Capitaneria di Porto, “Operazione Poseidon”: 34 controlli in mare e 276 a terra
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Liguria. Ieri, il 1° Centro Controllo Area Pesca della Direzione Marittima della Liguria ha coordinato una operazione su scala regionale, denominata “Poseidon”, di vigilanza e controllo della pesca marittima lungo l’intera filiera ittica, a cui ha partecipato il personale delle Capitanerie di Porto di Genova, La Spezia, Savona, Imperia, San Remo, Alassio, Santa Margherita Ligure e degli Uffici Marittimi minori.
Sono stati svolti 34 controlli in mare, con l’ausilio di motovedette, nei confronti di pescatori sia professionali sia sportivi, e 276 controlli a terra con l’intervento di appositi nuclei ispettivi. In particolare i controlli a terra sono stati rivolti ai punti di sbarco del pescato posti all’interno dei porti, ai centri commerciali, ai depositi, ai mercati ittici, ai ristoranti ed alle singole pescherie, compresi i venditori ambulanti.
A seguito della operazione in parola, i militari della Guardia Costiera hanno provveduto ad elevare diverse sanzioni amministrative per irregolarità sulla applicazione delle norme comunitarie in materia di etichettatura dei prodotti ittici. Inoltre sono state inoltrate tre informative di reato per frode in commercio alla competente Autorità Giudiziaria. In due casi la frode consisteva nel fatto che prodotti ittici di modesto valore commerciale, quali lo “Squalo Smeriglio” o il “Pesce Pangasio”, venivano posti in vendita rispettivamente sotto la denominazione di “Pesce Spada” e “Pesce Persico”, specie ittiche di maggiore pregio e valore commerciale.
In un caso la frode consisteva nel dichiarare come fresco, da parte del ristoratore, pesce che è stato scoperto essere decongelato. Si sottolinea che tutte le violazioni riscontrate in sede di accertamento inerivano a norme la cui finalità è quella di tutelare il consumatore quando egli si accosta all’acquisto o al consumo dei prodotti ittici

