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Articolo n° 84240 del 02/03/2010 - 15:01

Albenga, tutto pronto per l’apertura dell’area archeologica di San Calocero

percorso didattico San Calocero Albenga

Albenga. Sabato 6 marzo, alle ore 10,30, presso i resti archeologici di San Calocero in regione Doria, verrà inaugurato il nuovo percorso didattico allestito dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici, con il contributo della Fondazione De Mari di Savona e del Comune di Albenga.

L’operazione si configura come l’istituzione di un vero e proprio parco archeologico attrezzato con numerosi pannelli dedicati al monumento e alla città di Albenga, sintetizzati anche in lingua inglese. Una particolare attenzione è stata rivolta ai diversamente abili, attraverso l’apposizione di una targa in braille all’inizio del percorso, con la pianta del sito ed una sintesi degli elementi di rilievo. Inoltre rampe e passerelle a scivolo assicurano la parziale fruizione del sito da parte di eventuali visitatori con difficoltà deambulatorie o persone con passeggini.

“Si tratta di un momento importante per la città di Albenga in cui, dopo molti anni dedicati a scavare il sito, restaurarlo e studiarne tutti gli aspetti, la città si può riappropriare definitivamente di un bene che, in fondo, le appartiene profondamente – spiegano i curatori del percorso, Giuseppina Spadea della Soprintendenza Archeologica e Stefano Roascio, collaboratore della stessa Soprintendenza -. Al San Calocero si è fatta un po’ la storia della ricerca: qui infatti Nino Lamboglia ha messo in pratica già a partire dalla fine degli anni trenta del Novecento le embrionali metodologie dello scavo stratigrafico, poi la Soprintendenza è intervenuta negli anni ottanta attraverso il coinvolgimento di importanti istituzioni di ricerca a livello mondiale quali il Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana e l’Ecole Française de Rome che, sotto l’attenta guida sul campo di Philippe Pergola, hanno gettato nuova luce sulle antiche vicende della chiesa e del monastero”.

“Oggi gli studi ci restituiscono un complesso archeologico straordinario, con stratigrafie che partono dal primo secolo d.C. fino al XVI inoltrato e ci permettono di evidenziare la specificità in ambito ligure di una chiesa paleocristiana sorta verosimilmente nel luogo di sepoltura delle venerate spoglie del martire Calocero, ucciso probabilmente agli albori del IV secolo in una delle ultime e più violente persecuzioni anticristiane dell?Occidente” aggiungono i due curatori del percorso.

“Oggi intendiamo presentare un’anteprima dell’area archeologica di S. Calocero; un’anteprima sia perché tanto lavoro resta da fare per garantire una valorizzazione e fruizione che continui nel tempo e che assicuri la corretta conservazione del sito, ma anche nel senso di un primo ‘assaggio’ della ricchezza di un sito che, tra breve, verrà ulteriormente illustrata dalla pubblicazione di una monografia a cui ho lavorato assieme all’aiuto del prof. Pergola e del dott. Roascio e di tante personalità eminenti degli studi e del mondo accademico nazionale chiamate a ragionare, sotto ogni punto di vista, sul San Calocero” aggiunge la dott. Spadea.

“Come si vedrà i pannelli hanno privilegiato l’esposizione di numerosi reperti mobili quali ceramiche classiche e medievali, pilastrini ed elementi scultorei che oggi non possono essere direttamente esposti sul sito, ma che auspico verranno raccolti in un nuovo museo archeologico comprensoriale. In attesa di ciò siamo comunque pronti ad allestire una mostra temporanea in città per mostrare tutti assieme i numerosi reperti che ha restituito il sito. Anche lo scavo stratigrafico del complesso non è del tutto concluso e saranno sempre possibili approfondimenti e ampliamenti, comunque oggi, con l’apertura dell’area e tra breve con la presentazione al pubblico del volume di studi, possiamo affermare con soddisfazione che, dopo tanti anni di ricerca, un punto fermo nella conoscenza del San Calocero è stato gettato” conclude la dottoressa.

