Darsena e piattaforma Maersk: parla Canavese
Savona. “C’è un meno 50% di volumi rispetto a prima, non c’è un solo negozio o residenza costruita su area demaniale, la trasformazione della Darsena ha consentito di creare diversi posti di lavoro, e poi a me sinceramente piace…”. Risponde così il presidente della Port Authority Cristoforo Canavese alle critiche sulla “cementificazione” della nuova Darsena savonese.
E da uomo pratico come ama definirisi così risponde sul mercato dei contenitori e sull’iter di realizzazione della piattaforma di Vado Ligure, con al centro il tema dell’occupazione: “Abbiamo instaurato un buon tavolo con i sindacati confermando le prospettive occupazionali previste dal progetto e credo che questo sia il miglior segnale per far partire i lavori entro il 2010″.
E ai sindacati che lo tirano per la giacchetta invocando una partecipazione della Port Authority alle politiche di sostegno al lavoro: “Al momento non sono arrivate richieste dirette, come sulla Petrolig, l’ambito portuale ha tenuto praticamente invariati i livelli occupazionali nonostante la crisi e rappresenta per il futuro locale l’unica grossa opportunità lavorativa per molti giovani. Mi auguro si possa fare ancora qualcosa sul fronte delle aree retroportuali e la Val Bormida”.
9 commenti a “Darsena e piattaforma Maersk: parla Canavese”
Se le elezioni regionali fossero state spostate in altra data sono sicuro che almeno due giorni prima si sarebbero lette le stesse affermazioni fatte dall’Autority con la tavola ovale con i rappresentanti sindacali a prendere per oro colato il tutto..
Nel 2000 i posti di lavoro promessi erano 2000,poi scesi a meno di 200,poi risaliti intorno ai 250 ,poi 454,poi 654.è plausibile alzare od abassare questi numeri credendo di essere in borsa.E’ giustificabile ed ovvio chiedersi chi è quel scienziato che ha eleborato il piano industriale della struttura.Nel 2010,malgrado la crisi,malgrado il bisogno occupazzionale,penso sia ingiustificabile che le tre organizzazioni sindacali barattino tutti i principi sociali ed in barba allo sviluppo sostenibile sacrificando la vivibilità di una intera frazione urbanistica solo e soltanto per una manciata di posti di lavoro. Ma perchè non cercano di attivarsi ad esempio sulle energie rinnovabili o quant’altro nel campo ,che garantiscono occupazioni più numerose e contribuiscono a diminuire l’inquinamento globale a salvaguardia della salute pubblica ?
“”Il Presidente ha la rappresentanza dell’Autorità Portuale:
* presiede il Comitato Portuale e gli sottopone, il piano operativo triennale per l’approvazione, il piano regolatore portuale per l’adozione, il bilancio preventivo e le relative variazioni;
* provvede al coordinamento delle attività svolte nel porto dalle pubbliche amministrazioni, al coordinamento e al controllo delle attività soggette ad autorizzazione e concessione, e dei servizi portuali;
* amministra le aree e i beni del demanio marittimo compresi nell’ambito della circoscrizione territoriale;
* assicura la navigabilità nell’ambito portuale e provvede al mantenimento ed approfondimento dei fondali.”"”
http://www.porto.sv.it/Autorit–P/Chi-siamo/poppres.htm
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Mi sfugge qualcosa ……..
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dove e’ scritto che ha l’autorita’ di trasformare l’area da “amministrare” in un unico porto?
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Non e’ che sia poco chiaro il concetto di operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria?
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E’ come se l’amministratore del “mio” condominio decidesse in modo autonomo di utilizzare il giardinetto antistante il palazzo per realizzare un adeguato numero di posti auto di superficie e magari anche interrati.
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Se vanno sostituite le lampadine o va’ commissionato lo sgombero della neve …. puo’ agire liberamente, e’ compito suo mantenere efficiente “cio’ che gia’ esiste” …. ma cose nuove …. non gli competono.
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Il concetto di amministrare va’ forse chiarito meglio chi ha il potere tende ad ampliare i suoi compiti appropriandosi di competenze che spettano ai “proprietari” e non agli amministratori.
