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Articolo n° 84620 del 09/03/2010 - 18:24

Caccia all’Adelasia, animalisti contro la proposta dell’assessore Ruggeri

Caccia
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Savona. La delegazione ligure della Lega per l’abolizione della caccia ribatte aspramente all’assessore regionale Ruggeri che oggi, ha ventilato la possibilità di permettere battute venatorie selettive rivolte a cinghiali e altri ungulati nella riserva regionale dell’Adelasia.

“L’esercizio della caccia e il trasporto non autorizzato di armi da caccia, all’interno di tutte le  riserve naturali regionali  presenti in Italia costituisce reato” sottolinea l’associazione ambientalista, lanciando poi l’affondo: “Gli amministratori, sia provinciali che regionali, la smettano dunque di promettere, in campagna elettorale, fantomatiche possibilità di accesso nei terreni facenti parte della neo-ampliata riserva naturale regionale. Non è cosa nè seria né verosimile, oltre che palesemente illegittima”.

“Insieme alle altre associazioni ambientaliste liguri e savonesi – annuncia poi la Lac – vigileremo ed interverremo presso tutte le competenti sedi di controllo, anche giudiziarie, per evitare norme o regolamenti confezionati ad hoc per poche decine di prepotenti, che possono benissimo andare a caccia altrove anzichè nelle aree protette istituite con ben altra finalità che lo sparo per divertimento”.

9 commenti a “Caccia all’Adelasia, animalisti contro la proposta dell’assessore Ruggeri”
sampei29 ha detto..
il 10 marzo 2010 alle 08:07

Ma prepotenti a chi, gli unici che vogliono imporre ad ogni costo il loro punto di vista sono queste associazioni.
Insultare poi è sempre una cosa becera, che indica il grado di civiltà di chi scrive!

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Mauro Brunetti ha detto..
il 10 marzo 2010 alle 22:16

Prego sanpei, sniper e gli altri cacciatori presenti di non fraintendere le mie parole e di non volerle prendere come una provocazione. Chiedo loro però di riflettere serenamente e di darmi una risposta obbiettiva alla seguente domanda:
il fatto che i cacciatori possano girare armati nella proprietà privata altrui, uccidendo esseri indifesi (ovviamente non mi riferisco tanto ai cinghiali quanto ai migratori) in nome di quello che non ritengo uno “sport” non può essere visto da quell’80% abbondante di persone che la pensano diversamente come una prepotenza ?

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sampei29 ha detto..
il 11 marzo 2010 alle 08:21

Sig. Brunetti, le rispondo più che volentireri.
Primo mi permetto di farle notare l’ipocrisia di questa frase “ovviamente non mi riferisco tanto ai cinghiali quanto ai migratori”, trovo comprensibile che vogliate difendere gli animali, ma trovo razzista questa affermazione, non dovreste difenderli tutti allo stesso modo, e non in base alla bellezza e ai fastidi che possono dare?
Secondo le faccio notare che l’articolo verteva su tutt’altro rispetto alla sua domanda, alla quale però rispondo che anche andando a cercare funghi o a fare una passeggiata si attraversano proprietà private, pertanto accanirsi solo sui cacciatori mi sembra disciminatorio.
Infine la prego di voler dare dei dati precisi rispetto ai contrari alla caccia e riportare delle fonti imparziali di rilevazione.
Saluti

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remo ha detto..
il 11 marzo 2010 alle 09:28

Mettiamola così: in questo caso, la prepotenza è la volontà di imporre il proprio punto di vista alla parte avversa, quindi, vista dalla parte dei cacciatori, anche le posizioni delle Associazioni ambientaliste possono essere considerate una prepotenza, dal momento che sono orientate a imporre il proprio pensiero, palesemente contrario a chi pratica l’attività venatoria.
Detto questo, ritengo che la caccia debba essere regolamentata, non permettendo l’attività durante il periodo di riproduzione, i calendari non estesi a dismisura ecc. Ritengo invece sbagliato il permesso di accesso ai fondi privati solo nel caso che il proprietario del fondo sia contrario.
Per quanto riguarda le percentuali di favorevoli o contrari, vorrei, provocatoriamente, fare questo ragionamento. Se in Italia il 20% della popolazione è favorevole alla caccia il restante 80% è contrario? Non credo che sia una chiave di lettura corretta, altrimenti i nostri politici, così sensibili ai voti che può muovere un’opinione prenderebbero posizioni nettamente sfavorevoli ai cacciatori.
Io credo, purtroppo, che alla maggior parte degli italiani il problema caccia, ambiente, territorio gli scivoli addosso senza toccarli più di tanto.

