Festa della donna: ma guardando alcuni dati, c’è poco da festeggiare
Liguria. Come ogni anno, con l’avvicinarsi della Festa della donna, c’è chi riflette sulla condizione femminile nel mondo e nel nostro Paese. Questa volta, a snocciolare i dati, è Angelica Lubrano, candidata al Consiglio regionale nelle elezioni di fine marzo, che fa anche dei riferimenti alla situazione delle liguri.
“Il tasso di occupazione femminile in Italia è attorno al 46% (la Liguria ha fatto meglio con il 52,60%) ma ancora lontano dal 60 % fissato dall’UE – fa sapere in una nota Lubrano -. Il tasso di disoccupazione di lunga durata è per le donne del 3,1% mentre per gli uomini è del 1,1%; il tasso di disoccupazione tra i laureati riguarda il 5,4% le donne e il 1,5 % gli uomini. La flessibilità occupazionale (legge 30) ha reso proprio le donne più vulnerabili e ricattabili”.
“L’attenzione alla condizione femminile – si legge ancora nel comunicato – non nasce solo da una richiesta di equità, che gli stessi articoli 3 e 51 della Costituzione e 2 dello Statuto Regionale impongono, piuttosto, guardando ai dati economici, i Paesi a più alta occupazione femminile (e paradossalmente anche a più alta natalità) sono quelli più ricchi. Gli economisti hanno dimostrato che l’incremento del P.I.L. può essere possibile solo aumentando l’occupazione femminile: il lavoro femminile induce un incremento del 15% in più nell’occupazione generale rispetto al lavoro maschile”.
“Le famiglie sono più piccole, più fragili, con maggiori distanze tra generazioni (per la maggiore età media al primo figlio), in maggior misura unipersonali e monogenitoriali (16,1% in Liguria, contro 13% in Italia al Censimento 2001), con maggiori carichi di assistenza degli anziani (in Liguria sono assistiti da strutture pubbliche 3,8 ultrasessantacinquenni ogni 100, con maggiori difficoltà per le donne, su cui continuano a gravare buona parte delle istanze di cura e con maggiore ricorso a manodopera femminile di provenienza quasi sempre straniera). Le persone che vivono da sole over 65 sono composte per il 34,3% da uomini e il 65,7% da donne (dati ISTAT 2003). Pur dimostrando le donne risultati brillanti nello studio e nei concorsi sempre rara resta la presenza nei ruoli apicali della politica, della finanza, dell’economia”.
7 commenti a “Festa della donna: ma guardando alcuni dati, c’è poco da festeggiare”
Con tre figli mia moglie ha optato per acccudirli …. risultato dopo aver pagato uno sproposito in contributi volontari ora prende “ben” 100 euro mensili di pensione.
E grazie al lassismo dei parlamentari che si sono avvicendati al governo della nazione dal 1995 ad oggi ed in tutti questi anni non hanno piu’ aggiornato (prima avveniva anno per anno) la cifra che definisce il familiare a carico ….. ferma a 2840,51 euro da quindici anni allora erano 5.500.000 lirette e forse la cifra poteva anche essere giusta …. ora no .
ora che e’ pensionata a 100 euro di entrate mensili ….. sommando le case che abbiamo acquistato ed abitiamo (non danno pertanto reddito) non e’ piu’ a mio carico e deve cavarsela con cento euro mensili ……
Ovviamente non e’ cosi’ ….. ma le conseguenze di questo pessimo modo di governare colpiscono indiscriminatamente anche altri meno fortunati.
Una proposta ….. almeno alle donne ….. ripristinate l’integrazione al minimo, senza tener conto del reddito del marito.
“dopo aver pagato uno sproposito in contributi volontari”
a chiarimento di questa frase:
ogni bollettino di versamento di 652 euro provoca una integrazione di 2,5 euro mensili di pensione;
sono 30 euro ogni anno;
in 22 anni di pensione riscossa si recuperano i versamenti fatti;
poi ….. arrivati all’eta’ di 82 anni arrivano forse gli interessi.
Questa e’ la situazione che mi pare assurda.
1995 canone rai 158.000 = 81,6 euro …. oggi 109,00 euro piu’ 33,58 % se si fosse aumentato allo stesso modo l’importo di 2840,51 ora sarebbe pari a 3794,35.
Il prezzo della benzina del 1995 in euro è di: 0.973 oggi 1,328 piu’ 37% ….. 3891,49.
Vediamo poi …. da http://www.orsaminore.prato.it/centro/diritti/htm/pens.htm
1995 a quanto ammontano i privilegi dei nostri parlamentari:
…… “Indennità” di £ 16.000.000 …….. (8263,31 euro) poi tanti altri privilegi ….
2010 cosa quadagnano oggi? http://scuolamagazine.it/2010/02/stipendi-parlamentari/
……. STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese ….. piu’ tanti altri conteggi che lo portano al raddoppio …. ma non e’ questo il problema che pongo …
vi e’ quindi un aumento “che pare morigerato” del 20,77%
Se tenessimo conto di questo aumento il 2840.51 dovrebbe diventare: 3430,48
Ma figuriamoci se pensano a questi importi … che riguardano gli altri.
Mia figlia e’ arrivata al casello autostradale …. sciopero …. sbarra alzata non paga il tragitto.
E’ un omaggio per la festa della donna o le arrivera’ la richiesta del pedaggio?
e magari la perdita dei punti per non aver pagato ……



concordo al 100%,sul tema delle pari opportunità siamo all’età della pietra…sarebbe interessante aprire un dibattito su questo:
colpa delle donne che non votano le donne?
colpa delle religioni che tengono in sub-ordine le donne?
c’è un problema psicologico o un retaggio storico?
è colpa della famiglia organizzata in questo modo?
ecc,ecc,