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Albenga viale Pontelungo, i commercianti: “Più sicurezza, ma questo non è il Bronx”

Albenga. C’è chi lo dipinge come il Bronx di Albenga, e giura che qui no, non si può più vivere. E poco importa che si sia provveduto a potenziare l’illuminazione pubblica e che a vigilare sulla zona vi siano telecamere di ultima generazione (“Non servono come deterrente”, sussurrano alcuni), il senso di insicurezza continua ad invadere le case di molti abitanti di viale Pontelungo.

Per la strada e nei negozi si parla ancora dell’aggressione subita il 2 dicembre scorso da una giovane ingauna mentre rientrava a casa in via Fratelli Viziano, e spesso si storce il naso al passaggio dei tanti immigrati che qui hanno deciso di vivere, aprire attività e, in alcuni casi, gestire i propri affari non sempre leciti. Con il recente ritrovamento di siringhe in un’aiuola poi, l’indignazione aumenta.  Un’immagine, questa, che fa di viale Pontelungo una delle zone da “evitare”, con grande danno di chi da decenni si rimbocca le maniche per far funzionare la propria attività.

“Basta parlare in questi termini del nostro bellissimo viale – dice il titolare della storica gioielleria De Lonti che da 50 anni “illumina” la zona con le sue vetrine “dorate” -. Non nego che in questi anni la situazione sia cambiata ma penso che non sia il caso di esagerare. Questa immagine, “deformata” in peggio, nuoce a noi commercianti. Guardi, questa mattina ho lasciato la porta aperta del negozio. E questo perchè l’unico episodio spiacevole capitato risale a due anni fa, quando un extracomunitario ha cercato di mettere le mani nelle vetrine ma è stato immediatamente bloccato. Noi non vogliamo certo chiudere gli occhi di fronte ad una realtà in mutamento, ma basta col dire che questo è il Bronx. Ne stiamo pagando il prezzo noi titolari di esercizi commerciali che vediamo diminuire la clientela, non solo per la crisi, ma anche perchè da quello che vediamo scritto sui giornali sembra che questa sia una zona off limits. Bisognerebbe ridimensionare il tutto e dare una descrizione più oggettiva della realtà”.

“Ho aperto da appena un anno – aggiunge il titolare del bar di fronte – e tutti mi hanno detto se sono pazzo ad aver scelto questa come sede per la mia attività. Ho investito molto qui e non mi sembra giusto essere penalizzato da descrizioni non del tutto veritiere. E’ vero, ci sono molti extracomunitari che spesso prendono possesso delle panchine del viale e si riuniscono agli angoli delle strade. Molti sono da tenere sott’occhio ma per altri penso sia solo un modo per ritrovarsi e stare insieme senza nuocere a nessuno. E poi in questi mesi si sono succeduti molti arresti, e molti clandestini sono stati individuati, segno che comunque i controlli ci sono. Chiedo di andare oltre al sensazionalismo e alla voglia di fare notizia e di venire a vedere se questa si può davvero considerare una zona pericolosa come dicono alcuni”.

“E’ inutile negarlo – interviene il titolare del negozio di ottica che lavora qui da circa 15 anni -. Tra risse, presenza di stranieri e conseguente percezione di insicurezza, il passaggio di persone e clienti diminuisce drasticamente a partire dalle 18. E noi ne facciamo le spese”.

Commenti

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  1. Fran
    Scritto da Fran

    sarebbe interessante sapere se orari di apertura e chiusura, giorno di chiusura, norme e quant’altro valgono solo per i nati in italia o per i commercianti di tutte le nazionalità.per non parlare degli scontrini fiscali, tasse ecc ecc…chissà!!

  2. ossalopp
    Scritto da ossalopp

    Concordo con l’ultimo passaggio, riguardante risse, presenza di stranieri, percezione di insicurezza e relative conseguenze anche per i commercianti. Tranne che per gli esercenti extracomunitari, che la loro clientela la conservano senza problemi, quasi 24 ore su 24…