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Articolo n° 83848 del 22/02/2010 - 14:54

Scuola, l’intervento di Michele Boffa (Pd): “I tagli non giovano agli studenti”

Boffa

Regione. Il consigliere regionale e candidato del Pd Michele Boffa interviene sui tagli alla scuola pubblica decisi dal governo, in particolare dopo la circolare emanata dal Ministero il 14 dicembre che, secondo Boffa, sta creando parecchia confusione in quanto le istruzioni inviate alle scuole prevedono di iscrivere nei bilanci anche somme virtuali, come i crediti che gli istituti vantano dal Ministero stesso.

“I bilanci non si riescono a chiudere e non ci sono i soldi per le supplenze” sottolinea Boffa. “Se questi crediti (che in alcuni casi ammontano anche a diverse centinaia di migliaia di euro) non fossero in futuro onorati, sarebbe un disastro per le scuole, gli studenti e le loro famiglie prive di un’ulteriore fonte di sostentamento”.

“Per avere un’idea della portata della cosa basti pensare che il debito del Ministero nei confronti delle scuole è di quasi un miliardo di euro, una cifra che potrebbe risolvere molti problemi agli istituti di tutta Italia”.
 
“Tremonti, per di più, ha deciso di riprendersi alcune somme erogate alle scuole e che le stesse non hanno ancora speso. Una situazione di questo tipo non è più sostenibile – conclude il candidato del Pd -: non si possono mascherare sotto il nome di riforma i tagli scellerati che vengono fatti perchè le riforme, al contrario, vanno finanziate”.

Federico De Rossi

3 commenti a “Scuola, l’intervento di Michele Boffa (Pd): “I tagli non giovano agli studenti””
Aurelio Bianchi ha detto..
il 22 febbraio 2010 alle 15:59

Caro Boffa,
ha un’occasione per fare qualcosa.
Si legga dei corsi serali di Savona.

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trifase ha detto..
il 22 febbraio 2010 alle 21:34

Caro Boffa, gliela do’ io la soluzione al problema dei tagli della scuola pubblica. E’ semplice….incentivare la scuola privata. Nella scuola statale uno studente costa in media 4000 euro all’ anno e li paghiamo con le tasse di tutti. Nella scuola privata costa in media solo 1500 euro (sono le famiglie danarose a sobbarcarsi la differeza di costo pagando alla scuola la retta). Vuoi vedere che allo Stato italiano converrebbe molto di più sostenere uno studente delle private che non uno delle statali? Peccato però che alla sinistra italiana, che ha monopolizzato la scuola da decenni, ed alle lobby di potere appoggiate dalla sinistra tale discorso faccia fatica ad essere recepito, anzi, è ostacolato in ogni modo.

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Aurelio Bianchi ha detto..
il 23 febbraio 2010 alle 16:08

Caro trifase hai ragione da vendere.
Basta pagare lo stipendi agli insegnanti, si faccia come nelle scuole private: o lo stipendio (ridotto) o i punti.

E per aumentare il numero dei diplomati basta un bello sportello con un listino prezzi.

Perito 3.000 euro
Ragioniere 3.000 euro
ecc…

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