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Mauro Brunetti ha detto..
il 11 marzo 2010 alle 10:25

Rispondo volentieri a Sanpei.
1) Non ritengo un’ipocrisia distinguere la caccia al cinghiale, animale che si è riprodotto a dismisura proprio grazie alle politiche venatorie che ne hanno favorito la sua espansione a danno di settori importanti quali l’agricoltura e della selvaggina stanziale introdotta (purtoppo spesso poveri animali quasi da pollaio, come i fagiani che devono essere allontanati a pedate…) dalla ignobile caccia a uccelli che giungono stremati da viaggi lunghissimi. Se le i è cacciatore sa benissimo l’impatto che questo tipo di caccia ha su specie a rischio e vulnerabili. Qundi l’unica distinzione che farei è questa: non specie simpatiche o no che non esistono. Esiste chiaramente invece la categoria di specie minacciata e in questa ricomprendo tuta la fauna in migrazione. Come lei ben sa l’articolo 842 del Codice Civile autorizza solo ed unicamente i cacciatori armati ad entrare nei terreni privati per esercitare la loro attività
Questo articolo, inserito nel Codice nel 1942 in piena Guerra Mondiale per favorire la preparazione bellica degli italiani, non trova riscontro in alcuna altra nazione del mondo, neppure in Francia, ove la pressione venatoria non è minore della nostra..
Ciò vuol dire che solo in Italia (oltretutto Paese dotato della maggior biodiversità di tutta Europa) il divieto di accesso nei fondi privati vale per tutti (fotografi, pittori, escursionisti, perfino pescatori) tranne che per coloro che imbracciano un’arma. Altrimenti devono seguire questo iter non proprio semplice o economico:

1. I fondi chiusi sono delimitati da muro o da rete metallica o altra effettiva chiusura di altezza non inferiore a m. 1,20 o da corsi o specchi d’acqua perenni il cui letto abbia profondità di almeno metri 1,50 e la larghezza di almeno mt. 3.

2. La nuova istituzione di fondi chiusi e di quelli esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge, deve essere notificata al Comune. Qualora la superficie dei fondi chiusi di nuova istituzione sia superiroe a 3 ettari la notifica deve essere fatta anche alla Provincia nel cui territorio ricadono.

3. I proprietari o i conduttori dei fondi cui ai commi precedenti provvedono ad apporre tabelle esenti da tasse, recanti la scritta “Fondo chiuso” nei modi previsti dall’art. 26 della presente legge.

Oltretutto nè fungaioli, nè pescatori, nè tantomeno escursionisti rappresentano una minaccia alle persone che intendono pacificamente fare una passeggiata. Le sembra giusto che da settembre in poi io non possa portare mia figlia in giro per i boschi (che magari sono anche miei) per paura che si prenda una fucilata perchè scambiata da qualche cacciatore ultrasettantenne e un po’ miope per un cinghialetto. La Stagione 2009/2010 si chiude con 27 morti e 58 feriti che sono un bel numero.
Per quanto riguarda i sondaggio posso rinviare al seguente link (peraltro di un sito di cacciatori) che ripropone il sondaggio realizzato da IPSOS (quindi fonte indipendente)
Le opinioni degli italiani sulla caccia Sondaggio realizzato nelle 13 regioni al voto a Marzo 2010 per ENPA, LAV, LEGAMBIENTE, LIPU, WWF
http://www.bighunter.it/LinkClick.aspx?fileticket=5HzqTusXGoc%3d&tabid=204

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Mauro Brunetti ha detto..
il 11 marzo 2010 alle 10:40

Quando parlo di prepotenza intendo anche cose di questo genere tratte da un forum di cacciatori.
Se uno fa una deomanda del genere o è “poco attento” o è in malafede.
Valutate poi le risposte e chiedetevi se uno per stare tranquillo in casa propria deve costruire una linea maginot e se questo è degno di un paese civile.

Domanda:
Buongiorno, volevo esporVi un mio dubbio, nella speranza che qualcuno di Voi mi possa dare dare notizie più precise.
Per il prossimo anno sono stato invitato in un appostamento (temporaneo) per la caccia alla migratoria.
andando a vedere il posto mi accorgo di quanto sotto descritto:

1- Il capanno è posto in mezzo ad un recinto alto circa 1 metro e mezzo formato da griglia con maglie 10×10 cm. e 3 o 4 cancelli di accesso. il perimetro di detto recinto è approssimativamente di mt 300 x 250 ed è adibito nella giusta stagione al pascolo di mucche. La mia domanda è: E’ FONDO CHIUSO ?? (DIVIETO DI CACCIA) ?

2 – Per raggiungere questo posto si può utilizzare una strada sbarrata il cui accesso è consentito solo ai proprietari (gli stessi del fondo), alla forestale, ed ai vigili del fuoco. All’inizio della stessa oltre alla sbarra vi è un cartello di divieto per tutti i veicoli a motore escluso gli autorizzati.
La strada è in terra battuta (ad eccezzione di una ventina di mt. fatta in cemento, per l’acqua) ed è percorribile solo da fuoristrada. Su di essa in prossimità della recinzione di cui al punto 1 vi è un cartello con scritto animali al pascolo. La mia domanda è: BISOGNA MANTENERE LE DISTANZE DA QUESTA STRADA O VIOTTOLO. ??