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Ed i proprietari talvolta restano li’ …. imbambolati ad osservare lo scempio che viene fatto della loro proprieta’ senza aver ben chiari i motivi di queste azioni.
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Si limitasse questa “Autority” a mantenere puliti i fondali ….. evitando di sconfinare …..
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Anzi ….. se evitasse di riempire la spiaggia di sassetti ….. sarebbe meglio.
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PS. magari qualcuno mi sa’ dire chi la vota ….. chi e’ il responsabile di questa amministrazione sulla cui efficienza ci troviamo spesso a discutere piu’ o meno a vuoto ….. forse e’ meglio risalire un pochino la scala gerarchica per chiedere lumi..
Quello schifo di crescent piace talmente tanto che il 92% dei savonesi ci metterebbe volentieri una bomba sotto.
Purtroppo non riescono a comprendere i capolavori della darsena, non interessano i savonesi, se volevano fare qualcosa di decente potevano almeno netterci dei servizi igenici decenti e qualche attrazione. Non si sono ancora resi conto che i savonesi preferiscono andarsene al Gabbiano, piuttosto che andare a respirare fumo. Vedendo i due gabinetti chimici, e leggendo il nome della ditta che li ha forniti, un dubbio sorge spontaneo: è il premio a chi, con il ribaltone, ha permesso che venisse approvato il progetto della piattaforma, contro la volontà popolare?
credo che, al di la delle dichiarazioni che ognuno è libero di fare, bisogna dare atto all’autorità portuale di aver lavorato in questi anni per creare opportunità di crescita economica e occupazionale. oggi c’è bisogno di “fare”, sicuramente poche parole e molti fatti per arginare la disoccupazione nel nostro territorio. il sindacato, la fit-cisl sicuramente, deve vigilare vagliando con estrema attenzione tutte le opportunità che si propongono. fortunatamente quando mi siedo al tavolo con l’autorità portuale parlo quasi sempre di prospettive di sviluppo (piattaforma, nuovo terminal crociere, retroporto e logistica, ….), sicuramente meglio che le casse integrazioni che trovo invece su altri di tavoli.
roberto speranza segretario generale fit-cisl savona
Posso ? Quando si parla di piani industriali, postoi lavoro , sindacati e altro certe ,volte mi trovo a disagio. Parliamo di questi posti/numeri lavoro per la piattaforma. Per primo bisognerebbe sapere di che cosa si sta parlando e cioè quante gru, quanti manovratori a terra per gru , insomma l’organico di questa azienda e questo dipende dal tipo di impianto e dalla tecnologia che vi sarà installata. I posti lavoro infatti mutano con le nuove tecnologie e tendono sempre al ribasso, se si parte con una tecnologia povera è prevedibile quindi una diminuzione dei lavoratori. Qualità del lavoro. vero che in perido di crisi si prende tutto quello che capita (non sempre) ma anche vero che possono esserci anche lavori non qualificanti e che hanno una valenza diversa da, a pari investimenti anche ambientali, da altri più specifici e al sicuro da eventuali sub/sub/sub appalti. Ho letto, inoltre, che bisognerebbe essere contenti anche nel caso che i lavoratori non fossero “territoriali” in quanto comunque , per la durata dei lavori/cantiere spenderebbero in zona. Genova ha una storia sui containers e quindi tutta un indotto specifico, detto onestamente penso che sarebbe più conveniente ( a tutti ) se in presenza di problemi specifici partisse una squadra da Genova ( si chiamano trasfertisti) che non aprire una nuova ditta a Savona. E’ vero che l’Autorità portuale ha, a onor del vero, dato respiro ad un porto asfittico come era quello di Savona, mesi e mesi senza nemmeno una nave in banchina, ma è anche vero che non esistono scelte obbligate e che ,potendo scegliere, sarebbe preferibile una scelta attenta al territorio ( vale anche per la Margonara) perchè , sperando in bene , tra qualche anno l’economia locale graverà sempre più sul Turismo, magari anche povero e mordi/fuggi , ma per farlo serve avere un territorio consono a questo. Per finire solo un appunto sulle multinazionali, stiamo vedendo, in questi giorni , come quando si tratta di venire in Italia e prendere aiuti e sovvenzioni si formi la fila ma appena si presenta un problema i primi a chiudere sono questi stabilimenti che così come sono statio impiantati in Italia possono esserlo anche in paesi meno “cari” e di questo il Sindacato deve tenerne conto e anche tanto.
