistare regolarmenteuna pistola si fanno un mucchio di storie

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freeholly9 ha detto..
il 2 marzo 2010 alle 16:10

ma guarda te che caso strano,ALBANESI!
non l’avrei mai detto sono allibito,pensavo fossero tutti dei gentlemen…
A CASAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

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freeholly9 ha detto..
il 2 marzo 2010 alle 16:12

(loro nella madrepatria a contar le pecore)

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dàimon ha detto..
il 2 marzo 2010 alle 17:06

DELINQUENTI

ma l’ultima parola è dei giudici……..
e questi ce li ritroviamo sempre tra i piedi

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giasone ha detto..
il 2 marzo 2010 alle 17:07

Non volevo puntare il dito verso un etnia particolare, purtroppo per loro è normale possedere un arma e usarla per risolvere le contoversie .
Vi ricordo che i marrochini della piana prima di diventare un problema hanno fatto la fortuna di molti coltivatori gli albanesi nell edilizia hanno subito lo stesso passaggio e chi ha buona memoria ricorderà il boom edilizio anni 60/70 con i meridionali
Possibile che governanti ed ammistratori non sappiano prevedere e regolare questi flussi????

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Bandito ha detto..
il 2 marzo 2010 alle 17:46

Hai ragione, daimon, come sempre i giudici gli daranno pene basse e li rimetteranno in libertà, magari con un decreto di espulsione che naturalmente non rispetteranno.
Comunque complimenti ai CC.

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nero ha detto..
il 2 marzo 2010 alle 18:28

scommetto che lavoratori extracomunitari come questi, ieri non hanno aderito allo sciopero….

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freeholly9 ha detto..
il 2 marzo 2010 alle 18:46

ho notato una certa mancanza di prostitute!

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Nox ha detto..
il 2 marzo 2010 alle 21:41

più potere alle polizie …governo e leggi meno garantiste nei confronti di chi delinque

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poubelin ha detto..
il 3 marzo 2010 alle 07:35

Se questa gente è la ricchezza dell’Italia (come aveva detto qualche idiota) preferisco essere povero ma vivere in pace.
Non solo i benestanti vivono con l’ansia di essere derubati, ora anche le fasce più deboli sono a rischio delle atrocità di queste belve per pochi euro, venute a delinquere da paesi dove la giustizia non permette loro il minimo sgarro.
Qui hanno trovato una riserva di caccia senza correre alcun rischio.

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