Risposta 1:
per essere fondo chiuso deve essere recintato ma anche tabellato ed in quel caso la caccia è vietata anche ai proprietari del terreno.
per quello che riguarda la strada devi informarti di com’è considerata (padronale, interpoderale, ecc, ecc)

Risposta 2
Se poi vogliamo essere proprio pignoli possiamo aggiungere che:
le tabelle devono essere poste in modo tale che ponendosi davanti ad una di esse siano visibili anche quella alla sua destra ed alla sua sinistra e sulle tabelle dovrà essere riportata l’ordinanza con la quale si autorizza il fondo chiuso.

Risposta 3
ti do il mio parere.la strada se vi e’ una sbarra e tanto di cartello strada privata e’ assimilabile ad una padronale o poderale, non e’ percorribile con i mezzi non autorizzati (presupponendo che l’appostamento e’ sito in un terreno raggiungibile solo con la stessa il titolare dovrebbe avere il permesso di passaggio del proprietario del fondo su cui insiste l’appostamento ).se non ha il permesso e” percorribile a piedi e da cacciatori i quali non sono tenuti essendo privata a mantenere la distanza.Il fondo chiuso e’ considerato tale se recintato da rete 1.8mt e o da fossato mi sembra metri 3 e delemitato da tabelle recanti la scritta fondo chiuso sulle quali vi e’ il timbro della provincia per estensioni di terreno oltre 3 ha o del comune se minori.Il problema si pone per il bestiame perche’ la legge dice di mantenere una distanza di metri cento da stalle o stabbi adibiti al ricovero o alla alimentazione di animali nel periodo del loro utilizzo per cui se non ci sono animali al pascolo puoi cacciare altrimenti no.
ciao

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remo ha detto..
il 11 marzo 2010 alle 10:52

Ho letto con interesse il sonfìdaggio linkato da Mauro Brunetti. E’ stato evidenziato che una percentuale intorno al 70% della popolazione è contraria alla caccia. Quindi sarebbe quasi inevitabile che se l’argomento avesse la capacità di spostare masse di voti rilevanti da uno schieramento all’altro sarebbe trattato in maniera diversa. Purtroppo, com’è stato rilevato alle domande relative al voto, non è così. E’ resto dell’idea, come detto nel mio precedente intervento, che al di la delle dichiarazioni, nel concreto, il 70% di cui sopra non faccià nulla per fare cambiare le cose.

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sampei29 ha detto..
il 11 marzo 2010 alle 11:13

Sig. Brunetti,
apprezzo la sua risposta piena di contenuti e non di accuse sterili ma mi permetto di dissentire su alcuni punti.
La caccia ai migratori è ormai limitata a pochissime specie tra quelle non in pericolo, e comunque la drastica diminuzione di talune specie non è assolutamente riconducibile ai cacciatori, prova ne è che sono in drastica diminuzione anche tipologie di uccelli non cacciabili e che non essendo di interesse culinario non temono neppure il bracconaggio, vedasi la rondine.
Purtroppo pesticidi e cambiamenti climatici stanno decimando molti tipi di uccelli ed è giusto proteggere tutti quelli a rischio, come si fa giustamente con decine di migratori contro le 3-4 specie oggi cacciabili.
Per quanto riguarda l’accesso ai fondi privati, consco la legge, io intendevo che se ti capita di andare per funghi, statisticamente almeno il 90% dei boschi che giri è privato, ma è consuetudine non impedire l’accesso, anche se a volte lo si tassa.
Idem per escursionisti, pescatori, ecc.
Ovvio che sono i cacciatori a doversi attenere alle regole e alla prudenza per eliminare i rischi.
Per qunto riguarda i morti a caccia, a parte che sono annoverabili per la quasi totalità tra i cacciatori, (1 solo morto considerato non cacciatore, un ragazzo che però andava a caccia senza permesso) ma i dati che lei riporta sono gonfiati in maniera abnorme dal fatto che vengono conteggiati anche morti per malore durante la caccia e incidenti di auto recandosi a caccia, cosa che mi sembra estremamente scorretta.
I dati che riporto sono presi dal sito della LAC per cui non sono sicuramente pro-cacciatori.

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Mauro Brunetti ha detto..
il 11 marzo 2010 alle 11:57

Pur restando su posizioni nettamente opposte apprezzo la serenità e la pacatezza del dialogo. Se si riuscisse a discutere sempre così forse si potrebbero portare a casa dei buoni risultati.

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