Andora, Aurelia bis: per il leghista Bronda “progetto da rivedere”
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Andora. Polemica sulla progettata prosecuzione dell’Aurelia bis nel Ponente savonese, che dovrebbe giungere ad Andora, collegandola lungo la nuova arteria con Alassio e Albenga. A suscitare le perplessità del segretario provinciale della Lega Nord, Andrea Bronda, è lo svincolo che dovrebbe essere realizzato nella cittadina dell’estremo ponente, in località Molino Nuovo.
“La nuova strada sbucherebbe a poche decine di metri dal nuovo centro cittadino andorese, tra un groviglio di abitazioni ed in prossimità della bellissima chiesa di San Pietro, con il suo parco ritrovo quotidiano di moltissimi bambini e persone del luogo” dichiara l’esponente del Carroccio, che poi sottolinea: “Oltre a cio la cosa che piu mi stupisce e mi rende perplesso è che l’attuale amministrazione guidata dal sindaco Franco Floris ha previsto in quella zona la creazione di un area da destinarsi ad alloggi in edilizia residenziale pubblica”.
“Senza entrare nel merito del sito che è stato scelto, una fossa in prossimità di un Rio, posto quindi tra i più umidi ed infelici sul piano della vivibilità di Andora – attacca Bronda – si è anche deciso di dare come affaccio alla gente del luogo il cemento armato della nuova Aurelia Bis, oltre all’aumento dello smog e delle polveri sottili in quel luogo”.
“Questo fa ben capire come l’amministrazione di Andora e della Regione, governata dal centrosinistra, non sono vicine al territorio e alla gente. Mi chiedo se prima di fare queste scellerate scelte fatte sulla pelle della gente ed imposte dall’alto, non si poteva verificare sul luogo con i cittadini la fattibilità del progetto” tuona il segretario leghista.
Andrea Bronda conclude indossando i panni del candidato alle regionali: “Questo significa amministrare con attenzione e responsabilità. In caso di mia elezione mi spenderò per trovare un nuovo e più idoneo sito per l’uscita dell’Aurelia Bis, che tuteli prima di tutto le persone. Noi crediamo che le opere pubbliche siano importanti, ma senza creare disagio. Soprattutto non devono essere fatte sulla pelle della gente come invece è stato nel caso di questo progetto”.