“L’inaugurazione del complesso di San Calocero rappresenta la conquista di un ulteriore pezzo di storia, della nostra storia, messa ora a disposizione di tutti, ma soprattutto delle nuove generazioni, dei nostri figli e dei nostri nipoti. Per questo ringrazio in particolare la Sovrintendenza per i Beni Archeologici della Liguria che ha dimostrato un grande interessamento verso la nostra Albingaunum, valorizzando un immenso patrimonio culturale, riscoprendo itinerari archeologici straordinari e proponendo, in sinergia con l’Amministrazione Comunale, visite al Palazzo Vecchio del Comune, alla Cattedrale di San Michele, al Battistero, al Museo Navale, al Museo Diocesano, alla Mostra Magiche Trasparenze con il famoso Piatto Blu, all’area archeologica nell’alveo del Centa, alla Chiesa di San Vittore, alla Via Julia, al sito di Lusignano, all’Isola Gallinara, all?Anfiteatro, al Pilone ed ora anche alla necropoli del Monte proprio con la Basilica di San Calocero” commenta il sindaco di Albenga Antonello Tabbò.

Redazione

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14 commenti a “Albenga, tutto pronto per l’apertura dell’area archeologica di San Calocero”
Paoloncino ha detto..
il 2 marzo 2010 alle 15:11

Ma quante aperture ed inaugurazioni in sto periodo…l’attuale sindaco pretende di fare in un mese ciò che non ha fatto in 5 anni!!!!!

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nero ha detto..
il 2 marzo 2010 alle 18:23

Qualche giorno mi ritrovo tabbò che mi inaugura il portone di casa!!!!!!!
…. e poi basta con sto’ piatto blu, se non ricordo male finchè è rimasto sotto terra era intero, poi qualche genio l’ha rotto (si vede bene che è spaccato di fresco)

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Giorgio MASSA ha detto..
il 2 marzo 2010 alle 19:10

Sempre meglio inaugurare cose di cui si può rivendicare la paternità, la realizzazione o il solo compimento…piuttosto che “cavalcare l’onda ” e inaugurare le opere degli altri!
Giorgio Massa

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Comment ha detto..
il 2 marzo 2010 alle 19:32

Ho comprato una bella lampadina a basso consumo da mettere in cucina
Sapete mica quando tabbò è libero per inaugurarla?

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eva ha detto..
il 2 marzo 2010 alle 19:36

La Soprintendenza non dipende certo da Tabbò, e sicuramente non si premura di fargli un favore…semplicemente è pronto un lavoro frutto di anni di studi e spero che sabato tanti albenganesi approfittino dell’occasione….il piatto è rotto da molti anni, sembra paradossale ma non è il primo importante reperto che va in frantumi! e comunque, caro diego, migliaia di visitatori sono venuti ad Albenga solo per ammirare ” ‘sto piatto”, non certo per l’ospitalità di chi ci vive….è una delle molte belle cose che abbiamo è giusto valorizzarle…

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Vittorugo ha detto..
il 2 marzo 2010 alle 23:47

Bhè…mi fa piacere che qualcun altro si è accorto dell’inflazione delle inaugurazioni dell’ultimo mese!!!
Per martedi è prevista una grande inaugurazione…sapete l’ufficio del registro ha ricevuto la cancelleria, naturalmente saranno presenti tutti i candidati per il nostro amato comune ed anche quelli regionali(che prenderanno il merito di aver spiegato come schiacciare l’invio per la conferma dell’ordine)…perchè no!!!
Cara Eva hai pienamente ragione la soVrintendenza non dipende da tabbo…ma speriamo che questi scavi non facciano la fine del fortino di piazza europa…inaugurato…aperto…fatte le foto di rito…e chiuso tutto per continuare i lavori che mancavano!!! Magari se riescono a finire in fretta ci può stare ancora una bella inaugurazione!!!
Caro Giorgio ma che bello ritrovarla in questa lista, proprio lei che sentendola parlare di extracomunitari un paio d’anni fà, non pareva avesse proprio queste idee…