Si puo’ parlare, parlare, parlare di cose belle e di sviluppi.
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Tuttavia sarebbe opportuno che oltre a parlare …… vengano attivate le celluline grigie ….
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E se si parla di posti di lavoro ….. sarebbe opportuno considerare il saldo finale di una operazione …… il saldo globale e non delle singole operazioni.
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Le azioni che il gestore pro tempore del fronte mare pone in essere hanno dei saldi finali discutibili.
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Prendiamo i sassetti che l’anno scorso ha fatto depositare sulla sabbia antistante il nostro mare …. non discuto sulla necessita’ di far qualcosa di tecnico …. ma sulla tempistica di questa operazione e sulle ripercussioni sulla occupazione di queste scelte:
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e lo faccio su turisti di cui ho diretta conoscenza …. i miei figli che passano a turno un periodo al mare …. e loro sono turisti veri che tranne l’albergo per il resto spendono (anche le cifre risparmiate dell’albergo) in giro ….. insomma sono turisti di tutto rispetto (e l’unico problema che lamentano e’ legato all’assenza di parcheggi che li portano spesso in Francia a ……. parcheggiare …….).
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Io non so’ se quest’anno verranno ancora a trovarmi a Savona …. dopo i sassetti dell’anno scorso …… o meglio non so’ se “ora” hanno cambiato idea ….
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Ecco le operazioni a salvaguardia dei posti occupazionali se si legano ad una “assurdita, una mostruosita’” …. opinione personale …..
…… e mi riferisco a quella piattaforma che si vuole a tutti i costi inserire in una localita’ che nel turismo trova il sostegno economico di molte persone ……
quante lo ignoro …
spero che almeno i rappresentanti sindacali questi dati li conoscano
(che li conoscano altri personaggi che operano su questa vicenda …. ne dubito ….).
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Ecco i conti andrebbero fatti sul saldo finale di una operazione che cambia profondamente una localita’ dove un tipo di turismo sparira’ certamente sostituito da un turismo diverso fatto forse di camionisti ….. con esigenze diverse rispetto al turismo attuale.
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Alla fine si potrebbe anche arrivare ad un saldo positivo “forse” rivoluzionando un po’ tutto un equilibrio raggiunto in tanti anni.
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Il dubbio di un turista che a Vado si reca spesso …. da spendaccione …. si lega alla competenza degli amministratori sul territorio che amministrano ….. possono mutarne la natura? senza tener conto della volonta’ dei “proprietari”?
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Ancora ieri i sono trovato in una assemblea condominiale … un quartierino cui fanno riferimento 600 famiglie, un gruppo consistente di condomini avevano portato avanti il proposito di mutare la natura di una strada privata … chiudendola al libero passaggio …
con l’accordo di qualche amministratore avrebbero glissato su alcuni aspetti ed in presenza di una assemblea unanime …. si poteva ottenere tale chiusura.
Seicento aventi diritto …. cinquanta presenti con adeguate deleghe ….
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una procedura poco corretta si e’ bloccata alla domanda: ….
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“ma per fare questa modifica non dovrebbero essere depositate seicento firme davanti ad un notaio? ….. non mi sembra giusto votare su questo argomento per alzata di mano …….”.
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A questo punto chi portava avanti la disponibilita’ di …. chiudere un occhio …. ha …. glissando opportunamente evitato la votazione concordando sulle firme davanti al notaio ….
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Non e’ finita ….ma devono studiare qualcosa i diverso …….. e far lavorare le celluline grigie.







E meno male che almeno a Canavese piace la nuova darsena..