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stefano roascio ha detto..
il 3 marzo 2010 alle 01:29

Salute a tutti e grazie per essere intervenuti, anche polemicamente, sull’apertura della nuova area archeologica. Sono uno dei curatori del percorso e, in questa veste, vi possso assicurare che la Soprintendenza lavora a questo progetto da circa tre anni e che i tempi della politica questa volta non c’entrano nulla. Tranquillizzo tutti dicendo che tra circa un mese presenteremo anche una monografia sul sito e non sappiamo minimamente quale sindaco vorrà presenziare, l’importante che qualcuno venga e si renda disponibile per fatti culturali rilevanti, come dovrebbe essere preciso obbligo ed interessse delle amministrazioni locali. Detto questo invito tutti a venire a visitare il San Calocero (ritrovo alle 10.30 presso la chiesetta della Madonna di Fatima, sulla trada per la via romana) e scoprirete un’area archeologica, spero, suggestiva e particolare che a tutt’oggi rappresenta l’unico resto archeologico attrezzato come museo alll’aperto di Albenga.
Speriamo nel bel tempo e in tanta gente….

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nero ha detto..
il 3 marzo 2010 alle 09:15

cara eva, visto che sai molte cose e ti piace fare nomi, puoi farci sapere nome e cognome di chi ha rotto il piatto?
grazie

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eva ha detto..
il 3 marzo 2010 alle 23:21

Non ho mai detto di sapere chi l’ha rotto (su questi fatti aleggiano sempre leggende metropolitane e voci di corridoio), e so le cose che può sapere un qualsiasi lettore abituale di Archeo o studente di Beni Culturali o di Storia dell’arte….mi spiace se il mio commento ti ha indispettito, ma il nostro piatto blu è veramente inestimabile…..capisco che sentirlo continuamente definire “il piatto più bello del mndo” dopo un po’ stufi ma in effetti è la nostra punta di diamante, speriamo che ce lo lascino!!

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nero ha detto..
il 4 marzo 2010 alle 09:09

speriamo che “il piatto più bello del mndo” non vi caschi un’altra volta

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eva ha detto..
il 4 marzo 2010 alle 14:39

scusa…mondo..a me non casca di sicuro, non c’entro niente!!

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donat ha detto..
il 4 marzo 2010 alle 15:45

che peccato sentire come una cosa bella per albenga debba essere stumentalizzata da chi non ha altri argomenti!

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Alexxx ha detto..
il 5 marzo 2010 alle 02:44

tutti troppo occupati dall’accapigliarsi su questioni politiche o pseudo-tali per apprezzare le parole del sig. Roascio: “l’importante che qualcuno venga e si renda disponibile per fatti culturali rilevanti, come dovrebbe essere preciso obbligo ed interessse delle amministrazioni locali”, cercate di volare più alto, per il bene di Albenga…
Io ci sarò sig. Roascio, gli altri probabilmente staranno a casa a bisticciare su chi ha rotto un certo piatto…

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stefano roascio ha detto..
il 5 marzo 2010 alle 07:46

La ringrazio molto per la sua sensibilità e sono convinto che, se non fosse tempo di campagna elettorale, anche molti altri parteciperebbero. Peccato che i giornali (tranne IVG)ci abbiano riservato scarsi spazi, per un’ “anteprima” che vedrà presenti anche docenti del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana di Roma e dell’Università di Genova. Sono altrettanto sicuro che, con il tempo, il San Calocero – proprio per la sua conformazione – non resterà un “muto” resto archeologico,ma potrà diventare uno spazio gradevole per varie attività culturali di qualità all’aperto.
Speriamo soprattutto che, dopo tanto lavoro, il tempo domani non guasti la festa…

Cordiali saluti

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